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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Edimburgo, la sfida ai potenti. Centinaia di migliaia al controG8

    Dal parco di Meadows parte il più grande corteo della storia della Scozia. E' l'accoglienza per i leader degli otto paesi più industrializzati. Fin dal mattino dai treni scende un fiume di gente. La soddisfazione delle reti e dei movimenti

    Edimburgo, la sfida ai potenti
    centinaia di migliaia al controG8

    Martino Mazzonis
    Edimburgo
    nostro inviato

    «Come raggiungo i Meadows? Non me lo chieda, non ho la più pallida idea, vengo da Londra». A parlare una signora cinquantenne appena scesa da un treno a Waverley, la stazione centrale di Edimburgo, e un poliziotto mandato da Londra a dare manforte ai suoi colleghi scozzesi, poco avvezzi alle grandi manifestazioni. Sono le 9 e 30 del mattino e dai treni scende un fiume di gente che si dirige verso il grande parco di Meadows, da dove partirà la più grande manifestazione che la Scozia abbia mai visto. Alla fine gli organizzatori di Makepoverty history parleranno di 225mila persone, ma chiunque abbia visto un po' di manifestazioni, confortato dall'opinione della maggior parte dei giornalisti stranieri presenti, sa che il serpentone bianco che si è srotolato per le strade della vecchia Edimburgo erano intorno al mezzo milione (in Italia gli organizzatori avrebbero sparato il milione senza pensarci troppo). Una bella accoglienza per gli otto grandi che si vedranno a 60 chilometri da qui tra qualche giorno.

    Il cielo della Scozia è pulito, qualche nuvola bassa lo rende ancora più bello, dal mare arriva un po' di aria fresca che renderà la lunga giornata meno pesante. Sono le 10 e 30 e il colpo d'occhio del grande prato dei Meadows è già pieno di gente. Mancano due ore alla partenza della manifestazione, sui due grandi palchi montati nel parco (ce n'è un terzo, della Stop the war coalition che verrà usato solo alla fine) si succedono testimonianze, comizi e gruppi musicali, l'atmosfera è allegra e rilassata, lo spazio è disseminato di tendoni che offrono servizi, distribuiscono materiali e servono da centri organizzativi. Le campagne raccolgono firme sulle loro petizioni, mentre in tanti fanno il gioco delle tre palle cercando di colpire in successione le facce di Putin, Bush, Blair e degli altri cinque che si vedranno a Gleneagles.

    La grande mobilitazione che le reti e i movimenti che hanno promosso questa manifestazione ha funzionato. In questi mesi decine di migliaia di volontari si sono avvicinati ai temi del debito, del commercio equo, del debito ed hanno contribuito a far crescere questo appuntamento, a diffondere la consapevolezza della sua importanza. Una mano alla riuscita del corteo l'hanno data anche Tony Blair e Bob Geldof, che hanno attribuito tanta importanza al G8 scozzese da rendere anche il controvertice qualcosa di cui i media parlano. La maggior parte dei giornali scozzesi porta la foto di un bambino africano in prima pagina e la Bbc segue l'evento con un'attenzione simile a quella con cui segue il mega concerto di Hyde park. La marea di gente che arriva sembra essere in gita, anziani, famiglie, ragazzini che scorrazzano per il prato adolescenti con le magliette fatte in casa o comprate negli stand, tutte con lo stesso messaggio: vogliamo un commercio internazionale equo, vogliamo l'azzeramento del debito, vogliamo che gli aiuti per scuola, Aids, salute, cibo, aumentino. E lo vogliamo adesso.

    «Questi vertici si concludono sempre con grandi dichiarazioni e poi non succede nulla», racconta Jonathan, un giovane di Glasgow che veste la maglietta dei rangers, la squadra locale e vota Scottish socialist party. «Stavolta forse sarà più difficile. Io sono qui per questo, perché sia più difficile bluffare». E' un concetto simile a quello che ripetono dal palco gli oratori: dagli otto grandi non vogliamo promesse.

    A Tony Blair staranno fischiando le orecchie, ha puntato moltissimo su questo vertice e sulle decisioni storiche che prenderà e questa massa digente, per la stragrande maggioranza sudditi di Sua maestà la regina Elisabetta II, non si accontenterà di qualche spicciolo entro dieci anni per la lotta all'Aids.

    segue a pagina2

  2. #2
    Totila
    Ospite

    Predefinito Re: Edimburgo, la sfida ai potenti. Centinaia di migliaia al controG8

    Originally posted by yurj
    Dal parco di Meadows parte il più grande corteo della storia della Scozia. E' l'accoglienza per i leader degli otto paesi più industrializzati. Fin dal mattino dai treni scende un fiume di gente. La soddisfazione delle reti e dei movimenti

    Edimburgo, la sfida ai potenti
    centinaia di migliaia al controG8

    Martino Mazzonis
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    «Come raggiungo i Meadows? Non me lo chieda, non ho la più pallida idea, vengo da Londra». A parlare una signora cinquantenne appena scesa da un treno a Waverley, la stazione centrale di Edimburgo, e un poliziotto mandato da Londra a dare manforte ai suoi colleghi scozzesi, poco avvezzi alle grandi manifestazioni. Sono le 9 e 30 del mattino e dai treni scende un fiume di gente che si dirige verso il grande parco di Meadows, da dove partirà la più grande manifestazione che la Scozia abbia mai visto. Alla fine gli organizzatori di Makepoverty history parleranno di 225mila persone, ma chiunque abbia visto un po' di manifestazioni, confortato dall'opinione della maggior parte dei giornalisti stranieri presenti, sa che il serpentone bianco che si è srotolato per le strade della vecchia Edimburgo erano intorno al mezzo milione (in Italia gli organizzatori avrebbero sparato il milione senza pensarci troppo). Una bella accoglienza per gli otto grandi che si vedranno a 60 chilometri da qui tra qualche giorno.

    Il cielo della Scozia è pulito, qualche nuvola bassa lo rende ancora più bello, dal mare arriva un po' di aria fresca che renderà la lunga giornata meno pesante. Sono le 10 e 30 e il colpo d'occhio del grande prato dei Meadows è già pieno di gente. Mancano due ore alla partenza della manifestazione, sui due grandi palchi montati nel parco (ce n'è un terzo, della Stop the war coalition che verrà usato solo alla fine) si succedono testimonianze, comizi e gruppi musicali, l'atmosfera è allegra e rilassata, lo spazio è disseminato di tendoni che offrono servizi, distribuiscono materiali e servono da centri organizzativi. Le campagne raccolgono firme sulle loro petizioni, mentre in tanti fanno il gioco delle tre palle cercando di colpire in successione le facce di Putin, Bush, Blair e degli altri cinque che si vedranno a Gleneagles.

    La grande mobilitazione che le reti e i movimenti che hanno promosso questa manifestazione ha funzionato. In questi mesi decine di migliaia di volontari si sono avvicinati ai temi del debito, del commercio equo, del debito ed hanno contribuito a far crescere questo appuntamento, a diffondere la consapevolezza della sua importanza. Una mano alla riuscita del corteo l'hanno data anche Tony Blair e Bob Geldof, che hanno attribuito tanta importanza al G8 scozzese da rendere anche il controvertice qualcosa di cui i media parlano. La maggior parte dei giornali scozzesi porta la foto di un bambino africano in prima pagina e la Bbc segue l'evento con un'attenzione simile a quella con cui segue il mega concerto di Hyde park. La marea di gente che arriva sembra essere in gita, anziani, famiglie, ragazzini che scorrazzano per il prato adolescenti con le magliette fatte in casa o comprate negli stand, tutte con lo stesso messaggio: vogliamo un commercio internazionale equo, vogliamo l'azzeramento del debito, vogliamo che gli aiuti per scuola, Aids, salute, cibo, aumentino. E lo vogliamo adesso.

    «Questi vertici si concludono sempre con grandi dichiarazioni e poi non succede nulla», racconta Jonathan, un giovane di Glasgow che veste la maglietta dei rangers, la squadra locale e vota Scottish socialist party. «Stavolta forse sarà più difficile. Io sono qui per questo, perché sia più difficile bluffare». E' un concetto simile a quello che ripetono dal palco gli oratori: dagli otto grandi non vogliamo promesse.

    A Tony Blair staranno fischiando le orecchie, ha puntato moltissimo su questo vertice e sulle decisioni storiche che prenderà e questa massa digente, per la stragrande maggioranza sudditi di Sua maestà la regina Elisabetta II, non si accontenterà di qualche spicciolo entro dieci anni per la lotta all'Aids.

    segue a pagina2



    Yuri, ma credi ancora alle favole? Ormai si è tutto esaurito con la mega-pagliacciata-mediatica del Live8.
    Se pensi di vedere Edimburgo a ferro e a fuoco come Genova, non hai capito un tubo.
    Il movimento di protesta, quello duro, non quello con i palloncini e le bandierine, è morto.
    Lo hanno ucciso i canterini e i menestrelli ( di Blair) alla Bono.
    E' finito tutto.

  3. #3
    Hanno assassinato Calipari
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    Intanto mi dai delle posizioni che non ho. Inoltre non c'è nulla di "duro", solo di determinato. Le persone e i contenuti ci sono, se poi non vuoi vederli, AMEN.

  4. #4
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by yurj


    Intanto mi dai delle posizioni che non ho. Inoltre non c'è nulla di "duro", solo di determinato. Le persone e i contenuti ci sono, se poi non vuoi vederli, AMEN.
    Gli slogan, le chitarre e le anime belle fanno un baffo al sistema. Anzi: lo aiutano. Blair che si fa promotore dell' elemosina ai paesi africani, è in questi giorni un riferimento per il popolo delle dei "buoni".
    Le rivoluzioni non si fanno con i palloncini.
    Voi di sinistra siete irrimediabilmente fottuti. Ed il bello è che non ve ne accorgete...

  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by Totila
    Gli slogan, le chitarre e le anime belle fanno un baffo al sistema. Anzi: lo aiutano. Blair che si fa promotore dell' elemosina ai paesi africani, è in questi giorni un riferimento per il popolo delle dei "buoni".
    Le rivoluzioni non si fanno con i palloncini.
    Voi di sinistra siete irrimediabilmente fottuti. Ed il bello è che non ve ne accorgete...
    Noi combattiamo Blair e lo mettiamo in difficoltà. Voi?

  6. #6
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Edimburgo, la sfida ai potenti. Centinaia di migliaia al controG8

    [QUOTE]Originally posted by yurj
    Edimburgo, la sfida ai potenti
    centinaia di migliaia al controG8


    Yuri,

    quei fanatici ,che credono di decidere le sorti del mondo e che alcuni li hanno nominati No-GLOBAL ma che sono i nuovi barbari,non hanno capito che nelle democrazie non esistono i politici potenti ma semplicemente uomini che hanno la responsabilità di decisioni di governo che riguardano tutti e che tutti non possono essere accontentati.
    Il linguaggio dei non global è poi fatto di invettive e di odio che non aiutano coloro che sarebbero vittime del mondo sviluppato.

  7. #7
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by yurj
    Noi combattiamo Blair e lo mettiamo in difficoltà. Voi?
    Leggi il thread che ho postato sui retroscena del Live8.
    Noi lo combattiamo e cerchiamo di smascherare i progetti anti-europei del cagnolino di Bush e dei menestrelli acchiappa-polli del Live8

    Ma quand'è che vi sveglierete??!!

  8. #8
    remedios
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    Sale la tensione nella capitale della Scozia in vista del vertice
    Mercoledì previsto un grande corteo per "assediare la zona rossa"
    G8, tafferugli ad Edimburgo
    bloccata una base nucleare
    Arrestati trenta attivisti anarchici e black bloc


    Scontri ad Edimburgo

    EDIMBURGO - Manganelli, poliziotti in assetto da guerra, guardie a cavallo, furgoncini gialli blindati a sirene spiegate e 30 arresti. A due giorni dall'inizio del vertice del G8 nella vicina Gleneagles, Edimburgo, la capitale della Scozia, ha cambiato volto: nelle sue strade sono apparsi i primi cortei di anarchici anticapitalisti e il nero minaccioso dei black-bloc e dei loro passamontagna ha preso posto tra i più innocui colori dei vestiti da pagliaccio o rosa del movimento pacifista dei 'Pink'.

    Secondo le forze di sicurezza britanniche, tra i dimostranti ci sono molti italiani e tedeschi ma dal movimento italiano replicano di essere solo in 50. La tensione si è alzata all'improvviso anche perché è la prima volta dopo Genova che il G8 torna a riunirsi in una città raggiungibile dai manifestanti. Ed anche qui sono previste zone rosse, no fly zone e tutto l'armamentario conosciuto in queste occasioni.

    Ad Edimburgo l'ala più dura del movimento ha inscenato oggi delle manifestazioni che si sono risolte inscontri e tafferugli. Spintoni, manganellate ed anche 30 attivisti arrestati dopo che forze dell'ordine e manifestanti si sono confrontati per ore. La polizia voleva impedire ai manifestanti di dilagare nel centro finanziario della città, dopo una prima, riuscita, occupazione di un edificio della compagnia Standard Life.

    Nessun incidente grave ma la tensione si è improvvisamente alzata e l'ombra di una possibile nuova Genova si allarga sui prossimi giorni e sopratutto sulla manifestazione indetta da Bob Geldof (promotore anche del Live 8) mercoledì 6 giugno a Edimburgo per richiamare l'attenzione dei potenti della terra sui temi della povertà e della fame.

    Da mezzo milione a un milione di persone sono attese all'iniziativa pacifica organizzata in coincidenza con l'inizio del vertice e la polizia teme che gruppi di violenti e provocatori del Black-bloc possano far degenerare la marcia in violenze e tentativi di sfondamento nell'area superblindata di Gleneagles.

    Oltre diecimila poliziotti sono mobilitati per vigilare sull'ordine pubblico in questa settimana: quattromila sono scozzesi e altri 6 mila stanno arrivando di rinforzo dall'Inghilterra e dal Galles. E mentre ad Edimburgo i negozianti delle strade più esposte cominciavano ad abbassare le saracinesche di fronte ai minicortei del cosidetto "Carnevale per la gioia piena", dall'altra parte della Scozia la base militare britannica di Faslane veniva bloccata da circa duemila manifestanti per protestare contro le spese militari.

    Davanti ai quattro principali cancelli della base navale dove staziona il sottomarino nucleare Trident, anche deputati del partito verde scozzese e uomini di chiesa. "Il nostro obiettivo è riuscire a tenere Faslane chiusa il più a lungo possibile. Vogliamo sottolineare come vi sia uno stretto legame tra guerra e povertà", ha spiegato uno dei promotori, Jose Garman.

    Un uomo è stato arrestato per essere salito sulla recinzione di dieci metri che delimita un deposito di carburante. "Il motivo per cui faccio questo è accrescere la consapevolezza sulle spese scandalose che riguardano le armi nucleari Trident da parte del governo britannico", ha detto Joss German, 33 anni, dall'alto della recinzione che circonda la base.

    (4 luglio 2005)

    http://www.repubblica.it/2005/g/sezi...edimburgo.html

  9. #9
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by Totila
    Leggi il thread che ho postato sui retroscena del Live8.
    Noi lo combattiamo e cerchiamo di smascherare i progetti anti-europei del cagnolino di Bush e dei menestrelli acchiappa-polli del Live8

    Ma quand'è che vi sveglierete??!!
    TU COSA FAI PER METTERE IN DIFFICOLTÀ BLAIR?

    FAMMI UN ESEMPIO, DAI CHE RIDO...

  10. #10
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    è una porcata ignobile che si debbano organizzare dei summit solo in base al PIL dei paesi organizzatori, oppure in base all'arsenale.
    Anzi, l'esistenza di un tale vertice cozza con il Diritto internazionale.

 

 
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