L’accordo per trasferire i piloti
IL RILANCIO DI MALPENSA
Meglio tardi che mai. La saggezza popolare aiuta ad interpretare l'accordo siglato venerdì tra Alitalia e sindacati grazie al quale saranno localizzati a Milano dal primo agosto 400 piloti e 900 assistenti volo. Si pone fine in questo modo a quel trasferimento quotidiano di personale da Roma a Milano, che ha procurato inefficienze al sistema aeroportuale milanese, costi pesanti per l'azienda e disagi non indifferenti al personale stesso: un esercito di 11mila «pendolari» che ogni mese si incrociano sulla tratta Roma-Milano. Quante volte si sono sentiti annunciare ritardi dovuti al mancato arrivo dell'equipaggio? Un costo quantificato dalla compagnia in 25 milioni di euro all'anno (fra costo del personale, alberghi e mancati guadagni): i contribuenti (e gli azionisti Alitalia) sospirano pensando però che i cento milioni di euro bruciati solo negli ultimi quattro anni potevano essere certamente meglio impiegati. Si tratta tuttavia di un segnale importante che, accanto alla scelta di Alitalia di disporre di una base per la manutenzione degli aeromobili a Malpensa, indica una maggiore consapevolezza verso le condizioni imposte dal mercato.
Questo deve rappresentare dunque il punto di partenza per affermare la centralità del sistema aeroportuale milanese, di cui il prossimo collocamento di una quota della Sea può costituire un passaggio fondamentale, sempre che non sia limitato al reperire le risorse di cui necessita il Comune.
Un sistema aeroportuale che, ad onor del vero, qualche passo in avanti lo ha fatto: il balzo in avanti nelle classifiche europee di puntualità e la riduzione dei tempi (medi) di attesa del ritiro bagagli sono segnali incoraggianti. Anche sul piano infrastrutturale i lavori sulla bretella di collegamento tra Malpensa e l'autostrada Milano-Torino, che abbrevieranno i tempi di accesso all'aeroporto, procedono speditamente recuperando in parte l'assurdo ritardo con cui sono iniziati. La stessa cosa non si può dire però dei tempi di percorrenza del treno-navetta che collega la stazione Nord all'aeroporto: i trenta minuti promessi entro qualche anno dall'avvio sono tuttora un miraggio. E molti altri sono i problemi da gestire (senza dimenticare gli inquietanti dubbi sulla sicurezza nel passato che Pettinaroli, il presidente delle vittime del rogo di Linate, ci ricorda puntualmente).
Insomma quest'accordo poteva giungere prima. Speriamo che dia anche un contributo per cancellare una volta per tutte l'acronimo con il quale la Compagnia viene talvolta ironicamente ricordata "Always Late In Take-offs Always Late In Arrivals" (sempre in ritardo in partenze e arrivi).
carlomaria.pinardi@unibocconi.it
di CARLO MARIA PINARDI
Corriere della Sera




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