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Discussione: Sì alla vendita Sea

  1. #1
    goafan
    Ospite

    Predefinito Sì alla vendita Sea

    Sea ai privati, il patto è a rischio

    Il centrodestra trova un fragile accordo, ora tocca al Consiglio

    I partiti della Cdl ottengono il controllo sul bando di gara
    La vendita del 34 per cento della società deve avvenire entro fine luglio
    L´opposizione annuncia il proprio voto contrario e un forte ostruzionismo


    GIUSEPPINA PIANO
    I consiglieri comunali della Cdl si adeguano a un accordo blindato dai capi partito. E così la rivolta degli uomini di Albertini è rientrata nei ranghi: via libera alla privatizzazione della Sea, maratona in aula da lunedì prossimo per votarla prima della pausa estiva, disco verde su quello che era il punto più discusso dalla fronda ovvero il prezzo non inferiore ai 600 milioni di euro. La giunta strappa il sì, i consiglieri ottengono un controllo sul successivo bando di gara. «Tutto chiarito», la linea ufficiale alla fine del vertice convocato in extremis. Ma si vedrà in aula se l´accordo nella Cdl terrà o ci saranno defezioni.
    La possibilità di scivoloni, o peggio imboscate, in consiglio comunale non mancherà. Visto che l´approvazione della delibera di vendita del 34 per cento della società aeroportuale comporterà una lunga, snervante, battaglia in aula per la Cdl con il centrosinistra che già annuncia raffica di emendamenti e ostruzionismo. Lì quei «dubbi» rivendicati da diversi consiglieri di Forza Italia potrebbero rientrare dalla finestra. Di certo, con il vertice di ieri, il sindaco e i partiti hanno cercato di spegnere la rivolta. Di sterilizzarla anche con quell´impegno a condividere con i propri consiglieri, dopo l´approvazione della delibera in aula, il conseguente testo del bando di gara per la vendita. È l´unica concessione per curare i malumori dei consiglieri comunali. Per il resto, dopo un paio d´ore di conclave con assessori e i consulenti della società advisor dell´operazione, si è deciso che nulla cambi: in aula può arrivare il testo licenziato dalla giunta. E anche la Lega ribadisce che non ci saranno sorprese, perché «c´era un accordo e dunque la delibera la votiamo», dice a fine vertice l´assessore del Carroccio Diego Sanavio.
    «Tutto chiarito», dicono e ripetono nel frattempo i forzisti. Tutto chiarito e voto assicurato perché «tutti abbiamo la volontà di vendere, l´ingresso del privato migliora la qualità», riflette la linea il vicecapogruppo azzurro Alberto Garocchio. Sulla base d´asta, «abbiamo ascoltato i chiarimenti dell´advisor e avuto garanzie che 600 milioni di euro sono una valutazione assolutamente congrua», giura il forzista Carlo Masseroli, presidente della commissione Bilancio. Adesso la prova dell´aula, dunque. Approdo fissato lunedì, non domani, perché ormai l´impasse aveva creato un leggero ritardo. Il centrosinistra annuncia ostruzionismo e voto contrario. E ieri ha polemizzato duramente, dopo il vertice a porte chiuse della Cdl, per la convocazione anche dei tecnici della società advisor: «Una violazione di un elementare principio di eguali diritti tra maggioranze e minoranze», hanno attaccato i consiglieri Basilio Rizzo e Emanuele Fiano.

    (La Repubblica - Milano)

    CIAO
    _goa

  2. #2
    goafan
    Ospite

    Predefinito

    Le cifre dell´ultimo bilancio testimoniano la situazione positiva della società

    Nuovi voli e un utile di 41 milioni È un gigante che continua a crescere

    Si viaggia di più verso Americhe e Africa Ma è in sensibile aumento (+12%) il volume delle merci transitato da qui
    La Sea guadagna con i diritti di approdo e partenza ed è proprietaria di tutti gli spazi affittati nei due scali cittadini


    STEFANO ROSSI
    Il bilancio di Sea, approvato lo scorso 22 aprile, ha fatto registrare un utile netto di 40,9 milioni di euro, più 29% rispetto al 2003. Nel 2004 i passeggeri del sistema aeroportuale milanese sono stati 27,5 milioni (più 4,3%), con oltre 300.000 movimenti aerei (la somma di decolli e atterraggi). Malpensa è cresciuta del 5,3%, con un totale di 18,5 milioni di passeggeri. In aumento il traffico in direzione delle due Americhe e dell´Africa. In crescita anche il volume delle merci (364.000 tonnellate, più 12,5%), transitato quasi tutto da Malpensa.
    In estrema sintesi, il quadro di una società in salute, più che mai appetibile per il mercato, al punto da rendere non improponibile la stima al rialzo del segretario Fit Cisl, Dario Balotta, 870 milioni di euro per il 34% delle azioni anziché i 600 previsti dal Comune, che detiene l´84,5% delle quote.
    La Sea manda avanti Malpensa e Linate, e grazie ai diritti di approdo e partenza intasca 158,7 milioni. Vorrebbe farli aumentare dal governo, che è contrario perché crescerebbero i costi di Alitalia. Altri 46,9 milioni sono garantiti dai servizi di sicurezza, da quando sono stati passati dalla polizia alla società e che il passeggero si ritrova alla fine scaricati dalle compagnie aeree sul biglietto. Con altre voci, i ricavi aeronautici assommano a 270 milioni ma quelli non aeronautici sono pure cospicui: 186,5 milioni. In questo ambito spiccano le voci del retail (65 milioni), dell´handling per conto terzi (43), dei parcheggi (35).
    Del retail fanno parte affitti e royalty. Sea è proprietaria di tutti gli spazi affittati in aeroporto e riceve una royalty per ogni prodotto. In altre parole, un bar di Malpensa paga un canone di locazione a Sea ma anche, ad esempio, il 10% di diritti su ogni caffè servito (il 30 per i profumi).
    L´handling per conto terzi è costituito da varie voci, come l´affitto dei banchi per il check in o del nastro trasportatore per i bagagli. Handling significa imbarco/sbarco passeggeri, carico/scarico bagagli, posta e merci, check in, biglietteria. Quando Sea lo esercita in proprio, con una società collegata alla capogruppo, perde nel 2004 quasi 48 milioni. Ed erano un´ottantina l´anno prima. Infine, i parcheggi: rendono bene quelli di Linate, meno quelli di Malpensa dove c´è concorrenza da parte di parcheggi privati attorno allo scalo (con il quale c´è un collegamento di navette) e Sea non può praticare le tariffe che vorrebbe.
    Proviamo a pensare a un proprietario di hotel in una località di mare, con accesso esclusivo sulle spiagge. Sea è un po´ così, un grosso albergatore con un affaccio monopolista sulle rotte mondiali. Dove si tratta di sostenere una sia pur modesta competizione, come accade ora nell´handling, dove c´è Ata (la società che a Linate gestisce i voli privati) e in futuro almeno un terzo soggetto, le cose si complicano.
    Su questo versante, però, la concorrenza è uno spauracchio futuro. Sea punta anzi a una gara blindata, a settembre, per due posti oltre al proprio, dal quale controlla l´88% dei servizi. Ata vuole che anche il suo sia garantito e chiede che sia messo in gara un posto solo. In generale, quindi, la situazione sembra in via di cristallizzazione a vantaggio di Sea.
    Il problema dell´handling per Sea non si chiama concorrenza ma Alitalia, che da sola fa il 45% dei voli milanesi. Sea Handling, controllata della capogruppo, pratica alla compagnia prezzi bassi, che mal si conciliano con l´esubero di personale. Sea ha 5.833 dipendenti (età media 37 anni, donne per un terzo) e forse troppi di questi - strenuamente difesi dai sindacati con i presidenti Fossa prima e Bencini poi - stanno in Sea Handling dove si perdono soldi.
    Alitalia, inoltre, ha appena annunciato che porterà i piloti operativi su Milano da 250 a 400, gli assistenti di volo da 600 a 900. È positivo anche per Sea ma a Fiumicino i piloti Alitalia sono 2.200, gli assistenti di volo 4.200. Ragioni operative? Nemmeno per idea. Nei primi quattro mesi del 2005, Alitalia ha tenuto una media mensile di 15.000 movimenti a Fiumicino, di 19.500 a Linate e Malpensa.
    Malgrado alcune diseconomie e i rischi legati alla salute finanziaria e gestionale del maggior cliente (Alitalia), l´opinione generale è che, per i profili di monopolio della sua attività (non c´è concorrenza reale al Nord), la Sea sarebbe un ottimo investimento. Non è però destinato ai risparmiatori. Il Comune darà il 34% in blocco a un partner industriale o finanziario, il che solleva perplessità sulla soddisfazione di Palazzo Marino per lo status quo. E apre la strada all´ingresso di un soggetto che, comprata una quota di azioni (34%) che in Borsa obbligherebbe a lanciare un´Offerta pubblica di acquisto sulla totalità del capitale, si potrebbe ripagare con i dividendi (35,5 milioni distribuiti ai soci quest´anno), indebitando la società con la leva del basso indebitamento attuale (197,5 milioni, la metà del patrimonio netto). Non è fantascienza, con gli Aeroporti di Roma è andata così.

    (La Repubblica - Milano)

    CIAO
    _goa

  3. #3
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    Base d’asta, alleanze e voto. «Dubbi sulla vendita Sea»

    Critiche di Forza Italia sulla quotazione a 600 milioni e sui bilanci futuri. Lunedì dibattito in aula. Numero legale a rischio


    Ufficialmente si riparte con una chiamata generale alle armi. Ufficiosamente le braci continuano a covare sotto la cenere. Ieri, c’è stato il vertice della maggioranza per la vendita del 34 per cento della Sea. L’ordine di scuderia è chiaro: la delibera deve essere votata entro la fine di luglio in modo da utilizzare le entrate già nel 2005. Ma dentro il gruppo di FI restano dubbi e domande che riguardano essenzialmente i patti parasociali e la base d’asta di 600 milioni di euro scelta dalla giunta. Una cifra incongrua secondo alcuni consiglieri, soprattutto dopo aver preso atto della relazione dell’Advisor Bnp Paribas. La delibera arriverà in aula lunedì (e non giovedì come era previsto in un primo momento) e la maggioranza ha chiesto di poter prendere visione del bando per l’asta competitiva prima della pubblicazione. La parte che preoccupa di più o consiglieri di maggioranza è il breve paragrafo dove Paribas spiega che per valutare la congruità del prezzo dell’asta non si può far riferimento al «discounted cash flow», ossia i flussi di cassa scontati, ossia la valutazione della società in base ai bilanci futuri. Perché? Perchè non esiste un business plan formalmente approvato dalla Sea, perchè la società ha reso disponibile soltanto il budget del 2005. «Un’assurdità» ripetono molti consiglieri.
    L’altra preoccupazione dei consiglieri riguarda la natura dei patti parasociali previsti dalla delibera di vendita per invogliare l’acquirente ad acquistare una quota di minoranza alla cifra di 600 milioni di euro. I consiglieri azzurri vogliono capire che cosa ci sarà veramente scritto nei patti. Che prevedono l’ingresso dei nuovi soci non solo nel cda ma anche nel comitato esecutivo (in quota minoritaria). Ma soprattutto prevedono un voto sindacato per tutte le decisioni strategiche per la vita della società: aumento del capitale sociale con esclusione o limitazione del diritto di opzione; emissione di prestiti obbligazionari convertibili; scioglimento anticipato, liquidazione, fusione, scissione, trasformazione della società; vendita, conferimento, trasferimento dell’intera azienda o di parte di essa. Decisioni strategiche, che secondo i rumours della politica, farebbero salire di molto il valore della società.
    «Abbiamo chiesto - specifica il presidente della Commissione Bilancio, Carlo Masseroli - di poter esaminare preventivamente il bando per la gara. La riunione ha dato risposta a tutte le domande. Gli advisor ci hanno dato garanzie sulla valutazione, spiegandoci anzi che si tratta di un prezzo superiore a quello a cui si è proceduti alla vendita dell'aeroporto di Copenaghen, considerato dal mercato uno dei più efficienti d'Europa». Vero, ma nel ragionamento di Masseroli manca proprio la parte che riguarda l’impossibilità per l’advisor di poter usare altri criteri per la valutazione del prezzo di Sea perché manca il business plan e il fatto che quella di Paribas non ha eseguito una «verifica indipendente» sui numeri del bilancio Sea.
    Resta il fatto che la relazione di Paribas non ha esaurito le domande dei consiglieri. Nessuno si prende la responsabilità di esternare pubblicamente i propri dubbi perché sulla vendita di Sea pesa come una spada di Damocle l’accordo politico tra il sindaco Albertini e gli altri partiti della Cdl, Lega compresa. Ma l’aria non è delle migliori. Anche perché gli azzurri hanno un’altra preoccupazione: si riuscirà a mantenere il numero legale in aula a pochi giorni dalle vacanze estive. Nessuno è in grado di mettere la mano sul fuoco. Ma una defezione su una delibera ritenuta strategica dal sindaco potrebbe avere effetti dirompenti.
    Sul piatto c’è da mettere anche la reazione dell’opposizione che ieri ha protestato duramente contro la riunione della maggioranza con gli advisor di paribas: «I consulenti dono pagati da tutti i cittadini - attacca Miracolo a Milano e Ds - e sono tenuti a rispondere in riunioni pubbliche. È contrario ai fondamenti dell'istituzione pubblica che dei consiglieri o membri della Giunta o funzionari comunali li invitino a loro riunioni - e che loro vi partecipino».

    Maurizio Giannattasio
    Corriere della Sera

  4. #4
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    marcogiov mi fai un commento... mi dici che ne pensi?

  5. #5
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    NON MI PIACE!

    Ci sono due esigenze da contemperare: l' incasso da parte del Comune e l' effetto sull' economia locale e italiana. E non è detto che i due obiettivi non siano in parziale contrasto. AdR è privata, così come sono privati gli apt inglesi, FRA e AMS e tutti funzionano molto bene. Quindi nel lungo periodo deve esserci una ragione, a noi non spiegata, per cui il Comune debba continuare a essere proprietario di SEA.

    Può essere che si voglia mantenere un pascolo, può essere che si voglia vendere una fetta pressati da esigenze di cassa, ma si voglia vendere il grosso in un futuro in cui si è convinti di spuntare un prezzo migliore. L' aver escluso il collocamento in Borsa non fa ben sperare, anche perché quello di SAVE è andato molto bene. Si vuole scegliere il partner? Bene, non sarebbe una cattiva idea, SEA non ha un grande know how o, non si offenda chi ci lavora, non mostra grandi lampi di managerialità. Ma allora non si sceglie chi offre di più, si sceglie chi è in grado di portare know how o almeno di portare traffico. Cioè chi è in grado di far aumentare il valore della quota che rimane in tasca al Comune.

    E' chiaro che avere come socio Fraport o un fondo pensioni americano non è la stessa cosa. E poi ci sono dei contrasti: se fosse Fraport a offrire la cifra più alta, davvero credete che opererebbe per fare di Malpensa un aeroporto sempre migliore?

    FIAT a suo tempo comprò Alfa Romeo perché non finisse in mano a un concorrente. E l' ha distrutta. Arese è chiuso, così come Desio (Autobianchi), Lambrate (Innocenti) e gli stabilimenti OM vicino alla Bocconi.

    Milano ha visto FIAT comprare per distruggere. Ora vede una situazione problematica, in cui qualcuno comprerà DUE aeroporti e il 49,99% di BGY. Che voglia avrà di limitare LIN se questo fa bene a Milano o all' Italia e magari richiede qualche sacrificio nei primi anni?

    L' esperienza inglese è che le privatizzazioni di monopoli naturali funzionano solo se sono accompagnate da regole di comportamento e di indirizzo stringenti. Altrimenti siamo di nuovo alla Telecom di quei due sbandati di Gnutti e Colaninno. Invece di fare di TIM il leader europeo, ne hanno fatto un nano.

    Se la quota SEA va in mano a Schiphol tutto bene (forse), ma se la compra Fraport che voglia avrà Alitalia di investire a Milano?

    La mente da Nobel di Albertini ci ha pensato?

  6. #6
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    In Origine postato da marcogiov
    NON MI PIACE!

    Ci sono due esigenze da contemperare: l' incasso da parte del Comune e l' effetto sull' economia locale e italiana. E non è detto che i due obiettivi non siano in parziale contrasto. AdR è privata, così come sono privati gli apt inglesi, FRA e AMS e tutti funzionano molto bene. Quindi nel lungo periodo deve esserci una ragione, a noi non spiegata, per cui il Comune debba continuare a essere proprietario di SEA.

    Può essere che si voglia mantenere un pascolo, può essere che si voglia vendere una fetta pressati da esigenze di cassa, ma si voglia vendere il grosso in un futuro in cui si è convinti di spuntare un prezzo migliore. L' aver escluso il collocamento in Borsa non fa ben sperare, anche perché quello di SAVE è andato molto bene. Si vuole scegliere il partner? Bene, non sarebbe una cattiva idea, SEA non ha un grande know how o, non si offenda chi ci lavora, non mostra grandi lampi di managerialità. Ma allora non si sceglie chi offre di più, si sceglie chi è in grado di portare know how o almeno di portare traffico. Cioè chi è in grado di far aumentare il valore della quota che rimane in tasca al Comune.

    E' chiaro che avere come socio Fraport o un fondo pensioni americano non è la stessa cosa. E poi ci sono dei contrasti: se fosse Fraport a offrire la cifra più alta, davvero credete che opererebbe per fare di Malpensa un aeroporto sempre migliore?

    FIAT a suo tempo comprò Alfa Romeo perché non finisse in mano a un concorrente. E l' ha distrutta. Arese è chiuso, così come Desio (Autobianchi), Lambrate (Innocenti) e gli stabilimenti OM vicino alla Bocconi.

    Milano ha visto FIAT comprare per distruggere. Ora vede una situazione problematica, in cui qualcuno comprerà DUE aeroporti e il 49,99% di BGY. Che voglia avrà di limitare LIN se questo fa bene a Milano o all' Italia e magari richiede qualche sacrificio nei primi anni?

    L' esperienza inglese è che le privatizzazioni di monopoli naturali funzionano solo se sono accompagnate da regole di comportamento e di indirizzo stringenti. Altrimenti siamo di nuovo alla Telecom di quei due sbandati di Gnutti e Colaninno. Invece di fare di TIM il leader europeo, ne hanno fatto un nano.

    Se la quota SEA va in mano a Schiphol tutto bene (forse), ma se la compra Fraport che voglia avrà Alitalia di investire a Milano?

    La mente da Nobel di Albertini ci ha pensato?

    Il problema e' che secondo me ad Albertini al momento gle ne frega ben poco di chi comprera' SEA , l'unica sua preoccupazione e' di far cassa il piu' presto possibile.
    Per quanto riguarda la mancanza di konw how sono daccordo con te se ti riferisci esclusivamente all'aspetto manageriale, perche' dal lato operativo mi sembra del tutto in linea con gli alltri hub europei e se l'aeroporto e' sopravvissuto dal 98 ad oggi nonstante i problemi cronici che lo affliggono (mai affrontati seriamente dalla dirigenza) penso che lo si debba al personale che ha saputo adattarsi a sistemi di lavoro assurdi che sarebbero stati accettabili massimo per i primi due giorni dopo l'apertura.

  7. #7
    Castellano
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    condivido marcogiov e N606BN...

    albertini è smanioso di fare cassa per finire la metropolitana, poco è interessato al futuro di SEA. Albertini vorrebbe incassare il più possibile senza dare in cambio nulla; se trovasse dei soci finanziari disponibili ad investire e basta (quindi senza velleità di gestione) farebbe dei salti di gioia. Al povero albertini sfugge però che sta mettendo sul mercato una fetta di azienda che non solo non ha il libro dei sogni ma fà fatica, anche, a gestire l'ordinaria amministrazione (N606BN l'ha detto chiaramente). L'advisor ha detto una cosa allarmante (fossi io il sindaco farei dimettere seduta stante bencini e farei cacciare quei tre -perchè sono solo tre- dirigenti che fino ad oggi hanno gestito l'azienda), ha detto che non esiste un business plan (il libro dei sogni... dove andiamo... cosa facciamo... come lo facciamo... SEA naviga a vista) e che ha potuto esprime una valutazione sommaria senza aver visto i conti seriamente e sulla base di ciò la base d'asta è una cifra fuori dal mondo...

    domanda:
    chi si compra per quella cifra un'azienda con un busienss plan da costruire, un management da ri-fondare, contratti di lavoro cari, un tasso di sindacalizzazione elevato senza poter mettere "bocca" nella gestione?

  8. #8
    Habemus Marcionem!
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    In Origine postato da concorde
    domanda:
    chi si compra per quella cifra un'azienda con un busienss plan da costruire, un management da ri-fondare, contratti di lavoro cari, un tasso di sindacalizzazione elevato senza poter mettere "bocca" nella gestione?
    Hanno tolto anche il diritto di prelazione ad eventuiali soci istituzionali, cioè in pratica alla Regione... che poi a quelle condizioni, non ho mai capito perché volesse comprare SEA (figuriamoci se al buon Albertini frega qualcosa il fatto che finisce in mani "amiche": ha già dichiarato che l'unico interesse è Linate).

    Albertini sta giocando al gatto e al topo, per fortuna che dall'anno prossimo, comunque vada, sarà costretto a lasciare la poltrona e a finirla di fare ostruzionismo su Malpensa.

    Ab latere, recentemente Penati si pronunciato in maniera entusiasta sul comune metropolitano. Se e quando mai lo faranno, la provincia di Milano dovrebbe scomparire: il 14.56% che detiene, a chi finirebbe? Fagocitata dal comune? Nel qual caso, si è in balia dei venti: un eventuale simil-Albertini affosserebbe tutto quanto.

    DaV
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  9. #9
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    In Origine postato da I-DAVE
    Albertini sta giocando al gatto e al topo, per fortuna che dall'anno prossimo, comunque vada, sarà costretto a lasciare la poltrona e a finirla di fare ostruzionismo su Malpensa.

    Ab latere, recentemente Penati si pronunciato in maniera entusiasta sul comune metropolitano. Se e quando mai lo faranno, la provincia di Milano dovrebbe scomparire: il 14.56% che detiene, a chi finirebbe? Fagocitata dal comune? Nel qual caso, si è in balia dei venti: un eventuale simil-Albertini affosserebbe tutto quanto.
    Mi è parso di capire che sostanzialmente si tratti non di cancellazione della Provincia, ma di trasformazione della stessa in un inedito ente territorial-sovracomunale (con la pretesa obiettivamente ambiziosa che i Comuni interessati cedano un po' di sovranità per quanto riguarda la governance del territorio e delle infrastrutture di interesse generale): la relativa quota in SEA cambierebbe detentore solo nominalmente. L'idea in sé non è malvagia, soprattutto nell'ottica di una razionalizzazione di un ramo della pubbilca amministrazione di cui si potrebbe fare salutarmente a meno: resta da vedere se e come verrà concretizzata.

    Marco

  10. #10
    Mind the Viking !
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    In Origine postato da I-DAVE
    ...
    Ab latere, recentemente Penati si pronunciato in maniera entusiasta sul comune metropolitano. Se e quando mai lo faranno, la provincia di Milano dovrebbe scomparire: il 14.56% che detiene, a chi finirebbe? Fagocitata dal comune? Nel qual caso, si è in balia dei venti: un eventuale simil-Albertini affosserebbe tutto quanto.

    DaV
    Se non mi ricordo male (la legge è del '90 o giù di lì, mai applicata), l'area metropolitana è una provincia con super-poteri ...

 

 
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