LONDRA - Il vertice del G8 riprende, questa mattina, e si conclude, in giornata, a Gleneagles in Scozia. Il premier britannico Tony Blair, presidente di turno della riunione, è rientrato da Londra, dove aveva trascorso ieri alcune ore per coordinare le indagini e i soccorsi dopo gli attentati terroristici che hanno fatto decine di vittime e centinaia di feriti. I capi di stato e di governo degli otto grandi, fra cui il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, discutono oggi gli aiuti allo sviluppo, in particolare all'Africa, e hanno in programma una colazione di lavoro con i leader di otto paesi africani (Algeria, Etiopia, Ghana, Mali, Nigeria, Senegal, Sud Africa e Tanzania). I lavori del vertice dovrebbero concludersi intorno alle 15:00 locali (le 16:00 italiane), con la pubblicazione di una serie di documenti finali (una quindicina). Fra i temi delle dichiarazioni conclusive, l'economia globale, l'ambiente, lo sviluppo, la lotta contro il terrorismo, la non proliferazione di armamenti di massa, l'avanzata della democrazia nel 'grande Medio Oriente' e il processo di pace tra israeliani e palestinesi. Ieri, i leader del G8 ed i cinque paesi emergenti (Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa) avevano pubblicato un'aspra condanna per gli attentati di Londra.
Un dialogo sui legami tra mutamenti del clima e attività umane, contenuto in una dichiarazione finale su 'cambiamenti del clima, energia e sviluppo sostenibile': sarebbe il compromesso trovato al vertice. La dichiarazione però sarà diffusa solo oggi, perché gli attentati di Londra hanno modificato lo svolgimento dei lavori.
Il documento sarebbe frutto di un accordo Usa-Europa: Washington accetterebbe di riconoscere che l'effetto serra è in parte collegato alle attività umane, in particolare alle emissioni di anidride carbonica, e che queste devono essere limitate, se non diminuite, se la scienza sul clima ne dimostrerà la necessità. In cambio gli europei vedranno solo una menzione a fine testo del protocollo di Kyoto. Su questa base, i paesi in rapido sviluppo (Cina, India, Messico, Brasile e Sudafrica) sono invitati a un 'dialogo' sul problema. Ma i leader di questi paesi emergenti non hanno dato via libera.
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/...200205602.html




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