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  1. #1
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Thumbs up L'antislamismo dei neocons come l'antisemitismo degli anni 30

    Revisionismo storico

    e fondamentalismo liberale

    di Andrea Billau



    Il mensile francese Le Monde Diplomatique ha, qualche anno fa, coniato un termine che definisce lo stato attuale del pensiero sociale rispetto alla contemporaneità come "Pensiero Unico".

    Dopo la caduta del Muro il liberalismo è rimasta l’unica ideologia forte a dominare nel mercato delle idee e a uniformare il mondo nell’applicazione delle stesse. I mentori di quest’ideologia vengono definiti comunemente neo-liberali o, se viene messo in primo piano l’aspetto economico, liberisti, ma a mio avviso un termine più adatto a definirli è quello di "fondamentalisti liberali", poiché come in ogni fondamentalismo anche qui la propria scelta culturale viene assolutizzata e non dà spazio alle differenze e questo è ancor più grave per una teoria come quella liberale che è basata sulla difesa della differenza per eccellenza, la difesa dell’individuo, ma come ci insegna la critica dell’ideologia, la materialità dei fatti indica tutt’altro. Il termine neo-liberale evidenzia solo una discontinuità temporale che viene individuata con la caduta del Muro, ma, a mio avviso la maggiore aggressività mostrata dai liberali dopo il crollo del nemico storico, il comunismo, assume le caratteristiche di Pensiero unico solo nel caso di una visione effettivamente fondamentalista del liberalismo; così come la definizione di liberismo è troppo riduttiva, perché riferita solo all’assolutizzazione dell’aspetto economico del modello liberale e non al rifiuto dogmatico di una organizzazione sociale diversa che è cosa più complessa. Ecco perché da adesso in poi mi riferirò ai fautori del Pensiero unico definendoli per l’appunto Fondamentalisti liberali.

    La configurazione sociale attuale ha le caratteristiche pervasive di un sistema liberale in via di globalizzazione; se questa è la realtà che ci circonda vi sono due modi di affrontarla, o adattarvisi completamente o cercare per quanto possibile di continuare a portare avanti una riflessione critica rispetto all’esistente; ma è proprio quest’ultima scelta che il Pensiero unico rifiuta, definendo ogni ipotesi alternativa di organizzazione sociale, anche solo pensata, foriera di disastri.

    A sostegno di questa tesi i Fondamentalisti liberali chiamano in soccorso anche la storia e naturalmente sfruttano quella corrente storica che più si avvicina alla loro impostazione teorico-pratica; e quale è questa corrente storiografica? Ma il revisionismo storico ovviamente, che da decenni tenta di invertire la vulgata della storia del ’900 che vedeva nel nazismo il sistema politico che espresse in modo assoluto la barbarie. Per i revisionisti storici così non è e con vari procedimenti argomentativi cercano di dimostrarlo. C’è chi come Ernst Nolte, tedesco, adotta un criterio logico-temporale, sostenendo che il nazismo venendo dopo la rivoluzione bolscevica è stato una risposta, sostanzialmente di emergenza, al pericolo che questa rappresentava per la civiltà occidentale e questo sarebbe comprovato dall’emulazione del modello totalitario comunista operato dai nazisti; quindi l’origine è il bolscevismo, la conseguenza il nazismo.

    Ma il pensiero di Nolte non bastava ancora alla relativizzazione del nazismo in quanto a barbarie, perché troppo poco valutativo, serviva altro ed ecco il libro del secolo! Il Libro nero del Comunismo: qui si opera a livello quantitativo (perciò stesso scientifico in un’ interpretazione ristretta della scienza), dimostrando che il comunismo ha fatto molti, ma molti più morti del nazismo. Ma il criterio da adottare nelle scienze storiche è quello qualitativo e come dice Primo Levi mentre i gulag erano conseguenza delle deviazioni del socialismo, i lager invece erano in perfetta coerenza con la dottrina di Hitler. L’assassinio, infatti, è la conseguenza diretta di questa ideologia, che vede la violenza non come un mezzo, seppure come nel marxismo elevato a "levatrice della storia", ma come il fine stesso della società, la sua regola. Il comunismo inoltre non può essere analizzato solo nella sua versione marxista-leninista (poiché di questa bisogna parlare per i crimini commessi), mentre vi sono altre forme di comunismo, per esempio quello anarchico, che non vengono mai ricordate perché sconfitte, ma che appartengono alla storia, non solo barbarica, del comunismo. Ma anche accettando di considerare solo questa versione e il fatto che il marxismo-leninismo abbia adottato per la sua politica il criterio machiavellico del "fine giustifica i mezzi", dove nell’odio di classe il mezzo si è spesso trasformato in fine, bene anche in questa versione il comunismo non è stato monolitico: lo stalinismo è stato, anche se non viene più riconosciuto come tale, diverso dal leninismo, così come il polpottismo ne è una versione ancora diversa e certamente la più aberrante. Dunque non esiste un solo comunismo, quando invece esiste una sola barbarie nazista, inconfondibile.

    Ma ancora non basta, per completare l’opera di revisione storica bisogna relativizzare il prodotto più osceno dell’ideologia nazista, lo sterminio del popolo ebraico, la Shoah.

    Ci avevano già tentato gli "storici" negazionisti che hanno tentato di negare la realtà delle camere a gas e accusato gli ebrei di avere enfatizzato l’evento Olocausto per i "loro fini di dominio mondiale", Olocausto che, per gli "storici" in questione, non sarebbe altro che uno dei tanti eventi bellici occorsi durante il secondo conflitto mondiale. Ma il loro metodo era troppo rozzo ed ecco che il "fine" Nolte sostiene che l’odio di classe e quindi il comunismo è il modello dell’odio nazista dell’ebreo. Ciò è palesemente falso perché il nazismo è storicamente il nemico assoluto della Civiltà ebraica e per questo da un punto di vista ebraico non può essere paragonato a nessun altro totalitarismo; ciò non significa disconoscere gli altri genocidi, ma porsi una domanda: perché la dottrina politica più barbara si è intrecciata con il destino degli ebrei? La risposta richiederebbe un intero trattato (e ne sono stati scritti), ma in sintesi rimanda all’esemplarità dell’antisemitismo come matrice su cui si è forgiato l’etnocentrismo occidentale. Parafrasando e ribaltando la tesi del maggiore esponente del revisionismo storico, Ernst Nolte, sulle cause del nazismo, l’odio contro gli ebrei può essere visto come base dello stesso odio di classe, in quanto modello storico di annullamento del diverso.

    Il revisionismo storico si caratterizza in definitiva come il tentativo di negare la "colpa storica dell’occidente", l’antisemitismo e questo non si può ottenere se non con la normalizzazione della "soluzione finale" pensata e attuata dai nazisti e questo per sancire definitivamente la insuperabilità del modello occidentale liberale nella sua fase espansiva massima.

    Questa operazione del fondamentalismo liberale negli ultimi tempi, con la presidenza Bush in particolare, ha assunto una variante teologica che la rafforza, in cui al motivo classicamente anticomunista si associa un antislamismo che assume, nella creazione di stereotipi, lo stesso andamento del più classico antisemitismo e che, per avere Israele e la Diaspora alleate al proprio fianco nella lotta contro il "nuovo impero del male", mette da parte lo schema antiebraico classico sposando ideologicamente il pensiero apocalittico delle sette fondamentaliste protestanti americane, che vedono nella rinascita dello stato ebraico un annuncio degli ultimi tempi e del ritorno del cristo, tempo in cui gli ebrei si convertiranno anche loro, "finalmente"! E così l’antisemitismo si sposta, miracolosamente, dall’oggi al domani e la celebrazione del giorno della Memoria può essere svuotata del suo significato più profondo, del: "MAI PIÙ!"

    Andrea Billau

    http://www.hakeillah.com/3_05_20.htm
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  2. #2
    I amar prestar aen
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    I neocons non sono antiislamici ma sono antitotalitari, essendo l'islamismo fondamentalista totalitario per prorpieta transitiva...prima erano anti fascisti e poi anti comunisiti. Sempre antitotalitari. Società aperta contro società chiusa.

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
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  3. #3
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Originally posted by locke
    I neocons non sono antiislamici ma sono antitotalitari, essendo l'islamismo fondamentalista totalitario per prorpieta transitiva...prima erano anti fascisti e poi anti comunisiti. Sempre antitotalitari. Società aperta contro società chiusa.

    Cordiali Saluti
    anche i neocons sono fondamentalisti
    se leggi bene l'articolo sentirai parlare di "fondamentalismo liberale"
    e comunque non è vero per niente che sono anti-totalitari
    sono solo contro le dittature che non gli piaciono
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  4. #4
    I amar prestar aen
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    Sono fondamentalisti nel perseguire la lotta ai totalitarismi, conpreso quello islamico.

    Cordiali Saluti
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  5. #5
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    Originally posted by locke
    Sono fondamentalisti nel perseguire la lotta ai totalitarismi, conpreso quello islamico.

    Cordiali Saluti
    ecco bravo
    sono fondamentalisti e vogliono comandare una nazione che è stata così contro i totalitarismi che negli ultimi decenni ne ha sostenuto infiniti in tutto il mondo (tipo pinochet, o oggi, Musharraf e tanti altri...)
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  6. #6
    I amar prestar aen
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    Originally posted by thematrix
    ecco bravo
    sono fondamentalisti e vogliono comandare una nazione che è stata così contro i totalitarismi che negli ultimi decenni ne ha sostenuto infiniti in tutto il mondo (tipo pinochet, o oggi, Musharraf e tanti altri...)
    Quando gli Usa sostenevano pinochet i neo cons non c'erano. Ora stanno cambiando le cose, una alla volta. Voi comunque eravate dalla parte dei totalitarismi.

    Cordiali Saluti
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  7. #7
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    Originally posted by locke
    I neocons non sono antiislamici ma sono antitotalitari, essendo l'islamismo fondamentalista totalitario per prorpieta transitiva...prima erano anti fascisti e poi anti comunisiti. Sempre antitotalitari. Società aperta contro società chiusa.

    Cordiali Saluti
    E allora perché in europa le frange di destra (spesso filo-neocons) si sono espresse, ad esempio, contro la Turchia, paese non totalitario né fondamentalista, anzi molto più laico dell'italia?

    A me sembra che l'antitolalitarismo mascheri solo una forte intolleranza culturale, che prende perfettamente il ruolo di quella razziale degli anni '30.

  8. #8
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    Originally posted by bowman
    E allora perché in europa le frange di destra (spesso filo-neocons) si sono espresse, ad esempio, contro la Turchia, paese non totalitario né fondamentalista, anzi molto più laico dell'italia?

    A me sembra che l'antitolalitarismo mascheri solo una forte intolleranza culturale, che prende perfettamente il ruolo di quella razziale degli anni '30.
    Di neo cons in europa ne vedo pochi, quelli Usa sono per l'integrazione della Turchia nella ue. I neo cons non sono relativisti culturali ritengono la società aperta superiore a quella chiusa.

    Cordiali Saluti
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  9. #9
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    Originally posted by bowman
    E allora perché in europa le frange di destra (spesso filo-neocons) si sono espresse, ad esempio, contro la Turchia, paese non totalitario né fondamentalista, anzi molto più laico dell'italia?

    A me sembra che l'antitolalitarismo mascheri solo una forte intolleranza culturale, che prende perfettamente il ruolo di quella razziale degli anni '30.

    la turcia non è 1 paese laico

    la turcia è una dittatura militare come l'algeria
    solo che riescono mascherare la cosa 1 po meglio

    la turchia sarebbe uno stato talebano fondamentalista se non fossero intervenuti i militari in maniera anti-democratica,
    ciò con 1 colpo di stato

    il popolo ha sempre votato x i partiti fanatici e integralisti
    ( .....ti ricordi gli esiti delle elezioni politiche in algeria 1992,
    vero?!?!?)

  10. #10
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    Originally posted by locke
    I neocons non sono antiislamici ma sono antitotalitari, essendo l'islamismo fondamentalista totalitario per prorpieta transitiva...prima erano anti fascisti e poi anti comunisiti. Sempre antitotalitari. Società aperta contro società chiusa.

    Cordiali Saluti
    L'istinto antiliberale che accomuna vetero-marxisti, noglobalisti da operetta, fascistume antisemita vario (amico degli islamici all'estero, antislamico in casa propria) si ammanta a volte di tentativi "intellettuali" di spiegare fenomeni che sfuggono assolutamente alla comprensione di chi è avversario del liberalismo e della democrazia "borghese"....e sogna nuovi mondi "possibili". Quelli che ben conosciamo sotto i nomi di Hitler, Lenin, Stalin, Mussolini, Ceausescu, Castro, Saddam e tanti altri dittatorelli o dittatoroni....
    Mussolini impugnò la spada dell'Islam! Hitler fece costituire le divisioni di SS musulmane! Non erano anti-islamici, ma avrebbero arrostito i musulmani se fossero emigrati in massa nei loro paesi....ai loro tempi. E di come sono state trattate le repubbliche sovietiche a maggioranza musulmana.....lo sappiamo bene....mentre alle origini dell'Internazionale leninista ci furono discorsi di Zinoviev (che scandalizzarono qualche integralista marxista) sul "ruolo progressivo della religione islamica"......

    Shalom

 

 
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