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    Predefinito E' nato il NUOVO PARTITO D'AZIONE

    Ricevo gentilmente e volentieri rilancio il seguente comunicato-stampa;

    COMUNICATO-STAMPA

    A tutte le agenzie nazionali di stampa


    E’ NATO IL ‘NUOVO PARTITO D’AZIONE’


    Mai come in questo momento della storia politica nazionale vengono a maturazione tanti motivi per rifondare l’azionismo politico e davanti a questi non ha più senso ormai ripetere la stanca litania secondo la quale ridar vita al Partito d’Azione non ha senso.
    A quasi sessant’anni dallo scioglimento del Partito d’Azione riteniamo sia arrivato dunque il momento di ridare una casa politica agli azionisti.
    A questo scopo si è costituito nello scorso mese di aprile il NUOVO PARTITO D’AZIONE (N.P.A.), la cui sede nazionale è a Roma nel popolare quartiere di San Lorenzo.
    Sul versante organizzativo, il NUOVO PARTITO d’AZIONE intende, in via prioritaria, costruire una formazione politica composta prevalentemente da quadri e militanti scelti in modo da perseguire obiettivi ideali e politici di alto profilo non finalizzati esclusivamente alla conta elettorale né tanto meno alla mera gestione del potere; un partito certamente di testimonianza, ma anche di opinione e di proposta politica; un partito che sappia essere fonte di stimolo e d’ispirazione, coscienza critica e momento di raccordo per tutto il centrosinistra; un partito che sappia quindi trascendere i suoi stretti limiti e rappresentare istanze di rinnovamento e di risanamento ben più ampie.
    Il NUOVO PARTITO D’AZIONE persegue come suo primo e più alto compito quello di far rivivere in Italia una sigla politica che si richiami espressamente alla grande e nobile tradizione politica, storica e culturale del Partito d’Azione, e, quindi, di riportare quest’ultima, profondamente segnata dai valori democratici e antifascisti fondativi della Repubblica italiana, nell’attualità politica nazionale. Un’altra, non meno importante, finalità del NUOVO PARTITO d’AZIONE è quella di diffondere e divulgare la cultura politica dell’azionismo. Un ulteriore, terzo compito fondamentale è quello di rielaborare e reinterpretare la tradizione culturale e politica dell’azionismo alla luce dei mutati tempi, rispetto agli anni ‘30 e ’40, e di riformulare una specifica identità azionista, che non pretenda assolutamente di rappresentare da sola tutto il variegato contesto delle diverse anime che confluirono nel Partito d’Azione, né di quelle che sono presenti anche oggi, seppur non in forma di partito politico, nella società italiana, nel mondo dell’associazionismo culturale, nel mondo accademico e dell’informazione. In questo senso, il NUOVO PARTITO D’AZIONE si considera anche come il partito della rifondazione azionista, ma non nel senso di un ritorno o di una rifondazione del vecchio Partito d’Azione, ma in quello della costruzione di un partito del tutto nuovo, che intende rielaborare la cultura politica azionista secondo una propria specifica ed aggiornata visione di quest’ultima. Il legame col grande Partito d’Azione degli anni ’40 è quindi esclusivamente ideale, senza il peso di un rapporto, né diretto né tanto meno esclusivo, di ereditarietà sul piano storico-giuridico. Il NUOVO PARTITO D’AZIONE si propone come un partito radicale, non marxista, collocato saldamente nella sinistra democratica italiana. Esso cercherà di condurre la sua azione politica e culturale all’insegna di una rinnovata concezione della laicità, di un rigoroso senso della moralità pubblica, della democrazia radicale e di un forte sentimento della libertà individuale coniugato sempre, però, con un altrettanto forte senso della giustizia sociale. A tal riguardo, nostro intendimento prioritario è quello di combattere grandi battaglie popolari ed in mezzo al popolo, soprattutto in difesa dei più deboli, degli emarginati, dei giovani disoccupati del Sud, dei non garantiti, dei precari, dei senza casa e di tutti coloro che soffrono di più in questa società italiana di oggi, che trabocca d’ingiustizie, soprattutto da quando il governo delle destre ha aggiunto alle vecchie distorsioni sociali i frutti perversi della sua gestione governativa classista e reazionaria. Nella nostra azione politica quotidiana privilegeremo, innanzitutto, i portatori di gravi bisogni sociali senza dimenticare, al tempo stesso, i detentori di meriti. Bisogni e meriti; la perfetta sintesi del liberalsocialismo moderno e del riformismo radicale sarà la nostra formula.
    Fino al primo Congresso Nazionale, svolgerà funzioni di Segretario Nazionale il filosofo Pino A. Quartana, che ha alle spalle anche un ricco passato di dirigente politico.

    Roma, 28 giugno 2005

    NUOVO PARTITO D’AZIONE
    (Ufficio Stampa)
    Dr. Mara W. Gladysz
    N. P. A. - Sede Nazionale; Via degli Ausoni 7/a - 00185 ROMA
    Indirizzo e-mail; nuovopartitodazione@libero.it

  2. #2
    email non funzionante
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    Predefinito

    Nel Nuovo Partito d'Azione prevarrà la corrente lòiberaldemocraticva o quella socialista ?

    lo chiedo perché ritengo che sia importante per un partito di tal genere definire fin da subito gli orentamenti, dato che la una concausa dello scioglimento del vecchio Pd'A fu proprio l'attrito tra la componente liberaldemocratica e quella socialista, dopo aver conosciuto un'emorragia che portò numerosi esponenti delle due correnti ad aderire rispettivamente al PRI e allo PSI.
    Grazie.

  3. #3
    L'auriga
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    Predefinito

    Chiedo scusa per il mio disfattismo, ma francamente non se ne può più di nuovi partitini (in realtà di solito si tratta di gruppuscoli organizzati e nulla più) che spuntano come funghi di qua e di là, guardacaso nell'approsimarsi delle elezioni: abbiamo di tutto, da destra a sinistra si può scegliere quasi il partito su misura.
    Per incisio, un partito (piccolo) che può essere considerato , almeno in parte, un "continuatore" del PDA c'è già, ed è il MRE .

  4. #4
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    Predefinito

    giusto di un nuovo partito c'era bisogno

  5. #5
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    Predefinito

    Riprendere oggi il filone azionista, ricalibrandolo sulla situazione esistente, è un'operazione interessante, dal punto di vista politico e intellettuale.
    Soprattutto se questo tentativo si inserisce nel solco di "una rinnovata concezione della laicità". Sotto tale profilo, il NPdA potrà concorrere, in prospettiva, alla costruzione di un nucleo aggregativo forte che si faccia interprete di una politica di rottura col clericalismo dominante e diffuso nella coscienza del nostro Paese.
    A questo scopo, un fruttuoso dialogo con tutta la galassia dei repubblicani, potrebbe essere un punto di partenza decisivo.

  6. #6
    L'auriga
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    Predefinito

    In origine postato da Paolo Arsena
    Riprendere oggi il filone azionista, ricalibrandolo sulla situazione esistente, è un'operazione interessante, dal punto di vista politico e intellettuale.
    Soprattutto se questo tentativo si inserisce nel solco di "una rinnovata concezione della laicità". Sotto tale profilo, il NPdA potrà concorrere, in prospettiva, alla costruzione di un nucleo aggregativo forte che si faccia interprete di una politica di rottura col clericalismo dominante e diffuso nella coscienza del nostro Paese.
    A questo scopo, un fruttuoso dialogo con tutta la galassia dei repubblicani, potrebbe essere un punto di partenza decisivo.
    Per la tua vocazione di collezionista di bonsai, ti invio il link al "partito d'azione liberalsocilaista http://www.liberalsocialisti.org/.
    Se cerchi bene in rete, troverai molti gruppuscoli che si definiscono laici, repubblicani, liberaldemocratici, liberali ecc.ecc., vedi se riesci a cavarci su qualche cosa.
    Auguri, Arsena.

  7. #7
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    Predefinito IL BEL PAESE

    Bel Paese un po' degradato.

    Una volta fucina di ineventori, navigatori, iniziative...


    Oggi collezionista di partiti, partitini.......e incapacità...

    L' Emigrato

    Vedi seguente post

  8. #8
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    Predefinito CULLARSI NELLE FATUE ILLUSIONI O SMONTARE LE ILLUSIONI ?

    L’ unificazione del Regno d’ Italia

    Fine ‘800. Fatta l’ unificazione del Paese, la sua gestione fu iniziata dai piemontesi.

    Nel trambusto dell’ allargamento della piccola struttura statale piemontese, i primi governi fecero un grosso errore: mandarono avanti nei nuovi territori, come rappresentanti, gli ufficiali del fisco. Non misero su una valida struttura di pubblica istruzione dei cittadini del Regno, che insegnasse non solo a leggere, ma anche a vivere nel nuovo stato.

    Gli Italiani, non avendo un gran livello medio di cultura, erano soggiogati dal potere di turno, che era talvolta prepotente. Non capirono che, colla unificazione, la situazione era piuttosto cambiata. Continuarono, come sempre fatto, a considerare il potere nazionale come un organo estraneo, da sopportare, da ignorare. Come era sempre avvenuto, quando c’ erano stati Goti, Normanni, Arabi, Francesi e Spagnoli.

    Anche conoscendo male la storia, credo sia qui una delle origini del problema. Non nacque un nuovo approccio al nuovo stato, come era (e come é) nei Paesi a Nord delle Alpi . Stato che va costruito, con cui si dialoga, si collabora, di cui si propone l’ evoluzione. Gli Italiani scelsero di ignorarlo e continuarono a interessarsi ad iniziative, contatti, poteri informali, locali e alternativi. In pratica si considerarono, anche per manco di istruzione, al di là dello stato. Credo sia stata questa l’ origine della divaricazione esistente fra uno stato formale ed un tessuto di clans e allacci sommersi, che lo ignora. I quali talvolta lo considerano estraneo, se non nemico. Da subire, da combattere talvolta, o almeno da fare fesso.

    La Repubblica all’ inizio del XXI secolo

    Ancora oggi gli Italiani perpetuano la tradizione: lo stato nemico, da subire purtroppo, da contrastare sul terreno. Non succede niente di cio’ a Nord delle Alpi. Anche per questo, le altre società funzionano.

    Se ci volesse anche una motivazione per giustificare una vecchia tradizione mai cambiata, ce n’ é una valida, oggi. Lo stato é mal gestito, incapace, buono solo a sprecare o alimentare quattro loschi figuri incapaci, che vengono chiamati politici. Perché prenderlo sul serio ?

    Durante il fascismo, la costruzione dello stato fu demandata a manipoli di esagitati. Si moltiplicarono le bandiere e si scrisse “Stato” colla maiuscola.

    Dopo la guerra lo stato italiano si é vendicato del non essere considerato. Ancora ritenuto un corpo estraneo ai cittadini, lo stato ha continuato a trascurare questa abnorme inimicizia, a non pensare alla educazione civica dei cittadini. Infatti la P.I non si é occupata affatto della questione, per trascuratezza o ignoranza.

    Negli ultimi trent’ anni del XX secolo, loschi figuri presero il potere. Reclutati con un pessimo criterio di selezione, la complicità e il comparaggio, hanno diffuso coll’ esempio , consciamente o inconsciamente, le abitudini seguenti:

    - grigiore, approssimazione, vaghezza di programmi e di comportamento dei personaggi pubblici. Nel senso di indeterminazione, mancanza di chiarezza, rarità di opinioni solide e riflettute o troppo rapida trasformazione delle stesse. Negligenza dei fatti reali nelle discussioni politiche, sostituiti spesso da accuse (non importa se senza prove). Forse per ignoranza, di sicuro per cattive abitudini. Talvolta doppio linguaggio del potere, che dice di voler fare. Ma fa i fatti suoi......
    - rarefazione dei valori di base del patto sociale, in certi casi scomparsa degli stessi. Tutto, o quasi tutto, é ormai permesso. Il rigore, la coerenza, la precisione, l’ impegno, la verità dei fatti, li lasciamo ai Francesi o ai Tedeschi. Il tutto facilitato dalla diffusione del doppio linguaggio (esiste nella U.E., cosi diffuso, solo in Italia). D' altronde c'é da chiedersi perché il patto sociale non é stato curato e insegnato dalla Pubblica dIstruzione, la quale si é curata, si, dell' istruzione; ma non dell' educazione.......
    - conseguente vita sociale caratterizzata da: frequenti emergenze, difficoltà di costruire, gestire, trasformare i corpi sociali. Cio’ non deve troppo sorprendere, se nella società tutto é confuso o cambia dall’oggi al domani (flessibilità a 360°)
    - frequenti alterchi o lotte fra parti avverse (o alleate) in politica, le quali sembrano indicare che molti politici danno priorità alle lotte di clans piuttosto che alla gestione del Paese (che é in teoria il loro ruolo). Pochi progressi quindi dall’ epoca dei principati.
    - progressiva ignoranza dell’obbligo di rispettare legge e regolamenti, anche da parte di enti e servizi pubblici. Incremento del numero di persone ed enti che ignorano la legge.


    Le strutture dello stato (gestito spesso da persone mal selezionate), come é divenuto dagli anni ’60 in poi, aiutato dalla mentalità della flessibilità diffusa, hanno contribuito, con insipienza e superficialità, talvolta coll’ esempio:

    - a far sparire i paletti della vita civile (una parvenza, incompleta, degli stessi esisteva trenta anni fa);
    - a bandire gli strumenti necessari alla costruzione ed alla educazione di un Paese moderno, i VALORI, in un’ epoca di cambiamenti nell’ economia dell’ Europa e del mondo;
    - a diffondere in tutti i gangli del Paese (nel pubblico e nel privato) la corruzione e l’ omertà.

    In un grosso gregge, se spariscono i cani pastori, il pastore fa enormi tentativi per gestire le pecore, tenerle insieme. Nello Stivale, gli Italiani, pecore confuse, vanno in tutte le direzioni.

    Sono infatti spariti i VALORI (i cani pastori), cioé gli strumenti della vita civile. Dopo la guerra, un paio di generazioni di governanti e dirigenti del parastato hanno completamente perso la capacità di gestione corretta dei macrosistemi (e.g. il Paese, l’ Alitalia, la Fiat). Di conseguenza nuovi comportamenti si sono diffusi, in base alla (quasi) nuova mentalità della tolleranza e impunità totali. In sintesi, essi hanno, fra l’ altro, provocato la sparizione del realismo, sostituito dal doppio linguaggio. Il primo é infatti sparito dalle discussioni pubbliche. E sempre più é sostituito dallo scenario (anche televisivo) e dalla demagogia.

    Il tutto genera inefficienze, sprechi, perdita di competitività. Il Paese é ormai sotto l’ imperio di quattro Dittatori: Confusione, Irresponsabilità, Rassegnazione, Gestione Allegra.

    La Fatua Illusione N. 1

    Il parlamento ha approvato la legge della “devolution”. L’ idea nella testa dei propositori della legge credo sia sta la seguente: lo stato si é mostrato incapace di gestire la società e i servizi pubblici su base nazionale. Il sistema é troppo grande, per i governanti italiani di inizio secolo. Riduciamo la grandezza del sistema, facciamo il più possibile nelle regioni, strutture più piccole. Le gestioni saranno più facili.

    Fatua illusione. I valori e le capacità di gestione, ormai troppo rari nel Paese, sono inesistenti anche nelle regioni. Invece di avere una sola grande Babele, avremo tante piccole Babeli. In Europa solo dei balordi superficiali come i politici italiani possono credere al miglioramento colla devolution !


    La Fatua Illusione N. 2

    Gruppi di cittadini e partiti, in reazione alle incapacità ed alla confusione generata da uno stato incapace, gestito da politici incapaci (la migliore espressione della mentalità italiana, scrisse TIME), pensano di proporre la riforma delle istituzioni. Anche Ciampi le invoca...

    I propositori delle riforme, anche per superficialità e mancanza di realismo, non hanno considerato la situazione reale. Non han capito cosa va cambiato.

    La situazione, vista dall’ Europa, é la seguente, con una immagine esplicativa:

    - se dessimo la gestione delle nostre vecchie istituzioni ad Olandesi, Francesi, Belgi o Svedesi, mandando a casa i politicanti abituati a mercanteggiare poteri e percentuali nel souk italiano, dopo un periodo di avviamento e con riforme adeguate di procedure e gestioni, lo stato finalmente inizierebbe a funzionare come in Francia e in tanti altri Paesi della U.E.
    - se oggi il Bel Paese adottasse una riforma delle istituzioni e non ci accorgessimo che solo noi Italiani, in U.E., non sappiamo gestire i grandi sistemi (per esempio, non conosciamo l’ organizzazione), allora le nuove istituzioni fallirebbero completamente, come quelle attuali ! !
    Sarebbe questa la Fatua Illusione N. 2 !

    I MOTIVI: la mancanza di strumenti adeguati, per colpa della Pubblica dIstruzione, per il cattivo esempio che viene dall' alto. I dettagli relativi sono nelle seguenti Lettere dall’ Europa: “Colli di Bottiglia”, “Italia Desnuda”, “Regole e Confusione”, “Pantani e Ruote grippate”.

    Quale situazione ?

    Una società che possiede: coscienza e orgoglio di sé, patriottismo, patto sociale, é un Paese.
    Una società che non possiede tali valori é un’ accozzaglia di gente, che vive nell’ anarchia.
    Tali i casi limite. Lo Stivale mi sembra si trovi in uno scenario intermedio, il quale é in evoluzione rapida. Verso quali dei due scenari ?


    Antonio Greco
    (disponibile per una presentazione delle CAUSE dei guai italiani)
    ANGREMA@wanadoo.fr


    Le coordinate dei siti che pubblicano le Lettere dall’ Europa:
    http://angrema.blogspot.com
    www.accademiaonline.net (le lettere dei mesi precedenti sono nell’archivio del sito, argomento “ società”)

  9. #9
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    Predefinito

    In origine postato da Paolo Arsena
    Riprendere oggi il filone azionista, ricalibrandolo sulla situazione esistente, è un'operazione interessante, dal punto di vista politico e intellettuale.
    Soprattutto se questo tentativo si inserisce nel solco di "una rinnovata concezione della laicità". Sotto tale profilo, il NPdA potrà concorrere, in prospettiva, alla costruzione di un nucleo aggregativo forte che si faccia interprete di una politica di rottura col clericalismo dominante e diffuso nella coscienza del nostro Paese.
    A questo scopo, un fruttuoso dialogo con tutta la galassia dei repubblicani, potrebbe essere un punto di partenza decisivo.
    La creazione di pariti politici condominiali altro non è che la proiezione poltica di uno dei peggiori mali del nostro paese, cioè il familismo.

  10. #10
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    Predefinito RENDERSI CONTO DEI PROBLEMI

    Suggerisco di rendersi conto, con un po' di realismo, dei ns problemi. Prima di creare altri partiti, i quali potrebbero essere anche loro, gestiti "all' italiana". Con tutto quello che cio' comporta.


    UN FUTURO PER IL SISTEMA ITALIA ?

    Esaminare le ultime evoluzioni e capire quelle future, é possibile ? Forse, ma ci vuole realismo.

    Gli Italiani, negli ultimi vent' anni, hanno avuto una mutazione del DNA. Molte delle evoluzioni sono pero' negative.
    Ma c' é una colpa, dell' Italiano medio, per le trasformazioni negative ? Forse, un po', non più della beata incoscienza nell' accettare i N.C.I. (Nuovi Comportamenti Italiani), senza reagire.

    Poteva reagire l' Italiano medio ? Forse no, visto che non ha la schiena dritta (che é invocata da Ciampi). Ma si puo' avere la schiena dritta, quando si ha un alto tasso di insuccessi sociali ?

    D' altronde, si puo' avere un alto tasso di successi sociali se la Pubblica Distruzione non ci ha mai insegnato che fra i cittadini e lo stato ci vuole una collaborazione ? E un rispetto reciproco ? E un interesse dell' uno a che l' altro stia in buona salute?

    La colpa della Pubblica Distruzione: non é stato insegnato ai cittadini il buon senso, l' educazione, il rigore, la coerenza, la responsabilità del proprio operato. Per cui essi non sono stati in grado, in tempo di elezioni, di sceverare i venditori di chiacchiere senza esperienza dai candidati in possesso di professionalità per costruire, modificare, migliorare...

    Essendosi pensato, alla Pubblica dIstruzione, solo alla ISTRUZIONE degli studenti, ignorando l' EDUCAZIONE, il cittadino tipo ignora gran parte dei suoi doveri. E non é divenuto mai conscio dei propri diritti. La rassegnazione alla sopraffazione impera infatti in molte regioni e settori del sociale.

    Guardiamoci intorno, in U.E. In ogni Paese c' é una società in cui i cittadini usano il buon senso, le regole, e criteri di comportamento corretti, sulla base di Valori comuni, soddisfano i loro bisogni, nel quadro di un Patto Sociale. Il quale permette, a milioni di individui, di essere una sola società.

    Cosa c' é in Italia ? Una folla disordinata di individui, senza ordini di squadra, senza patto sociale, ognuno per suo conto....come in un pollaio. Ma tutti spesso d' accordo su due sole cose: Anarchia e Confusione.

    Avendo la "schiena molle", per colpa della Pubblica Distruzione, si diviene, col tempo, rassegnati. Tanto più che la mancanza della coscienza sociale (essa viene insegnata negli altri Paesi della U.E., non in Italia) mette potenzialmente ogni cittadino nella posizione di "uno contro tanti". E mette lo stato nella situazione di dirsi: "ma si puo' gestire l' anarchia ?

    Rassegnati. Ma é possibile non esserlo ? Certo, in altri Paesi della U.E. i cittadini si uniscono in partiti, associazioni. Gli uni e gli altri spesso costruiscono, con impegno e serietà. Ma possono, partiti e associazioni, strutturare, migliorare, la società italiana ? Cioé il Bel Paese, con tanti laghi, pantani, mancate reazioni, rassegnazioni ? E ruote grippate ? Il Paese del grigiore, della non chiarezza ?

    Le riforme, invoca Ciampi. Se i partiti volessero riformare seriamente, riuscire a fare in pratica cio' che dicono di voler fare, dovrebbero essere gestiti da Tedeschi, Belgi, Francesi. Gente coi coglioni, con carattere, coerenza, capacità sociale, organizzazione... Visto che la Pubblica Distruzione non ha pensato ad educare gli Italiani a tali Valori, per decenni. Non basta che Ciampi dica "tenete la schiena dritta.." ! Neanche la coerenza é stata insegnata, nel Paese ove l' ipocrisia é stata elevata a rango universitario... L' organizzazione e la coerenza , mai conosciute in tante province italiane, sono i valori che fan si che, in giro per la U.E., i cittadini facciano corrispondere i fatti alle parole.

    Ma é proprio questo, la corrispondenza dei fatti alle parole, che é tanto difficile, nel Paese dell' arte. E dei furbi. In fondo l' artista cerca l' originalità di un percorso nuovo. Magari deviato, ma nuovo. Magari scorretto, ma nuovo.
    Lo Stivale é divenuto una terra ove tutti i percorsi diversi, variati, talora nascosti, incurvati, deviati, si incrociano, si ostacolano, si scontrano talvolta...

    Se i furbi non cercassero di ottenere col sotterfugio cio' che dovrebbero faticare ad avere coll' impegno, alla luce del sole, allora la vita diverrebbe faticosa. E noiosa, che barba ! Poi, si puo' fare una vita di fatica nel Paese della calura ? Si puo' sudare, impegnandosi a costruire, nel Paese della pigrizia ? Si puo' non essere pigri nel Paese ove la gran parte dei meccanismi pubblici si grippano ?

    Sono tutte ragioni per cercare di discolpare gli Italiani che hanno accettato i N.C.I. Si, la residua colpa di aver accettato nuove abitudini, quelle che hanno ammazzato le efficienze sociali, é un peccato veniale.

    Noi Italiani, famosi per la somma intuizione. Ma puo' , un popolo di artisti intuitivi, essere razionale, organizzato, per restare a galla nel Mercato Globale ? Se la Pubblica Distruzione non ci ha insegnato la struttura delle costruzioni sociali, l' organizzazione degli schemi mentali produttivi ?

    Ecco il punto, a me sembra.

    Se avessimo la razionalità francese, la coerenza britannica, l' impegno degli Scandinavi............ allora le ruote della società non sarebbero spesso grippate . Ogni cittadino avrebbe il suo flaccone di "olio sociale" e farebbe la manutenzione dei meccanismi delle stato, della società....

    E se l' olio fosse sufficiente, potrebbe ingrassarsi quella parte del proprio cervello che presiede al sociale (attualmente atrofizzata).

    Il futuro ? o ci sarà un futuro, o non ci sarà. Ci sarà un futuro se un' analisi degli handicaps sociali viene fatta subito, prima di passare il punto di non ritorno. Emigrati aiutando. Non ci sarà futuro se restiamo là, rassegnati, ad aspettare.

    Le Cause delle inefficienze sono una decina. Senza individuarle, coll' aiuto di testimoni dello sviluppo, la via maestra per divenire un Paese normale, europeo, sembra preclusa.

    l' Emigrato
    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr


    P.S. Dio ride degli uomini che si lamentano di eventi, le cui cause essi stessi continuano a promuovere con convinzione (Bossuet).

 

 
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