IRAQ LIBERO – COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO
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Questo bollettino contiene:
1. OCCUPANTI IN DIFFICOLTA’
2. UN OTTIMO BILANCIO – Piena riuscita del tour di Sammi Alaà
3. ANCORA REPRESSIONE – Perquisita dalla Digos l’abitazione di un compagno del Campo Antimperialista
4. ROMA, 1-2 OTTOBRE 2005, CONFERENZA INTERNAZIONALE A SOSTEGNO DELLA RESISTENZA IRACHENA – Appello e adesioni aggiornate al 25 giugno
5. PIOMBINO, SABATO 16 LUGLIO: Incontro dei promotori italiani della conferenza internazionale
6. LE GUERRE SONO CONTRO I LAVORATORI – Appello di lavoratori contro la guerra e a sostegno della resistenza irachena
7. SOTTOSCRIZIONE PER LA CONFERENZA INTERNAZIONALE
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OCCUPANTI IN DIFFICOLTA’
Sono sempre più evidenti le difficoltà delle forze di occupazione in Iraq.
Dalle più recenti dichiarazioni dei vertici politico-militari di Washington è uscito tutto ed il contrario di tutto.
All’ottimismo di facciata della Rice e di Cheney (“l’insurrezione è agli ultimi sussulti”), fa riscontro il quadro pessimistico delineato al Congresso USA dai generali Abizaid e Casey, comandanti in Iraq e Medio Oriente, che hanno ammesso l’aumento degli attacchi della guerriglia negli ultimi due mesi.
Di fronte a questo quadro, Bush ha dichiarato comprensibilmente che “indicare una scadenza sarebbe fare semplicemente il gioco degli insorti”. Su questa stessa linea Rumsfeld che, dopo aver diffuso a piene mani generiche notizie di trattative non si sa bene con chi, al fine di dividere le varie componenti della Resistenza, ha parlato della probabile necessità di restare in Iraq ancora 10-12 anni!
Il quadro è dunque confuso, e tentativi – del resto naturali e non nuovi – di dividere la Resistenza sono certamente in corso. Ma alcune cose sono assolutamente chiare:
1. Il tentativo di stabilizzazione seguito alle elezioni farsa del 30 gennaio è sostanzialmente fallito. L’unico risultato politico ottenuto dagli USA è stato quello di aver trascinato su una posizione sempre più subalterna l’Unione Europea, come si è visto nei giorni scorsi alla conferenza di Bruxelles.
2. L’attuale governo iracheno è assolutamente incapace di controllare la situazione.
3. Gli USA non hanno alcuna “exit strategy”. Il loro disegno imperiale non può contemplare alcun disimpegno (che non intaccherebbe comunque la presenza di un consistente numero di basi militari) che non si accompagni alla stabilizzazione di un regime amico. Situazione per ora ben lungi dal realizzarsi.
4. Lo sviluppo della resistenza in Afghanistan ed il risultato delle elezioni presidenziali in Iran rafforzano le forze di opposizione all’imperialismo USA in tutta l’area e mostrano quali controspinte abbia messo in moto il totalitarismo di Washington.
Ad un anno esatto dal cosiddetto “passaggio dei poteri” del 28 giugno 2004 questo è il punto della situazione. “Con la Resistenza fino alla vittoria!” non è dunque soltanto uno slogan doveroso, od un generico auspicio: è una reale possibilità.
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UN OTTIMO BILANCIO
Piena riuscita del tour di Sammi Alaà
Si è concluso il 27 giugno il lunghissimo tour di Sammi Alaà, dell’Alleanza Patriottica Irachena. Venti incontri, in altrettante città, per far conoscere più da vicino la situazione in Iraq, il punto di vista e le prospettive della Resistenza.
Già nell’autunno scorso un analogo tour aveva avuto un ottimo successo.
Questa volta è andata ancora meglio, segno del grande interesse e del crescente sostegno alla Resistenza anche nel nostro paese.
Ai venti incontri ufficiali (quelli del calendario che abbiamo pubblicizzato nei bollettini precedenti) se ne sono aggiunti altri informali: incontri con delegazioni di lavoratori, partecipazione alla manifestazione dei lavoratori dei cantieri navali a Genova, incontri con realtà studentesche, interviste radiofoniche e giornalistiche.
Al termine di quattro settimane davvero intense non possiamo non tracciare un bilancio decisamente positivo per il livello davvero entusiasmante della partecipazione, per il grado di interesse dei partecipanti, per il gran numero delle realtà locali (oltre 60) che hanno copromosso le varie iniziative.
Le sale stracolme di molte città parlano più di tanti discorsi. Nonostante la nostra sia una battaglia difficile e controcorrente, in un paese che ha le truppe in Iraq nel quale maggioranza e opposizione parlamentare fanno a gara a chi è più filoamericano, l’area di sostegno alla Resistenza si sta sensibilmente allargando. E questo malgrado la crisi del movimento “no global” e gli opportunismi del fronte del “politicamente corretto” di sinistra.
Una ragione in più per essere soddisfatti.
Il lavoro di costruzione di una rete di appoggio alla Resistenza sta facendo dei significativi passi in avanti. Ed è questo un ottimo segnale in vista della conferenza internazionale di ottobre.
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ANCORA REPRESSIONE
Sulla perquisizione dell’abitazione di Emanuele Fanesi, un compagno attivamente impegnato nel lavoro politico a sostegno della lotta di liberazione del popolo iracheno, riportiamo il comunicato emesso dal Campo Antimperialista.
Perquisita dalla DIGOS di Perugia l'abitazione di un compagno del Campo Antimperialista
Oggi pomeriggio la DIGOS di Perugia ha perquisito l’abitazione del nostro compagno Emanuele Fanesi. Il mandato della procura della repubblica di Perugia, redatto in forma volutamente generica e burocratica, si è limitato a disporre la perquisizione in quanto Emanuele risulta indagato, tanto per cambiare, per il reato di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico, art. 270 bis c.p., senza indicare alcun fatto o elemento che possa costituire quanto meno un indizio e senza specificare neppure se l’indagine riguarda la finalità di terrorismo o quella di eversione.
Dal materiale sequestrato possiamo però evincere che l’indagine è volta ad intimidire nuovamente il Campo antimperialista e tutte le realtà che fin dall’inizio hanno compreso il ruolo strategico della Resistenza Irachena nella lotta contro l’imperialismo e che, conseguentemente, l’hanno sostenuta costantemente, attivamente e fattivamente. Infatti oltre al computer e a vario materiale politico (documenti, volantini, pubblicazioni) è stata sequestrata tutta la documentazione relativa al conto corrente aperto nell’autunno 2003 dal Campo antimperialista per la campagna “10 euro per la Resistenza Irachena”, conto che dopo Nassirya fu uno dei bersagli della stampa più filoimperialista e guerrafondaia nonché oggetto di un’interrogazione parlamentare.
Hanno già provato ad intimidirci con gli arresti del 1° aprile 2004, in cui la maggior parte del materiale sequestrato ai compagni del Campo riguardava più che la Turchia l’Iraq e la sua Resistenza, e ci riprovano ancora. Ma inutilmente perché continueremo a lavorare per la vittoria della Resistenza Irachena, e di tutte le resistenze all’oppressione imperialistica, anzitutto collaborando con tanti altri soggetti, organizzati e singoli, all’organizzazione della Conferenza Internazionale a sostegno della Resistenza Irachena prevista per il prossimo 1° ottobre.
Assisi 29 giugno 2005, Sezione Italiana del Campo antimperialista
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ROMA, 1-2 OTTOBRE 2005
CONFERENZA INTERNAZIONALE
A SOSTEGNO DELLA RESISTENZA IRACHENA
Sosteniamo la Resistenza irachena!
Verso il quinto anniversario dell’Intifada:
costruiamo un sostegno internazionale per la Resistenza irachena!
Noi sottoscritti convochiamo una conferenza internazionale a sostegno della Resistenza irachena da svolgersi nei giorni 1-2 ottobre 2005, in coincidenza con l’anniversario dell’Intifada. La conferenza si svolgerà in Italia, dove l’opposizione popolare alla guerra e all’occupazione hanno dominato la scena, mentre il governo continua a essere uno dei più importanti alleati degli USA, fornendo circa 3.000 soldati occupanti.
La guerra e l’occupazione dell’Iraq hanno incontrato una massiccia opposizione. Ma tutti coloro che si sono opposti alla guerra e all’occupazione dell’Iraq adesso devono andare avanti, sostenendo in maniera chiara la resistenza irachena che lotta per liberare la propria patria. Non è possibile da una parte essere contro l’occupazione, e dall’altra non sostenere l’impressionante resistenza che in Iraq cerca di scacciare gli occupanti.
Facciamo un appello per il completo riconoscimento della resistenza popolare e armata dell’Iraq. La resistenza irachena è inclusiva di ogni corrente, a prescindere dalla sua posizione politica o religiosa, che resiste all’occupazione sotto il semplice slogan della liberazione della patria irachena.
La resistenza del popolo iracheno contro l’occupazione imperialista include ogni forma di resistenza, comprese proteste, scioperi, disobbedienza civile, azioni dirette non violente e lotta armata. Inoltre, la resistenza del popolo iracheno contro l’occupazione è parte inseparabile del movimento popolare sul piano internazionale di resistenza e lotta conto gli imperialismi, il sionismo e ogni forma di reazione.
Né le “elezioni” sponsorizzate dagli USA né lo slogan della “democrazia” sono in grado di mascherare la realtà. Dietro le marionette irachene, si trova il regime degli USA, rappresentato dalla gigantesca ambasciata americana nella “Zona verde” di Baghdad. Mentre prosegue il “processo elettorale”, si deruba l’Iraq delle sue risorse petrolifere. Si saccheggiano i suoi tesori culturali. Nel frattempo, un numero crescente di iracheni soffre della mancanza di cibo, di acqua e di corrente. Ogni opposizione politica viene soffocata brutalmente. Fino alle “elezioni”, le carceri sono state piene, con cinquanta arresti al giorno.
L’Iraq è diventato il nuovo simbolo tanto della sofferenza quanto della resistenza della nazione araba. La resistenza irachena è all’avanguardia nel movimento contro l’egemonia americana nel Medio Oriente e nel mondo. La resistenza ha dato nuova speranza all’Intifada palestinese, entrata nel quinto anno della sua lotta contro la brutale occupazione sionista. Ha dato nuove speranze ai milioni che ancora vivono nei campi profughi in Libano, Siria e Giordania. E ha ispirato le masse arabe che lottano per abbattere i regimi fedeli agli USA nel Medio Oriente.
Noi ci dobbiamo raccogliere attorno alla resistenza irachena, perché è il polo principale in grado di fermare l’assalto dell’imperialismo nel Medio Oriente. La lotta per la liberazione dell’Iraq non è solo una lotta per gli iracheni, ma per tutto il mondo. Le masse in Iraq stanno lottando contro lo stesso “Progetto di un nuovo secolo americano”. Grazie alla resistenza irachena, Bush e i guerrafondai americani non hanno potuto procedere all’attacco contro la Siria, la Corea, l’Iran e il Venezuela.
Le potenze imperialiste guidate dagli USA hanno cercato di inserire un cuneo tra il popolo iracheno e mediorientale da una parte, e il movimento contro la guerra e la globalizzazione in Occidente dall’altra, usando la retorica dello “scontro di civiltà” e della “guerra al terrorismo”. Hanno cercato di demonizzare la lotta del popolo iracheno, chiamandola “terrorismo”. In realtà, è la guerra d’aggressione e di occupazione a essere illegale e criminale. La resistenza armata del popolo iracheno contro quella guerra illegale e criminale è giusta e legittima.
La conferenza internazionale che noi proponiamo ha lo scopo di riunire rappresentanti della resistenza irachena e dei popoli del Medio Oriente in lotta assieme alle forze del movimento contro la guerra e la globalizzazione. Speriamo così di rafforzare l’unità tra i popoli che lottano per l’autodeterminazione nazionale e i lavoratori dell’Occidente che soffrono sotto il giogo dei propri governi, impegnati in avventure di guerra e saccheggio all’estero.
Sostegno e riconoscimento della Resistenza irachena!
Rilascio di tutti i prigionieri politici, ritiro di tutte le truppe straniere, riparazioni per le sanzioni e il saccheggio!
Lottiamo contro l’egemonia statunitense e israeliana in tutto il Medio Oriente, e a favore della vittoria della Resistenza irachena e dell’Intifada palestinese!
Facciamo entrare la voce della resistenza nel movimento contro la guerra e la globalizzazione!
Adesioni aggiornate al 25 giugno
Supporters of the Call for an Int’l Conference in Support of the Iraqi Resistance
Iraq
Iraqi Flame (Wahaj el-Iraq), Iraq - Iraqi Patriotic Alliance IPA - Patriotic Democratic Communist Current, Iraq - People's Struggle Movement (Al Kifah), Iraq
Pro Iraqi and Arab solidarity associations
Danish Committee for a Free Iraq - Free Iraq Committee Austria - Free Iraq Committee Germany - Free Iraq Committee Hungary - Free Iraq Committee Italy - Free Iraq Committee Norway - French Committee of the First Int’l Conference for the Support of the Resistance of the Iraqi People - Ginette Hess Skandrani, President of the solidarity network with Palestinian People "La Pierre et L'Olivier", France - Greek Initiative for Solidarity to Iraqi Resistance - Iraq Committee Lund, Sweden - Iraq Committee Malmö, Sweden - Iraq Solidarity Stockholm, Sweden - Mohammed Belfilalya, President of the Young Arab Progressives, Belgium - Spanish Campaign against Occupation and for the Sovereignty of Iraq (SCOSI) - Umeå's Network Against the Occupation of Iraq
International organisations
Anti-imperialist Camp - International League of People’s Struggle (ILPS) - International Leninist Current (ILS) - Organisation of Solidarity of the People of Asia, Africa and Latin America (OSPAAAL)
Arab World, Middle East
Al-Moharer - Anti-imperialist Youth Committee against Globalisation, Tunisia - Anti-US and Israeli Globalization and Hegemony Movement, Lebanon - Chokri Latif, Popular Committee for the Support to the Palestinian People and the Struggle against the Normalisation with the Zionist Enemy, Tunisia - Democratic Way, Morocco - Dr. Hisham Bustani, Anti-Normalisation Committee, Jordan - Fadi Madi, co-ordinator of the banned First Arab Islamic Congress Berlin - Hamdi Souissi, Arab Nationalist - Islamic Current, Ain-Shams University, Cairo, Egypt - Movement Loyalty to Men and Earth, Lebanon - Ozgur Der, Turkey - Toufan, Iran - Unified Socialist Left (GSU), Morocco - Committee for defense of return of right, Jordan - Party of Socialist Democracy SDP), Turkey - DHKC international - Front for Rights and Lieberties (HÖC), Turkey - Co-ordination against the War on Iraq, Turkey
Europe
Action Circle March 24 Thuringia Germany - AGIF, Europa - Arab Palestine Club Vienna Austria (APC) - Communist Party of Germany Marxist-Leninist Red Star (KPD/ML/RS) - Communist Party of Greece Marxist-Leninist (KKEml) - Franz Fischer, Anti-imperialist Group, Switzerland - Friends of the Popular Front for the Liberation of Palestine (PFLP) in Europe - German Communist Party (DKP) Thuringia - Human Rights and Dignity (HDR), Germany - Initiativ e.V. Duisburg, Germany - International Committee to Defend Slobodan Milosevic (Irish Section) - Left Front Hungary - Militant Movement of Students Greece - National Peace Council Bulgaria - Network for Global Peace and Democracy, Östersund, Sweden - Offensiv, Germany - Patriotic Socialist People's Front, Poland - Red Table East Thuringia Germany - Revolutionary Communist League (RKL) Thuringia Germany - Russian Anti-Globalists - Union of Working People Greece - Palestinian Rights to Return, Göteborg, Sweden - Communist Initiative (KI), Austria - Anti-American Resistence, Romania - Magazine "Geheim", Germany
Asia
Afghanistan Socialist Association (ASA) - All Indian People's Resistance Forum (AIPRF) - Asian Muslim Action Network (AMAN) - Chandraprakash Jha, General Secretary, Peoples Media, India - Communist Mazdoor Kisan Party Pakistan (CMKP) - International Movement for a Just World (JUST), Malaysia - Kamal Mitra Chenoy, Vice President, All India Peace & Solidarity Organisation (AIPSO) - Left Radicals of Afghanistan (LRA) - Lokayat, Pune, India - Mazdoor Kisan Party Pakistan (MKP) - Muslim Youth of India (MY INDIA) - National Garments Workers Federation, Bangladesh - People's Democratic Party Indonesia (PRD)
America
Alliance ML, Canada - Freedom Socialist Party, USA - United Peoples, USA - United Socialist Worker's Party (PSTU), Brazil - International Action Centre, USA
Africa
Action for Unity and Socialisme, Tchad
Individuals
Abdul Ilah Albayaty, France - Gregory Mikaelian, professor for history and geography, France - Nidal Hamdan - Giorgio Bocca, journalist, partisan and historian of the italian resistance
Le adesioni dall'Italia
COMITATI IRAQ LIBERO Italia -LABORATORIO MARXISTA, Zona apuo-versiliese
– AGINFORM - UTOPIA ROSSA - SOCCORSO POPOLARE, Padova - CAMPO ANTIMPERIALISTA Italia - ISTITUTO PEDAGOGICO DELLA RESISTENZA - PROLETARI COMUNISTI - L.U.P.O. (Lotta di Unità Proletaria), Osimo - CIRCOLO ISKRA, Viareggio
- ASSOCIAZIONE ITALO-ARABA ASSADAKAH, Roma – CARC - UMBRIA CONTRO LA GUERRA - LEGITTIMA DIFESA - COLLETTIVO IQBAL MASIQ, Lecce - CSPAL (Comitato di Solidarietà con i Popoli dell’America Latina) - CONSURTA COMUNISTA SARDA
- ASSOCIAZIONE PRIMO MAGGIO, Vicenza - RIVISTA “ERETICA” - UMBRIA ROSSA
- PRIMOMAGGIO (Foglio di collegamento tra lavoratori precari e disoccupati della zona apuo-versiliese) - ANTIMPERIALISTI MARCHE - RIVISTA “COMUNITARISMO” - ASP (Associazione Solidarietà Proletaria) - UTOPIA CONCRETA, Brescia -CENTRO CULTURALE ITALO-ARABO, Torino – GIOVANE TALPA EDIZIONI – FRONTE POPOLARE PER IL COMUNISMO (FP-C) - CIRCOLO BANDIERA ROSSA, Sardegna
per adesioni ed informazioni: iraqlibero@email.it
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PIOMBINO, SABATO 16 LUGLIO
Incontro dei promotori italiani della conferenza internazionale
Sabato 16 luglio, all’interno della Festa dei briganti che si terrà alla Pinetina di Riotorto – Piombino (LI), si terrà un incontro dei promotori italiani della conferenza internazionale di ottobre.
Tutte le realtà che hanno aderito all’appello e tutti coloro che intendono contribuire alla preparazione ed alla riuscita della conferenza sono invitati a partecipare.
L’incontro avrà inizio alle ore 10,30 di sabato, all’interno di una giornata interamente dedicata alla Resistenza irachena, che alle ore 18 prevede l’intervento di Awni al-Kalemji, dell’Alleanza Patriottica Irachena.
per informazioni rivolgersi a Maria Grazia 347-9510036
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LE GUERRE SONO CONTRO I LAVORATORI
Questo appello è rivolto a tutti i lavoratori ed in particolare alle realtà più combattive, ai militanti sindacali, ai consigli di fabbrica, alle strutture del sindacalismo di base ed autorganizzato.
Appello di lavoratori contro la guerra e a sostegno della resistenza irachena
Le guerre sono contro i lavoratori
La resistenza irachena ha ragione: sosteniamola
Conferenza internazionale di sostegno alla resistenza irachena Roma 1 ottobre 2005
Non da oggi i lavoratori sono contro le guerre imperialiste di dominio e rapina, di sottomissione di interi popoli per poterne depredare le ricchezze. I lavoratori sanno da dove viene la guerra; sanno, per loro diretta esperienza, che essa procede dalla grande crisi economica, sociale, politica del sistema di sfruttamento che li opprime e li incatena, che opprime incatena e minaccia di distruzione i popoli e l’umanità intera. Sanno che questo sistema è la causa della guerra e che solo la sua fine sarà la fine della guerra.
Incapace di valorizzarsi, di realizzare il suo scopo supremo il profitto, i capitalisti, oggi come ieri, ci offrono la loro soluzione: la guerra attraverso la quale distruggere i loro concorrenti, appropriarsi dei loro mercati e delle materie prime. Per noi lavoratori la prospettiva obbligata che ci impongono è quella di collaborare allo scempio: macchiarci le mani e le coscienze, oggi in Iraq e in Afghanistan come ieri in Libia od Etiopia, per poi scannarci in un conflitto ancora più vasto, lavoratori contro lavoratori, lavoratori occidentali contro lavoratori cinesi od arabi, perché, alla fine, il capitale ed il profitto possano riprendere a svilupparsi.
Oggi più che mai questa è la verità. Nessuno più riesce a nascondere la gravità e la profondità della crisi. I grandi gruppi meccanici e di tutti gli altri rami sono in crisi dalla Fiat alla Elettrolux alla General Motors non si fa che parlare di migliaia di licenziati. Altro che riformismo, sviluppo continuo dei consumi e paese del bengodi ! Licenziamenti, delocalizzazioni, precariato, caduta del salario reale, sgretolamento dei servizi. E d’altra parte azioni aggressive per rapinare le ricchezze naturali in primo luogo quelle energetiche in Medio Oriente, Bolivia, Venezuela, Siberia. La principale di queste aggressioni è quella compiuta contro l’Iraq per depredarne il petrolio e farne un bastione americano per dominare tutta l’area e servire da base di attacco per ulteriori aggressioni.
Due anni e più sono passati dall’inizio della seconda guerra contro questo paese e quella che doveva essere una parata trionfale per cacciare un tiranno si rivela sempre più per quel che è: una guerra brutale di dominio contro cui si è sviluppata una resistenza tenace estesa a tutto il territorio indomabile.
La resistenza ha ragione, difende le sue ricchezze naturali, come le difendono i minatori e i contadini della Bolivia, il popolo del Venezuela. [ L’aggressione americana e dei loro alleati, lungi dal portare democrazia e prosperità, porta agli iracheni bombardamenti, attacchi coi carri armati nelle città, prigioni, torture. E porta ai lavoratori occidentali ulteriore crisi, peggioramento dei salari e delle condizioni di vita.]
[Ma c’è chi ci guadagna sulla guerra. Innanzitutto il guadagno politico di piegare la resistenza dei lavoratori e dei popoli aggrediti col terrore della repressione e della violenza mercenaria. E anche col guadagno che ci ricavano dalle forniture militari. Da sei anni sono in continuo aumento, anche da noi in Italia. Secondo l'Istituto internazionale di Stoccolma per la ricerca sulla pace, il SIPRI l’Italia è al settimo posto nella spesa militare, davanti alla Russia, con ben 27,8 miliardi di dollari di spesa. I quindici paesi più industrializzati hanno aumentato l’anno scorso la loro spesa di ben il 6 per cento e questo per il sesto anno consecutivo. Gli Stati Uniti sono in testa con 455 miliardi di dollari, il 47 per cento dell’intera spesa militare. Il giro d'affari dei cento principali produttori di armi equivale al prodotto interno lordo dei 61 paesi più poveri del mondo.
Contro questa mostruosità è giusto resistere.] Gli iracheni hanno non solo il sacrosanto diritto ma hanno il grandissimo merito di resistere.
Noi lavoratori che abbiamo manifestato contro la guerra e le sue cause, che abbiamo chiesto e chiediamo il ritiro immediato delle truppe straniere dall’Iraq, in primo luogo quelle del nostro paese, dichiariamo di appoggiare la resistenza indomabile del popolo iracheno e la riconosciamo quale pilastro della resistenza mondiale dei lavoratori e dei popoli. Invitiamo i lavoratori d’Italia e d’Europa, dell’occidente tutto a sostenerla apertamente nei luoghi di lavoro ad appoggiare la conferenza internazionale di sostegno alla resistenza irachena che si terrà a Roma ai primi di ottobre di quest’anno 2005, a farne un momento chiaro di maturazione del movimento contro la guerra, un momento di crescita di tutto il movimento operaio e popolare contro la guerra e le sue cause.
Oggi più che mai contro crisi, guerra, licenziamenti: Resistenza! Alla fine i lavoratori e i popoli vinceranno!
Invitiamo i lavoratori a sottoscrivere fattivamente questo appello, ad organizzare dal basso una rete di resistenza dei lavoratori contro la crisi, i licenziamenti, la guerra.
per adesioni ed informazioni: iraqlibero@email.it
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SOTTOSCRIZIONE PER LA CONFERENZA INTERNAZIONALE
L’assemblea nazionale dei Comitati Iraq Libero ha lanciato una SOTTOSCRIZIONE STRAORDINARIA per affrontare le spese della conferenza internazionale.
La portata politica di questo evento è certo chiara a tutti. Altrettanto evidente è l’impegno organizzativo e finanziario che ne deriva.
Facciamo dunque appello a tutti i sostenitori della causa della Resistenza irachena per una sottoscrizione immediata.
I versamenti vanno effettuati sul ccp n° 57286221 intestato a Leonardo Mazzei, mettendo nella causale CONFERENZA.
Comitati IRAQ LIBERO – 2 luglio 2005




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