La "resistenza" non ha mai avuto possibilita' di sconfiggere gli Americani sul campo militare. Il suo obiettivo e' agire sulle sfere politiche e morali. Innescare una escalation di violenza in Iraq e una escalation di pressioni politiche in Occidente (soprattutto in Europa) contro l'Occupazione, un po' come ai tempi del Vietnam
Ma l'ultimo attacco, con una ventina di morti, e' oramai scivolato nella quarta o quinta pagina dei giornali, anche di quelli antiAmericani.
In questo momento su http://www.repubblica.it/ si parla, nell'ordione, del congresso di AN, di Schumacher, della morte di Lattuada, del Live8 e solo al 5° posto del rapimento dell'ambasciatore egiziano a Bagdad.
La ventina di morti settimanale per mano dei kamikaze sta diventanto una normalita'... come e' una normalita' la 50ina di morti sulle nostre strade negli week-end (nessuno pensa di abolire le auto per fermare questa carneficina, allo stesso modo nessuno pensa di dover metetre fine all'Occupazione... ormai Rumsfeld dice chiaramente che resteremo la' 12 anni e le stesse sinistre italiane sembrano rassegnate a mantenere fede agli impegni assunti dal nostro Paese in caso di loro vittoria nel 2006).
L'Iraq non fa piu' notizia, non interessa piu' nessuno (a parte Blondet, Totila, Yury e qualche altro povero sfigato)
Conseguenza: gli Americani e i Loro Vassalli possono comodamente calcare la mano e fare quel che vogliono. Soprattutto ora che la ue, il piu' insidioso pericolo per la Coalizione dei Volenterosi, e' ferita a morte dal meraviglioso uno-due Franco-Olandese
La pressione morale nei confronti degli Americani si e' svuotata e visto che militarmente la "resistenza" non ha nessuna speranza, il destino degli Iraqueni potrebbe essere quello di vedere sempre piu' gente nei cinema, nei ristoranti, nei McDonald's, nei centri commerciali e sempre di meno nelle moschee...![]()





Rispondi Citando
