GLI UOMINI NERI. PERCHE’ DOBBIAMO LIBERARCENE
Editoriale del 4 Lugli 2005
Il dejavù è la sensazione di aver già visto in passato le cose che ci accadono oggi. La sensazione confonde spesso realtà e fantasia rendendo difficile la messa a fuoco che separa l'una dall'altra, tantopiù quando la realtà sembra superare abbondantemente la fantasia. In pochi giorni l'Italia è stata riprecipitata bruscamente in un passato già visto: agenti della CIA che scorazzano nel nostro paese sequestrando e torturando, un gruppo di fascisti con storie e presente legati ai servizi segreti, alla NATO, agli USA e a Israele che agivano segretamente e parallelamente alle forze dell'ordine nella "lotta al terrorismo". Per i nostri ascoltatori e lettori più giovani queste sono novità o notizie clamorose, per chi ha vissuto gli anni Settanta sono state la normalità. Il tentativo in corso oggi è – come allora – di circoscrivere la vicenda ad un gruppo di pataccari fino a farla scomparire nei rimbalzi di un muro di gomma. Le risposte del governo sulla vicenda del sequestro dell’Imam di Milano dimostrano di aver già avviato le procedure consuete approfittando anche della complice riluttanza di gran parte dei partiti dell’opposizione.
Il nostro paese è stato frontiera di guerra durante il conflitto globale che per quarantacinque anni ha contrapposto USA e URSS, ed è tornato ad essere frontiera di guerra nel nuovo conflitto globale - la guerra preventiva - che gli USA hanno ingaggiato contro il resto del mondo dopo gli attentati dell'11 settembre.
Un intero sistema operativo, massmediatico, militare, sicuritario e semiclandestino - ereditato dalla guerra fredda - è stato così riattivato per combattere la guerra contro il nuovo nemico impero del male: il "terrorismo islamico" Strutture clandestine ma ufficiali per il governo e la NATO come Gladio, sono andate “in sonno”, come si dice in linguaggio massonico, ma sono state risvegliate e attivate nuovamente.
La vicenda del Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo è fortemente intrecciata con la scorribanda dei 13 agenti della CIA in Italia che ha portato al sequestro dell'imam di Milano Abu Omar. Anche oggi - come trenta anni fa - qualche magistrato coerente ha avviato delle inchieste tese a far luce sul mondo parallelo di questi "uomini neri", il rischio è - come allora - che queste inchieste finiscano insabbiate dal “segreto di Stato” come quelle sulle stragi di Stato, sull'affondamento del Moby Prince, su Ustica e su tutte le vicende che hanno visto il coinvolgimento diretto o indiretto degli USA nelle vicende più sanguinose di quella che è stata definita la strategia della tensione.
La realtà che emerge connettendo tra loro vicende apparantemente diverse è che gli USA hanno creato nei paesi della NATO o ritenuti vulnerabili, una loro rete di uomini neri attivabili e utilizzabili per le operazioni coperte. E’ il caso dello stragista Posada Carriles in America Latina, ma è anche il caso degli italiani che possono essere utilizzati come contractors nelle guerre in Jugoslavia, Iraq e Afganistan oppure per seminare disinformazione, falsi rapporti, falsi allarmi o per schedare, affiancare, depistare o anche per qualche attentato stabilizzante o destabilizzante. L'ambito di reclutamento di questi uomini neri è quello di sempre: un sottobosco fatto di fascisti, millantatori, amici degli americani e, in questo caso, degli israeliani. Il capo della DSSA nel suo ufficio ha tre bandiere: quella italiana, quella americana e quella israeliana, ma ha anche una simbologia apparentemente contraddittoria: una foto del nazista Heydrich e la menorah, il candelabro ebraico. Non si tratta di riferimenti in contraddizione perchè oggi sono quelli che caratterizzano la alleanza ideologica, politica e militare impegnata nella guerra preventiva contro tutti i loro competitori: ieri l'Iraq e la Palestina, domani la Cina, dopodomani l'Europa e chissà altro.
Gli uomini neri sono stati responsabili nei decenni scorsi di delitti, stragi, operazioni coperte che hanno segnato il nostro paese. Dal settembre del 2001 sono tornati in campo anche in Italia cercando di depistare l'opinione pubblica, suscitando l'allarme di un terrorismo islamico che si è rivelato più ristretto e selettivo di quanto si voglia far credere, seminando rapporti manipolati e diffusione di false notizie e falsi allarmi. Dobbiamo liberarcene al più presto impedendo ai loro burattinai di sempre - gli USA ed ora anche Israele - di tenere coinvolto il nostro paese in una guerra che è tutta loro e tutta contro di noi. E’ una verità che dovremo far fischiare nelle orecchie anche di chi sta guidando – a sinistra – la marcia di riavvicinamento con gli Stati Uniti.




Rispondi Citando