La Lega dà il via a un gruppo di lavoro con l’esperto John Whittaker



Igor Iezzi
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Quanto promesso a Pontida si sta realizzando e la Lega sta mettendo a punto le ipotesi possibili per risolvere il problema dell’euro. Partirà a breve un gruppo di lavoro per studiare le contromosse con cui arginare gli effetti negativi sull’economia e sulla vita dei cittadini provocati dalla moneta unica europea. Questa la decisione maturata ieri tra il ministro delle Riforme Roberto Calderoli, il presidente della commissione Bilancio della Camera Giancarlo Giorgetti e gli europarlamentari Mario Borghezio e Matteo Salvini.
«Porteremo la mobilitazione a livello europeo, e non solo italiano con l’iniziativa di legge popolare, sia sulla questione della moneta unica sia su quella del tratto di Maastricht» ha detto il ministro Calderoli. «L' onorevole Borghezio - ha spiegato Calderoli - ha un esperto internazionale di politica monetaria con il quale sta collaborando per studiare interventi ad hoc. Credo che in settembre a Venezia porteremo delle proposte concrete e le lanceremo a livello continentale». «Gli altri hanno pensato che la nostra sull'euro fosse una boutade. Non è così». Roberto Calderoli sostiene con queste parole che la proposta di trovare un’alternativa all’euro non è stata una semplice provocazione leghista ma si tratta di un progetto ben strutturato su cui il Carroccio sta lavorando.
«La battaglia che intendiamo portare avanti con la raccolta delle firme - ha sostenuto Calderoli -coincide con il 18 settembre quando saremo a Venezia. In quella data credo ci sarà anche una delegazione del gruppo degli “euroscettici” e le azioni saranno coordinate a livello europeo».
Del Gruppo di lavoro farà parte John Whittaker, europarlamentare inglese eletto nelle fila dell’ “Uk Independence Party” aderente al gruppo “Indipendenza e Democrazia” insieme al Carroccio. Membro della commissione per i problemi economici e monetari e dell’organismo temporaneo sulle sfide e i mezzi finanziari dell’Unione allargata nel periodo 2007-2013, Whittaker è anche un apprezzato economista a livello internazionale: laureato in fisica e economia, docente all’università di Lancaster, ha pubblicato articoli sulla politica monetaria, l’economia matematica e sull’Unione economica e monetaria. Whittaker è anche collaboratore del Financial Times, il prestigioso quotidiano inglese su cui ha più volte preso posizione contro la moneta unica.
Secondo Mario Borghezio «si potrà fare un buon lavoro perchè, oltre agli inglesi, tradizionalmente euroscettici, anche in Francia, Polonia e in altri paesi europei sono piuttosto critici». E a dimostrare che quelle leghiste non sono boutade arriva uno studio di Patrick Artus, chief economist di Cdc Ixis, citato da Le Monde. Se in Italia e Francia dovesse perdurare l’attuale situazione economica forse i due paesi potrebbero essere costretti a rinunciare alla moneta unica. «Non si tratta di fare provocazioni inutili -spiega Artus - ma di chiedersi se l’evoluzione, a medio termine, della situazione economica della Francia e soprattutto dell’Italia non renderebbe i vantaggi legati ad un uscita della zona euro superiori ai costi». Andando avanti di questo passo, sostiene Artus che prevede una crescita economica potenziale in Francia dell’1,2% l’anno e dello 0% in Italia, «possiamo temere che fra cinque, dieci anni i due paesi si ritrovino in una situazione difficile» e , nel 2015, con un rapporto debito pubblico/pil che si attesta, rispettivamente, al 79% e al 133%.
A differenza di quanto raccontato da alcuni giornali, nessuna “tirata d’orecchie” per gli esponenti del Carroccio che hanno contestato l’euro quando, al parlamento europeo, ha preso la parola il Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. «Ma quale tirata d’orecchi - ha affermato Borghezio - anche l’europarlamento non ci ha sanzionato. Questo perchè non siamo andati contro il regolamento. Forse è per questo che adesso stanno pensando di metterci mano...»


[Data pubblicazione: 09/07/2005]


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