Berlino - Alla fine anche gli ultimi cinque studenti tedeschi se ne sono andati, e sono rimasti solo gli stranieri: la scuola media Eberhard Klein nel distretto Kreuzberg di Berlino è la prima scuola tedesca al 100% “multi-kulti”, multiculturale, in tutta la capitale e in tutta la Germania. La frequentano 345 giovani provenienti esclusivamente da famiglie di immigrati. Gli ultimi tedeschi, secondo quanto confermato dallo stesso direttore Bernd Boettig, se ne sono andati in quest’anno scolastico. Le nazionalità sono variegate: turchi (il distretto di Kreuzberg ha tradizionalmente una forte presenza turca), arabi, albanesi, africani, vietnamiti. Il fenomeno va avanti da anni: una decina di anni fa la relazione stranieri e tedeschi era 50 a 50 ed era ancora equilibrata ma il trend va avanti e non è possibile invertirlo.
Londra - La decisione presa dal presidente americano George W. Bush di non ratificare il trattato di Kyoto fu determinata in parte dalle pressioni esercitate da Exxon Mobil, la società petrolifera più potente al mondo. E’ quanto sostiene il quotidiano britannico The Guardian che pubblica il contenuto di alcuni documenti del dipartimento di stato statunitense, ottenuti da Greenpeace grazie alla legge americana sulla libertà di informazione. Nei documenti l’amministrazione Bush ringrazia più volte i dirigenti di Exxon per “l'attivo coinvolgimento” mostrato nell’aiutare il governo a formulare le proprie politiche sui cambiamenti climatici. Da altri documenti ottenuti da Greenpeace è emerso che l'amministrazione Usa aveva incoraggiato il dipartimento di stato a chiedere ai dirigenti di Exxon e di altre società anti-Kyoto di proporre le loro alternative al trattato.
Mosca - «Un monumento alla libertà della Russia»: così il giornale moscovita Vremia Novostiei ha commentato l’inaugurazione a due passi dal Cremlino di una imponente statua dello “zar liberatore” Alessandro II, la prima dedicata a un monarca della dinastia Romanov a essere ricostruita a Mosca in sostituzione dell’originale, distrutto a suo tempo dal regime bolscevico. Innalzata nelle scorse settimane, la statua è stata scoperta ufficialmente a ridosso di un altro simbolo della ricostruzione post sovietica: la grande basilica del Cristo Salvatore in riva alla Moscova, fatta abbattere da Stalin negli anni ’30 e riedificata negli anni ’90. Alla cerimonia erano presenti tra gli altri il patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, Alessio II, il quale ha benedetto l’opera, e il potente sindaco della capitale russa, Iuri Luzhkov.
[Data pubblicazione: 09/06/2005]




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