Da notare che Guzzanti, che conosce Berlusconi, scrive senza remore che Berlusconi odia la democrazia in quanto sistema di controlli e contrappesi
Rivoluzione Italiana - Il blog di Paolo Guzzanti Blog Archive Il vostro cronista e deputato, analista e pre-veggente, vi spiega in poche parole quel che sta succedendo dietro la facciata dei fatti che sono sui giornali.
In breve, la vedo così dopo avere a lungo letto, ascoltato, analizzato e interpretato. Berlusconi si trova di fronte a un’offerta cui è veramente difficile dire di no, ma alla quale non ha ancora detto di sì. L’offerta è questa: noi ti diamo l’immunità, noi ti salviamo dai processi (almeno finché governi) e impediamo ai cattivi giudici, che spesso esagerano, di spaventarti. Dunque, tranquillo. Tu in cambio (e questo è il punto) rinunci alla TUA agenda di governo, specialmente per quanto riguarda le riforme istituzionali, e accetti la NOSTRA agenda. In altre parole, tu Silvio, dal momento che sei salvo diventi nostro ostaggio: cavalcheremo proteggendoti ai tuoi fianchi, davanti e di dietro, sarai protetto, ma la strada la stabiliremo noi.
Noi chi? Noi il comitato di salute pubblica che si è formato, zitto zitto: il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera, Pier Casini, con invito esteso a Bersani e al Pd. Cominciò Casini: mica possiamo bloccare il governo o fare una legge che ammazzi i processi. Diciamo che un presidente del Consiglio, finché è in carica, non può rispondere come un cittadino qualsiasi alle chiamate dei magistrati. I processi li subirà quando cesserà l’incarico. Oppure costituzionalizzazione del Lodo Alfano, con partecipazione della sinistra che quindi parteciperebbe anche agli utili: di fatto, un ruolo di governo.
Ciò SB lo sa, recalcitra, è contro i suoi principi: lui non vuole alcun controllo o controllore. Odia la democrazia perché lo sottopone a controlli, compromessi, revisioni. Minaccia le elezioni anticipate, ma sa che sarebbero la sua fine: Napolitano non lascerebbe fare a lui il governo elettorale e imporrebbe un governo istituzionale (Fini) che facesse un’altra legge elettorale, creando una nuova maggioranza con i finiani e forse l’intera sinistra più Casini e cani sciolti. Appena SB lascia Palazzo Chigi, va in tribunale. Dunque non lascia Palazzo Chigi e non vuole elezioni anticipate e grida che durerà tutta la legislatua.
Ma il comitato di salute pubblica l’ha preso prigioniero: se vuoi salvarti da processi e condanne, consegnaci la tua agenda. Da adesso la scriviamo noi. Enrico Letta ha già detto che si può fare, Violante ha mandato al PdL alcune sue idee di riforme e Cicchitto ha deto che se ne può parlare.
Berlusconi ancora resiste, scalcia, recalcitra, ma non ha scelta: o accetta, o lo aspetta la fine di Craxi o di Previti.




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ostridicolo:

