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    Predefinito Friuli. La Lega dichiara guerra alla Ue

    Friuli. Richiamo al sindaco anti-immigrati
    La Lega dichiara guerra alla Ue

    Bruxelles chiede chiarimenti al Comune di Azzano Decimo
    Il Carroccio:«Burocrati ficcanaso, non vogliamo le loro leggi»

    di Paolo Pichierri
    TRIESTE (22 aprile) - La Lega Nord del Friuli Venezia Giulia voterà contro la legge regionale che recepisce le norme comunitarie, in contrasto con la maggioranza di centrodestra di cui fa parte. Lo ha annunciato ieri il capogruppo del Carroccio Danilo Narduzzi.

    Non solo. Venerdì prossimo il Carroccio darà vita a un picchetto di protesta davanti alla sede di Udine del Consiglio regionale. Narduzzi si affretta a chiarire che il bersaglio polemico non sono gli alleati, ma «una Comunità europea sempre più in balìa di norme astruse e restrittive della libertà dei cittadini del nostro territorio» e punta il dito su un centrosinistra «abituato a prostrarsi di fronte alla Ue». Narduzzi denuncia «l’invadenza di un’Unione europea più interessata a occuparsi delle piccole questioni locali che dei grandi problemi internazionali, come il controllo dell’immigrazione».

    La dichiarazione mostra in filigrana il motivo scatenante della reazione leghista: la lettera di chiarimento inviata dalla Commissione europea alla Regione Friuli Venezia Giulia e al Comune di Azzano Decimo a seguito dell’ordinanza del sindaco Enzo Bortolotti sui requisiti per l’accesso ai benefici sociali che discriminerebbe i cittadini extracomunitari (reddito minimo per l’accesso ai benefici sociali). Un caso già noto, che si è arricchito però di uno sviluppo molto fastidioso per il capogruppo leghista. Narduzzi ha reso noto che l’assessore regionale alla Salute Kosic ha convocato il sindaco Bortolotti perché riferisca sulla norma comunale a rischio infrazione europea.
    Peccato che Bortolotti, noto come il "sindaco antiburqa", sia anche il presidente regionale della Lega e che della convocazione Narduzzi non sia stato avvertito dagli alleati. «Vogliamo capire il perché di questo comportamento irrituale», commenta il capogruppo leghista, già nervoso per la notizia che una convenzione stipulata dal Comune di Pordenone «ripristina l’ambulatorio per immigrati clandestini».

    Il no della Lega alla legge comunitaria regionale «voluta dal centrosinistra nel 2004» per recepire in maniera sistematica le normative europee «non prelude a uno scontro preelettorale con gli alleati», chiarisce Narduzzi. Ma il capogruppo ripropone la questione della permanenza in giunta dell’assessore alla Salute Kosic: «La questione c’è ed è aperta da tempo. Avevamo già chiesto le dimissioni di Kosic», reo secondo il Carroccio di non aver mai portato seriamente la lente sugli asseriti privilegi sanitari degli extracomunitari.

    L’uscita della Lega ha creato tensione nel centrodestra. Prima a reagire l’Udc (fa parte della maggioranza). «Votare contro la legge comunitaria è un grosso errore che la Lega deve assolutamente evitare», ha dichiarato il capogruppo Edoardo Sasco. «Stupisce il comportamento della Lega Nord – osserva Sasco - che dimentica le sue responsabilità derivanti dall’appartenenza alla maggioranza di centrodestra e che per semplici calcoli elettorali dichiara di votare contro un disegno di legge proposto dalla giunta di cui fa parte».

    Situazione imbarazzante per il coordinatore regionale Pdl Isidoro Gottardo che ha appreso della decisione leghista proprio mentre stava per intervenire alla Camera come relatore del programma legislativo dell’Unione europea su agricoltura e caccia, e per esprimere una risoluzione favorevole firmata insieme da Pdl e Lega. «Si è aperta la campagna elettorale per le Europee – commenta Gottardo – e ognuno cerca di correre al meglio. Se la presa di posizione della Lega sottintende altri malesseri, li chiariremo».

    Sulle critiche di Narduzzi a un’«Europa di burocrati ficcanaso», Gottardo fa da pompiere e ricorda che «l’Europa la dobbiamo modificare, non respingere» e che «un’Europa con più sussidiarietà segna un ritorno all’Europa delle origini che valorizzi le diversità e dove non siano i burocrati a tentare di renderci tutti uguali».

    I prossimi giorni diranno se le frizioni nel centrodestra daranno vita a un chiarimento o a nuove polemiche: la Provincia di Pordenone, nella quale si trova Azzano Decimo, è l’unica delle quattro in Friuli Venezia Giulia che deve essere rinnovata nella prossima consultazione. Nel frattempo la terza commissione del consiglio regionale ha rinunciato ieri a vagliare – causa l’assenza di un rappresentante di giunta - la relazione sul diritto di cittadinanza ad Azzano Decimo che accompagna le legge comunitaria. Non essendo parte dell’articolato, il presidente di commissione Venier Romano (Udc) ha salomonicamente concluso che «il mancato esame non inficia l’iter del disegno di legge».

    http://www.gazzettino.it/articolo.ph...36&sez=REGIONI

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  2. #2
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    Dubbio numero 1:

    ma se la LN è contro i burocrati ficcanaso della UE, come mai l' estate scorsa in Parlamento ha votato a favore del Trattato di Lisbona?

    per rinfrescare la memoria di cosa si tratta:

    http://www.frontefriulano.org/public...Fronte%202.pdf

  3. #3
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    Dubbio numero 2:

    mica c'entrano le elezioni europee?

  4. #4
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    Piccola favola minimalista padana:

    C' era una volta un deputato pordenonese di nome Bellamano, bravo a gestire il consenso ma un po' sfortunato su altre cose. Un dì cadde in disgrazia agli occhi del suo sire Botsi, causa un giovin scudiero di nome Puttino che tradì il regno per fuggire alla corte dell' Imperatore di Arcore.
    In quel tempo un pavido sindaco di Dazzan X, messere Bortoluttus, fendeva i burqa con la sua spada e ambiva al titolo nobiliare ormai traballante di Bellamano.
    Ma Bellamano era ancora troppo forte e pur perdendo il suo feudo romano, trovò un accordo col sindaco rampante: tu non mi pugnali alla schiena e io ti trovo un posto al sole.
    Così Bellamano acquisì un nuovo feudo più piccolo e regionale in quel di Trieste, mentre a Bortoluttus venne garantito il comando della provincia di Portnaonis.
    Ma aspetta oggi aspetta domani Bortoluttus, cominciò a spazientirsi e a reclamare il suo credito, che cominciava a divenire inesigibile. Nelle scure cantine di Dazzan, già si affilavano le lunghe lame e già circolavano voci che il sangue sarebbe corso a fiumi.
    La voce giunse presto al delegato imperiale Fantanino, che dovette intervenire ponendo a garanzia della contesa un nuovo più grande feudo per Bortoluttus. Il sindaco rampante infatti venne messo a testa delle truppe a cui fu affidato il compito di conquistare il regno di Brussello, ovviamente con diritto al saccheggio.

  5. #5
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    Questo sta a dimostrare che siamo sotto le elezioni europee.
    Purtroppo negli ultimi giorni causa le spese da sostenere in più per lo spostamento del referendum la lega viene data in calo.
    Sarà vero oppure è solo malignità, però è giusto che da parte della lega si faccia una bella sceneggiata inutile, ma però come Dio comanda.


    Una sceneggiata limitata nello spazio per non allarmare la partitocrazia che è un po’ abbacchiata, perché pare che l’economia italiana abbia seri problemi.

    Però la partitocrazia deve esse onesta.

    La lega ha già pagato non facendo passare le ronde e qualcosa sugli extracomunitari, è riuscita a far si che non si possono mandare via i clandestini.
    Il ministro dell’interno ha preso tutti gli extracomunitari che erano vicino a Malta.


    Pertanto la partitocrazia po’ continuare a rubare, m deve lasciare alla lega che faccia le sue sceneggiate.
    Non si deve aver paura di questa piccola sceneggiata , perché l’opposizione si fa in altro modo.

    L’opposizione si fa quando tutto un partito si leva.
    Anche se costa qualche stipendio.

    Ma però anche i leghisti “”tengono “” famiglia.

  6. #6
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    Speriamo che non sia solamente una operazione fatta di fumo.
    Infatti la lega per ragioni di cadrehe è collegata a roma ( e non solo) con il PDL, che attraverso Brunetta ha prospettato la necessità di diminuire i vantaggi delle regioni autonome.

  7. #7
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    Tuttavia si consiglia alla partitocrazia di darne almeno una vinta alla lega.

    Dopo 20 anni dovrebbe essere doveroso.

    La lega è un buon servitore che non si impunta mai.
    Però tutto ha un limite.

    La partitocrazia deve capire che fare propaganda da parte della lega diventa ogni giorno più difficile.
    E 'vero che gli extracomunitari arrivano a frotte, è vero che la magistratura da una grossa mano liberando i clandestini quando divagano, e tutto questo crea una paura che si trasforma in voti sonanti.
    Però il lavoro di propaganda leghista è faticoso.

    Posti, cadeghe, cadreghini clientelismo sono alla portata della lega, ma non è sufficiente.

    Una piccola cosa renderebbe felici i leghisti che votano.
    Non sarebbe un atto perso.

    Perchè per una concessione, la lega potrebbe essere facilitata nel turlupinare il Nord.

    E se il Nord è turlupinato a dovere, grazie alla lega, vi saranno più soldi per tutta la partitocrazia.

    Cara partitocrazia possibile che ti sia stancata di rubare?.
    Se i padani non sono pieni di speranza i soldi escono di meno.

    Una partitocrazia romana che si rispetti deve essere romana fino in fondo.

  8. #8
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    Intervista con il segretario regionale del Carroccio dopo le dichiarazioni del capogruppo Narduzzi. «Si applichino le norme sanitarie riguardo agli immigrati»

    Europa e Kosic, ora la Lega abbassa i toni

    Fontanini: «Per Bruxelles è Bortolotti ad avere più chances». Sulla legge comunitaria un "no" solo nel merito

    --------------------------------------------------------------------------------

    Giovedì 23 Aprile 2009,
    Udine
    L’assessore regionale alla Sanità, Vladimir Kosic “resta dov’è” e sulla legge comunitaria il “nostro non è un ‘no’ tout court, ma un ‘no’ nel merito”. Il segretario regionale della Lega Nord Pietro Fontanini mette ordine così nelle affermazioni del capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale, che lunedì ha annunciato il voto contrario del gruppo al documento legislativo (ma ieri in II commissione i leghisti si sono astenuti) e ha sostenuto che su Kosic “la questione c’è ed è aperta. Avevamo già chiesto le dimissioni”.
    Segretario Fontanini, chiariamo: sulla legge comunitaria Narduzzi esprime posizioni personali o ha l’appoggio politico incondizionato di tutto il partito?
    «Ha l’appoggio di tutto il partito, perché la legge comunitaria non è obbligatoria per le Regioni. Fu un’idea di Illy, che ha introdotto questa metodologia nel 2004 per farsi bello in Europa. Credo che siamo una delle poche Regioni ad approvare una legge comunitaria».
    Ma è una battaglia contro il centrosinistra o contro l’Europa?
    «Questa legge implica una serie di vincoli anche per la legislazione regionale che forse non sono necessari, perché è una legge iperburocratica. In una situazione in cui bisogna alleggerire gli orpelli burocratici, recepire leggi comunitarie significa aumentare gli atti amministrativi. Non siamo anti-europei, ma siamo contro la burocratizzazione dell’Europa».
    Testo alla mano, però, la legge comunitaria, che in questo momento è all’esame delle commissioni consiliari e che dovrebbe approdare in Consiglio nelle sedute del 19-21 maggio, prevede una nuova formula dello sportello Unico per le imprese per l’avvio dell’attività, una semplice dichiarazione d’inizio d’attività per i centri estivi in luogo dell’attuale autorizzazione all’apertura... Elementi che sembrano semplificare la vita, piuttosto che complicarla.
    «Lo sportello Unico esiste già, comunque questi aspetti della legge possono andare bene. Ma ve ne sono altri che comportano indubbiamente un aggravio. Noi chiediamo quindi al Consiglio che faccia una verifica più attenta e che depuri la legge laddove prevede aggravi».
    Quindi quello della Lega non è un “no” secco?
    «È un no nel merito. Va bene che la Regione aggiorni la propria normativa alla luce di quella europea, ma con attenzione».
    Il sindaco di Azzano Decimo è finito nell’occhio del ciclone per essersi appellato proprio ad una direttiva europea. Ha fatto bene o no?
    «Ha fatto una delibera di Giunta attenendosi alla direttiva europea in base alla quale un cittadino di uno Stato membro può vivere in un altro Paese Ue se dimostra di avere i mezzi economici per sostenersi. Se non ce li ha, deve andarsene. Una direttiva che noi condividiamo appieno. Anzi, vorremo che tutti i Comuni l’applicassero».
    È per questa sua capacità di individuare le norme europee condivise dalla Lega che avete designato Bortolotti quale vostro candidato per le elezioni di giugno o, come sostengono i maligni, per averlo lontano dalla Regione?
    «Intanto se sarà eletto resterà anche sindaco. In ogni caso andrebbe a rappresentare il Friuli. Si ricordi poi che, al di là di tutto il tam-tam per la candidata del Pd Serracchiani, quello che ha una possibilità concreta di andare a Bruxelles è proprio lui».
    Siete davvero pronti a chiedere le dimissioni dell’assessore alla Sanità Kosic come lascia intendere il capogruppo Narduzzi o è solo una boutade?
    «Kosic resta dov’è. Ho il massimo rispetto per l’assessore. Sulla vicenda Englaro lo abbiamo apprezzato, perché è stato molto coraggioso. Non abbiamo perciò grandi obiezioni, però chiediamo che per esempio sulla sanità agli immigrati si applichino le norme statali ed europee».
    Antonella Lanfrit


    http://carta.ilgazzettino.it/LeggiGi...&NumTestatina=

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Friuli. La Lega dichiara guerra alla Ue

    Come volevasi dimostrare:

    Passa la legge comunitaria La Lega sceglie l'astensione
    Messaggero Veneto — 23 aprile 2009 pagina 02 sezione: ATTUALITÀ

    In Regione TRIESTE. La Lega nord sceglie l’astensione sulla legge comunitaria, dopo che il capogruppo Danilo Narduzzi aveva annunciato la volontà di non votare il provvedimento. La Seconda Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha espresso parere favorevole alle parti di competenza della legge comunitaria. Alla presenza dell’assessore alle Finanze, Sandra Savino, il voto a favore è stato espresso da PdL, Udc e Asquini (Misto); la Lega, assieme a Pd e IdV-Citt, si è astenuta. La Commissione si è concentrata principalmente sul Capo II del disegno di legge che, in osservanza della Direttiva servizi della Ue, modifica la legge regionale del 2001 sullo Sportello unico. L’obiettivo è di semplificare la vita d’impresa e di unificare i procedimenti amministrativi per l’avvio e l’insediamento di un’attività produttiva, creando un unico punto d’accesso per chiunque voglia intraprendere sul territorio regionale e telematizzando il procedimento che poi entrerà in una rete europea. Lo Sportello unico sarà obbligatorio per tutti i Comuni, anche in forma associata. Attualmente la metà di questi dispone già del servizio. Per Alessandro Corazza, vicecapogruppo di Italia dei Valori-Cittadini, sono «incredibili» le valutazioni della Lega Nord circa la necessità di cancellare la legge 10 regionale del 2004, che disciplina le procedure di esecuzione degli obblighi normativi comunitari.

  10. #10
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    chi tace consente ?

 

 
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