Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito Il “non voto” è scetticismo di fronte al potere

    Con ogni probabilità, l’idea davvero balzana del ministro inglese Geoff Hoon è destinata a restare, per i sudditi di Sua Maestà, una boutade di mezz’estate. È poco credibile che in Inghilterra si possa davvero arrivare ad trasformare il voto in un dovere e, magari, ad accompagnarlo con sanzioni. È vero che leggi di questo tipo già esistono in Belgio e in Australia, ma la civiltà giuridica del Regno Unito è comunque tale da poter scongiurare il varo di una norma siffatta.

    Perché il collaboratore di Tony Blair abbia deciso di proporre tale legge è facile da capirsi: e subito i mezzi d’informazione hanno ampiamente spiegato per quale ragione il Labour Party non vedrebbe male la trasformazione del voto da “diritto” in “obbligo”.

    Nella società britannica, l’elettorato è caratterizzato da differenze di classe che, in larga misura, condizionano la scelta del voto. E in quell’Inghilterra tanto aristocratica quando è aristocratica, ma anche così intensamente proletaria quando è proletaria, sono i ceti più deboli quelli in cui si concentra la percentuale maggiore dei non votanti. Con ogni probabilità, obbligare questa gente a recarsi alle urne potrebbe rappresentare un consistente vantaggio per la sinistra.

    Ma ben oltre questi pretesti, va detto che la proposta formulata dall’inglese Hoon interpreta elementi profondi della democrazia moderna.

    Basta leggere Jean-Jacques Rousseau per avvertire come la partecipazione alla vita politica della comunità fin dall’inizio sia concepita non come un diritto, ma come qualcosa di più. Se votare fosse semplicemente un diritto, l’elettore potrebbe non solo rivendicare la facoltà ad astenersi, ma potrebbe pure chiedere di non partecipare alla comunità, sfuggendo alle decisioni “collettive” e agli obblighi derivanti.

    Il voto può essere considerato un diritto quando si aderisce liberamente ad un’associazione: ma non è questa la situazione del singolo di fronte allo Stato.

    Con la sua uscita certo maldestra, il ministro inglese ci aiuta quindi a capire come la democrazia rappresentativa sia oggi soprattutto un’ideologia posta a tutela del potere statale. È il dominio che i politici esercitano sulla società che esige quei grigi rituali fatti di comizi, manifesti elettorali e schede da compilare. E si tratta di cerimonie unificanti che ritroviamo nel mondo interno, poiché questa è una delle pochissime cose condivise da americani ed indiani, russi ed iraniani, brasiliani ed israeliani.

    La liturgia del voto a questo o quel capo è il surrogato del consenso. Poiché amministrano istituzioni che non godono di una vera adesione volontaria, gli uomini politici di ogni latitudine impongono regole a partire dalle quali c’è chiesto di scegliere a quale gruppo dobbiamo consegnare (per un dato numero di anni) il diritto di disporre dei nostri soldi e delle nostre libertà. Ma è necessario che il numero dei votanti sia alto perché si possa credibilmente spacciare la tesi che un simile sistema è apprezzato, gradito, scelto liberamente.

    In questo senso, è senza dubbio vero che il gesto politicamente più “sovversivo” consiste oggi nell’astenersi. La recente polemica scatenata dal referendum sugli embrioni è stata a tale proposito assai eloquente, dato che i giacobini di ogni colore erano anche pronti ad accettare una legge posta a difesa del diritto dei “non nati”, ma mai avrebbero potuto accogliere la tesi che rifiutare l’obbligo domenicale a recarsi ai seggi possa avere un valore morale.

    Non è caso che i paesi di più radicata libertà sono quelli in cui la partecipazione elettorale è minore. Ed era perfettamente consapevole di tutto questo lo stesso Ronald Reagan, quando dopo un’elezione alla presidenza sottolineò che ciò che vi era di più straordinario in quel giorno era che la maggior parte delle cose importanti della vita degli americani non veniva minimamente toccata.

    La presenza di un’ampia area di “agnostici elettorali” e di non credenti nelle virtù della democrazia elettorale può essere indice di varie cose. Può essere effetto di una diffusa convinzione che nessuna delle forze in campo è destinata a risolvere i problemi, distruggere la società, salvare il mondo. Chi non vota è spesso persuaso – a ragione – che “la vita è altrove”.

    Il “non voto” contraddistingue le società in cui è diffusa l’idea di un primato della società sullo Stato, e la convinzione che non si può identificare la prima ed il secondo.

    Gli uomini politici ci vogliono docili contribuenti, cittadini obbedienti e – certamente – anche elettori assidui ed entusiasti. Ma solo il nostro scetticismo può costringerli a contenere i loro peggiori istinti.

    da L'Indipendente, 6 luglio 2005

    di Carlo Lottieri

  2. #2
    Super Troll
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    SCIOCCHEZZE..... PER ME è PROPRIO IL CONTRARIO.....
    LA VITA è ALTROVE MA NON NELLA SOCIETà.....
    MA SOLO NEI CENTRI DI POTERE CHE CONTROLLANO GIORNALI E TELEVISIONI...... E PARTITI .....E I POSTI A SEDERE ,,,,,,,,,,,
    PERCIò I PIù BOCCALONI VANNO A VOTARE E VOTANO I PADRONI....O I LORO AMICHETTI
    GLI ALTRI VOTANO A SINISTRA, OPPURE SCRIVONO "LADRI" O QUALCOSA DI SIMILE SULLA SCHEDA... OPPURE NON VOTANO.....
    CONSIDERATE POI LE INIZIATIVE IMPOPOLARI DI BLAIR C'è DA DIRE CHE L'OBBLIGO SAREBBE SOLO PER OTTENERNE LA LEGGITTIMAZIONE......
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #3
    destracristiana
    Ospite

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    In Origine Postato da cciappas
    SCIOCCHEZZE..... PER ME è PROPRIO IL CONTRARIO.....
    LA VITA è ALTROVE MA NON NELLA SOCIETà.....
    MA SOLO NEI CENTRI DI POTERE CHE CONTROLLANO GIORNALI E TELEVISIONI...... E PARTITI .....E I POSTI A SEDERE ,,,,,,,,,,,
    PERCIò I PIù BOCCALONI VANNO A VOTARE E VOTANO I PADRONI....O I LORO AMICHETTI
    GLI ALTRI VOTANO A SINISTRA, OPPURE SCRIVONO "LADRI" O QUALCOSA DI SIMILE SULLA SCHEDA... OPPURE NON VOTANO.....
    Una tipica analisi del solito social girotondino alla frutta.

  4. #4
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    obbligo di voto
    sarebbe il mio sogno,da quando ho sentito gente che alla domandaerche non sei andato a votare?
    mi hanno risposto:sono stato a dormire.

    rousseau,aristotele nella tomba si stanno grattando

  5. #5
    Meda sabios paris
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    Il non votare è una forma legittima di protesta, anche perchè la cosiddetta "sinistra" non rappresenta più da tanti anni (e forse non ha mai rappresentato se non nella forma) le classi più deboli.... Rifondazione Comunista sarà presto un partito di governo con ministri e portaborse, i suoi tesserati nel 90% dei casi non hanno mai visto una catena di montaggio, o una miniera, o un campo, o un ovile e le sue lotte si limitano a qualche frikkettone nostalgico degli anni sessanta, allo sfilare in piazza col pugno alzato perchè è figo e subito dopo andare a guardarsi in tv, a vedere come siamo fighi! Oppure, peggio ancora, alle classi privilegiate di Emilia Romagna e Toscana che votano così solo perchè lo faceva il nonno...... C'è chi ancora gli crede, contento lui......

    Io fin'ora non ho votato perchè sono Sardo, e non riconosco niente, quindi nemmeno le elezioni e i partiti, a qualsiasi livello, di uno Stato oppressore straniero come quello italiano, uno Stato al quale non mi sento e non mi va di appartenere, in nessuna delle sue forme (tanto meno quelle di sinistra!)......

    Alle prossime elezioni credo che tornerò, e metterò la croce su uno dei due partiti Indipendentisti, che vedo finalmente come rappresentanti di ciò che sento e che amo: la mia terra, libera e Indipendente...... soprattutto dai partiti itagliani......

  6. #6
    Super Troll
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    Rifondazione Comunista sarà presto un partito di governo con ministri e portaborse,
    =======
    SPERIAMO DI NO.......MA SE SUCCEDESSE CE NE SARANNO ALTRI DI PARTITI PIù A SINISTRA......
    D'ALTRONDE ANCHE GLI INDIPENDENTISTI MIRANO AL GOVERNO... UN GOVERNO DELLA SARDEGNA ... MA SEMPRE UN GOVERNO..... DOVE SI PARTIRà COMINCIANDO A DISCUTERE SE RICONOSCERE DI CONSIDERARE SARDI SOLO QUELLI NATI IN BARBAGIA OPPURE ANCHE QUELLI NATI IN CAMPIDANO
    HAI VOGLIA DI ASPETTARE LA LIBERTà E LA FINE DELL'OPPRESSIONE
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  7. #7
    Meda sabios paris
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    Predefinito

    In Origine Postato da cciappas
    Rifondazione Comunista sarà presto un partito di governo con ministri e portaborse,
    =======
    SPERIAMO DI NO.......MA SE SUCCEDESSE CE NE SARANNO ALTRI DI PARTITI PIù A SINISTRA......
    D'ALTRONDE ANCHE GLI INDIPENDENTISTI MIRANO AL GOVERNO... UN GOVERNO DELLA SARDEGNA ... MA SEMPRE UN GOVERNO..... DOVE SI PARTIRà COMINCIANDO A DISCUTERE SE RICONOSCERE DI CONSIDERARE SARDI SOLO QUELLI NATI IN BARBAGIA OPPURE ANCHE QUELLI NATI IN CAMPIDANO
    HAI VOGLIA DI ASPETTARE LA LIBERTà E LA FINE DELL'OPPRESSIONE

    Spera, spera......
    Se ti informassi ti accorgeresti che gli Indipendentisti provengono da ogni parte della Sardegna, e trionfano proprio a Sassari, la più italianizzata delle città...... Le battute pertanto risparmiatele e rispetta chi crede e lotta per la propria Patria!
    Rifondazione è un partito romano, che fa parte di una coalizione romana, che vuole riempire la nostra terra di smog, industrie, proletari petrolchimici e sindacati italiani......
    I veri comunisti, in Sardinnya, ci sono già, e sono all'interno dei partiti indipendentisti.
    I presunti tali, i servi di Bertinotti e Cofferati.....stanno mangiando in regione......

    Ma voi itagliani di Sardegna, illusi che una "rivoluzione" in itaglia possa cambiare le cose anche da noi, continuate a sperare......

  8. #8
    destracristiana
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    I veri comunisti sardi sono quelli che stanno sotto Soru....prrrrrrrr

  9. #9
    Meda sabios paris
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    In Origine Postato da dany.gamberini
    I veri comunisti sardi sono quelli che stanno sotto Soru....prrrrrrrr
    E sono ancora il 90%, purtroppo....

 

 

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