Da un mese aggiorno continuamente questo tema su "World Wide Forum" in tedesco. Ora, per la comprensione di chi il tedesco non lo conosce, posto un mio testo sull' argomento, appena inviato al "Piccolo" di Trieste. A disposizione per qualsiasi chiarimento.
I grandi della terra ballano sul Titanic
Desidero complimentarmi per l' ottimo articolo di Franco A. Grassini, che mette in luce i problemi planetari causati dal turbocapitalismo, reazione emotiva al crollo del comunismo, spingendo i tassi d' interesse a livelli che, ragionando nelle normali categorie, si dovrebbero chiamare deflazionistici.
In tutte queste discussioni vedo però sempre l' attaccamento ad un sistema economico che sta portando l' America a livelli di debito pubblico mai visti, ha portato la Gran Bretagna ad una sopravvalutazione della Sterlina e sta precipitando l' Unione Europea, fondata sugli obsoleti parametri di Maastricht, nel baratro. Scarseggiano i riferimenti a nuove soluzioni, magari radicali, ma necessarie in una situazione di "dorata emergenza".
Io sto seguendo attentamente i successi del nuovo partito tedesco WASG, fondato qualche mese fa da Lafontaine, ex compagno di battaglia di Schröder. La disoccupazione in Germania, soprattutto all' Est, ha raggiunto livelli preoccupanti, moderati solamente da un sistema sociale avanzato, che assicura a chiunque un reddito di ultima istanza. Ma la gente vuole un lavoro, non l' elemosina, pertanto si era osservato uno spostamento dell' elettorato dai partiti tradizionali a quelli di protesta, indifferentemente neonazisti o veterocomunisti. Hitler fu eletto con sei milioni di disoccupati! Lafontaine riconobbe il pericolo per l' equilibrio democratico del Paese e presentò una nuova formazione, alleandosi con il PDS, erede della SED orientale, ma conscio dei suoi errori.
In estrema sintesi, Lafontaine propone di rilanciare prioritariamente la domanda interna, avviando una serie di opere pubbliche, soprattutto legate alle infrastrutture ed al miglioramento della Pubblica Amministrazione. Così facendo, aumentando cioè le assunzioni, si toglierebbe ai 7 milioni di disoccupati reali la loro paura esistenziale e si aumenterebbe il loro reddito. Questi introiti andrebbero a tutto beneficio del mercato interno ed alleggerirebbero l' ingentissima spesa pubblica causata dalla disoccupazione.
La base teorica nel medio termine è la creazione di un comparto intermedio del mercato del lavoro, statale e dedicato ai servizi, in cui i disoccupati potrebbero svolgere attività utili, consone alla loro qualifica professionale, in attesa di trovare un nuovo impiego nel privato.
Ovviamente, nel brevissimo, tale riforma porterebbe ad uno sforamento ulteriore dei parametri di Maastricht, ma ci si chiede qualle sia il male minore: premere, in buona compagnia, sull' UE per rivedere i parametri o consegnare il maggior Paese europeo o alla portavoce del capitalismo, Angela Merkel, o a gruppi di dubbia fede democratica. Il discorso è ovviamente molto più lungo e sarei lieto di poter allargare il tema, ma mi sembra, pur nella sua necessaria iconoclastia, un modo per prendere il toro per le corna. Non per nulla, in circa due mesi, Lafontaine nei sondaggi raggiunge l' 11%, in continua crescita.
Saluti![]()




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