Spagna, il Foro della Famiglia attacca alla vigilia dell’approvazione della legge

Madrid - Nell’imminenza dell’approvazione definitiva del cosiddetto “matrimonio gay” in Spagna, il Foro della Famiglia ha invitato il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero ad indire un referendum sulle unione omosessuali, perché quella che il parlamento deve approvare il 30 giugno «è una legge imposta agli spagnoli». Lo ha detto ieri un portavoce del Foro della Famiglia precisando che la richiesta sarà fatta formalmente a Zapatero se questi, come chiestogli da tempo li riceverà.
Il Foro ha indetto per domani, il giorno del voto in parlamento, una manifestazione contro la legge sul matrimonio gay in seguito al silenzio di Zapatero alla richiesta, avanzata dopo la grande manifestazione del 18 giugno, di riceverli prima dell’approvazione della legge. In questa occasione, il Foro presenterà «piu di un milione di firme» raccolte nel quadro della Iniziativa Legislativa Popolare contro il progetto di legge e a favore della famiglia e dell'infanzia. Secondo il Foro, una parte importante della società è contraria al matrimonio gay e vi è opposizione a questa legge anche all’interno del Partito socialista.
Tra gli aspetti più controversi della legge vi è la possibilità per i “coniugi” dello stesso sesso di adottare minorenni. Essa modifica il codice civile vigente in 16 articoli, sostituendo di fatto le parole «marito e moglie» con «i coniugi» e «padre e madre» con «genitori». Viene inoltre ampliato l'articolo 44 con la seguente dizione: «Il matrimonio avra' gli stessi requisiti ed effetti quando i contraenti siano dello stesso o di differente sesso».
Già al momento dell’avvio dell’iter della legge spagnola (fine settembre dello scorso anno), un sondaggio mostrava come la maggior parte dei sudditi di Madrid, secondo una ricerca del Centro di inchieste sociologiche (Cis), fosse favorevole al matrimonio degli omosessuali (66,2%), ma la percentuale si abbassava nettamente (48,2%) in merito all’ipotesi di adozione.
«Non si possono fare esperimenti con i bambini», aveva già detto in quella occasione il presidente del Foro spagnolo della famiglia, Benigno Blanco.
In Italia tra le reazioni più dure vi è stata quella del Moige, Movimento italiano genitori: «La legge approvata dalla Spagna è un’offesa verso i genitori e un atto irresponsabile nei confronti dei minori», aveva detto Maria Rita Munizzi,
presidente nazionale del Movimento italiano genitori (Moige).«Non posso nemmeno pensare come - aveva proseguito la presidente - per fare gli interessi di una piccola minoranza, si arrivi a privare i minori del diritto di avere un padre e una madre».


[Data pubblicazione: 29/06/2005]