LA "SCIENZA" CHE CREA MICROBI ARTIFICIALI
di Maurizio Blondet
J. Craig Venter e Hamilton O. Smith
"Finora ci siamo limitati a leggere il Dna; è tempo di cominciare a scriverlo".
Parola di J. Craig Venter, il biologo che ha lanciato il primo programma privato per la mappatura del patrimonio genetico umano.
Ora Venter si dedica alla sua estrema impresa: fabbricare da zero, gene per gene, un genoma (patrimonio genetico) di un batterio, ossia di un essere vivente unicellulare. Si tratta di fabbricare un microbo non esistente in natura, fornito di caratteri desiderabili per il business.
E ovviamente brevettato.
Difatti Craig Venter non ha faticato a raccogliere il capitale per la sua avventura: 12 milioni di dollari li ha ricevuti dal Governo, precisamente dal Dipartimento dell'Energia, e altri 30 da vari "investitori privati".
I fondi andranno a capitalizzare una nuova azienda chiamata Synthetic Genomics Inc.
Ma ha fretta, perché numerosi concorrenti gli soffiano sul collo.
In parecchie università, ci informa il Wall Street Journal, la "biologia sintetica" fa passi da gigante: agli studenti si insegna a programmare il DNA dei batteri come si programma il software nei computer (1).
Ad Harvard e in Giappone si sta cercando di fabbricare "nuove versioni" del E. Coli (il batterio che provoca la colite) con geni completamente artificiali.
La DuPont ha già allevato un E. Coli con elementi artificiali, un complesso di 23 modificazioni genetiche, che lo rende atto a secernere una sostanza base utile per una nuova fibra tessile sintetica; e sta già costruendo uno stabilimento da 100 milioni di dollari per fabbricare la nuova fibra.
Ma qui, siamo ancora ad una meccanica primitiva: equivalente, ci viene spiegato, a installare nel vano di una Toyota il motore di una BMW.
Ora Craig Venter vuole fare il passo decisivo: costruire da zero "una nuova auto", un microbo del tutto fatto dall'uomo.
Insieme al suo primo collaboratore e socio Hamilton O. Smith (un Nobel), Craig Venter sta provando a creare una copia artificiale del DNA di Mycoplasma genitalium: che ha il vantaggio di essere molto semplice, contando un solo cromosoma con dentro solo 517 geni (l'uomo ha 25 mila geni).
Ciò lo rende facile da replicare.
Va notato però che il Mycoplasma genitalium, come suggerisce il nome, è la causa di infezioni delle vie urinarie e vaginali.
Il dottor Smith vuole "rifabbricare" il pericoloso batterio partendo dalle basi chimiche del DNA, dall'adenosina al trifosfato, convenzionalmente chiamate "A", "C", "G", "T".
Le quattro "lettere" del cosiddetto alfabeto della vita.
Il cromosoma del semplicissimo microbo delle vie urinarie è un "messaggio", un software, che comprende 580 mila di queste "lettere".
Ma lo studioso sta cercando di risparmiare: siccome fare un singolo gene costa 4 mila dollari, prova a fornire il cromosoma del Mycobacterium del "minimo patrimonio indispensabile" per farlo vivere.
E calcola che può semplificarlo dai 517 geni del batterio naturale in un microbo di soli 265-350: i geni "necessari" e sufficienti.
E' un bel risparmio sui costi aziendali, applaudito dalla Borsa di New York perché somiglia tanto al downsizing, la "limatura dei costi" del personale (licenziamenti) operato sulle imprese dai manager meglio pagati d'America.
Ma qualche preoccupazione sorge: un microbo artificiale e semplificato avrà, mettiamo, caratteristiche pericolose per l'uomo e l'ambiente?
Dopotutto, gli esseri umani – e non parliamo di piante e animali – non dispongono di anticorpi per difendersi da agenti patogeni non esistenti in natura.
Ma no, ma no, assicura John Marburger, il consigliere scientifico della Casa Bianca. La scienza è esclusivamente dedita al bene dell'uomo.
Da questi esperimenti, si attendono solo e soltanto benefici: "nuovi farmaci, la fabbricazione industriale di nuovi composti chimici" e (poteva mancare?), persino "energia pulita" prodotta dai microbi artificiali.
E' un discorso che abbiamo già sentito recentemente: la manipolazione del feto per "guarire malattie oggi incurabili".
In realtà, è già in pieno sviluppo l'altro campo della scienza benefica.
Alla State University di New York il ricercatore Eckard Wimmer è riuscito a rifabbricare da zero – comprando i necessari componenti del DNA da internet – il poliovirus.
Ossia il virus della poliomielite umana.
Operazione che Craig Venter si è affrettato a dichiarare "irresponsabile": non perché mette a rischio l'umanità, ma in quanto "mette in cattiva luce" la nuova frontiera della biologia sintetica.
Lui, Venter, ha ripetuto lo stesso esperimento usando il PhiX 174, un virus polio-simile che dichiara innocuo.
Andatevi a fidare dello scienziato che – parole sua – spera in "migliaia di innovazioni brevettabili" dalla sua ricerca: qualcosa ci dice che lo muove non la sete di conoscenza, ma di dollari.
E difatti, è indicativo che a fornirgli il capitale sia il Dipartimento dell'Energia USA: ossia il ministero che cova (e nasconde) nei suoi bilanci le spese per la ricerca di armi batteriologiche (2).
La scienza benefica ha un lato oscuro: ed è il lato oscuro della forza ad interessare il Dipartimento.
di Maurizio Blondet
Note
1) Antonio Regalado, "Biologist's new dream: to create entire set of genes from scratch", Wall Street Journal, 3 luglio 2005.
2) Si veda Maurizio Blondet, "La strage dei genetisti", Effedieffe, 2004.
www.effedieffe.com


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