Allora si è molto discusso sui collegamenti veri o presunti tra i vari attentati in Europa e America e servizi segreti, eccetera.
Posto qui una mia piccola "analisi" della questione.
Mettiamo alcuni punti fermi.
Per "definizione" e condizione i servizi segreti cercano informazioni e seguono una politica che da una parte "segue" il potere politico, dall'altra difende sè stessa, ovvero effettua il suo lavoro nelle esatte condizioni in cui i propri vertici e il proprio operato possa essere considerato "strategico" e quindi preservato, in termini di operativita', responsabilita' e quant'altro.
Allora esaminiamo il punto.
Parrebbe assolutamente ovvio ed improbabile ipotizzare una commistione tra servizi segreti e stragi islamiche in quanto esse stesso foriere di "problemi" per i servizi stessi, ma c'e un ma, anzi PARECCHI ma.
Ovvero, i servizi stessi sono "competitivi" tra loro nonchè seguono una "filosofia" che è ben riassumibile in questo concetto:
"Cio' che mi interessa è CONTROLLARE il fenomeno e essere importante e determinante nel mio operare".
In altri termini, proviamo a fare un ipotesi.
Ovvero mettiamo il caso che il Mossad sapesse dell'attentato di Londra.
Logica vorrebbe che comunicasse l'informazione al MI5 e facesse andare a monte l'operazione no?
Problema numero 1.
Seguendo questo "filone" il Mossad (o altro servizio si intende) "brucerebbe" sicuramente la sua preziosa fonte informativa nei confronti di un paese estero che in questo momento non è particolarmente tenero verso la sua politica.
In ogni caso, a causa della ristrettezza anche numerica delle "cellule islamiche" le medesime avrebbero la possibilita' di comprendere il tipo di infiltrazione e di bloccarla, oltre a poter prendere "provvedimenti" verso quel paese o servizio resosi responsabile dell'informativa.
Inoltre c'e un altro elemento. In realta' non è difficile ipotizzare nemmeno che i servizi NON si fidino l'uno dell'altro, in quanto a parte la pletora di informazioni e piste "false", proprio il determinarsi di attentati determina QUANTO sia affidabile una fonte informativa facendola "salire" nella gerarchia di ascolto. A che pro buttare via un possibile preziosissimo canale informativo senza poterlo aver verificato?
Per fare un favore ad una nazione estera nemmeno tanto simpatica?
C'e poi un altro "problema".
L'evoluzione odierna dei servizi di intelligence, non è piu' quella di un "corpo univoco" monolitico, ma c'e la chiarissima tendenza, particolarmente visibile in America, ad "esternalizzare" determinati tipi di operazioni e canali, anche per evitare il diretto coinvolgimento della struttura con le ovvie responsabilita' del caso.
Questo cosa determina?
Determina il fatto che strutture "esterne" delegate a lavori di intelligence seguano sempre meno la pista diciamo cosi' "politica" o di difesa di qualsivoglia istituzione o ancora meno della cittadinanza, ma si muovano secondo precise logiche sia economiche che di opportunita' politica.
In altri termini comincia a svilupparsi la logica perversa che porta determinate strutture tendenzialmente a "produrre" terrorismo per avere lavoro e sopravvivenza e diventare strategicamente importanti e ascoltate.
Questo oltretutto porta anche alla diretta conseguenza che ci sia una precisa consapevolezza all'interno dei servizi che "il gioco degli scacchi" del terrorismo, sia islamico che di qualsivoglia colore o orientamento, in realta' possa essere paravento per precisi interessi economici su talune aree e ambiti.




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