Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 16
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    10 Dec 2002
    Località
    Parigi
    Messaggi
    1,723
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Usa E U.e Vicine O Lontane ?

    Parigi, maggio 04


    Riprendo qualche frase da : « Se USA e UE tornano vicine » (Repubblica del 31-7-03), che riporto qui sotto. Mi sembra che esse meritino precisazioni.

    Le affermazioni fatte da De Robilant sono condivisibili. Ma esse meritano un inquadramento, per capire la loro validità nel tempo e le motivazioni che sono dietro di esse.

    Le differenze di vedute geopolitiche fra USA e UE si inquadrano meglio se citiamo alcuni fattori che mi sembrano non abbastanza considerati dalla stampa italiana. Eccone alcuni:

    - la politica USA, perseguita in momenti diversi con diversa chiarezza e risonanza, é la politica di un impero che si presenta con le parole false “Democrazia”. Un impero che individua pragmaticamente le regioni del mondo ove conviene intervenire e poi cerca le motivazioni di facciata per giustificarne gli interventi (ad es. Instaurare la democrazia in Xlandia).
    - La politica europea non mi sembra abbia obiettivi imperiali di controllo di aree o Paesi per motivi economici. Quando li ha, essi non sono estesi a tutta la U.E..
    - La politica europea non é motivata o alimentata da possenti lobbies delle armi o del petrolio, come sembra essere frequente negli USA. Ove tali lobbies finanziano le campagne dei presidenti, per averne poi un ritorno.
    - Le politiche in U.E sono in generale abbastanza trasparenti da essere captate e condivise da un gran numero di cittadini. Mentre gli scopi reali, le motivazioni delle politiche imperiali americane credo siano abbastanza ignorate dai cittadini USA, perché troppo ammantate di motivazioni democratiche. Ove invece i reali motivi imperiali sono conosciuti dai presidenti, consiglieri e lobbies finaziatrici. Notiamo che la CIA non fa rapporto delle sue attività sobillatrici in altri Paesi al congresso, ma solo al presidente.
    - Le capacità dei cittadini europei di capire realtà e culture di Paesi di altri continenti sono anche una conseguenza dell’apertura delle culture europee. Ove invece la cultura limitata degli Americani e i loro orizzonti ristretti (sono molto efficienti in settori particolari, ma spesso incapaci di capire altri settori e culture) non permettono loro di porsi interrogativi o capire situazioni che non conoscono quando sono a contatto con altri Paesi, o vi inviano la CIA a sobbillare. Del resto basta guardare il numero dei fallimenti delle azioni CIA. Questo spiega perché gli Americani hanno avuto e avranno molti insuccessi (e suscitato molti odii) in America latina e altrove.
    - Per i motivi su elencati gli Americani non hanno capito, io credo, né possono capire due cose:
    a) che il metodo migliore per combattere il terrorismo sarebbe smettere di imporre ad altri Paesi una politica imperiale e adottare un atteggiamento paritario, sostituendo l’arroganza della creduta superiorità con il rispetto delle altrui politiche e culture. Senza immischiarsi nella politica interna di altri Paesi. Questo atteggiamento permetterebbe di contenere (e a lungo termine di far sparire) il numero di candidati terroristi per odio agli Yankees (si dice cosi ?). Non hanno capito che per gli arabi, ogni tentativo di portare loro la democrazia viene invece visto come l’ intrusione di culture occidentali che sono offensive verso le culture arabe.
    b) l’introduzione nei mercati di altri Paesi sarebbe facilitata da un maggior rispetto e conoscenza di altri costumi e culture. In altri termini, capire che il costo della merce non é l’unico parametro da considerare nei mercati. Capisco che cio’ non sia facile da capire per gli Americani, ma qualche sforzo potrebbero farlo, nel loro interesse.

    La domanda che ora faccio: abbiamo capito noi europei che noi abbiamo la capacità e il dovere di spiegare agli Americani questi fattori culturali, diversi dai fattori economici ? Lo abbiamo già fatto (non credo) o dobbiamo ancora cominciare, anche per evitare rischi sullo scacchiere mondiale ?

    Sarebbe ora il momento che gli Europei capissero che non solo gli Americani trarrebbero vantaggi dal cercare di comprendere le altrui culture e orgogli, ma essi stessi hanno interesse a cominciare a capire gli altri, inclusi gli altri Europei.

    Credo che mettere sul tappeto delle discussioni politiche internazionali queste semplici considerazioni di base potrebbe giovare sia agli Americani che agli Europei. Tocca a noi Europei cominciare, i nostri partners d’oltre Atlantico non saprebbero.

    Antonio Greco
    (ex funzionario europeo, consulente, ingegnere)
    ANGREMA@wanadoo.fr

    Nota aggiuntiva dopo la strage di Madrid

    Dopo l’ invasione americana in Irak, gli estremisti islamici hanno aumentato la loro determinazione di fare stragi contro gli Americani ed i loro alleati in detta campagna. La Spagna é stata colpita. Ci si potrebbe aspettare un tentativo di colpire l’ Italia ?

    Mi sembra chiaro che gli europei (prima l’ Italia) hanno molto interesse a chiarire che non intendono essere complici dell’ imperialismo americano in nessuna area del globo. Ed adottare questo principio in politica, considerando che ogni futuro intervento dovrebbe essere deciso dall’ ONU. Se non facessimo questa netta distinzione, potremmo pentircene. Soprattutto finché Bush é presidente.


    --------------------------
    Estratti dall’articolo citato di Repubblica:

    “ Già Own Harries scriveva, un decennio fa, che il concetto di Occidente unificato era discutibile, perché, nonostante le radici comuni, non esisteva fino al II conflitto mondiale, un concetto condiviso di unità politica tra USA e UE”.”

    “ Una delle debolezze degli USA é lo scarso successo nel creare democrazie stabili fuori dai proprii confini. Storicamente gli USA han dimostrato poca sensibilità verso culture ad essi estranee, tanto da farle mancare........”.

    “ Il ruolo dell’Europa é essenziale perché offre un’alternativa multilaterale che riflette gli interessi sia degli Americani che degli Europei.”

  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    16 Jan 2003
    Località
    Sacro Romano Impero della Nazione Germanica
    Messaggi
    3,485
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Vedute lontane ...

    Originally posted by Antonio Mansi
    Parigi, maggio 04


    Riprendo qualche frase da : « Se USA e UE tornano vicine » (Repubblica del 31-7-03), che riporto qui sotto. Mi sembra che esse meritino precisazioni.

    Le affermazioni fatte da De Robilant sono condivisibili. Ma esse meritano un inquadramento, per capire la loro validità nel tempo e le motivazioni che sono dietro di esse.

    Le differenze di vedute geopolitiche fra USA e UE si inquadrano meglio se citiamo alcuni fattori che mi sembrano non abbastanza considerati dalla stampa italiana. Eccone alcuni:

    - la politica USA, perseguita in momenti diversi con diversa chiarezza e risonanza, é la politica di un impero che si presenta con le parole false “Democrazia”. Un impero che individua pragmaticamente le regioni del mondo ove conviene intervenire e poi cerca le motivazioni di facciata per giustificarne gli interventi (ad es. Instaurare la democrazia in Xlandia).
    - La politica europea non mi sembra abbia obiettivi imperiali di controllo di aree o Paesi per motivi economici. Quando li ha, essi non sono estesi a tutta la U.E..
    - La politica europea non é motivata o alimentata da possenti lobbies delle armi o del petrolio, come sembra essere frequente negli USA. Ove tali lobbies finanziano le campagne dei presidenti, per averne poi un ritorno.
    - Le politiche in U.E sono in generale abbastanza trasparenti da essere captate e condivise da un gran numero di cittadini. Mentre gli scopi reali, le motivazioni delle politiche imperiali americane credo siano abbastanza ignorate dai cittadini USA, perché troppo ammantate di motivazioni democratiche. Ove invece i reali motivi imperiali sono conosciuti dai presidenti, consiglieri e lobbies finaziatrici. Notiamo che la CIA non fa rapporto delle sue attività sobillatrici in altri Paesi al congresso, ma solo al presidente.
    - Le capacità dei cittadini europei di capire realtà e culture di Paesi di altri continenti sono anche una conseguenza dell’apertura delle culture europee. Ove invece la cultura limitata degli Americani e i loro orizzonti ristretti (sono molto efficienti in settori particolari, ma spesso incapaci di capire altri settori e culture) non permettono loro di porsi interrogativi o capire situazioni che non conoscono quando sono a contatto con altri Paesi, o vi inviano la CIA a sobbillare. Del resto basta guardare il numero dei fallimenti delle azioni CIA. Questo spiega perché gli Americani hanno avuto e avranno molti insuccessi (e suscitato molti odii) in America latina e altrove.
    - Per i motivi su elencati gli Americani non hanno capito, io credo, né possono capire due cose:
    a) che il metodo migliore per combattere il terrorismo sarebbe smettere di imporre ad altri Paesi una politica imperiale e adottare un atteggiamento paritario, sostituendo l’arroganza della creduta superiorità con il rispetto delle altrui politiche e culture. Senza immischiarsi nella politica interna di altri Paesi. Questo atteggiamento permetterebbe di contenere (e a lungo termine di far sparire) il numero di candidati terroristi per odio agli Yankees (si dice cosi ?). Non hanno capito che per gli arabi, ogni tentativo di portare loro la democrazia viene invece visto come l’ intrusione di culture occidentali che sono offensive verso le culture arabe.
    b) l’introduzione nei mercati di altri Paesi sarebbe facilitata da un maggior rispetto e conoscenza di altri costumi e culture. In altri termini, capire che il costo della merce non é l’unico parametro da considerare nei mercati. Capisco che cio’ non sia facile da capire per gli Americani, ma qualche sforzo potrebbero farlo, nel loro interesse.

    La domanda che ora faccio: abbiamo capito noi europei che noi abbiamo la capacità e il dovere di spiegare agli Americani questi fattori culturali, diversi dai fattori economici ? Lo abbiamo già fatto (non credo) o dobbiamo ancora cominciare, anche per evitare rischi sullo scacchiere mondiale ?

    Sarebbe ora il momento che gli Europei capissero che non solo gli Americani trarrebbero vantaggi dal cercare di comprendere le altrui culture e orgogli, ma essi stessi hanno interesse a cominciare a capire gli altri, inclusi gli altri Europei.

    Credo che mettere sul tappeto delle discussioni politiche internazionali queste semplici considerazioni di base potrebbe giovare sia agli Americani che agli Europei. Tocca a noi Europei cominciare, i nostri partners d’oltre Atlantico non saprebbero.

    Antonio Greco
    (ex funzionario europeo, consulente, ingegnere)
    ANGREMA@wanadoo.fr

    Nota aggiuntiva dopo la strage di Madrid

    Dopo l’ invasione americana in Irak, gli estremisti islamici hanno aumentato la loro determinazione di fare stragi contro gli Americani ed i loro alleati in detta campagna. La Spagna é stata colpita. Ci si potrebbe aspettare un tentativo di colpire l’ Italia ?

    Mi sembra chiaro che gli europei (prima l’ Italia) hanno molto interesse a chiarire che non intendono essere complici dell’ imperialismo americano in nessuna area del globo. Ed adottare questo principio in politica, considerando che ogni futuro intervento dovrebbe essere deciso dall’ ONU. Se non facessimo questa netta distinzione, potremmo pentircene. Soprattutto finché Bush é presidente.


    --------------------------
    Estratti dall’articolo citato di Repubblica:

    “ Già Own Harries scriveva, un decennio fa, che il concetto di Occidente unificato era discutibile, perché, nonostante le radici comuni, non esisteva fino al II conflitto mondiale, un concetto condiviso di unità politica tra USA e UE”.”

    “ Una delle debolezze degli USA é lo scarso successo nel creare democrazie stabili fuori dai proprii confini. Storicamente gli USA han dimostrato poca sensibilità verso culture ad essi estranee, tanto da farle mancare........”.

    “ Il ruolo dell’Europa é essenziale perché offre un’alternativa multilaterale che riflette gli interessi sia degli Americani che degli Europei.”
    Egregio ed esimio Collega,
    l'ho letta per la seconda volta ed ora mi sembra che ci siamo.
    Mi piacerebbe iniziare una discussione specifica sul rapporto
    USA-UK-EU e se me lo consente lo farò questa sera in quanto
    ora sto operando con il ME. Agreed ? Jackal

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Feb 2004
    Messaggi
    5,102
     Likes dati
    0
     Like avuti
    21
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    3ad interessante, ma che a mio avviso dovrebbe essere ampliato al diverso approccio delle due grandi aree geopolitiche (UE ed U$A) in vista dell'imminente tracollo del capitalismo monetario.

    Mentre è oramai chiaro ai più che il sistema economico mondiale è in prossimità di una crisi - di insolvenze a catena - molto pegiore di quella del 1929, mi sembra che i due principali attori stiano adottando comportamenti antitetici :

    1) U$A ha scelto una politica di costante espansione della base monetaria, indebitamento e tassi crescenti (come in una catena di Sant'Antonio o uno schema di Ponzi). Il rischio ovviamente è l'aggravarsi del deficit commerciale, la de-valutazione e l'inflazione ; per cui gli U$A potrebbero essere in procinto di fare la fine dell'Argentina .

    2) UE ha fatto la scelta contraria : tassi reali sostenuti , politica recessiva ed antinflazionistoca. Il rischio è la
    de-monetizzazione e l'accensione di aspettative deflattive ,che innescherebbero una contrazione a spirale degli scambi. Il rischio è la cosiddetta trappola di liquidità Keynesiana, per cui l'€zona rischia di fare la fine del Giappone degli anni '90 .

    Naturalmente, ci sono variabili . L'Argentina crollò perchè l'insostenibile definit esaurì le riserve di valuta pregiata, e si rese insostenibile il mantenimento della parità peso-U$D. La FED americana invece ovviamente prevede di non avere difficoltà a mantenere la parità con il $ (sono loro, il $) e di poter così mantenere indefinitivamente relazioni commerciali squilibrate.

    Il Giappone si trovò intrappolato nella mancanza di liquidità in un decennio di rallentamento dell'inflazione mondiale : l'€zona puà ragionevolmente sperare che i rischi di deflazione - determinati dalla propria politica restrittiva - siano contrastati e vinti dalle spinte inflazionistiche sul mercato mondiale delle materie prime (petrolio, ovviamente : ma anche, da almeno un paio di anni, rame legname etc.).

    E' comunque evidente, da un'analisi geopolitica ed economica, che UE ed U$A hanno scelto strade non semplicemente divergenti, bensì chiaramente confliggenti , e che i rispettivi interessi sono antitetici. Tanto premesso, il concetto di "Occidente" si conferma come una mera invenzione propagandistica .

  4. #4
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Decima Regio
    3ad interessante, ma che a mio avviso dovrebbe essere ampliato al diverso approccio delle due grandi aree geopolitiche (UE ed U$A) in vista dell'imminente tracollo del capitalismo monetario.

    Mentre è oramai chiaro ai più che il sistema economico mondiale è in prossimità di una crisi - di insolvenze a catena - molto pegiore di quella del 1929, mi sembra che i due principali attori stiano adottando comportamenti antitetici :

    1) U$A ha scelto una politica di costante espansione della base monetaria, indebitamento e tassi crescenti (come in una catena di Sant'Antonio o uno schema di Ponzi). Il rischio ovviamente è l'aggravarsi del deficit commerciale, la de-valutazione e l'inflazione ; per cui gli U$A potrebbero essere in procinto di fare la fine dell'Argentina .

    2) UE ha fatto la scelta contraria : tassi reali sostenuti , politica recessiva ed antinflazionistoca. Il rischio è la
    de-monetizzazione e l'accensione di aspettative deflattive ,che innescherebbero una contrazione a spirale degli scambi. Il rischio è la cosiddetta trappola di liquidità Keynesiana, per cui l'€zona rischia di fare la fine del Giappone degli anni '90 .

    Naturalmente, ci sono variabili . L'Argentina crollò perchè l'insostenibile definit esaurì le riserve di valuta pregiata, e si rese insostenibile il mantenimento della parità peso-U$D. La FED americana invece ovviamente prevede di non avere difficoltà a mantenere la parità con il $ (sono loro, il $) e di poter così mantenere indefinitivamente relazioni commerciali squilibrate.

    Il Giappone si trovò intrappolato nella mancanza di liquidità in un decennio di rallentamento dell'inflazione mondiale : l'€zona puà ragionevolmente sperare che i rischi di deflazione - determinati dalla propria politica restrittiva - siano contrastati e vinti dalle spinte inflazionistiche sul mercato mondiale delle materie prime (petrolio, ovviamente : ma anche, da almeno un paio di anni, rame legname etc.).

    E' comunque evidente, da un'analisi geopolitica ed economica, che UE ed U$A hanno scelto strade non semplicemente divergenti, bensì chiaramente confliggenti , e che i rispettivi interessi sono antitetici. Tanto premesso, il concetto di "Occidente" si conferma come una mera invenzione propagandistica .


    Insomma, il "nostro" occidente, finisce a Finisterre.
    Mentre qualcuno lo vorrebbe far arrivare fino a Los Angeles.

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    16 Jan 2003
    Località
    Sacro Romano Impero della Nazione Germanica
    Messaggi
    3,485
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Vedute da vicino ...

    Originally posted by Totila
    Insomma, il "nostro" occidente, finisce a Finisterre.
    Mentre qualcuno lo vorrebbe far arrivare fino a Los Angeles.
    Certo Tot che il nostro (senza virgolette) occidente finisce a
    Finisterre e dall'altra parte agli Urali ... almeno così riporta-
    vano i nostri libri di scuola .... che in Bella Italia avete cam-
    biato pure quelli ? Jack.

  6. #6
    Viva la piadina!!!
    Data Registrazione
    20 Nov 2009
    Località
    Miami, FL, USA
    Messaggi
    96,627
     Likes dati
    1,937
     Like avuti
    8,531
    Mentioned
    723 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Decima Regio
    3ad interessante, ma che a mio avviso dovrebbe essere ampliato al diverso approccio delle due grandi aree geopolitiche (UE ed U$A) in vista dell'imminente tracollo del capitalismo monetario.

    Mentre è oramai chiaro ai più che il sistema economico mondiale è in prossimità di una crisi - di insolvenze a catena - molto pegiore di quella del 1929, mi sembra che i due principali attori stiano adottando comportamenti antitetici :

    1) U$A ha scelto una politica di costante espansione della base monetaria, indebitamento e tassi crescenti (come in una catena di Sant'Antonio o uno schema di Ponzi). Il rischio ovviamente è l'aggravarsi del deficit commerciale, la de-valutazione e l'inflazione ; per cui gli U$A potrebbero essere in procinto di fare la fine dell'Argentina .

    2) UE ha fatto la scelta contraria : tassi reali sostenuti , politica recessiva ed antinflazionistoca. Il rischio è la
    de-monetizzazione e l'accensione di aspettative deflattive ,che innescherebbero una contrazione a spirale degli scambi. Il rischio è la cosiddetta trappola di liquidità Keynesiana, per cui l'€zona rischia di fare la fine del Giappone degli anni '90 .

    Naturalmente, ci sono variabili . L'Argentina crollò perchè l'insostenibile definit esaurì le riserve di valuta pregiata, e si rese insostenibile il mantenimento della parità peso-U$D. La FED americana invece ovviamente prevede di non avere difficoltà a mantenere la parità con il $ (sono loro, il $) e di poter così mantenere indefinitivamente relazioni commerciali squilibrate.

    Il Giappone si trovò intrappolato nella mancanza di liquidità in un decennio di rallentamento dell'inflazione mondiale : l'€zona puà ragionevolmente sperare che i rischi di deflazione - determinati dalla propria politica restrittiva - siano contrastati e vinti dalle spinte inflazionistiche sul mercato mondiale delle materie prime (petrolio, ovviamente : ma anche, da almeno un paio di anni, rame legname etc.).

    E' comunque evidente, da un'analisi geopolitica ed economica, che UE ed U$A hanno scelto strade non semplicemente divergenti, bensì chiaramente confliggenti , e che i rispettivi interessi sono antitetici. Tanto premesso, il concetto di "Occidente" si conferma come una mera invenzione propagandistica .
    Ancora con le "sue" analisi campate per aria?

    Abbiamo raggiunto e soprasatola sua soglia di 1.22, allora, a quanto dovremmo essere a Dicembre USD/Euro? 10 a 1 ?

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Feb 2004
    Messaggi
    5,102
     Likes dati
    0
     Like avuti
    21
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Amati75
    Ancora con le "sue" analisi campate per aria?

    Abbiamo raggiunto e soprasatola sua soglia di 1.22, allora, a quanto dovremmo essere a Dicembre USD/Euro? 10 a 1 ?
    Niente fretta, 10 a 1 è il valore di assestamento ... il rapporto tra la massa onetaria globale denominata in € e quella in U$D (tenuto conto del maggior valore della produzione esportabile della prima rispetto alla seconda).

    In effetti , non dovrebbe essere difficile capire che, se la svalutazione del $ sin qui avuta NON è bastata a riequilibrare i conti con l'estero del sistema U$D (e, sinora, il deficit commerciale nensile non accenna a ridursi, anzi continua a crescere), il riequilibrio dovrà continuare . Se mai, per l'€ il cambio "pericoloso" è quello con lo Yen giapponese, pericolosamente vicino al minimo storico della divisa nipponica : infatti, è il Giappone e non gli U$A il più pericoloso concorrente per le esportazioni Hi-tech dell'Europa.

    Il fatto che gli acquisti dei fondi delle isole caraibiche possano determinare qualche "rimbalzo " della frana ... può servire solo ad accalappiare qualche gonzo che, affascinato da un recupero del $ investe in immobili statunitensi o su WS, per poi vedersi scoppiare la bolla in faccia.

  8. #8
    Viva la piadina!!!
    Data Registrazione
    20 Nov 2009
    Località
    Miami, FL, USA
    Messaggi
    96,627
     Likes dati
    1,937
     Like avuti
    8,531
    Mentioned
    723 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Decima Regio
    Niente fretta, 10 a 1 è il valore di assestamento ... il rapporto tra la massa onetaria globale denominata in € e quella in U$D (tenuto conto del maggior valore della produzione esportabile della prima rispetto alla seconda).

    In effetti , non dovrebbe essere difficile capire che, se la svalutazione del $ sin qui avuta NON è bastata a riequilibrare i conti con l'estero del sistema U$D (e, sinora, il deficit commerciale nensile non accenna a ridursi, anzi continua a crescere), il riequilibrio dovrà continuare . Se mai, per l'€ il cambio "pericoloso" è quello con lo Yen giapponese, pericolosamente vicino al minimo storico della divisa nipponica : infatti, è il Giappone e non gli U$A il più pericoloso concorrente per le esportazioni Hi-tech dell'Europa.

    Il fatto che gli acquisti dei fondi delle isole caraibiche possano determinare qualche "rimbalzo " della frana ... può servire solo ad accalappiare qualche gonzo che, affascinato da un recupero del $ investe in immobili statunitensi o su WS, per poi vedersi scoppiare la bolla in faccia.
    Si si lo sappiamo (peccato che le masse monetarie siano qusi identiche, considerando poi che l' Euro e'una moneta ri introduizone recente...) allora a Dicembre il cambio sara' a 10a1 giusto? Spero se lo ricordi.

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Feb 2004
    Messaggi
    5,102
     Likes dati
    0
     Like avuti
    21
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Amati75
    Si si lo sappiamo (peccato che le masse monetarie siano qusi identiche, considerando poi che l' Euro e'una moneta ri introduizone recente...) allora a Dicembre il cambio sara' a 10a1 giusto? Spero se lo ricordi.
    Le masse monetarie non sono affatto identiche, se consideriamo i titoli del debito pubblico (non solo gli 8 trilioni di T-bond federali, ma gli oltre 20 emessi dagli Stati .... mentre l'€zona ha un debito pubblico solo statale, l'UE in quanto tale non può indebitarsi), e le capitalizzazioni delle borse (WS capitalizza il triplo delle borse assomate dell'€zona, pur quotando aziende che complessivamente producono di meno).

    Il cambio non arriverà certo al 10 a 1 entro il 2005, io pensavo al 2006 o al 2007 come epoca di raggioungimento dell'equilibrio. Per l'anno in corso calcolavo qualcosa tra il 2 a 1 ed il 3 a 1, ma mi hanno spiegato che da Gennaio a Dicembre 2005 in U$A hanno approvato una specie di "scudo fiscale" che agevola il rimpatrio degli investimentio U$A all'estero, che ha consentito il rientro di una cinquantina di miliardi di U$D ... e un altro centinaio sono attesi entro l'anno.

    Vogliamo fare 1,6 entro il 2005, 2 a 1 tutto in una volta a Gennaio 2006, poi una bella guerricciola con l'Iran per ridare un po' di fiato al $uccio (tre o quattro mesi) ed infine nuovo capitombolo tra Agosto ed Ottobre 2006 ?

    Vorrei però che Lei capisse che la calendarizzazione di un evento - per quanto ovvio e certus an , avrebbero detto i Padri - - è un gioco da mago Zurlì. Giorni fa mi hanno proposto un investimento - effettivamente interessante- in Egitto. Abbiamo declinato sulla constatazione che , alla morte di Mubarak, la situazione politica si destabilizzerà. Vuol chiedermi quando morirà Mubarak ? Non glielo so dire, mica vado ad ammazzarlo io ... so però che ha 79 anni ed è malato, quindi posso prevedere ( sine dolo , e non volendo portar jella a nessuno) che tra un po' ....

    Analogamente, quello che da mesi Le sto cercando di spiegare sul $ : dopo una svalutazione contro € del 35 % in tre anni, l'€zona ha ancora un saldo commerciale globale attivo di quasi 150 miliardi di U$D (e circa 250 con gli U$A) ; U$A ha un saldo passivo globale di quasi 700 miliardi di U$D . Non può durare.

    Allo stesso modo , il $uccio ha un peso come riserva valutaria mondiale che è ancora oltre doppio di quello dell'€ : ma le esportazioni dell'€zona (19 % del totale mondiale) sono doppie di quelle U$A. L'equilibrio si regge solo perchè U$D indirettamente denomina :
    - le esportazioni di petrolio (10 % del commercio mondiale; 12 % ai prezzio attuali, se i volumi fossero mantenibili) ;
    - le esportazioni della Cina (un altro 4-5 %).

    Se a Lei sembra una situazione equilibrata, prego, si accomodi. A me sembra che debba esplodere, sia sotto il profilo degli equilibri politici U$A-Cina, sia sotto quello del peso calante del petrolio (oramai è quasi esaurito, per cui nell'economia del secolo peserà sempre meno).

  10. #10
    Viva la piadina!!!
    Data Registrazione
    20 Nov 2009
    Località
    Miami, FL, USA
    Messaggi
    96,627
     Likes dati
    1,937
     Like avuti
    8,531
    Mentioned
    723 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Decima Regio
    Le masse monetarie non sono affatto identiche, se consideriamo i titoli del debito pubblico (non solo gli 8 trilioni di T-bond federali, ma gli oltre 20 emessi dagli Stati .... mentre l'€zona ha un debito pubblico solo statale, l'UE in quanto tale non può indebitarsi), e le capitalizzazioni delle borse (WS capitalizza il triplo delle borse assomate dell'€zona, pur quotando aziende che complessivamente producono di meno).

    Il cambio non arriverà certo al 10 a 1 entro il 2005, io pensavo al 2006 o al 2007 come epoca di raggioungimento dell'equilibrio. Per l'anno in corso calcolavo qualcosa tra il 2 a 1 ed il 3 a 1, ma mi hanno spiegato che da Gennaio a Dicembre 2005 in U$A hanno approvato una specie di "scudo fiscale" che agevola il rimpatrio degli investimentio U$A all'estero, che ha consentito il rientro di una cinquantina di miliardi di U$D ... e un altro centinaio sono attesi entro l'anno.

    Vogliamo fare 1,6 entro il 2005, 2 a 1 tutto in una volta a Gennaio 2006, poi una bella guerricciola con l'Iran per ridare un po' di fiato al $uccio (tre o quattro mesi) ed infine nuovo capitombolo tra Agosto ed Ottobre 2006 ?

    Vorrei però che Lei capisse che la calendarizzazione di un evento - per quanto ovvio e certus an , avrebbero detto i Padri - - è un gioco da mago Zurlì. Giorni fa mi hanno proposto un investimento - effettivamente interessante- in Egitto. Abbiamo declinato sulla constatazione che , alla morte di Mubarak, la situazione politica si destabilizzerà. Vuol chiedermi quando morirà Mubarak ? Non glielo so dire, mica vado ad ammazzarlo io ... so però che ha 79 anni ed è malato, quindi posso prevedere ( sine dolo , e non volendo portar jella a nessuno) che tra un po' ....

    Analogamente, quello che da mesi Le sto cercando di spiegare sul $ : dopo una svalutazione contro € del 35 % in tre anni, l'€zona ha ancora un saldo commerciale globale attivo di quasi 150 miliardi di U$D (e circa 250 con gli U$A) ; U$A ha un saldo passivo globale di quasi 700 miliardi di U$D . Non può durare.

    Allo stesso modo , il $uccio ha un peso come riserva valutaria mondiale che è ancora oltre doppio di quello dell'€ : ma le esportazioni dell'€zona (19 % del totale mondiale) sono doppie di quelle U$A. L'equilibrio si regge solo perchè U$D indirettamente denomina :
    - le esportazioni di petrolio (10 % del commercio mondiale; 12 % ai prezzio attuali, se i volumi fossero mantenibili) ;
    - le esportazioni della Cina (un altro 4-5 %).

    Se a Lei sembra una situazione equilibrata, prego, si accomodi. A me sembra che debba esplodere, sia sotto il profilo degli equilibri politici U$A-Cina, sia sotto quello del peso calante del petrolio (oramai è quasi esaurito, per cui nell'economia del secolo peserà sempre meno).
    Come sempre, a prima vista sembra una analisi sensata, peccato che tralascia enormi fattori fuori, tipo il diferenziale di cresicta degli USA e dell Europa, il mancato appoggi politico serio e popolare alla UE come evidenziato in Francia (Olanda e Lussemburgo, pur se membri, parlaimo chiaro non fanno testo).

    Le econcomie dei paesi o dei blocchi non si fermano ai confini nazionali, la Cina arrechera piu' danni ala zona Euro ch enon agli USA, non solo perche' gli USA sono fra i primi investitori diretti in Cina ma perhc'e la Cina ha giaì' una quota dimercato del 11% in USA contro un misero 3% che ha in Europa, ergo d anoi puo' solo crescere e piu' cresce piu le nostre aziende troveranno problematico il continuare a conpmpetere in casa, aggravando la situzione interna, ergo in ultima istanza anche il valore della moneta.
    Oltre a questo le economia di Eurolandia si basano sulla produizione e l'esportazione, non quella USA che si produce ma si basa molto di piu' su consumi e servizzi.

    Non solo, se il USD arrivasse a 1.4 o 1.5, l'economia ueropa crolla, e non mi tiri fuori la storiella che il 70% delle esportazioni sono intraeuropee perche' sarebbe un analisi syuperficilae.
    Se viene a mancare quel 30% extra le nostre economia non si reggono, basta vedere negli ultimi tempi.

    Le masse monetarie, ivi includendo anche i valori dei crediti bancari ecc ecc... sono quasi uguali, si ricordi che l' Euro ha ereditato le masse monetarie di 12 paesi, e non solo i debiti istituzionali.


    La miglior assicurazione che l' Euro non arrivera' mai ai livelli che lei spera e' la stessa struttura economica dell' Europa, oltre a l fatto che lei perseguita nel concentrarsi sul commercio globale, quando questo rappresenta unicamente un 10% del flusso quotidiano di capitali.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Usa E U.e Vicine O Lontane ?
    Di Ulrich Realist nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 11-09-06, 16:55
  2. Usa E U.e Vicine O Lontane ?
    Di Ulrich Realist nel forum Politica Estera
    Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 08-08-06, 11:02
  3. Usa E U.e Vicine O Lontane ?
    Di Ulrich Realist nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-04-04, 15:34
  4. Usa E U.e Vicine O Lontane ?
    Di Ulrich Realist nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-04-04, 10:50
  5. Due storie lontane tra loro...
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 27-04-03, 18:07

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito