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  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Arrow la Chiesa cattolica è spesso lì trattata come il nemico numero uno

    ONU e Unione Europea hanno il loro enfant terrible a Roma
    L’ideologia anticattolica delle due organizzazioni internazionali ha un nome: “diritti riproduttivi”. Un libro la mette a nudo. Contro di essa il Vaticano guida la resistenza

    di Sandro Magister





    ROMA, 7 luglio 2005 – A fine giugno l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha compiuto sessant’anni. Ma l’amministrazione di George W. Bush l’ha festeggiata a modo suo: le ha negato per il quarto anno consecutivo i 34 milioni di dollari in precedenza dati all’UNFPA, il Fondo dell’ONU per la Popolazione.

    Motivo: le politiche antinataliste che l’UNFPA finanzia in Cina, a sostegno della sterilizzazione femminile e maschile e dell’aborto forzato dei figli handicappati o in soprannumero. I 34 milioni di dollari così risparmiati l’amministrazione Bush li impiegherà in programmi d’assistenza medica a donne e bambini poveri, e nella lotta contro il traffico sessuale in Asia.

    Negli stessi giorni, l’ONU ha riunito per un’audizione di fronte all’assemblea generale una rappresentanza delle 13 mila organizzazioni non governative ad essa collegate. Ma tra le 200 ONG selezionate non ce n’era nessuna pro-vita e pro-famiglia. C’erano invece quelle più attive sul fronte antinatalista, tra cui la International Planned Parenthood Federation, IPPF, e la Women’s Environment and Development Organization, WEDO. Quest’ultima ha fatto circolare una mozione contro i “fondamentalismi culturali e religiosi” che ostacolano i “diritti riproduttivi”.

    Sempre negli stessi giorni, sull’altra sponda dell’Atlantico, il parlamento dell’Unione Europea ha approvato con 360 voti a favore, 272 contrari e 20 astenuti una “Risoluzione sulla protezione delle minoranze e le politiche contro la discriminazione”. In essa, la libertà religiosa è indicata come una potenziale minaccia contro la “libera circolazione nell’Unione Europea delle coppie omosessuali sposate o legalmente riconosciute”. A favore della risoluzione ha votato anche il deputato Vittorio Prodi, fratello di Romano Prodi, cattolico progressista, capo del governo italiano dal 1996 al 1998 e presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004.

    Nel 2002, con Prodi presidente, la Commissione Europea sopperì alla decisione di Bush di ritirare i finanziamenti USA all’UNFPA erogando una somma quasi identica, 32 milioni di euro, alla stessa UNFPA e all’IPPF.

    La Santa Sede ha propri rappresentanti sia presso l’UE, sia all’ONU. Nel Palazzo di Vetro gode di uno status di osservatore permanente, confermato e rafforzato da una risoluzione del 1 luglio 2004. Ma in nessuna di queste due grandi organizzazioni internazionali ha vita facile.

    Anzi, la Chiesa cattolica è spesso lì trattata come il nemico numero uno. Lo è in quanto religione monoteista, e come tale ritenuta generatrice di intolleranza. E lo è soprattutto in quanto antagonista – assieme all’attuale amministrazione americana – di quella filosofia dei “diritti riproduttivi” che è il verbo indiscutibile dell’ONU e dell’UE in materia di famiglia e procreazione.


    * * *

    In Italia è uscito un libro che mette a fuoco per la prima volta in modo diretto e documentato questa avversione anticattolica dell’ONU e dell’UE. Il titolo è esplicito: “Contro il cristianesimo. L’ONU e l’Unione Europea come nuova ideologia”. Le autrici sono Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffia. La prima, non cattolica, è stata esponente di rilievo di movimenti femministi, la seconda insegna storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza. Assuntina Morresi ha curato l’appendice documentaria, con un capitolo dedicato alla storia dell’IFFP e un’altro alla sua fondatrice Margaret Sanger (1879-1966).

    Nell’introduzione al volume, Roccella e Scaraffia individuano la radice della nuova ideologia nella “separazione fra sessualità e procreazione”. Ne vedono lo sbocco “oltre i confini dell’aborto, nel ritorno strisciante all’eugenetica”. E concludono:

    “Più che di un modello di comportamento sessuale diverso, ma concettualmente analogo a quelli che l’hanno preceduto nella storia, si tratta di una vera e propria utopia, perche si fonda sull’idea che gli esseri umani possano trovare la felicità nella realizzazione dei propri desideri sessuali, senza limiti morali, biologici, sociali e relazionali legati alla procreazione. Un’utopia che ha le sue radici nella rivoluzione sessuale occidentale degli anni Sessanta, e che risulta tuttora indiscussa anche se non sembra aver mantenuto le sue promesse. Un’utopia che ne riecheggia un’altra, di infausta memoria: che la selezione dei nuovi esseri umani possa creare un’umanità migliore, più sana, più bella.

    “L’imposizione di questa utopia ai paesi del Terzo Mondo sembra costituire lo scopo principale dell’attività di molte organizzazioni internazionali, e condiziona aiuti finanziari e rapporti diplomatici.

    “A questa si affianca, anzi, ne è il logico complemento, l’utopia irenica di chi crede che solo l’abolizione delle religioni – soprattutto quelle monoteiste – possa realizzare la fine dei conflitti per l’umanità. Si tratta di un pensiero così diffuso e così ben radicato che non si può facilmente mettere in discussione, soprattutto nelle sedi internazionali. E chi osa farlo, come la Chiesa cattolica, viene criticato, penalizzato e accusato di voler ostacolare la costruzione di un radioso futuro di armonia”.


    * * *

    Il libro è tutto da leggere. Basta qui richiamarne alcuni spunti di particolare interesse:

    – l’indebolimento negli anni, attraverso successive varianti, della carta dei diritti universali del 1948, ove ad esempio l’originario diritto di “cambiare religione” si riduce ad “avere o adottare una religione” e infine, nel 1981, solo ad “avere una religione”;

    – la tesi delle organizzazioni dell’ONU secondo cui la famiglia “rappresenta l’istitituzione per eccellenza ove si definisce la subordinazione femminile” e quindi va combattuta e tendenzialmentre smantellata;

    – l’invenzione e la messa in opera su vasta scala della formula “salute riproduttiva”, secondo cui “il diritto alla vita è riservato solo alle donne, mentre una politica di severo contenimento demografico si oppone alla nascita dei figli”;

    – la dettagliata ricostruzione del sostegno dato dall’ONU – e anche da esponenti cattolici – a “eventi e organismi interreligiosi finalizzati a sostituire le religioni tradizionali con una religione unica, mondiale, basata sulla dichiarazione dei diritti dell’uomo”;

    – la decisione della Santa Sede, annunciata nel 2000, di sospendere il proprio contributo finanziario all’UNICEF, perché “trasformato da baluardo in difesa dei bambini e delle madri in ennesima agenzia per il controllo delle nascite”;

    – i ripetuti attacchi della commissione sui diritti umani del parlamento europeo, nelle sue relazioni annuali, contro la Chiesa cattolica accusata di “fondamentalismo” in ogni campo, ma soprattutto in quello sessuale;

    – l’intreccio strettissimo, fin dal primo Novecento, tra antinatalismo ed eugenetica, e la continuazione di quest’ultima sotto nuove vesti anche dopo il discredito ottenuto col nazismo;

    – i casi esemplari di Iran, Cina, India, Bangladesh, dove la povertà e l’assenza di meccanismi democratici consolidati hanno reso le donne facili vittime di sperimentazione di contraccettivi rischiosi per la salute, di sterilizzazioni di massa e aborti forzati;

    – il presupposto delle organizzazioni dell’ONU secondo cui l’offerta di aborto e contraccezione è, in qualunque contesto, il primo elemento di emancipazione per le donne e il solo perseguito di fatto: come in Iran, dove i programmi per il controllo della fertilità hanno avuto grande successo ma le donne continuano a essere soggette all’oppressione maschile;

    – l’impressionante contrasto tra l’impegno antinatalista profuso dalle organizzazioni internazionali nei paesi poveri e l’invarianza nell’ultimo decennio del numero delle donne morte per parto, più di mezzo milione all’anno.

    Scrive a questo proposito Eugenia Roccella:

    “I dati confermano come i cosiddetti servizi alla salute riproduttiva siano rivolti moltissimo alla prevenzione e interruzione delle gravidanze indesiderate, ma pochissimo alle cure per le gravidanze desiderate. Il modo principale con cui si intende ridurre la mortalità da parto è ridurre, semplicemente, il numero dei parti, e aumentare quello degli aborti”.

    E ancora, a proposito dei linguaggi adottati in questo campo da ONU ed UE:

    “Ad ogni appuntamento internazionale si apre una lotta terminologica che a un osservatore estraneo potrebbe apparire incomprensibile. Ma dietro le differenze semantiche si nasconde lo scontro sui concetti. Per esempio, la scomparsa di vocaboli come madre e padre, in favore di definizioni prive di caratterizzazione sessuale, come ‘progetto parentale’ o ‘genitorialità’, e la stessa sostituzione delle parole uomo e donna con un termine neutro, ‘genere’, tendono ad annullare la differenza sessuale e la specificità dei ruoli di madre e padre.

    “C’è un progetto culturale molto diffuso, e in parte inconsapevole, che mira a sganciarsi il più possibile dal diritto naturale, fondamento dei diritti umani. Se non c’è più un diritto naturale inalienabile che garantisca l’eguaglianza degli esseri umani (per esempio per quanto riguarda il diritto alla vita e alla libertà personale), tutto diventa contrattabile e relativo. Rafael Salas, ex direttore dell’UNFPA, ha sostenuto che le spaventose violazioni dei diritti umani attuate in Cina durante gli anni della politica del figlio unico non erano tali per i cinesi. Aborti forzati, abbandono e uccisione dei neonati, secondo Salas, erano metodi che ‘per le loro norme culturali non erano affatto coercitivi’. Questo è relativismo etico: ma è chiaro che si tratta di una concezione che porta alla distruzione dell’idea stessa dei diritti umani”.


    * * *

    Sui contrasti tra la Chiesa cattolica e l’Unione Europea ha detto alcune parole lo scorso 21 giugno il cardinale Camillo Ruini.

    Le ha dette presentando a un folto pubblico l’ultimo libro uscito in Italia a firma di Joseph Ratzinger, con la sua celebre conferenza sul cristianesimo in Europa tenuta a Subiaco il 1 aprile scorso.

    Ruini ha fatto notare che l'Unione Europea “non ha praticamente potere nel campo della politica estera, ma ne vuole esercitare tantissimo nel campo etico. Varie risoluzioni del parlamento comunitario muovono nel senso di una contestazione della predicazione morale della Chiesa sulla famiglia e la vita sessuale, invadendo in modo fin troppo esteso il campo delle decisioni etiche dei singoli paesi”.

    __________


    Il libro:

    Eugenia Roccella, Lucetta Scaraffia, “Contro il cristianesimo. L’ONU e l’Unione Europea come nuova ideologia”, Piemme, Casale Monferrato, 2005, pp. 214, euro 11,50.

    __________


    Un editoriale di Eugenia Roccella su “Avvenire” del 7 luglio 2005, sulla rivoluzione del linguaggio praticata dalle politiche contro la natalità e la famiglia:

    > Cosmesi linguistica: specialità di Zapatero, ma prima ancora di ONU e UE

    ___________


    Un altro libro appena uscito in Italia sull’ONU e i suoi contrasti con la Santa Sede. L’autore è corrispondente da New York per “La Stampa” e la Radio Vaticana:

    Paolo Mastrolilli, “Lo specchio del mondo. Le ragioni della crisi dell’ONU”, Laterza, Roma-Bari, 2005, pp. 262, euro 14,00.

    __________


    In questo sito, su questi temi:

    > Dieci anni dopo Pechino, il Vaticano manda avanti la sua donna (14.3.2005)

    __________
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

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  2. #2
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    Modificare le parole per destrutturare i rapporti
    Cosmesi linguistica specialità degli Zapatero


    Eugenia Roccella www.avvenire.it

    Un colpo di spugna lessicale, e il gioco è fatto: non ci sono più moglie e marito, non c’è più la famiglia tradizionale. La riforma del matrimonio attuata da Zapatero ha spiazzato tutti. Non c’è stato bisogno di passare attraverso una modifica costituzionale o una discussione articolata sulle norme. E’ bastato semplicemente sostituire maschile e femminile con il genere neutro, con una brillante mossa a sorpresa; incredibile che nessuno ci avesse mai pensato prima.


    Infatti qualcuno ci aveva già pensato. La via linguistica alla destrutturazione dei rapporti di parentela non è frutto del genio politico del premier spagnolo, anche se sua è la determinazione disinvolta con cui l’ha imboccata. Lo zapaterismo non agisce nel vuoto, ma nasce dal progetto culturale portato avanti con sistematicità e coerenza dalle Nazioni unite e, a seguire, dall’Unione europea.
    Sono anni che, a livello internazionale, è in atto una rivoluzione terminologica, una meditata strategia delle parole che si articola in alcune riconoscibili modalità di intervento.

    In primo luogo, la manipolazione di tipo eufemistico, che parte dalle più classiche perifrasi del politicamente corretto, per scivolare allegramente nella censura; poi l’uso di un vocabolario tecnico, che serve a mascherare, dietro un’apparente asetticità, una precisa impostazione ideologica; infine c’è una tendenza esplicitamente programmatica, che diffonde un lessico di trasformazione concettuale.


    L’uso di termini eufemistici punta a desensibilizzare le coscienze, ma è talvolta così plateale da lasciare disarmati: per esempio l’Unfpa (l’agenzia dell’Onu per la popolazione), che nei campi profughi distribuiva un’attrezzatura chiamata "kit d’interruzione di gravidanza", con molto tatto ne ha cambiato il nome in "kit di emergenza per la salute riproduttiva", per evitare rifiuti pregiudiziali. (Può il concetto di "salute riproduttiva" far pensare ad una interruzione della vita nascente?)


    Questa tendenza alla cosmesi linguistica si limita a ritocchi di superficie, e non arriva al cuore dei concetti. Tutt’altro effetto si ottiene con il vocabolario tecnico, volutamente neutro, che ha ormai soppiantato tutti i termini ritenuti troppo valoriali, troppo carichi di storia e di significati.

    Da tempo, per esempio, è bandita dai documenti Onu la parola maternità, se non dove è impossibile sostituirla. Nemmeno si parla più di procreazione, ma soltanto di salute riproduttiva o diritti riproduttivi, definizioni in cui l’aggettivo richiama la riproduzione dell’identico, quindi della specie, ed evita di alludere alla preziosa unicità dell’essere umano.

    Naturalmente anche "madre" e "padre" sono pressoché scomparsi, in favore di "genitorialità" o "progetto parentale", termini sessualmente neutri.


    Alla tendenza che abbiamo definito programmatica appartiene la sostituzione (ormai a uno stadio di realizzazione molto avanzato) delle parole uomo e donna con "genere". In questo caso non si tratta solo di privilegiare la neutralità, ma di introdurre l’idea che l’identità sessuale sia una pura convenzione, tutta interna all’ambito della cultura, dunque fluttuante e modificabile, senza un fondamento necessario nella biologia e nel corpo.


    E’ chiaro dove il Primo ministro spagnolo ha tratto la sua ispirazione. In Italia siamo poco abituati a prestare attenzione a quanto avviene negli organismi internazionali, che per l’opinione pubblica sono sigle benemerite, viste nella rosea nebbia della lontananza. Ma l’attività dell’Onu, e ovviamente ancora di più quella dell’Unione Europea, ci tocca da vicino. Ce ne accorgiamo quando, come nel caso di Zapatero, il progetto culturale internazionale si incarna in una politica nazionale definita, qualcosa che esce dal limbo innocuo delle parole, e diventa drammaticamente un fatto.

    **************

    a maggior ragione i CATTOLICI, I CRISTIANI sanno che avranno un futuro molto difficile ma non impossibile dove LA TRADIZIONE e l'uso delle PAROLE (e qui intendiamo quella PAROLA IMMUTABILE CHE ABBIAMO SIA PER MEZZO DELLE SCRITTURE SACRE SIA PER MEZZO DELL'INCARNAZIONE DEL VERBO...) saranno quella RESISTENZA che salverà il mondo dalla deriva.....

    Atti 28:27
    Perché il cuore di questo popolo si è indurito:
    e hanno ascoltato di mala voglia con gli orecchi;
    hanno chiuso i loro occhi
    per non vedere con gli occhi,
    non ascoltare con gli orecchi,
    non comprendere nel loro cuore e non convertirsi,
    perché io li risani.

    2Tessalonicesi 2:13-17
    13 Noi però dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, attraverso l'opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità, 14 chiamandovi a questo con il nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.
    15 Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera. 16 E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, 17 conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
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    Predefinito onu e ue

    grazie Caterina credo proprio che abbia ragione chi identifica nell'ONU e nell'UE i veri nemici del Cristianesimo e della Chiesa Cattolica in particolare ... è proprio vero che la testa del serpente oggi è in Europa ... e l'anticristo si nutre di quella "religione universale" e unica, fondata sulla declaration des droits de l'homme, già vecchio ma mai dimenticato sogno della massoneria ... la religione delle religioni .. (purché comandino loro, naturalement ...)
    siamo alla resa dei conti

  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito

    Caro Luca e Giovanni, grazie a te per la collaborazione.......
    Abbiamo il dovere di capire perchè scuse non ne abbiamo più...... l'informazione non ci manca, manca solo la volontà nella scelta di seguire la Chiesa e non di esserle nemici........
    Ciao Caterina

    INTERVISTA
    Il filosofo Michele Lenoci: «Il referendum ha sconfitto l’indifferenza dei valori che segna la cultura di certi non credenti chiedendo una neutralità dello Stato che non è mai esistita»

    Quando il laico è senza risposte
    www.avvenire.it

    L'intervista

    Di Edoardo Castagna

    Nata in ambito cristiano, l'idea di persona ha poi trovato un percorso autonomo lungo la storia del pensiero. «Un bell'esempio dei contributi della teologia cristiana al dibattito filosofico», commenta il filosofo Michele Lenoci.

    Ma il dibattito che ha accompagnato la recente campagna referendaria si è concentrato, soprattutto da parte laica, sul reale significato del termine, con molti che riducono l'essenza umana all'insieme delle funzioni - la coscienza, la memoria - che ci caratterizzano.

    - Invece, professor Lenoci, come dobbiamo intendere la persona?

    «È un concetto che implica un'ontologia, una struttura che viene prima di tutto. Le singole funzioni si sviluppano soltanto dopo, a partire da questa struttura ontologica senza la quale non esisterebbero. È una forma che unisce anima e corpo, caratterizzata dall'autonomia e dall'individualità. Dal pensiero laico viene la spinta, di per sé condivisibile, a considerare l'uomo nella sua totalità, abbandonando i vecchi steccati cartesiani tra anima e corpo. Poi però non si capisce come facciano a ridurre alle sole funzioni la definizione dell'umano: è contraddittorio».

    - Tra gli attacchi contro la Chiesa per la sua battaglia in difesa dell'embrione bisogna registrare anche quelli di chi l'accusa di aver privilegiato troppo gli argomenti razionali sulla "legge naturale", accantonando la trascendenza...

    «Non ha senso, negli scritti di Ratzinger o di Ruini sono sempre stati centrali la gratuità dell'offerta di salvezza e la libertà dell'accettazione da parte dell'uomo. La fede completa la natura umana, non la distrugge. Non esiste alcuna contrapposizione tra la ragione e la trascendenza, anzi: è la divisione tra fideismo e razionalismo ciò che impoverisce. L'uomo non deve rinunciare alla ragione per essere credente. Nella sua struttura naturale ci sono caratteri e tendenze che possono essere la base di un discorso etico, ma ragionare su questa base non significa proporre una teologia "come s e Dio non ci fosse". La tradizione cristiana non ha mai visto la natura come qualcosa a se stante: l'ha sempre riferita all'atto creatore, provvidente e salvifico».


    - Nessun eccesso di teologia razionale, quindi?

    «Il Papa non annuncia una filosofia, ma la salvezza. Se, per favorire il dialogo con i non credenti, ci si aiuta con la ragione, allora tanto meglio: già in Giovanni Paolo II l'impostazione filosofica era stata centrale. Ma il cristianesimo non si esaurisce certo qui».


    - Così il dialogo con gli "atei devoti" è una ricchezza?

    «I non credenti che hanno appoggiato le battaglie della Chiesa in difesa della persona hanno capito che oggi dobbiamo recuperare quei valori, in gran parte cristiani, sui quali si fonda l'Occidente. Manca ancora, da parte loro, una vera fondazione filosofica di questo recupero, ma la convergenza tra laici e cattolici sull'uomo è un fatto positivo».


    - Non si tratta di un'alleanza politica strumentale?

    «Per nulla. Ricorda invece l'accordo che si era creato ai tempi della stesura della Costituzione, quando posizioni teoriche diverse approdarono alle stesse decisioni. Oggi, finite le ideologie, è positivo vedere come non si segua più la pericolosa china del pensiero debole ma si recuperino i valori. L'attenzione della Chiesa verso i non credenti è naturale, è il suo istinto missionario. Magari qualcuno non apprezza perché non vede di buon occhio una Chiesa, come quella italiana di oggi, capace di unire tutti i cattolici. Si rimpiange la frammentazione, che alla fine altro non era che inaridimento e insoddisfazione».


    - È stato evocato lo spettro dello Stato etico, che imporrebbe a tutti le scelte morali di una parte...

    «In uno Stato etico il rapporto tra morale e diritto è appiattito sulla morale e si assolutizza lo Stato. Va senz'altro rifiutato, ma non per questo si deve pretendere uno Stato neutrale a tutti i costi, in tutti i casi. Una volta anche Sartori scriveva che la neutralità dello Stato consiste nel fatto che le leggi valgono per tutti, non nel fatto che ogni cosa sia indifferente. Tra vittime e carnefici, per esempio, lo Stato non è neutrale: è con le vittime. Ecco, è l'indifferenza a dover essere respinta: secondo i modi della democrazia, si decide a maggioranza».


    - Allora da dove vengono le paure di tanti laici?

    «I loro timori sono comprensibili. La Chiesa ha grandi contenuti, loro non ne hanno più: così vorrebbero abolirli, con il pretesto di tutelarli tutti. La Chiesa offre una visione totale - anche se non totalizzante - della realtà, e questo fa paura. Eppure possedere questa ricchezza non significa volerla imporre. I laici vorrebbero una visione complessiva e organica dell'uomo, e poi hanno paura di una proposta articolata e coerente come quella della Chiesa. Il problema è di chi non ha risposte, non di chi ne ha».


    - Un terreno di accordo potrebbe essere il liberalismo classico?

    «Dal nostro punto di vista non è la peggiore delle dottrine. Il cristiano deve individuare interlocutori con i quali siano possibili passi comuni, senza privilegiarne uno solo come in passato si era fatto con i marxisti. Tra liberalismo e cristianesimo restano differenze importanti, per esempio il diverso accento posto su individuo e società, ma mi sembra che in questo caso le affinità siano più profonde di quelle che c'erano con il marxismo. In particolare, è comune l'idea che i diritti della persona precedano il suo essere cittadino: allo Stato spetta il compito di riconoscerli, non quello di attribuirli».
    Fraternamente Caterina
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  5. #5
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    Rumi: «La voce della Chiesa è legittima, non interventista»

    «Se parla contro i missili va bene, ma contro le nozze gay no. È molto curiosa questa pretesa di certi intellettuali»

    Pierangelo Giovanetti www.avvenire.it

    Giorgio Rumi è professore di Storia contemporanea all'Università degli Studi di Milano. Cattolico impegnato, è stato anche consigliere della Rai.

    Professor Rumi, secondo lei c'è una teologia razionalista nella Chiesa italiana, che oscura la dimensione trascendentale, come sostiene Achille Ardigò su «Repubblica» di ieri?

    «Nella Chiesa c'è attenzione alla razionalità, che non è razionalismo. Quanto a questo presunto richiamarsi al diritto naturale, mi pare che nella Chiesa di oggi invece se ne parli troppo poco, proprio per l'avvertita problematicità dell'argomento».


    Quindi non c'è un venir meno dell'annuncio della Parola di Dio, a scapito di un impegno politico.

    «Non mi pare proprio che il problema della Chiesa di oggi sia l'attenuazione della presentazione della Parola di Dio. Cosa ha fatto Giovanni Paolo II nel suo lungo pontificato? Ha annunciato la Parola di Cristo. Non mi pare abbia fatto sociologia cattolica».


    Ritiene che sia fondata l'accusa di interventismo eccessivo da parte della Chiesa nella società e nella politica italiane?

    «Questa è una cosa incredibile. Da un lato la Chiesa viene rimproverata di non parlare. Mi riferisco alle accuse sugli anni Trenta e Quaranta, o anche dopo. Dall'altra la si accusa perché parla. Non capisco perché i vescovi non possano parlare. O meglio: possono parlare se condannano i missili, come hanno fatto i vescovi americani negli anni Ottanta. Non possono se condannano i matrimoni gay. Eppure anche quello dei missili era un argomento inerente ad aspetti militari e strategici particolarmente tecnici. Ma lì andava bene».


    Fa parte insomma della missione della Chiesa quella di intervenire pubblicamente su temi che le stanno a cuore.

    «Un buon democratico riconosce che la Chiesa è una delle componenti essenziali della società civile. Quindi, non solo può ma deve parlare. Nell'assenza di punti di riferimento nel Paese, mi sembra importante che la Chiesa prenda posizione sulle varie questioni. Non lo dico per ragioni di dominio, ma di partecipazione all'educazione democratica del Paese. Se i vescovi non parlassero per timidezza o per opportunismo, avremmo un Paese indubbiamente più povero».


    Questo va a scapito di un ruolo attivo dei «christi fideles» laici nella società?

    «Cosa impedisce ai laici cristiani di muoversi, di parlare, di agire nella società? Nulla. Forse che nella recente campagna referendaria associazioni e movimenti cattolici non hanno avuto un loro marcato protagonismo? Questa idea che la gerarchia sia una specie di corsetto di ferro che schiaccia, non ha senso. Niente impedisce che vi sia una certa dialettica anche ecclesiale».


    Un ruolo forte dei cattolici nel Paese rischia di far crescere forme di laicismo zapaterista?

    «Mi pare che lo zapaterismo sia una specie di malattia di crescenza di una democrazia giovane. Rischi possono essercene dappertutto, ma non lo vedo all'orizzonte in Italia. Certo, ci vuole una coscienza limpida da parte di tutti e un'accettazione piena della democrazia, che comporta l'accettazione di idee diverse dalle proprie».


    Lei ritiene che il cristianesimo in Occidente possa assumere il ruolo di religione civile accomunante tutti gli europei, al di là della fede?

    «Ci sono Paesi in cui il cristianesimo, le Chiese e in particolare la Chiesa cattolica rappresentano un elemento centrale della vita democratica. Io credo molto nel concetto di religione civile. Sicuramente può dare un utile contributo».
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

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    EUROPA: la sua crisi di identità nella diagnosi del Presidente del Senato


    In un discorso pronunciato alla "Fundaciòn para el anàlisis y los estudios sociales" (Faes) a Madrid, il 4 luglio 2005 il Presidente del Senato italiano, Marcello Pera, ha denunciato la crisi di identità, causata dal relativismo culturale, che investe l'intero Occidente. Per invertire la rotta della perdita progressiva di questa identità, il Presidente del Senato ha detto che occorre richiamarsi ai valori, in particolare a quelli cristiani. Precisando di non essere un credente, bensì un laico, anche se non laicista, il Presidente Pera ha specificato: "Laico è colui che non aderisce ad una religione o confessione specifica, laicista è colui che, nel nome della laicità dello Stato e della politica, impone una propria religione di Stato e una propria religione politica".

    Questo pensiero laicista, in Italia ha imposto il referendum sulla procreazione assistita e la manipolazione degli embrioni, in cui è stato clamorosamente sconfitto "grazie ad una alleanza niente affatto clericale tra la Chiesa, il sentimento profondo dei cittadini, e una minoranza di laici non laicisti". In Spagna le cose sono andate diversamente. Qui l'attacco è stato mosso all'idea stessa di matrimonio "con una manovra a tenaglia: da un lato il divorzio lampo, dall'altro il matrimonio omosessuale". Si tratta, secondo il presidente del Senato, "non di 'conquiste civili' o di misure 'contro le discriminazioni' o di 'estensione dell'uguaglianza'", ma, piuttosto "del trionfo di quel laicismo che pretende di trasformare i desideri, e talvolta anche i capricci, in diritti umani fondamentali".

    Un laicismo "antistorico e anche pericoloso", di cui è vittima l'Europa. "Quella stessa Europa che, nella sua Costituzione, vieta la 'clonazione riproduttiva', aprendo la strada a quella terapeutica e, con essa, a qualunque esperimento sugli embrioni. O quell'Europa che, sempre nella sua Costituzione, riconosce 'il diritto di sposarsi e di costruire una famiglia', senza precisare chi con chi, legittimando così, anche da defunta, legislazioni come quella spagnola. Oppure quell'Europa, che, nel preambolo generale alla sua Costituzione, afferma di ispirarsi alle sue 'eredità culturali, religiose e umanistiche', e, nel preambolo alla seconda parte della stessa Costituzione, parla del suo 'patrimonio spirituale e morale', ma senza specificare mai quali religioni e quale religione in particolare.

    Credo che nascondere la nostra tradizione cristiana sia, oltre che un omaggio al laicismo, anche un passo falso. Coloro che più lo hanno compiuto oggi più ne pagano il prezzo. A fronte alla crisi dell'Europa, e al senso di incertezza, insicurezza, diffidenza, paura che si diffonde fra i nostri cittadini, rinasce prepotente un sentimento del sacro, un bisogno di fede, una voglia di spiritualità. Così ciò che si è voluto espungere dalle carte europee riemerge nelle famiglie, nelle piazze, nelle chiese, fra la gente".

    "Noi", ha concluso la seconda carica dello Stato italiano, "compresi noi laici non credenti, esclusi naturalmente i laicisti, siamo cristiani. Siamo cristiani per i valori che professiamo e i principi in cui crediamo. (…) Siamo figli di Atene e di Gerusalemme, di Roma e di Betlemme (…) ovunque si cerchi la nostra genealogia più profonda, comunque si cerchi la nostra identità, si finisce sempre lì, al Sinai e al Golgota.

    È lì che abbiamo avuto la legge ed è lì che ci siamo scoperti uguali o fratelli. Chi nega questa realtà rischia la fine dell'apprendista stregone: prima si indebolisce poi diventa vittima. Noi invece questa realtà dobbiamo ritrovarla. Non per diventare protervi custodi di un'unica verità, ma per affermare la nostra e riscoprire noi stessi. Fallibili, aperti a chi vuole parlarci, disponibili a chi vuole incontrarci, ma sempre noi stessi, con la forza della nostra identità". (Tratto dal sito web del Senato italiano).
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  7. #7
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    Predefinito

    identifica nell'ONU e nell'UE i veri nemici del Cristianesimo e della Chiesa Cattolica in particolare
    Nemici del cristianesimo= chiunque nn sia sottomesso al 100% agli usa.
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  8. #8
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    Predefinito Pera e discorsi a pera

    Mah ... veramente, al di là delle appartenenze partitiche, quello che ha fatto e detto Pera, riportato da Caterina, mi sembra molto apprezzabile e in larga parte condivisibile.

    Inoltre mi pare che sia assolutamente innegabile che le NU e l'UE hanno oggi posizioni veramente molto distanti per non dire apertamente ostili rispetto a quelle della nostra amata Santa Madre Chiesa.

    basta leggere, santo cielo, basta mettere il naso in Parlamento a Bruxelles, per rendersene conto.

    che c'entra la sottomissione agli USA?
    non è per la non sottomissione agli USA che NU ed UE sono anticattoliche, perché di certo la Chiesa Cattolica non gode di grande favore in quell'amato Paese.

    Pensa al mare di odio e disprezzo contro la Chiesa Cattolica scatenato negli States dai processi contro i preti cattolici pedofili, per dirne solo una ...

  9. #9
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    Predefinito Pera e discorsi a pera

    Originally posted by antonio
    Ci son voluti quattro anni, ma ora finalmente si comincia a capire chi sono Pera e Casini, ... Bisogno di screditare Ciampi con una bella guerra preventiva: visto che la boiata Castelli è incostituzionale, anche e soprattutto nell' emendamento anti-Caselli, c'è il rischio che Ciampi la rimandi indietro un'altra volta; dunque si attacca Ciampi, si costringe l'opposizione a difenderlo, e se poi boccia la boiata la si butta in caciara e si dice che l'arbitro è venduto. E lo si leva di mezzo dalla prossima corsa al Quirinale. ...

    __________________________________________________
    bah ... al di là del fatto che si fa fatica a trovare il nesso col 3d postato da Caterina - La Chiesa cattolica è spesso trattata come il nemico numero 1 -, ma scusa Ciampi non è del 20?

    Madonna bòna, longevo sì, ma altri sett'anni sul Colle, abbi pazienza, no eh!

    ___________________________________________
    ... (Pera) e (Casini) ... : questi due bellimbusti, non più tardi di un mese fa, andarono in pellegrinaggio in Spagna per attaccare le Cortes sulla legge dei matrimoni gay e insegnare agli spagnoli come devono votare, violando palesemente l'autonomia di un Parlamento straniero.

    ma perché scusa, uno non può dire quello che pensa di un provvedimento, fuori del Senato e quindi da libero cittadino, senza violare palesemente l'autonomia di un Parlamento straniero?
    Ma che dici?

    E tutto il resto dello sproloquio che segue, che cosa c'entra col discorso di Pera sui valori cristiani, e col 3d?

    Non ti accorgi che è fuori tema?!??

  10. #10
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    Predefinito

    Originally posted by shambler
    Nemici del cristianesimo= chiunque nn sia sottomesso al 100% agli usa.
    in realtà... i nemici del Cristianesimo per molti sono proprio gli USA

 

 
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