Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    W BUSH
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    Predefinito Strasburgo, il Presidente e la protesta leghista

    In questi giorni si è voluto criminalizzare i parlamentari leghisti per quanto accaduto a Strasburgo.

    Gioverebbe sentire anche tutte le "campane"!

    Da La Padania Online.

    <<Contestare è un diritto ma non per tutti...
    carlo passera

    Massimo Fini si trova in Corsica - «su uno splendido scoglio isolato» - ma non manca l’appuntamento settimanale con la Padania.
    Fini, partirei dal titolo del nostro quotidiano. Ciampi e l’euro intoccabili, Bossi “in galera”, ovvero sotto processo, senza immunità parlamentare, per i fatti di via Bellerio. Che ne pensi?
    «Veramente non riesco a capire le polemiche che sono nate per le critiche leghiste nei confronti del presidente della Repubblica. Mi pare del tutto legittimo che i parlamentari europei contestino un discorso del capo dello Stato, non ci vedo nulla di particolare».
    Il nostro direttore ha scritto che le critiche erano sacrosante, ma dovevano essere esposte con slogan diversi, non da curva Nord...
    «Certo, i modi potevano essere più civili. Ma devo dire di essere d’accordo, per la prima volta in vita mia con Sandro Bondi, quando dice che è legittimo contestare civilmente il discorso di chiunque, anche di Carlo Azeglio Ciampi, tanto più in una sede come quella di Strasburgo dove il problema dell’euro è centrale. È libera manifestazione del pensiero».
    Le proteste leghiste sono nate dopo questa frase del presidente della Repubblica: «I benefici dell’euro sono sotto gli occhi di tutti». Avresti protestato anche tu?
    «Certo, mi pare un’espressione estremamente imprudente. È così evidente che, almeno per ora, non ci sono stati benefici, ma solo danni! È una frase che fa sorridere, come minimo».
    Anche tu tra gli euroscettici?
    «Io sull’Europa faccio un discorso di questo tipo: se l’Europa dell’euro è fine a se stessa, allora davvero è meglio disintegrarla. Io spero, però, che questa fase venga superata e si arrivi a un’Europa politicamente e militarmente unita, indispensabile per contrastare l’egemonia americana e gli altri pericoli incombenti. Insomma: se questa Ue è uno stadio di un processo ancora in corso, mi sta bene anche pagarne il prezzo; se è l’approdo finale, sono totalmente d’accordo col Carroccio».
    Ciampi fu uno dei protagonisti dell’entrata dell’Italia nell’euro. Ma il vero artefice del “misfatto” fu Romano Prodi...
    «Non credo che si debba colpevolizzare l’allora governo di centrosinistra perché ci fece entrare nell’euro, sembrava l’unica soluzione possibile. La stessa Lega Nord era favorevole a un’Europa unita, anche se la immaginava - come penso vada in effetti immaginata - come un’Europa non degli Stati, ma delle macroregioni, dove la Padania avrebbe avuto un senso. Quindi, Romano Prodi non va attaccato per quanto fece allora. Piuttosto, deve ammettere che l’euro è un fallimento».
    Cosa va imputato, invece, al Ciampi “politico”, governatore della Banca d’Italia, presidente del Consiglio, ministro del Tesoro?
    «Tre cose. Primo, da governatore di Bankitalia, nel 1992 ci ha fatto perdere 50mila miliardi nell’impossibile difesa della lira dall’assalto della speculazione. Ecco, solo in Italia una persona che ha perso in questo modo il braccio di ferro con George Soros poi può diventare presidente della Repubblica. Il problema, va detto, non riguarda solo Ciampi: in un Paese come il nostro, peggio fai e più avanzi di carriera, basta guardare il nostro ammirevole presidente del Consiglio... Secondo: a Ciampi rimprovero la sua retorica risorgimental-resistenziale, che è fuori dal tempo, ma si può capire per l’età dell’uomo. Infine, gli va imputato di non aver stoppato Silvio Berlusconi su alcune cose fondamentali, a iniziare dal problema gigantesco del conflitto di interesse».
    Non trovi che le polemiche scoppiate per le critiche leghiste siano davvero sopra le righe?
    «Qualunque cosa facciano i leghisti diventa pazzesca, inaccettabile. Sento dire: questi stanno al governo e poi criticano. Mi ricordo di Enrico Berlinguer, che per dieci anni ha disegnato un “partito di lotta e di governo” e a nessuno è sembrata una cosa impossibile. I leghisti hanno questa doppia natura, come è stato in alcuni momenti il Pci, non ci vedo niente di strabiliante. E non capisco perché, quando certe cose le fanno i leghisti, diventano intollerabili; quando le fanno gli altri, vanno bene».
    La sinistra, che oggi grida allo scandalo perché il Carroccio ha osato criticare il capo dello Stato, ne disse di tutti i colori contro Cossiga “picconatore” dal Quirinale e giunse a avviare le procedure per l’impeachment...
    «Certo! L’impeachment era una procedura legittima, così come è legittimo criticare il capo dello Stato. La politica deve decidere se le critiche sono giuste o ingiuste; ma che non si possa nemmeno più farle, mi sembra una di quelle strette anti-libertarie che riguardano sempre più il nostro Paese, anzi l’Occidente in generale. Tutte le libertà civili vengono pian piano conculcate, mentre l’unica libertà che abbia totale spazio è quella economica. Mi sembra di tornare a un “Medioevo pervertito”, non so se mi spiego...».
    “Medioevo pervertito”?
    «Sì. Nel Medioevo erano limitate sia le libertà civili che quelle economiche, perlomeno c’era un equilibrio. Oggi si torna al Medioevo, limitando le prime, ma dall’altro lato viviamo la piena e più drammatica modernità, con la libertà economica che non conosce più ostacoli. Da questo, ossia dalla globalizzazione, derivano problemi giganteschi».
    Tu parli di nuovi limiti alle libertà civili e pensi certamente al dibattito negli Stati Uniti, alla legislazione anti-terrorismo, eccetera. In Europa non è sempre così: penso alle polemiche scoppiate per le nuove libertà che, comunque le si voglia considerare, il governo socialista ha concesso in Spagna.
    «So che alla destra non piace, ma la Spagna è sicuramente molto interessante. Seguo con simpatia l’azione del premier José Luis Rodriguez Zapatero, per almeno tre motivi. Primo, mi par di capire che crede nell’Europa politica, da qui il legame con la Francia. Secondo, fa il suo mestiere di socialista; io non sono particolarmente eccitato dal matrimonio omosessuale, ma poiché non danneggia terzi, è da considerarsi oggettivamente una libertà. Infine, guardo a lui con estremo interesse per una questione antropologica: è un giovane, ha poco più di quarant’anni, dunque non sente tutta una serie di condizionamenti antichi (gli americani che ci hanno liberato, l’Olocausto, eccetera). Il pericolo maggiore oggi sono gli Stati Uniti, anche perché sono i maggiori fomentatori del terrorismo, almeno come contro-risposta; dunque se l’Europa si organizza contro questa egemonia Usa - e Zapatero in parte lo sta facendo - personalmente sono solo contento».
    A proposito di Zapatero giovane... In Italia viviamo in una perenne gerontocrazia, al potere sono solo personaggi anziani.
    «È una roba pazzesca. Nonostante sia morta la Prima Repubblica, noi abbiamo a che fare sempre con gheronti, dal presidente della Repubblica, all’emerito presidente Francesco Cossiga... Anche Massimo D’Alema e compagnia sono sulla piazza da decenni. Non c’è un minimo ricambio di classe dirigente».
    Casini, ad esempio, viene considerato un giovane leader del futuro perché ha “solo” quasi 51 anni...
    «Appunto. Ed è un uomo della vecchia Repubblica. Ogni tanto i Pier Ferdinando Casini, i Fabrizio Cicchitto, tutti coloro che vengono dal passato ci spiegano: l’attuale situazione economica non è colpa di questo governo, ha radici antiche. È vero, certe cose vengono dagli anni 80. Ma chi c’era negli anni 80? Loro, già uomini politici di primo piano!».
    A parlare di Casini, non posso che chiederti un commento su quanto accaduto nel weekend al Palalottomatica di Roma, sede del congresso dell’Udc. Cosa pensi della strategia Casini-Follini per far fuori Berlusconi?
    «Beh, quando la nave affonda, i topi scappano. Iniziano i topi piccolissimi e vagamente inguardabili, alla Vittorio Sgarbi. Ora è il turno di Marco Follini. A un certo punto, mi toccherà difendere Berlusconi».
    Mi prenoto per l’intervista, sarà uno scoop!
    (Ride) «È una cosa totalmente contro natura, ma insomma, vedremo... È successo così anche con Bettino Craxi. Era il leader incontrastato dell’Italia o quasi, in modo del tutto illecito naturalmente; poi, quando è caduto, i più grandi fiocinatori sono stati quelli che gli erano stati amici o subordinati. Lo stesso accade con Berlusconi, perché si capisce che la stagione dell’uomo forse è agli sgoccioli».
    Torniamo all’Europa. La Finlandia vi è entrata un decennio fa ma, sondaggi alla mano, pare volerne già uscire.
    «Uno dei problemi è stato l’allargamento. L’Ue doveva essere una cosa molto più ristretta, costruita intorno all’asse franco-tedesco, per cercare di agganciare l’Inghilterra. È Londra che decide se l’Europa si può fare oppure no: se rimane alleata degli Usa, è tutto inutile; se invece se ne distacca - e l’atteggiamento di George W. Bush è talmente arrogante che potrebbe portare a questo - allora l’Europa diventa politicamente interessante. Io poi non escluderei, in un’Ue del genere, l’alleanza forte con la Russia, pur con tutte le cautele del caso per i numerosi problemi, come quello della Cecenia. In termini di realpolitik avrebbe però senso; non certo l’Ue con gli Stati baltici».
    Parlavi di Londra. Blair è in gran spolvero: appena confermato premier, presidente di turno di Unione europea e G8. Ha ottenuto anche le Olimpiadi 2012 per Londra...
    «Tony Blair è personaggio che si può discutere, io dubito molto che sia un socialista... Certamente ha una politica, un’idea in testa. Il dramma della situazione italiana è che non abbiamo nulla; pensiamo alla politica estera, tutto quello che siamo riusciti a fare è appecoronarci davanti a Bush, che poi non ci ha reso nemmeno il minimo favore nella vicenda di Nicola Calipari. È proprio uno sdraiarsi per niente. Mutatis mutandis, è ciò che è successo nella Casa delle Libertà. La Lega Nord si è alleata con Berlusconi, ha avallato robe infami ma almeno ha chiesto un prezzo, quel che gli interessava, la Devolution. An si è invece appecoronata senza aver nulla in cambio».
    Da qui la recente rivolta dei “colonnelli” nei confronti di Fini.
    «Quel che succede in quel partito mi interessa poco. Di certo, An ha perso qualunque identità, se mai l’ha avuta. Se uno deve scegliere a destra, non vedo perché non dovrebbe votare l’originale, Berlusconi, e optare per Gianfranco Fini».
    Tu dici: Berlusconi sta affondando. Ma a sinistra le cose vanno meglio? Ti leggo un trafiletto della Jena sulla Stampa: “Entro luglio il centrosinistra approverà le regole per le primarie, la bozza di accordo ancora segreta prevede che i primi sette elettori e mezzo che arrivano devono votare per Prodi, i due che seguono per Bertinotti, l’altro mezzo può scegliere”.
    (Nuove risate) «Per me il primo problema in Italia è sbarazzarsi di Berlusconi e vorrei quindi che nel 2006 vincesse il centrosinistra, anche se non mi faccio alcuna illusione sulle sue capacità. Per questo, io prenderei tutti i politici di sinistra, li spedirei nelle isole Andemane e li farei tornare solo il giorno prima del voto, quando non si può più parlare. Perché stanno riuscendo nell’impresa impossibile di far vincere di nuovo il Cavaliere. Purtroppo abbiamo una destra indecente e una sinistra inguardabile. Colpa anche del maggioritario. Mi viene in mente una polemica che ebbi con Umberto Bossi...».
    Raccontaci.
    «Gli dissi che il maggioritario danneggia in modo grave un partito come la Lega che, nel suo profondo, non è in alcun modo omologabile né alla destra, né alla sinistra».
    È così poco omologabile al sistema che, e torniamo alla prima questione che abbiamo affrontato, l’Europa manda Bossi sotto processo. Forse paga le sue critiche a Forcolandia?
    «Bossi va sotto processo per i fatti di via Bellerio. Ossia per un’irruzione della Digos all’interno di un partito politico, una cosa pazzesca. Una delle tante. Ripeto: destra indecente, sinistra inguardabile».
    Un consiglio: rimani in Corsica.
    «Ah, sì. Questa è un’isola realmente indipendentista e credo che qualche stage dei vostri, qui, sarebbe utile».

    [Data pubblicazione: 07/07/2005]

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  2. #2
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    Predefinito Re: Strasburgo, il Presidente e la protesta leghista

    In Origine Postato da Blue Jay
    In questi giorni si è voluto criminalizzare i parlamentari leghisti per quanto accaduto a Strasburgo.

    Gioverebbe sentire anche tutte le "campane"!

    Da La Padania Online.

    <<Contestare è un diritto ma non per tutti...
    carlo passera

    Massimo Fini si trova in Corsica - «su uno splendido scoglio isolato» - ma non manca l’appuntamento settimanale con la Padania.
    Fini, partirei dal titolo del nostro quotidiano. Ciampi e l’euro intoccabili, Bossi “in galera”, ovvero sotto processo, senza immunità parlamentare, per i fatti di via Bellerio. Che ne pensi?
    «Veramente non riesco a capire le polemiche che sono nate per le critiche leghiste nei confronti del presidente della Repubblica. Mi pare del tutto legittimo che i parlamentari europei contestino un discorso del capo dello Stato, non ci vedo nulla di particolare».
    Il nostro direttore ha scritto che le critiche erano sacrosante, ma dovevano essere esposte con slogan diversi, non da curva Nord...
    «Certo, i modi potevano essere più civili. Ma devo dire di essere d’accordo, per la prima volta in vita mia con Sandro Bondi, quando dice che è legittimo contestare civilmente il discorso di chiunque, anche di Carlo Azeglio Ciampi, tanto più in una sede come quella di Strasburgo dove il problema dell’euro è centrale. È libera manifestazione del pensiero».
    Le proteste leghiste sono nate dopo questa frase del presidente della Repubblica: «I benefici dell’euro sono sotto gli occhi di tutti». Avresti protestato anche tu?
    «Certo, mi pare un’espressione estremamente imprudente. È così evidente che, almeno per ora, non ci sono stati benefici, ma solo danni! È una frase che fa sorridere, come minimo».
    Anche tu tra gli euroscettici?
    «Io sull’Europa faccio un discorso di questo tipo: se l’Europa dell’euro è fine a se stessa, allora davvero è meglio disintegrarla. Io spero, però, che questa fase venga superata e si arrivi a un’Europa politicamente e militarmente unita, indispensabile per contrastare l’egemonia americana e gli altri pericoli incombenti. Insomma: se questa Ue è uno stadio di un processo ancora in corso, mi sta bene anche pagarne il prezzo; se è l’approdo finale, sono totalmente d’accordo col Carroccio».
    Ciampi fu uno dei protagonisti dell’entrata dell’Italia nell’euro. Ma il vero artefice del “misfatto” fu Romano Prodi...
    «Non credo che si debba colpevolizzare l’allora governo di centrosinistra perché ci fece entrare nell’euro, sembrava l’unica soluzione possibile. La stessa Lega Nord era favorevole a un’Europa unita, anche se la immaginava - come penso vada in effetti immaginata - come un’Europa non degli Stati, ma delle macroregioni, dove la Padania avrebbe avuto un senso. Quindi, Romano Prodi non va attaccato per quanto fece allora. Piuttosto, deve ammettere che l’euro è un fallimento».
    Cosa va imputato, invece, al Ciampi “politico”, governatore della Banca d’Italia, presidente del Consiglio, ministro del Tesoro?
    «Tre cose. Primo, da governatore di Bankitalia, nel 1992 ci ha fatto perdere 50mila miliardi nell’impossibile difesa della lira dall’assalto della speculazione. Ecco, solo in Italia una persona che ha perso in questo modo il braccio di ferro con George Soros poi può diventare presidente della Repubblica. Il problema, va detto, non riguarda solo Ciampi: in un Paese come il nostro, peggio fai e più avanzi di carriera, basta guardare il nostro ammirevole presidente del Consiglio... Secondo: a Ciampi rimprovero la sua retorica risorgimental-resistenziale, che è fuori dal tempo, ma si può capire per l’età dell’uomo. Infine, gli va imputato di non aver stoppato Silvio Berlusconi su alcune cose fondamentali, a iniziare dal problema gigantesco del conflitto di interesse».
    Non trovi che le polemiche scoppiate per le critiche leghiste siano davvero sopra le righe?
    «Qualunque cosa facciano i leghisti diventa pazzesca, inaccettabile. Sento dire: questi stanno al governo e poi criticano. Mi ricordo di Enrico Berlinguer, che per dieci anni ha disegnato un “partito di lotta e di governo” e a nessuno è sembrata una cosa impossibile. I leghisti hanno questa doppia natura, come è stato in alcuni momenti il Pci, non ci vedo niente di strabiliante. E non capisco perché, quando certe cose le fanno i leghisti, diventano intollerabili; quando le fanno gli altri, vanno bene».
    La sinistra, che oggi grida allo scandalo perché il Carroccio ha osato criticare il capo dello Stato, ne disse di tutti i colori contro Cossiga “picconatore” dal Quirinale e giunse a avviare le procedure per l’impeachment...
    «Certo! L’impeachment era una procedura legittima, così come è legittimo criticare il capo dello Stato. La politica deve decidere se le critiche sono giuste o ingiuste; ma che non si possa nemmeno più farle, mi sembra una di quelle strette anti-libertarie che riguardano sempre più il nostro Paese, anzi l’Occidente in generale. Tutte le libertà civili vengono pian piano conculcate, mentre l’unica libertà che abbia totale spazio è quella economica. Mi sembra di tornare a un “Medioevo pervertito”, non so se mi spiego...».
    “Medioevo pervertito”?
    «Sì. Nel Medioevo erano limitate sia le libertà civili che quelle economiche, perlomeno c’era un equilibrio. Oggi si torna al Medioevo, limitando le prime, ma dall’altro lato viviamo la piena e più drammatica modernità, con la libertà economica che non conosce più ostacoli. Da questo, ossia dalla globalizzazione, derivano problemi giganteschi».
    Tu parli di nuovi limiti alle libertà civili e pensi certamente al dibattito negli Stati Uniti, alla legislazione anti-terrorismo, eccetera. In Europa non è sempre così: penso alle polemiche scoppiate per le nuove libertà che, comunque le si voglia considerare, il governo socialista ha concesso in Spagna.
    «So che alla destra non piace, ma la Spagna è sicuramente molto interessante. Seguo con simpatia l’azione del premier José Luis Rodriguez Zapatero, per almeno tre motivi. Primo, mi par di capire che crede nell’Europa politica, da qui il legame con la Francia. Secondo, fa il suo mestiere di socialista; io non sono particolarmente eccitato dal matrimonio omosessuale, ma poiché non danneggia terzi, è da considerarsi oggettivamente una libertà. Infine, guardo a lui con estremo interesse per una questione antropologica: è un giovane, ha poco più di quarant’anni, dunque non sente tutta una serie di condizionamenti antichi (gli americani che ci hanno liberato, l’Olocausto, eccetera). Il pericolo maggiore oggi sono gli Stati Uniti, anche perché sono i maggiori fomentatori del terrorismo, almeno come contro-risposta; dunque se l’Europa si organizza contro questa egemonia Usa - e Zapatero in parte lo sta facendo - personalmente sono solo contento».
    A proposito di Zapatero giovane... In Italia viviamo in una perenne gerontocrazia, al potere sono solo personaggi anziani.
    «È una roba pazzesca. Nonostante sia morta la Prima Repubblica, noi abbiamo a che fare sempre con gheronti, dal presidente della Repubblica, all’emerito presidente Francesco Cossiga... Anche Massimo D’Alema e compagnia sono sulla piazza da decenni. Non c’è un minimo ricambio di classe dirigente».
    Casini, ad esempio, viene considerato un giovane leader del futuro perché ha “solo” quasi 51 anni...
    «Appunto. Ed è un uomo della vecchia Repubblica. Ogni tanto i Pier Ferdinando Casini, i Fabrizio Cicchitto, tutti coloro che vengono dal passato ci spiegano: l’attuale situazione economica non è colpa di questo governo, ha radici antiche. È vero, certe cose vengono dagli anni 80. Ma chi c’era negli anni 80? Loro, già uomini politici di primo piano!».
    A parlare di Casini, non posso che chiederti un commento su quanto accaduto nel weekend al Palalottomatica di Roma, sede del congresso dell’Udc. Cosa pensi della strategia Casini-Follini per far fuori Berlusconi?
    «Beh, quando la nave affonda, i topi scappano. Iniziano i topi piccolissimi e vagamente inguardabili, alla Vittorio Sgarbi. Ora è il turno di Marco Follini. A un certo punto, mi toccherà difendere Berlusconi».
    Mi prenoto per l’intervista, sarà uno scoop!
    (Ride) «È una cosa totalmente contro natura, ma insomma, vedremo... È successo così anche con Bettino Craxi. Era il leader incontrastato dell’Italia o quasi, in modo del tutto illecito naturalmente; poi, quando è caduto, i più grandi fiocinatori sono stati quelli che gli erano stati amici o subordinati. Lo stesso accade con Berlusconi, perché si capisce che la stagione dell’uomo forse è agli sgoccioli».
    Torniamo all’Europa. La Finlandia vi è entrata un decennio fa ma, sondaggi alla mano, pare volerne già uscire.
    «Uno dei problemi è stato l’allargamento. L’Ue doveva essere una cosa molto più ristretta, costruita intorno all’asse franco-tedesco, per cercare di agganciare l’Inghilterra. È Londra che decide se l’Europa si può fare oppure no: se rimane alleata degli Usa, è tutto inutile; se invece se ne distacca - e l’atteggiamento di George W. Bush è talmente arrogante che potrebbe portare a questo - allora l’Europa diventa politicamente interessante. Io poi non escluderei, in un’Ue del genere, l’alleanza forte con la Russia, pur con tutte le cautele del caso per i numerosi problemi, come quello della Cecenia. In termini di realpolitik avrebbe però senso; non certo l’Ue con gli Stati baltici».
    Parlavi di Londra. Blair è in gran spolvero: appena confermato premier, presidente di turno di Unione europea e G8. Ha ottenuto anche le Olimpiadi 2012 per Londra...
    «Tony Blair è personaggio che si può discutere, io dubito molto che sia un socialista... Certamente ha una politica, un’idea in testa. Il dramma della situazione italiana è che non abbiamo nulla; pensiamo alla politica estera, tutto quello che siamo riusciti a fare è appecoronarci davanti a Bush, che poi non ci ha reso nemmeno il minimo favore nella vicenda di Nicola Calipari. È proprio uno sdraiarsi per niente. Mutatis mutandis, è ciò che è successo nella Casa delle Libertà. La Lega Nord si è alleata con Berlusconi, ha avallato robe infami ma almeno ha chiesto un prezzo, quel che gli interessava, la Devolution. An si è invece appecoronata senza aver nulla in cambio».
    Da qui la recente rivolta dei “colonnelli” nei confronti di Fini.
    «Quel che succede in quel partito mi interessa poco. Di certo, An ha perso qualunque identità, se mai l’ha avuta. Se uno deve scegliere a destra, non vedo perché non dovrebbe votare l’originale, Berlusconi, e optare per Gianfranco Fini».
    Tu dici: Berlusconi sta affondando. Ma a sinistra le cose vanno meglio? Ti leggo un trafiletto della Jena sulla Stampa: “Entro luglio il centrosinistra approverà le regole per le primarie, la bozza di accordo ancora segreta prevede che i primi sette elettori e mezzo che arrivano devono votare per Prodi, i due che seguono per Bertinotti, l’altro mezzo può scegliere”.
    (Nuove risate) «Per me il primo problema in Italia è sbarazzarsi di Berlusconi e vorrei quindi che nel 2006 vincesse il centrosinistra, anche se non mi faccio alcuna illusione sulle sue capacità. Per questo, io prenderei tutti i politici di sinistra, li spedirei nelle isole Andemane e li farei tornare solo il giorno prima del voto, quando non si può più parlare. Perché stanno riuscendo nell’impresa impossibile di far vincere di nuovo il Cavaliere. Purtroppo abbiamo una destra indecente e una sinistra inguardabile. Colpa anche del maggioritario. Mi viene in mente una polemica che ebbi con Umberto Bossi...».
    Raccontaci.
    «Gli dissi che il maggioritario danneggia in modo grave un partito come la Lega che, nel suo profondo, non è in alcun modo omologabile né alla destra, né alla sinistra».
    È così poco omologabile al sistema che, e torniamo alla prima questione che abbiamo affrontato, l’Europa manda Bossi sotto processo. Forse paga le sue critiche a Forcolandia?
    «Bossi va sotto processo per i fatti di via Bellerio. Ossia per un’irruzione della Digos all’interno di un partito politico, una cosa pazzesca. Una delle tante. Ripeto: destra indecente, sinistra inguardabile».
    Un consiglio: rimani in Corsica.
    «Ah, sì. Questa è un’isola realmente indipendentista e credo che qualche stage dei vostri, qui, sarebbe utile».

    [Data pubblicazione: 07/07/2005]

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    Occavolaccio !
    Come è che non ti caga nessuno?!?!?

  3. #3
    W BUSH
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    Predefinito Re: Re: Strasburgo, il Presidente e la protesta leghista

    In Origine Postato da Gonfu
    Occavolaccio !
    Come è che non ti caga nessuno?!?!?
    Evidentemente non hanno argomenti per replicare!!

    Veramente poi il più stupido ha risposto e sei tu amico.....



  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Re: Strasburgo, il Presidente e la protesta leghista

    In Origine Postato da Blue Jay
    [COLOR=darkblue]Evidentemente non hanno argomenti per replicare!!

    E' difficile scrivere una risposta al computer quando....ti sono cascate le braccia.

  5. #5
    decolonizzare l'immaginario
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    Predefinito

    Ottimo come sempre il Massimo, forse l'articolo andava sintetizzato in alcune parti più 'forti' così è un pò troppo lungo per i tempi da forum.

    Gli argomenti sono così semplici, puliti e logici che tutta la ciurmaglia di sinistra è in sincope, muta.

    Quando la logica stringe spariscono o diventano aggressivi e violenti ed offensivi oppure spostano l'obiettivo. Sono dei poveretti.

  6. #6
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    Predefinito

    In Origine Postato da GENYO
    Ottimo come sempre il Massimo, forse l'articolo andava sintetizzato in alcune parti più 'forti' così è un pò troppo lungo per i tempi da forum.

    Gli argomenti sono così semplici, puliti e logici che tutta la ciurmaglia di sinistra è in sincope, muta.

    Quando la logica stringe spariscono o diventano aggressivi e violenti ed offensivi oppure spostano l'obiettivo. Sono dei poveretti.
    Ma davvero qui si vuole stravolgere anche il minimo senso del pudore!!!
    La gazzarra vergognosa di quell'eunuco di Borghezio and C. ha sputtanato l'Italia coram populo e questi danno dei poveretti alla gente normale. Ripeto: normale.
    Ma quand'è che la fate questa scissione? Noi italiani istituiremo un altro giorno di festa nazionale.

  7. #7
    Me, Myself, I
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    Predefinito Re: Re: Re: Strasburgo, il Presidente e la protesta leghista

    In Origine Postato da Blue Jay
    Evidentemente non hanno argomenti per replicare!!

    [...].....


    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=175998 (collettività governucolo)
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=176112 (Camicia di forza)
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=175696 (Sanatoria Certosa)
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=175583 (Volante 1)
    http://www.politicaonline.net/forum/...90#post2251790 (osanna e vitello grasso)
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  8. #8
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    In Origine Postato da Blue Jay
    Evidentemente non hanno argomenti per replicare!!
    E' vero. I buffoni leghisti avevano ragione. Infatti mentre stavano uscendo spintonati dagli uscieri tutto il parlamento applaudiva...


 

 

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