Il Gazzettino Venerdì, 8 Luglio 2005
Tosi "cancella" i parti islamici
Veto dopo la richiesta di una coppia marocchina che ha preteso un’équipe medica di sole donne
Belluno
Niente più "parti islamici" negli ospedali del Veneto. A decretarlo l'assessore regionale alla Sanità, il leghista Flavio Tosi, infuriatosi dopo aver appreso di un cesareo con richiesta di "un'équipe di sole donne" all'ospedale di Feltre.
Tosi, saputo dell'accaduto, ha scritto ai direttori generali delle Ulss per ribadire, con tutta la fermezza di cui è capace, che «richieste di particolari forme di assistenza, non motivate da esigenze cliniche e che necessitano, per la loro soddisfazione, di una modifica anche temporanea dell'assetto organizzativo dell'azienda sanitaria o del singolo reparto, non devono trovare accoglimento». Mai più parti islamici, dunque. Questo l'ordine dell'assessore.
E mai più nessun'altro tipo di prestazione che richieda modifiche organizzative nei reparti. All'assessore del Carroccio non sono piaciuti gli sforzi che l'équipe di ostetricia del nosocomio feltrino ha dovuto fare per esaudire la richiesta di un marito marocchino, "di stretta osservanza islamica": per far partorire, con il taglio cesareo la consorte, presentatasi in ospedale con il viso rigorosamente occultato da un chador che lasciava intravedere solo gli occhi, l'uomo ha chiesto che ci fossero solo medici donne.
Compreso l'anestesista che, invece, in turno era previsto di sesso maschile. «C'è stata qualche difficoltà ma alla fine la richiesta è stata esaudita - spiega il direttore sanitario del "Santa Maria del Prato", dottor Rupeni - è stato l'unico caso in cui abbiamo modificato l'assetto di un'équipe per andare incontro a una richiesta. Per il resto ci arrivano, questo sì, richieste soprattutto nella divisione di ginecologia, di essere visitate da dottoresse, ma in quel caso si può andare incontro all'utente senza alcuno stravolgimento».
D'ora in avanti, ha ribadito l'assessore nella missiva inviata ai responsabili delle Ulss, simili "stravolgimenti" per rispondere a bisogni "particolari" non dovranno ripetersi. «Alla luce di quanto ribadito dall'assessore Tosi - sottolinea Rupeni - anche noi provvederemo a inviare una circolare interna ai dirigenti dei vari servizi ribadendo i concetti espressi dal responsabile regionale della sanità.
Anche se, lo ripeto, per quanto riguarda il nostro ospedale si è trattato di un'eccezione, con una coppia particolarmente integralista». «La richiesta del parto al femminile - sottolinea il primario del reparto - ha comportato delle modifiche organizzative ma nessun particolare problema».
Elisabetta Gavaz




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