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  1. #1
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    Predefinito An tutta a riconfermato fiducia a FINI!!!

    La giornata era iniziata con l'annuncio di numerosi e autorevoli
    'no' alla linea del presidente. Poi uno spiraglio, e la conciliazione
    Accordo tra le componenti di An
    Approvato un documento comune
    Si riafferma l'identità del partito, no a modifiche alla legge 40
    Alemanno: "Segnale positivo ma non torno vicepresidente"

    ROMA - Si è ricomposta la frattura tra il presidente di An Gianfranco Fini e le componenti Destra Sociale e Destra Protagonista. Se infatti in nottata era sfumato il tentativo di mediazione, stamane s'è tenuta una nuova riunione e al termine l'assemblea nazionale di An ha approvato un ordine del giorno unitario.

    Con due distinte votazioni, l'assemblea di An ha approvato prima l'odg comune sottoscritto da tutte le componenti del partito e successivamente la relazione e la replica di Fini. Le votazioni sono avvenute per alzata di mano. L'odg è passato con soli quattro voti contrari, mentre contro la relazione e la replica di Fini si sono espressi in cinque. Tra i contrari il vicepresidente della Camera Publio Fiori.

    Tra il leader di An e i suoi colonnelli è quindi tornato il sereno. Anche se all'orizzonte resta qualche nube. Nel coro di voci soddisfatte per la ritrovata unità, c'è anche quella di Gianni Alemanno: "E' stata recuperata una lacerazione. Dopo un confronto molto intenso siamo stati in grado di dare unità al partito". Ma il ministro dell'Agricoltura, tra i capi di Destra sociale, ha aggiunto che non tornerà a fare il vicepresidente del partito: "Non serve una ricomposizione sclerotica di organigrammi", ha detto. Il confronto tra le varie anime di An sembra a questo punto rinviato all'assemblea programmatica prevista per l'autunno.

    Il documento comune è composto di una sola paginetta con tre punti di premessa e tre impegni che si chiedono al partito. L'ordine del giorno, che reca le firme di Alfredo Mantovano, Gianni Alemanno, Francesco Storace, Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Teodoro Buontempo, Mario Landolfi e Altero Matteoli, è stato presentato all'assemblea.

    Nell'ordine del giorno si sostiene che "appare necessario riaffermare, dopo la recente fase di incertezza, l'identità politica di An e riavviare l'iniziativa con l'apporto sincero, costruttivo ed appassionato di tutta la classe dirigente, dei quadri e dei militanti".

    E si chiarisce la posizione del partito rispetto alla legge 40 sulla fecondazione assistita: "L'esito dei referendum sulla procreazione assistita impone, nel rispetto di tutte le opinioni espresse secondo coscienza, di non modificare la legge 40, più in generale di porsi nuovamente in sintonia con la crescente richiesta di attenzione ai valori della persona e del diritto naturale, senza che ciò venga etichettato all'insegna di scelte confessionali, trattandosi di valori sui quali non ci devono essere artificiose divisioni tra laici e credenti".

    Quindi si impegna il partito a "superare il correntismo attraverso il rilancio del dibattito interno, la rivitalizzazione degli organi statutari a ciò deputati, il rispetto delle regole e dei diritti di ciascun iscritto, la trasparenza e il merito quali criteri di selezione per le candidature, come previsto dagli organi statutari".

    Una soluzione che ancora stamane sembrava lontanissima. Arrivando nei saloni dell'Hotel Ergife di Roma, dove si tiene l'assemblea di An, Alemanno aveva ribadito il suo no a Fini. "Credo che la situazione si sia complicata, Fini non ci ha voluto", aveva confermato il ministro della Salute Francesco Storace.

    E durissimo era apparso l'intervento del vicepresidente della Camera Publio Fiori, che aveva anche chiesto le dimissioni del presidente: "Fini si deve dimettere. Solo se annuncia una cosa del genere potrei votare a suo favore. Altri margini non ci sono. Il partito va resettato e bisogna ricominciare daccapo".

    Tuttavia altri esponenti storici del partito si erano mostrati molto più morbidi verso le tesi di Fini, per salvaguardare l'unità, in particolare il ministro per gli Italiani all'Estero Mirko Tremaglia, il viceministro dell'Economia Mario Baldassarri, il presidente dei deputati di An, Ignazio La Russa, e il vice ministro Adolfo Urso.
    ...cercatemi , se volete e potete , come RoccoFerraro

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  2. #2
    AC Milan 1899
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    An tutta a riconfermato fiducia a FINI!!!

  3. #3
    AC Milan 1899
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    In origine postato da Gianfranco
    Il danno per An è proprio la destra sociale che si crede un partito staccato........ma allora perchè non vanno via se sono in dissenso totale?? Perchè quei bei due ministeri(agricoltura e salute) servone.............eccome se servono..........
    Il danno è una Presidenza che parla a sproposito senza interpellare il partito, non chi chiede di prendere posizioni con gli apparati decisionali interni.
    Certo che per chi fa politica con i filmini propagandisti e con i gadget il fatto di discutere e confrontarsi va tutto a suo danno da qui la decisione del "faccia tutto Fini".
    In Azione Giovani il triumvirato aveva paralizzato il movimento, oggi dopo il Congresso seuppur da noi perso dobbiamo dire che le cose vanno molto meglio e che la dinamicità del movimento è notevolmente cresciuta.
    Che male c'è se anche in AN si apre una fase dialettica a mozioni contrapposte? Nell'MSI è sempre stato così, non c'è quasi mai stato quell'unanimismo di facciata che ha invece sempre caratterizzato AN.
    E cmq oggi Fini ha ottenuto una parziale sconfitta in Assemblea Nazionale, si è salvato in corner approvando il documento presentato dai capicorrente altrimenti sarebbe stato sconfitto e anche abbastanza nettamente.

  4. #4
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    in realtà la pagnotta li ha accumunati. I dissidenti hanno fatto la figura dei pagnottisti, invece di andare avanti con lo scontro!
    E poi non rompete con l'unità abbiamo perso, mi rivolgo a chi vuole un partito di destra

  5. #5
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    In origine postato da Di Peri Roberto
    in realtà la pagnotta li ha accumunati. I dissidenti hanno fatto la figura dei pagnottisti, invece di andare avanti con lo scontro!
    E poi non rompete con l'unità abbiamo perso, mi rivolgo a chi vuole un partito di destra
    neanche io sono del tutto soddisfatto di quanto è successo all'assemblea...ma la mia resa dei conti è al congresso nazionale...
    per quanto mi riguarda oggi Fini ha dovuto ingoiare qualche rospetto amaro ed è uscito fortemente indebolito da questa assise....vedremo gli sviluppi
    ripeto...il mio termine ultime è il prossimo congresso..se sarà una farsa come quello di bologna...allora addio AN....
    altrimenti...se ci sarà confronto costruttivo e rilancio programmatico (così come in ag) allora sarò pronto a continuare a lavora per questo partito!

  6. #6
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    Altro che fine del berlusconismo. Gianfranco Fini da ieri ne è l’erede più puro. Mai visto in un’assemblea di partito un politico così vestito da manager. Tattico, contabile, imperioso, con il pugno di ferro. Ma in due ore all’Hotel Ergife si è sentito parlare di organizzazione, di strategie, di budget di governo. Non di politica. Che questo avvenisse nel cuore della forza più politica del centrodestra è stata davvero una sorpresa. Una svolta che pesa ancora più di quella di Fiuggi. È stato il giorno della nascita di «An-invest», ancora più «Fini-invest» del modello originario. Liquidata in poche battute quella che ad alcuni era apparsa come una crisi di identità grave, la risposta di Fini è stata la nomina di un nuovo responsabile dell’organizzazione interna, il pur bravo Altero Matteoli. Un direttore generale, perché le aziende vanno avanti così. Il bilancio etico? Quello sociale? Ma sì, come fanno i grandi gruppi. Prima la conta dei numeri veri, il conto economico e lo stato patrimoniale. Poi, visto che è di moda nelle aziende più illuminate, magari il prossimo autunno, si parlerà anche di quello. Della crisi di identità. Certo, così ad An sarà più facile entrare e farsi assorbire dal partito unico. Come manager Fini è anche più bravo di quelli Publitalia prestati un decennio or sono a Forza Italia. Si è fatto le ossa al governo, è intelligente e girando il mondo ha appreso subito come fare, potrebbe diventare presto il nuovo amministratore delegato della holding. Sì, Fini un piccolo spot l’ha pure ideato, forse con la consulenza di qualche mago del marketing della nuova An-invest. «La destra», ha sillabato il leader, «deve essere plurale, aperta, ariosa, deve sapere parlare a tutti». Ma il brivido è stato tutto qui, in uno slogan che sarebbe perfetto anche per la reclame di un deodorante. Non c’è stato spazio per altre idee, altra politica. Solo quella che nelle aziende si chiama «corporate governance»: «Governerò il partito avvalendomi di soli tre organi: l’ufficio di presidenza, la direzione, l’assemblea nazionale». E una piccola concessione: «Convocherò una volta al mese la direzione e più frequentemente gli altri organi». Ma che mercanzia venderà ora la neonata An-invest? Idee no, non contano. Valori no, non sono ariosi. Identità no, non è plurale. Radici no, non sono aperte. L’azienda c’è, e sarà ancora meglio organizzata. Ma non sa più che cosa deve produrre. Ci toccherà aspettare il budget del prossimo anno per saperlo.

  7. #7
    Mistica Fascista
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    Predefinito Re: An tutta a riconfermato fiducia a FINI!!!

    In origine postato da Gianfranco
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    'no' alla linea del presidente. Poi uno spiraglio, e la conciliazione
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    Alemanno: "Segnale positivo ma non torno vicepresidente"

    ROMA - Si è ricomposta la frattura tra il presidente di An Gianfranco Fini e le componenti Destra Sociale e Destra Protagonista. Se infatti in nottata era sfumato il tentativo di mediazione, stamane s'è tenuta una nuova riunione e al termine l'assemblea nazionale di An ha approvato un ordine del giorno unitario.

    Con due distinte votazioni, l'assemblea di An ha approvato prima l'odg comune sottoscritto da tutte le componenti del partito e successivamente la relazione e la replica di Fini. Le votazioni sono avvenute per alzata di mano. L'odg è passato con soli quattro voti contrari, mentre contro la relazione e la replica di Fini si sono espressi in cinque. Tra i contrari il vicepresidente della Camera Publio Fiori.

    Tra il leader di An e i suoi colonnelli è quindi tornato il sereno. Anche se all'orizzonte resta qualche nube. Nel coro di voci soddisfatte per la ritrovata unità, c'è anche quella di Gianni Alemanno: "E' stata recuperata una lacerazione. Dopo un confronto molto intenso siamo stati in grado di dare unità al partito". Ma il ministro dell'Agricoltura, tra i capi di Destra sociale, ha aggiunto che non tornerà a fare il vicepresidente del partito: "Non serve una ricomposizione sclerotica di organigrammi", ha detto. Il confronto tra le varie anime di An sembra a questo punto rinviato all'assemblea programmatica prevista per l'autunno.

    Il documento comune è composto di una sola paginetta con tre punti di premessa e tre impegni che si chiedono al partito. L'ordine del giorno, che reca le firme di Alfredo Mantovano, Gianni Alemanno, Francesco Storace, Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Teodoro Buontempo, Mario Landolfi e Altero Matteoli, è stato presentato all'assemblea.

    Nell'ordine del giorno si sostiene che "appare necessario riaffermare, dopo la recente fase di incertezza, l'identità politica di An e riavviare l'iniziativa con l'apporto sincero, costruttivo ed appassionato di tutta la classe dirigente, dei quadri e dei militanti".

    E si chiarisce la posizione del partito rispetto alla legge 40 sulla fecondazione assistita: "L'esito dei referendum sulla procreazione assistita impone, nel rispetto di tutte le opinioni espresse secondo coscienza, di non modificare la legge 40, più in generale di porsi nuovamente in sintonia con la crescente richiesta di attenzione ai valori della persona e del diritto naturale, senza che ciò venga etichettato all'insegna di scelte confessionali, trattandosi di valori sui quali non ci devono essere artificiose divisioni tra laici e credenti".

    Quindi si impegna il partito a "superare il correntismo attraverso il rilancio del dibattito interno, la rivitalizzazione degli organi statutari a ciò deputati, il rispetto delle regole e dei diritti di ciascun iscritto, la trasparenza e il merito quali criteri di selezione per le candidature, come previsto dagli organi statutari".

    Una soluzione che ancora stamane sembrava lontanissima. Arrivando nei saloni dell'Hotel Ergife di Roma, dove si tiene l'assemblea di An, Alemanno aveva ribadito il suo no a Fini. "Credo che la situazione si sia complicata, Fini non ci ha voluto", aveva confermato il ministro della Salute Francesco Storace.

    E durissimo era apparso l'intervento del vicepresidente della Camera Publio Fiori, che aveva anche chiesto le dimissioni del presidente: "Fini si deve dimettere. Solo se annuncia una cosa del genere potrei votare a suo favore. Altri margini non ci sono. Il partito va resettato e bisogna ricominciare daccapo".

    Tuttavia altri esponenti storici del partito si erano mostrati molto più morbidi verso le tesi di Fini, per salvaguardare l'unità, in particolare il ministro per gli Italiani all'Estero Mirko Tremaglia, il viceministro dell'Economia Mario Baldassarri, il presidente dei deputati di An, Ignazio La Russa, e il vice ministro Adolfo Urso.
    faccio qualche breve considerazione:
    il partito nn sta con Fini.
    La Dx Sociale ha vinto perchè ha messo sotto Fini (con la gentile [ ] collaborazione di qualche cattolico del partito cm Mantovano)....chiaro che a pochi mesi dall'appuntamento del 2006, nn si è voluto mandare totalmente a cagare Fini perchè avrebbe dato l'immagine di un partito molto (e troppo) diviso al suo interno....
    Questa assemblea nazionale è stata la rampa di lancio per il congresso nazionale del 2006 o 2007.
    La fiducia data oggi a Fini è una fiducia CONDIZIONATA e nn più INCONDIZIONATA cm una volta...Alemanno sta emergendo sempre di più, lui e la sua "Destra Ritrovata" sono più del 30% del partito...e nella mozione approvata molte richieste della Destra Sociale sono state accolte.
    I finiani, grazie a questa Assemblea Nazionale, si sono scoperti meno forti di quanto potessero sembrare....
    IO sono soddisfatto...perchè al congresso nazionale la battaglia sarà ancora più dura e so che in questo modo la dx sociale ha dato prova della sua forza sempre più crescente.
    Ricordate cosa fece il Fascismo prima della Marcia su Roma? Fece una bella manifestazione a Napoli e prima ancora andò con D'Annunzio a Fiume: quelle furono due prove di forza del fascismo...
    Perciò, credo che l'Assemblea Nazionale di oggi sia stata la prova di forza della Destra Sociale.
    ....e finalmente anche gli altri (vedi Destra Protagonista) ha capito che dire a Fini sì e basta è sbagliato...

    Avanti Camerati!

    .........Destra Sociale fino alla vittoria!...............

  8. #8
    Mistica Fascista
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    fonte: www.destrasociale.org


    Dall'Assemblea Nazionale qualcosa è cambiato. Ma cosa?


    L’Assemblea Nazionale di AN ha dato segnali importanti, segnali di cambiamento. In bene? In male? Ognuno giudicherà individualmente. Ciò che è cambiato innanzitutto è il consenso che il “leader maximo” di AN ha visto ridimensionato. Però, a onor del vero, oggi non si parla di solo consenso politico, ma di qualcosa di più.

    Per Fini, sin dall’inizio, una timida accoglienza e mai così pochi applausi dopo un suo discorso. Nessuna vera argomentazione vincente, nessun consenso plebiscitario. Qualche applauso, per forza. Ma molta freddezza in sala. L’Assemblea di AN ha messo in evidenza il tallone d’Achille di un leader che mai, forse, si era ritrovato in una situazione di questo tipo: l’incapacità di giocare alla guerra. Fini è uomo di confronto, non è uomo d’urto. Ma altri elementi mettono in discussione il presidente forse non più leader di AN.

    Dopo la sua relazione le anime del partito era tutte in riunione. Lui, Fini, stava al bar, su comode poltrone in pelle a bere un caffè, circondato da amici, consiglieri, amici-consiglieri, giornalisti… C’è chi dice, la cortigianeria di un re meno forte di prima. In quel sipario -che tanto era in dissonanza con ricordi non troppo remoti- quel che si vedeva era un Gianfranco Fini più solo di prima: e non mi riferisco al numero delle persone. “Gianfranco” -come lo chiama Storace- oggi non è più indiscutibile. Anzi. Proprio dalla discutibilità del suo metodo nasce il dibattito. Per quasi tutti i partecipanti la sua posizione sul referendum è apparsa inspiegabile tanto nelle intenzioni quanto nel metodo: eppure, c’è chi non si stupisce. Come ad esempio sul forum di Destra Sociale.Org, dove c’è chi fa notare -scherzando- che Fini già in passato si rifece all’eterologa: quando fondò AN, un partito che oggi si chiede chi sia il padre. O per lo meno che fine abbia fatto.

    Per il resto un atteggiamento che nessuno si aspettava. Mentre gli iscritti a parlare salivano uno alla volta sul “pulpito” dell’Assemblea, Fini fumava e fumava in continuazione. Non importava chi parlava e neppure cosa diceva: lui, anche durante alcuni momenti topici, tirava fuori accendino e sigaretta. Come se niente fosse. Altre volte leggeva le agenzie, spesso sbuffando. Oppure i giornali. Ma Fini è apparso più solo, più debole, meno condiviso. Non più intoccabile.

    Eppure Storace ha provato a ricomporre: lui, Storace, furbo come una volpe non è riuscito a prendere l’uva. Ma a differenza della bella favola di Fedro, Storace non è uomo che nega d’averci provato. Scrissi precedentemente quel che lega “Francesco” e “Gianfranco”: l’amicizia e l’affetto su tutto il resto. Ma se Storace cuce, c’è chi lavora per il contrario: Adolfo Urso, in materia, è stato fulgido esempio. Un intervento provocatorio: prima a contestarlo è stato un furioso Alemanno, poi un offeso Storace, infine il nostro Marcello De Angelis, che dopo “Otto anni in Area di rigore” ha assistito alla cacciata in “tribuna” della nostra identità. L’incantevole desiderio del partito unico, quel curioso punto di riferimento che è George Bush fino alla critica ad Alemanno e Storace, da Urso è emersa una linea antropologicamente opposta a quella della destra sociale.

    Per AN, che critica una guida che di fatto non c’è più stata, oggi c’è l’interesse di aspettare il ritorno di Prometeo. I documenti devono ancora essere votati, di accordi per il momento ancora non se ne parla, ma prima del voto ogni minuto è un’eternità nell’attesa di sapere se si scriverà un altro pezzo di storia di questo partito o se si tratterà di un altro -l’ennesimo- compromesso. Ma che sia storico o no, è tutto da vedere.

  9. #9
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    DESTRA SOCIALE SI INTERROGA, ERA MEGLIO ROMPERE?
    ansa - italiatv.it 03/07/2005 - 18:55
    Dopo la fine dell'assemblea nazionale dirigenti ed iscritti a Destra sociale si interrogano sul risultato dell'assise. ''Ma non era meglio rompere?'', e' il dubbio che circola insistente. Qualcuno ne e' sicuro: ''Da minoranza - spiega - avremmo avuto maggiore presa sull'elettorato del partito. Hai visto quanti delegati di destra protagonista volevano firmare il nostro documento?''. A tessere il filo di una giornata che sara' difficile dimenticare provano Francesco Storace e Gianni Alemanno. Per il ministro della Salute, ''nulla sara' piu' come prima''. ''Da domani - avverte - tutto deve tornare in discussione, a cominciare dalle cariche fiduciarie. Voglio che si ridiscuta daccapo. E non mi deve telefonare Matteoli, ma Fini in persona''. Carmelo Briguglio, con altri dirigenti, si dice intenzionato a rimettere le cariche fiduciarie negli organi di An. ''E se fanno passare l'immagine sui media e sulla stampa che hanno vinto loro?'', domanda ancora qualche altro delegato. ''Nessuno - risponde Storace - ci vieta di dire: forse non avete capito bene...''. Secondo Gianni Alemanno, tre sono i risultati da portare a casa al termine dell'assemblea: ''Per la prima volta - spiega - abbiamo dimostrato di avere la capacita' politica che ci consente di puntare i piedi per terra e dire no, come e' stato ieri sera quando ci hanno proposto quella bozza d'accordo che non ci piaceva''. ''Poi - continua il ministro - abbiamo dimostrato di avere una notevole capacita' organizzativa, ad esempio quando abbiamo raccolto le firme''. ''Infine - conclude Alemanno - abbiamo stabilito un tandem fra Francesco (Storace) e me, quale riferimento per gli iscritti ed i dirigenti della componente. Ora l'obiettivo e' crescere''

  10. #10
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    ALEMANNO, SVOLTA SU ODG DOPO CHE FINI E' SCESO DA PIEDISTALLO
    ansa - italiatv.it 03/07/2005 - 17:05

    ''Ieri sera sono andato a dormire convinto che oggi Alleanza nazionale avrebbe avuto una maggioranza e un'opposizione''. Lo ha detto Gianni Alemanno, a margine di una riunione della componente ancora in corso all'hotel Ergife al termine dei lavori dell'assemblea nazionale del partito. Il ministro per le Politiche agricole ha detto che a sbloccare la situazione ''e' successo che stamattina Fini ci ha chiamato. E' sceso un po' dal piedistallo, ci ha parlato da uomo a uomo ed io, Storace e Mantovano abbiamo accettato di lavorare su un ordine del giorno che rappresentasse l'unita' del partito''. ''Questo ordine del giorno -ha aggiunto Alemanno- e' stato approvato. I principi sono salvi: la legge 40 non si tocca e ora l'attenzione e' rivolta al'Assemblea programmatica chiamata a rilanciare il progetto di Alleanza nazionale e di darle un nuovo ruolo all'interno del centrodestra''.

 

 
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