"Lunedì invierò il testo del decreto legislativo sulla previdenza complementare alle parti sociali per incontrarle poi il 12 luglio e ricevere le prime osservazioni". Lo ha annunciato il ministro del Welfare, Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi.
Il decreto ha dunque ottenuto il primo via libera del Consiglio dei ministri al decreto sulla riforma del tfr che consente il decollo della previdenza complementare. Il provvedimento rientra nell'attuazione della riforma delle pensioni. Il decreto legislativo verrà ora sottoposto al confronto con le parti sociali e all'esame delle commissioni parlamentari che dovranno esprimere il parere di competenza. Successivamente ci sarà l'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri.
"Il provvedimento - ha detto il ministro del Welfare, Roberto Maroni - rappresenta l'adozione finale di un testo che consente il confronto nel merito". Il decreto legislativo sul tfr e la previdenza complementare - ha aggiunto il ministro - muoverà "circa 13 miliardi di euro annui che diventeranno a regime circa 10 miliardi di euro annui".
Critiche ai sindacati
"Accolgo e registro le schermaglie e le polemiche scatenate dai sindacati, ma ritengo che siano fuori luogo". Maroni, risponde così alle critiche rivoltegli da Cgil, Cisl e Uil sia nel metodo seguito per la predisposizione dello schema di decreto legislativo sul Tfr, sia nella sostanza. Il ministro però si è detto "disponibile a tenere conto di interventi migliorativi" che, assicura "valuteremo con grande attenzione e interesse. E' chiaro -ha avvertito- che non si può superare un paletto fondamentale e cioè i principi sanciti dalla delega approvata il 23 agosto scorso".
Il minsitro ha annuciato che nella riforma sono previsti tempi più brevi per poter chiedere l'anticipo della liquidazione: in pratica, non si dovrà più aspettare gli 8 anni per poter chiedere un anticipo per sostenere spese sanitarie. Si potrà chiedere l'anticipo anche "per altre esigenze di carattere personale".
Ecco sinteticamente le nuove regole per poter chiedere l'anticipo del Tfr.
a) per spese sanitarie relative a sé, al coniuge o ai figli (in qualsiasi momento e fino al 75%);
b) per l'acquisto della prima casa (decorsi 8 anni di iscrizione e fino al 50%)
c) per altre esigenze di carattere personale (decorsi 8 anni di iscrizione e fino al 30%).
Dura la Cgil
La Cgil è la prima a bociare la riforma del Tfr varata oggi dal Consiglio dei Ministri: "Con questo provvedimento - afferma il responsabile economico di Corso Italia Beniamino Lapadula - il Governo Berlusconi dà un ulteriore colpo al risparmio degli italiani". Per Lapadula, il Governo "prima, dopo i fatti di Parmalat, Cirio e bond argentini, non ha provveduto ad approvare un provvedimento sul risparmio all'altezza della situazione e adesso - spiega - vara un provvedimento sui fondi pensione in cui sa manifesta in pieno il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio che scoraggerà i lavoratori italiani dal trasferire il proprio Tfr ai fondi pensione"
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