In panne il sistema idraulico che aziona anche comandi e carrelli: panico tra i passeggeri, discesa "in manuale" a Venezia
Bari-Milano, atterraggio di fortuna
Avaria sul volo Alpi Eagles. Il pilota: ho avuto paura anch´io
Tre quarti d´ora di terrore per 61 persone: "Non abbiamo più sentito i motori, l´aereo sembrava fluttuare nel vuoto come una culla"
CRISTINA ZAGARIA
Sembrava tutto normale. L´aereo è partito in perfetto orario. E invece è stato un volo da panico. Il Bari-Milano Alpi Eagles 1592 è decollato dall´aeroporto di Palese alle 12,20 di ieri mattina. La burocratica versione della compagnia aerea è la seguente: «Per un problema tecnico è stato effettuato un atterraggio imprevisto all´aeroporto Marco Polo di Tessera. Né i passeggeri né l´equipaggio hanno riportato alcun danno». Ma nei racconti incrociati dei 61 passeggeri in gran parte baresi e del comandante Vadim Sergueev si vivono quarantacinque minuti di paura. La paura di chi è stato costretto «a passare dal volo automatico a quello manuale» perché i motori di quel "Fokker 100" sono andati in tilt e i comandi non rispondevano più e il terrore di chi sentiva l´aereo «come fluttuare nel cielo, senza nessun controllo» dice una passeggera.
Il decollo è stato regolare, in orario. Morbido. E anche la prima parte del volo è stata di routine. «Dopo circa mezz´ora - racconta uno dei viaggiatori - il comandante ha chiesto di allacciare le cinture di sicurezza, avvisandoci che per un imprecisato problema tecnico saremmo dovuti atterrare in un aeroporto diverso da quello di Milano Linate. Io prendo l´aereo spesso per lavoro e ho capito subito che non era un guasto comune. Sembrava di stare su un aliante. All´improvviso non ho sentito più il rumore di un motore, poi dell´altro. E l´aereo ha cominciato a galleggiare nell´aria, ondeggiando come una culla. Ma una culla con una sessantina di passeggeri e a chissà quante migliaia di metri d´altezza». Tra i viaggiatori è cominciato il passaparola: «Forse si tratterà del carrello per l´atterraggio o di qualche spia in tilt». Nel frattempo nella cabina di pilotaggio il comandante Sergueev sapeva che «prima il sistema idraulico numero 1, poi il numero 2 sono andati in fault, in avaria». Gli assistenti di volo hanno mantenuto la calma tra i passeggeri. «C´era un´atmosfera irreale - racconta un altro dei passeggeri del volo 1593 - non sentivamo il rombo dei motori, c´era un grande silenzio nell´intera cabina dell´aereo. Nessuno parlava. Tacevamo tutti per cogliere anche il più piccolo segnale». Il comandante dopo circa trenta minuti di volo manuale atterra a Venezia. «Eravamo molto pesanti e non sapevo come avrebbero risposto i freni - dice - temevo problemi». Il pilota è molto cauto. Pesa ogni parola. «Non voglio che si faccia cattiva pubblicità alla compagnia. È un´ottima azienda con altissime professionalità» ripete più volte. «Ho scelto la pista di Venezia - spiega - perché è lunga 3.300 metri anziché quella di Linate che si ferma a 2.400. Mi serviva spazio in caso di emergenza». E l´atterraggio deve essere stato complicato. Anche se il comandante sorride imbarazzato e preferisce il silenzio. E la compagnia parla di «atterraggio precauzionale». «Siamo scesi tra due ali di vigili del fuoco, ambulanze, polizia - raccontano i passeggeri - sembrava un film. Quando abbiamo visto quello spiegamento di forze abbiamo davvero capito che avevamo rischiato grosso». E Sergueev, trent´anni di esperienza nei cieli, sussurra: «Queste cose succedono solo una volta nella vita. È andata». Non è stato un guasto di routine. Poi subito pensando al ruolo e alla sua compagnia corregge il tiro: «E comunque cose del genere finiscono sempre bene. Sempre». Secondo le indiscrezioni raccolte dai passeggeri del Fokker «L´aereo perdeva olio, perciò sono stati spenti i motori. Potevamo andare tutti a fuoco». Comunque, come sussurra il comandante, «è andata bene». Anche se, una volta atterrati a Venezia, i passeggeri si sono trovati con un nuovo problema da risolvere: raggiungere Milano. «La compagnia ci ha detto che non c´erano voli e che avrebbero cerato un autobus». In molti hanno scelto di affittare un´auto a proprie spese. «Ho pagato il biglietto 104 euro - dice un altro passeggero - ho passato 45 minuti di puro terrore e rischiavo anche di perdere il mio appuntamento di lavoro a Milano»
(La Repubblica - Bari)
CIAO
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Avevo notato ieri qualcosa di strano nel real time della seap infatti il volo per VCE della sera era cancellato ed a VCE risultava atterrato da BRI un volo E8 con lo stesso numero di volo del LIN ed alla stessa ora del lin. Ho il terrore solo al pensiero che domani sera devo riprendere l'aereo
(è solo un'idea, magari sbagliata...)


