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    Predefinito Calderoli: leggi speciali contro gli immigrati

    Ministro Riforme, norme speciali non stravolgono democrazia
    (ANSA) - MILANO, 9 LUG - 'Portiamo il Parlamento al voto sull'articolo 78 della Costituzione, che prevede lo stato di guerra: cosi' Roberto Calderoli. Il ministro per le riforme, interviene sulle polemiche dopo le dichiarazioni del ministro Pisanu sulle leggi speciali:'tali norme non stravolgerebbero la democrazia - spiega - percio' potremmo prendere in considerazione un Ministero per il Terrorismo'. Si accende intanto il dibattito tra i Poli sull'opportunita' di misure straordinarie anti terrorismo.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Maxi-retata in tutta la regione
    Terrorismo, trovato esplosivo in Lombardia
    Vasta operazione dei carabinieri: 142 arresti, 52 le espulsioni, setacciati campi nomadi.
    «Controlli dopo gli attacchi a Londra»

    Il colonnello Cosimo Piccinno in conferenza stampa (Infophoto)
    MILANO - È stato trovato un chilogrammo e mezzo di esplosivo dai Carabinieri della Regione Lombardia che, nelle ultime 48 ore, hanno effettuato un maxi controllo in tutta la Regione per verificare tutte le possibili situazioni a rischio, anche in seguito agli attentati avvenuti a Londra.

    ARRESTI A RAFFICA - Settemila persone, tra le quali più di ottocento straniere, sono state sottoposte a controllo. Gli arrestati sono 142, di cui 83 extracomunitari, quelli contro cui sono stati presi provvedimenti di espulsione 52. Gli agenti impiegati 2000 e 900 mezzi.

    TERRORISMO - «Le accuse sono soprattutto per reati di criminalità - ha detto il colonnello Cosimo Piccinno - come rapine, furti, evasione dagli arresti domiciliari e violazione della legge contro gli stupefacenti». Tra giovedì e venerdì sono stati controllati nove campi nomadi, 24 aree dismesse, persone agli arresti domiciliari per «garantire maggiore sicurezza, specie dopo gli attentati di Londra, e combattere l'immigrazione clandestina e la criminalità di strada».

    DECRETI DI ESPULSIONI - In particolare, sono state passate al setaccio 70 persone, in maggioranza provenienti dalla ex-Jugoslavia, del campo nomadi di Muggiano, legato al conflitto a fuoco di qualche tempo fa nel quale era stato ferito un carabiniere: per dieci occupanti sono state avviate le procedure di espulsione ed è stata recuperata refurtiva.

    IN TUTTA LA REGIONE - Nel corso dell'operazione sono stati eseguiti due mandati di arresto europeo: uno in provincia di Bergamo, contro un marocchino accusato dai magistrati francesi per reati di spaccio; un altro a Sesto San Giovanni, contro un tunisino, cui le autorità giudiziarie di Monaco di Baviera, in Germania, hanno contestato lo stesso reato. Infine sono state arrestate due persone in flagranza di reato. In provincia di Sondrio un 30enne è stato cercava di rapinare in casa un pensionata di 66 anni armato di una siringa. In provincia di Brescia è stato arrestato un pregiudicato di 33 anni che aveva appena rapinato una donna di 32 anni minacciandola con un coltello.
    09 luglio 2005
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    Der Wehrwolf

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    Dibattito aperto sull'eventualità di nuove norme speciali
    per prevenire attacchi all'Italia. Proposta-choc del ministro Calderoli
    Lega: "Votare lo stato di guerra"
    Polemica sulle leggi antiterrore
    I Ds: "Squalifica governo e paese. Dovrebbe essere dimissionato"


    Il ministro delle Riforme Roberto Calderoli
    ROMA - "Adesso vediamo", risponde laconico Berlusconi a chi gli chiede commenti sulla eventualità di leggi speciali. Ma il dibattito è aperto. Su un super ministero anti-terrorismo, espulsioni rapide, controlli più approfonditi, fino alla dichiarazione - chiesta dalla Lega - dello stato di guerra. Dopo gli attentati di Londra, il rischio che il nostro paese sia il prossimo bersaglio spinge il mondo politico ad interrogarsi sulle prossime mosse per prevenire possibili attacchi. E se il ministero dell'Interno ipotizza nuove norme più dure, è il Carroccio, come di consueto, a dar voce alle richieste più radicali invocando la creazione di un ministero 'ad hoc', da affidare al magistrato italiano più esperto di terrorismo islamista, Stefano Dambruoso.

    Ma la proposta choc arriva dal ministro per le Riforme: votare lo stato di guerra: "Il principio introdotto dal ministro Pisanu (che ha ventilato norme ad hoc per l'allarme terrorismo, ndr.) è corretto ed è già attuato in tutti quei paesi che sono colpiti dal terrorismo - dice Roberto Calderoli - e le leggi speciali non sarebbero uno stravolgimento per la democrazia. Però il parlamento non le voterebbe mai. Perciò io propongo di portare il Parlamento a votare sull'articolo 78, in modo da consentire al governo di poter prendere tutte le iniziative del caso. E così - conclude Calderoli - potremmo prendere anche in considerazione l'ipotesi del ministero per il Terrorismo".

    Una proposta, quella del ministro leghista, nettamente bocciata da Vannino Chiti, coordinatore della segreteria Ds: "Calderoli è un ministro che squalifica non solo il governo di destra, ma tutto il Paese. Dovrebbe essere dimissionato, più volte avrebbero dovuto farlo, ma Berlusconi non se ne cura: si vede che nel suo governo chi, le spara più grosse ha un suo ruolo".

    Anche la proposta del Carroccio di un super ministero viene accolta con contrarietà sia nella maggioranza che nell'opposizione, mentre qualche apertura si registra per quanto riguarda l'ipotesi di leggi straordinarie. "Ci vogliono misure speciali contro il terrorismo - commenta Maurizio Gasparri, di An, vicepresidente del Copaco - non c'è bisogno di un nuovo ministero ". Pollice verso, anche da Forza Italia: "E' inutile fare altri carrozzoni, meglio rafforzare l'intelligence", dice il sottosegretario all'Interno Michele Saponara.

    Disco rosso anche dall'opposizione, a partire dal segretario dei Ds Piero Fassino. "Non serve creare nuovi ministeri - spiega - semmai serve fare in modo che il ministero dell'Interno possa avere tutte le risorse, gli uomini e le dotazioni necessarie per garantire la sicurezza degli italiani". Quanto all'ipotesi di norme straordinarie, "si devono applicare tutte le leggi e tutti gli strumenti che ci sono, se poi ne servono altri - dice il segretario dei Ds - si propongano in Parlamento e lì si valuterà"

    E l'eurodeputato della Margherita Enrico Letta, invita ad attendere la Finanziaria per verificare la reale "volontà del governo di contrastare la minaccia terroristica, perché se continuano le riduzioni di stanziamenti per le forze dell'ordine, tutti questi ragionamenti sul contrasto al terrorismo non avranno alcun senso e serviranno solo per le pagine dei giornali".

    Intanto l'imminente esame in Parlamento del decreto legge che rifinanzia la missione italiana in Iraq, accende nuovamente le polemiche sul destino della missione italiana. Berlusconi si dice colpito dai titoli di alcuni giornali: "E' una cosa che ho annunciato da tempo, che era nei piani del comando in Iraq, che è conosciuta dagli alleati e dal governo iracheno, su cui abbiamo lungamente discusso", spiega il presidente del Consiglio, tornando sulla notizia data ieri di un ritiro di 300 nostri militari a partire da settembre.

    (9 luglio 2005)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Leggi speciali contro l’islam che uccide
    Calderoli: «Votiamo l’art. 78 della Costituzione che prevede lo stato di guerra»

    Igor Iezzi
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    «Adesso vediamo». Silvio Berlusconi non esclude l’idea di varare leggi speciali per affrontare il pericolo del terrorismo islamico. Richiamate come necessarie dal ministro degli Interni Beppe Pisanu nel suo intervento al Senato, leggi speciali sull’onda di quelle varate in America da George W Bush un mese dopo l’attacco alle Due Torri nel 2001 sarebbero necessarie per dotare le forze di polizia degli strumenti utili per affrontare la guerra contro il terrorismo islamico.
    Il ministro delle Riforme, Roberto Calderoli, addirittura chiede di votare lo stato di guerra. «Portiamo il Parlamento al voto sull'articolo 78 della Costituzione, quello che prevede lo stato di guerra, perchè noi siamo un Paese sotto il tiro del terrorismo, che è guerra» ha detto Calderoli. «Il principio introdotto dal ministro Pisanu è corretto - ha spiegato Calderoli - ed è già attuato in tutti quei paesi che sono colpiti dal terrorismo, e le leggi speciali non sarebbero uno stravolgimento per la democrazia. Però il parlamento non lo voterebbe mai. Perciò io propongo di portare il Parlamento a votare sull'articolo 78, in modo da consentire al Governo di poter prendere tutte le iniziative del caso». «E così - ha concluso Calderoli - potremmo prendere anche in considerazione l’ipotesi del ministero per il Terrorismo».
    Oggetto di un incontro venerdì tra Pisanu e il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, le “ulteriori e necessarie misure” di cui il ministro ha parlato a Palazzo Madama prevederebbero attenzione massima e monitoraggio costante degli ambienti islamici più a rischio, senza escludere la possibilità di effettuare controlli di interi fabbricati, blitz anticlandestini ed espulsioni mirate e più facili; studio di nuove misure legislative antiterrorismo che consentano una più ampia libertà di manovra alle forze dell’ordine, e il possibile impiego dei militari con compiti di pubblica sicurezza. E ancora messa a punto del piano di intervento in caso di attentato, con particolare attenzione al coordinamento di tutte le forze in campo in modo da ridurre al minimo ritardi, duplicazioni e inefficienze nei soccorsi.
    Il presidente del Consiglio, che ieri pomeriggio non ne aveva ancora parlato con Ciampi («no, ne parlo adesso», ha affermato poco prima di lasciare Palazzo Grazioli per dirigersi a Ciampino e poi in Sardegna) ci sta pensando. Le difficoltà di arrivare a misure ad hoc non sono poche, a cominciare dal sempre incerto ministro degli Interni. Ma per affrontare un «cancro» come quello del terrorismo islamico misure speciali e ministero antiterrorismo sono il minimo che, come ha sottolineato la Lega, si può mettere in campo. Addirittura Francesco Cossiga invita «all’illegalità» per contrastare il terrorismo. Intervistato da Il Riformista, l’ex presidente della Repubblica non ha dubbi «che in questo momento a passeggio per una strada di Roma ci sia qualcuno degli ideatori e degli attentatori della strage di Londra. Per individuarlo bisognerebbe scavare nell’immigrazione illegale e clandestina , ma se si va ad indagare in quella direzione ci si scontra con le grida d’allarme dei misericordiosi, che pongono il problema umanitario degli immigrati clandestini, e con l'inadeguatezza degli strumenti». Cossiga indica, quindi, una strada da percorrere: «Per il nostro bene, seminiamo gli ambienti di indagine di microspie e microcamere, perchè se ci aspettiamo che dal terrorismo ci difenda uno dei nostri Gip, i terroristi riusciranno laddove ha fallito l’usura del tempo, e ci vedremo crollare addosso la Torre di Pisa». Anche perchè, «noi non siamo gli Usa e nemmeno il Regno Unito, siamo un paese debole, disarticolato. Siamo politicamente, moralmente, organizzativamente impreparati ad affrontare questa minaccia pericolosissima».
    Da parte degli esponenti della sinistra, oramai sempre più distante dalle preoccupazioni della gente comune, urla e strepiti su pericoli per la democrazia. Anche nella Cdl, sebbene si apra sulla possibilità di misure ad hoc, troppa incertezza e titubanza. Come nel caso di Maurizio Gasparri, ex ministro di An, secondo cui «siamo in guerra, è inutile nascondersi dietro un dito, una guerra del fondamentalismo contro la democrazia, la cultura occidentale» e quindi è «tempo di assumere decisioni molto drastiche» come «controlli di massa, espulsioni più facili e maggiore controllo del territorio, anche con l’utilizzo delle forze armate per compiti di routine». Nel contempo, però il colonnello di An nega la necessità di un ministero dedicato alla lotta al terrorismo. Più drastico Carlo Taormina che invoca la più dura tra le misure: lo stop, fino a nuovo ordine, all’entrata di musulmani in Italia («per evitare attentati come quello di Londra» le uniche misure necessarie sono quelle di «mandare a casa gli islamici e vietare loro ulteriore ingresso nel nostro paese»). Secondo il centrista Luca Volontè non esiste «l’urgenza di leggi speciali. Dobbiamo applicare invece fino in fondo le leggi già in vigore. Ne cito una. L’obbligo del rimpatrio per chi dopo la legge Bossi-Fini viene sorpreso in clandestinità» ha sottolineato il capogruppo dell’Udc alla Camera, risvegliatosi dopo mesi che la Lega va reclamando una migliore applicazione della legge sull’immigrazione.
    Da sinistra, invece, piove sul Paese una valanga di buonismo.
    Per Enrico Boselli, segretario dello Sdi «la repressione non è il solo modo per combattere il terrorismo». Mentre Marco Rizzo, del Pdci, ci propina la solita litania pacifista: «Il ministro Pisanu propone il monitoraggio aggressivo degli islamici, una forte restrizione delle norme sulla sicurezza con conseguenti rimpatri forzati più facili, con la conseguenza di inasprire un clima già incandescente. Teniamo producano lo stesso effetto di avvicinare fuoco ad una polveriera» . «E dire che l’Italia - ha aggiunto Rizzo - era già stata richiamata dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati per essere in flagrante violazione delle norme di diritto internazionale per quanto attiene il diritto di asilo e le espulsioni forzate».
    [email protected]
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    [Data pubblicazione: 10/07/2005]
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