Tar fissava fuori dalla finestra tutte quelle microscopiche formiche dall'alto del suo palazzo governativo e della sua superiorità, quelle, si muovevano frenetiche, senza cognizione, povere e miserabili, non si rendevano conto di seguire soltanto la loro inesorabile morte.
Lui però era stato più furbo di tutta quella plebaglia inerte, si era candidato nel lontano 2079, ed era entrato a far parte della gente invidiata, delle persone veramente importanti e senza nessuna fatica.
Intanto, altri occhi scrutavano profondamente il cielo, erano quelli di Vassin, piccolo dodicenne di famiglia povera, se ne stava seduto su quella sedia pericolante costruita da suo padre, la paglia era smagliata, ma loro non avevano il denaro per entrare a pieno nella comunità di quel tempo ipertecnologico.
Era teso, in ansia, scorreva lungo il suo corpo un brivido gelido, aveva un brutto presentimento pensando all'esame che avrebbe dovuto affrontare l'indomani, guardava lo scaffale vuoto, dove un tempo vi erano i suoi libri, inspiegabilmente, però, suo padre aveva fatto portare via tutto, forse per ricavarne qualche soldo bucato, dato che erano sgualciti e che non dovevano valere poi granchè.
Entrò nella stanza mamma Guen, costretta a pulire il pavimento con un vecchio straccio mentre le sue psueudo amiche snob possedevano il pavimento autopulente già da parecchi anni, Vassin chiese curioso alla madre: "Mamma, ma che esame è quello che dovrò fare?", lei rispose: "Non ti preoccupare, vedrai che passerai", sorrideva, ma i suoi occhi lacrimavano, in cuor suo presenziava il timore di non vedere più suo figlio, poi, uscì pesantemente dalla stanza.
Tar, invece, era sereno e pensava ancora alla gente imbalsamata dalla vita là fuori, giocavano tutti a fare i critici della vita, delle decisioni del governo, ma alla fine erano tutti preoccupati di avere il pane in casa e di vivere più a lungo del loro vicino.
Quelli opinavano volentieri, facendosi importanti, con i conoscenti, ma in realtà, loro, non potevano fare assolutamente nulla per contrastare il Governo, potere assoluto ed indiscusso, erano tutti egoisti, vili ed egocentrici, c'era ancora una minuscola oasi, in tutto il pianeta, di fratelli religiosi, erano soliti ad aiutarsi l'un l'altro e a scambiare doni e pace tra loro e con gli altri, ma non erano considerati se non come bestie in estinzione. Altri invece, protestavano delle differenze abissali tra le classi sociali, dell'economia, che aveva impoverito milioni di persone per arricchirne altri, questa categoria era bandita dalla legge poichè astenutasi dalla regolare esaminazione.
In fin dei conti non era difficile giostrare a proprio piacimento quegli insetti ignoranti ed ipertassati, pensava soddisfatto il governatore.
Il padre di Vassin entrò nella camera di suo figlio: "Mi ha detto tua madre che sei preoccupato.", lui accennò col capo.
In quel momento, la posizione del padre, il sole sul suo viso ed il suo sguardo furono complici al ritorno alla mente di un flash back misterioso, si ricordava quando lui aveva chiesto a suo padre perchè il mare era di color verde, lui rispose che non lo sapeva, che non doveva interessare nemmeno lui, altrimenti sarebbe parso strano rispetto ai suoi amici.
L'indomani arrivò velocemente come tutti i giorni, i genitori aspettavano vicini a quel Videotelefono scassato un esito a quell'esame, poi, lo squillo e quel disco:
"Vassin Gorgek ha superato l'esame, il suo livello è di 17 Kurnel su 20, e come da legge, dovremo sottoporlo a decapitazione".