I patronati affiancano i lavoratori e i pensionati per ottenere la liquidazione della pensione o per seguire l'iter burocratico che porta al sospirato assegno, compresi quelli di invalidità civile e per l'assistenza sociale.In più assistono i lavoratori dipendenti nella compilazioe della dichiarazione di redditi o nell' accesso agli ammortizzatori sociali.
Si tratta di opere meritorie ma questi compiti dovrebbero essere in larga misura svolti dagli enti previdenziali o rientrare tra le funzioni di tutela di un sindacato che per questo incassa le quote dagli iscritti (e non per fare politica.)
Nel sistema attuale invece l'INPS e gli altri istituti di previdenza pubblici sborsano invece somme imponenti per far verificare ai patronati redditi e quant'altro dei propri (propri riferito agli enti previdenziali)iscritti. In pratica pagano per far sbrigare pratiche che essi stessi dovrebbero svolgere.Come dimostra il fatto che i patronati per svolgere il loro lavoro alla fine vanno ad attingere alla banca dati INPS.
Insomma è' vero i patronati svogono una funzione di aiuto alle categorie sociali "deboli", ma questa funzione di doverosa assistenza (anzi di erogazione di legittimi diritti dei lavoratori) dovrebbe essere svolta direttamente dallo stato attraverso gli enti previdenziali senza ricorrere ad un' intermediario come i patronati.In questo modo si corre il rischio che i lavoratori paghino con le loro trattenute due volte per lo stesso servizio sia l'ente previdenziale che il patronato.