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  1. #1
    Moderatore CasaDelPopolo
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    Predefinito La situazione sudamericana

    Con questo messaggio dò il via alla terza discussione della Casa del Popolo che, come deciso nel sottoforum dell'Internazionale Comunista, riguarderà la situazione dell'America Latina.

    Gli spunti di riflessione sono così tanti che mi risulta difficile elencarli tutti e quindi mi scuso per l'incompletezza.

    Tra i tanti temi di stretta attualità ne menziono qualcuno.

    La situazione in Messico merita particolare interesse per il momento difficile che stanno attraversando le forze zapatiste, ma anche per le prossime elezioni che vedranno in campo le forze della sinistra che puntano al governo.

    Il governo di Hugo Chavez che ha ridato speranze al popolo venezuelano con un modo di fare politica che và oltre gli schemi neoliberisti; ma h aridato speranze all'intero continente anche attraverso il riferimento alla tradizione bolivariana panamericana.
    Costituisce un punto di riflessione anche perchè per la prima volta (credo) un militare salito al potere non fà gli interessi del capitale yankee, ma delle popolazioni in barba alla storia del continente "cortile di casa" degli USA.

    La guerriglia colombiana delle FARC và avanti da anni nonostante le continue repressioni militari e para-militari econtrolla buona parte della nazione.

    La stessa esistenza di Cuba governata da Fidel rappresenta uno smacco per gli Stati Uniti, che tentano dall'ormai famosa invasione della Baia dei Porci del 1961 di spodestare il lider maximo per un "processo democratico" dell'isola, non esitando a ricorrere a metodi terroristici. Sono sicuro che su questo tema ci sarà un bel dibattito accesso, come al solito quando si parla di queste cose...

    Le rivolte boliviane hanno riportato al centro la questione della proprietà collettiva delle risorse naturali, ma soprattutto hanno testimonaito che l'intero continente rigetta la dottrina neolibirista.

    Poi c'è il Brasile di Lula, che stà deludendo e speranze nate con la salita al potere dell'uomo del popolo, del minatore. Ma ricordiamo che è anche il Brasile dei Sem Terra, di Porto Alegre, della democrazia partecipativa, ecc...

    A chiudere il quadro (molto approssimativo) c'è la questione argentina, la cui recente crisi ha dimostrato quanto siano utili le ricette della Banca Mondiale e del Fondo Monetario... E le cui lotte vecchie (occupazione di fabbriche) e nuove (cacerolazos) no sono riuscita a dare vita ad un'alternativa rivoluzonaria anche per l'assenza di una forza egenome.

    Non ho menzionato altre situazioni interessanti come quelle che riguardano i piccoli stati centroamericani (come Haiti) costretti spesso a pagare le conseguenze di avere un vicino così ingombrante, nè tante altre realtà del contiente sudamericano.

    Sempre avanti, compagni!
    A pugno kiuso!

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  2. #2
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    Predefinito MITI

    Intanto torniamo un po' indietro p0erche' per capire il presejnte bisogna conoscere il passato.

    Precisamente al 4 Ottobre fdel 1492 scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo.Grande ,grandissima data....................... per noi !

    Invece nell'America Latina e' considerata una data-catastrofe !

    Gli Spagnoli lasciati sull'isola Hispaniola da Colombo tampinano le donne degli indigeni e questi reagiscono ........uccidendone cinque o sei.Quando Colombo torna fa fuori TUTTI i nativi nel numero di
    circa sessantamila , di loro resta solo il ricordo nelle filodrammatiche locali.Arrivano poi i francesi che portano via tutte le piante di legno pregiato pelando l'isola e piantando sul posto gli schiavi neri fatti venire dall'Africa .Manco pensano i francesi a ripiantare qualcosa ! Gli ex schiavi sono tuttora lì in un'isola che e' l'emblema della miseria . Vedere per credere !

    Questo fu l'inzio ma poi si proseguì su questa strada ( vedi Pizzarro in Peru', i conquistadores in Messico etc.)

    L'America latina riserva di caccia di Spagnoli e Portoghesi.Poi nel 1814 la Dottrina Monroe e l'America Latina diventa riserva di caccia dei Nord-Americani e lo e' tuttora.Subito gli yankee ebbero una brillante idea: perche' fare della colonie quando e' piu' comodo e meno costoso comprare i politici locali ?

    Lo stesso nostro Garibaldi sembra che non fosse quella perla di Libertador che si dice ma fosse a libro paga degli inglesi.Di lui in Argentina comunque si parla malissimo ! E infatti a Bronte del 1860...............

    Per questa sera basta ! Due miti a terra sono abbastanza !

    Segue: guerra hispano-americana 1895 ! Il brevetto ............

  3. #3
    28 de Abrili - Juventudi Sarda
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    Predefinito America Latina: un continente in grande fermento rivoluzionario

    Non c’è dubbio che l’America Latina, il cortile di casa del “grande nemico del genere umano, gli Stati Uniti d’America” (Ernesto Che Guevara), sia un continente in grande fermento rivoluzionario, costellato di lotte di varia entità e dimensione contro lo sfruttamento neoliberista e, più in generale, capitalista.

    La prima realtà da citare non può che essere quella della gloriosa Repubblica Socialista Cubana, il faro e il punto di riferimento delle stesse lotte di tutti i popoli latino-americani.
    L’isola, da ormai più di 45 anni resiste alle costanti e criminali minacce da parte dei nemici storici della Revolucion, i vicini di casa degli USA, che passano da veri e propri tentativi di invasione militare (Baia dei Porci nel 1961), a vili atti terroristici in suolo cubano (45 anni di feroce embargo contro il suo popolo, 3478 morti e 2099 feriti per attività sovversive, 294 tentativi di dirottamenti marittimi, 54 tentativi di dirottamenti aerei, 697 atti di terrorismo, 600 tentativi di assassinio contro il presidente Fidel Castro e danni materiali per 1821 miliardi di dollari), all’appoggio e al finanziamento dell’opposizione più golpista, anti-democratica e fascista.
    Nonostante tutto ciò da ormai quasi mezzo secolo Cuba, guidata con mano ferma dal grande compagno presidente Fidel Castro, resiste eroicamente, con scelte che ai benpensanti occidentali imbevuti di retorica e ipocrisia potranno pure spesso sembrare rudi e brutali, ma che sono il più delle volte tragicamente necessarie, a una situazione che, col momentaneo fallimento della costruzione del socialismo in Europa orientale, si è fatta se possibile ancora più ostile e minacciosa.
    E nonostante tutto ciò il suo legittimo governo socialista è riuscito a garantire ai propri cittadini un tenore di vita più che dignitoso, una adeguata quantità di nutrimento giornaliero, una casa sicura, un lavoro garantito, dei sistemi scolastico e sanitario ai livelli, se non addirittura superiori, di quelli occidentali (cose insomma che nel resto del continente a mala pena si possono sognare).

    Subito dopo verrebbe da citare il processo rivoluzionario in atto in Venezuela da quando l’ex militare Hugo Chavez è salito al potere e in nome del libertador Simor Bolivar ha avviato una profonda serie di riforme atte a modificare dalle fondamenta il modello socio-economico del paese.
    Prima a diridere la “democrazia” venezuelana era l'oligarchia dipendente dai due tradizionali partiti clientelari, alternatisi al governo per 40 anni, i democristiani del Copei e socialdemocratici di Acción Democrática (il cui lider Carlos Andrés Pérez, grande amico di D’Alema e costantemente accolto con tutti gli onori dall’internazionale socialista si è augurato l’uccisione di Chavez “come un cane per fermare la rabbia”).
    Nel tentativo di porre fine a quella situazione un gruppo di giovani soldati dell’esercito, ispirati dagli ideali del bolivarismo rivoluzionario, il 4 febbraio 1992 tentò un colpo di stato che fallì e culminò con la morte o l’arresto dei ribelli, fra cui il colonnello Chavez che aveva guidato la rivolta.
    Ma grazie ad una grande pressione popolare Chavez nel 1994 venne scarcerato e nel 1998 eletto presidente, avviando un concreto programma antiliberista di ridistribuzione della ricchezza e delle terre e di lotta alla corruzione, superando indenne 8 consultazioni elettorali in 6 anni e, soprattutto, il golpe fascista del 11 aprile 2002 appoggiato da Bush e Aznar, quando milioni di cittadini venezuelani scesero in piazza insieme ai militari lealisti per cacciare i golpisti e salvare il presidente.
    Per renderci conto del reale potenziale rivoluzionario del processo in atto in Venezuela è importante dare uno sguardo al programma che il presidente Chavez ha stilato per il suo governo, il Nuovo Progetto Storico, in cui si sostiene l’obiettivo della costruzione socialismo nel XXI secolo e si considera il bolivarismo come la fase di transizione per l’America Latina.
    E’ importante inoltre evidenziare, come si è potuto vedere in occasione del golpe fallito dell’aprile 2002, la solidità di questo processo, dovuta soprattutto al fatto che “a differenza della rivoluzione cilena che fu pacifica e disarmata, la nostra rivoluzione è pacifica ma armata e le armi sono nelle mani dei soldati venezuelani, i giorni del golpe l'hanno dimostrato. E quando a qualcuno verrà in mente di ricorrere un'altra volta alla via armata contro di noi, avrà modo di verificare che l'esercito resta unito al suo popolo. Perché è dal popolo che riceve gli ordini” (Chavez, novembre 2004)
    Cito una significativa ed eloquente frase detta da un povero ragazzo venezuelano intervistato per caso da una tv in una strada di Caracas e che rappresenta il sentimento di un intero popolo: “Io non voglio che Chavez se ne vada perché non voglio tornare ad essere invisibile”.

    Oltre a queste importanti realtà, in cui la costruzione di una reale alternativa al capitalismo è in corso, è importante analizzare le eroiche guerriglie che vedono coinvolti molti popoli latinoamericani, primi fra tutti quello colombiano (in cui i compagni delle Farc e dell’Eln sono impegnati nella lotta contro il corrotto fascista Uribe e i suoi paramilitari assassini) e quello peruviano (in cui i compagni maoisti del Partito Comunista del Perù -Sendero Luminoso- dall’ormai lontano 1980, nel nome del compagno Gonzalo catturato nel 1992, proseguono la lotta contro i vari governi corrotti che si susseguono).

    Inoltre, nonostante non rappresentino certo una reale alternativa al sistema capitalista, ma siano piuttosto una faccia buona dello stesso, il trio riformista composto da Lula in Brasile, Kirchner in Argentina e Tabaré Vasquez in Uruguay, sta dando per lo meno una boccata d’aria ai rispettivi popoli dopo decenni in preda a governanti corrotti e senza scrupoli e al neoliberismo più selvaggio e sfrenato.

    E in Bolivia, Cile, Paraguay, Ecuador, Messico e nel resto del continente latino-americano i popoli continuano, in forme di diverso tipo e consistenza, tenendo alte le bandiere di Martì, Bolivar e Zapata, la lotta contro il sistema capitalista e neoliberista e contro le ingerenze nord-americane, per una prospettiva di libertà, giustizia e uguaglianza, per il socialismo e il comunismo!

    QUE VIVA CUBA SOCIALISTA!
    QUE VIVA VENEZUELA BOLIVARISTA!
    QUE VIVA LA GUERRILLA IN COLOMBIA Y PERU’!
    QUE VIVA EL COMPANERO FIDEL CASTRO!
    QUE VIVA EL COMPANERO HUGO CHAVEZ!
    HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!
    PATRIA O MUERTE! VENCEREMOS!
    CUBA SI, YANQUI NO!
    AMERICA LATINA LIBRE Y SOCIALISTA!
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  4. #4
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    Ottima l'analisi del compagno guardia arrubia.

    L'unica cosa su cui dissento è che lui è stato troppo cattivo con Lula. Certo ha deluso molto rispetto alle aspettative riversate dalla sinistra. Ma mi sembra esagerato paragonarlo a Kirchner ad esempio...

    Anche l'analisi di Ferruccio è positiva, anche se parte da lontano...

    Sempre avanti, compagni!
    A pugno kiuso!

  5. #5
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    In Origine Postato da chenap
    Ottima l'analisi del compagno guardia arrubia.

    L'unica cosa su cui dissento è che lui è stato troppo cattivo con Lula. Certo ha deluso molto rispetto alle aspettative riversate dalla sinistra. Ma mi sembra esagerato paragonarlo a Kirchner ad esempio...

    Anche l'analisi di Ferruccio è positiva, anche se parte da lontano...;)

    Sempre avanti, compagni!
    Ci avviciniamo.

    A fine Ottocento il governo USA decide di tagliare l'Itsmo di Panama e costruire un canale di unira' l'Oceano Pacifico all'Ocenao Atlantico.Ma vuole che sia l'America e gestire e dominare detto canale.

    Deve poter controllare la zona del canale ma allo stesso tempo NOn avere la Spagna tra i piedi , la madre Spagna di tutti i latino americani che parlano spagnolo.

    Giusitficando il tutto con la lotta al colonialismo intanto fa insorgere gli abitanti della zona del canale contro la Columbia
    fin che arriva va far separare la zona del futuro Canale e ad averne il controllo.

    Nello stesso tempo deve buttare fuori la Spagna dalla zona e soprattutto da Cuba.Ma gli spagnoli NON abboccano alle provocazioni e tenfono le loro posizioni.

    A questo punto gli americani danno fuoco alla loro corazzata Maine nelle acqua di Cuba accusando gli spagnoli di proditoria aggressione.I Giornali della catena Hearst avvallano questa versione influenzando l'opinione pubblica e americana e giustficando cosi' la guerra alla Spagna che perde Cuba,perde anche le Filippine ( dira' il primo Ministro Inglese Chanberlain:
    questi americani, hanno fatto la guerra contro i colonialisti e ne sono usciti con le Filippine in tasca !).Ottengono anche una base a Cuba a Guantanamno dalla quale possono controllare le acque attorno al canale e Cuba stessa. E' il primo esempio di come gli USA si autoattaccano e con una mistificazione giustificano
    la loro strategia di conquista. Da quel momento useranno questo " brevetto Fort Sunter " aplicandolo con modalita' diverse :
    LUSITANIA, Pearl Harbour, incidente del Golfo del Tonchino ,
    situazioni varie nel Centro America .Qui financo mitragliano dagli aerei la gente nelle piantagioni di banane etc riuscendo anche
    a non far pervenire notizie al riguardo nel mondo dato il lor copntrollo sui media.

    Da quel momento tutta la zona del Centro America sara' nelle loro mani tramite la classe politica delle varie repubbliche delle banane che corromperanno facendone dei servi dei loro interessi
    MAGARI ASSOCIANDOLA AI LORO AFFARI ANCHE QUELLI............

    La stessa Portorico entrera' a far parte degli USA ma con
    rappresentanti sezza diritti di voto al Congresso USA.

    Ricordare sempre questi fatti per capire che cosa accade ancora oggi nell'America Latina e per comprenedere il codice di comportamento americano in politica estera avente un solo scopo:
    conquistare e gestire tutte le risorse nel mondo con quaksiasi mezzo e con qualsiasi sistema anche il piu' spietato !

    DIO E' CON LORO ! o così vanno dicendo e chi non e' con loro e' contro di loro.

    DIO E' CON NOI ! Che poi lo disse anche qualcun altro
    ma non importa.

    IN GOD WE TRUST ! sta scritto sui dollari carta.Forse si sono dimenticati una elle in mezzo !

    Tanto ci sono anche dei segni attorno che fanno capire di che cosa si tratta !

    A presto ma non restate solo al presente: il Sud America alla fine e' il nostro bel futuro ! Siamo sulla buona strada !








    re

  6. #6
    meglio soru
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    In Origine Postato da Ferruccio


    E' il primo esempio di come gli USA si autoattaccano e con una mistificazione giustificano
    la loro strategia di conquista. Da quel momento useranno questo " brevetto Fort Sunter " aplicandolo con modalita' diverse :
    LUSITANIA, Pearl Harbour, incidente del Golfo del Tonchino ,
    situazioni varie nel Centro America .Qui financo mitragliano dagli aerei la gente nelle piantagioni di banane etc riuscendo anche
    a non far pervenire notizie al riguardo nel mondo dato il lor copntrollo sui media.

    (...)

    A presto ma non restate solo al presente: il Sud America alla fine e' il nostro bel futuro ! Siamo sulla buona strada !

    re

    si, avrei anche qualche altro esempio in merito agli auto-attacchi degli Usa... o più precisamente, nel caso che intendo io, molto recente, di "laissez-fare" per creare le condizioni di un attacco dove conviene...

    comunque il nostro bel futuro é il sud america, certo, ma anche l'europa, la cara vecchia europa, ha in sé diverse regioni interessanti... io e guardia arrubia lo sappiamo bene!

  7. #7
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    In Origine Postato da senhor soares
    si, avrei anche qualche altro esempio in merito agli auto-attacchi degli Usa... o più precisamente, nel caso che intendo io, molto recente, di "laissez-fare" per creare le condizioni di un attacco dove conviene...

    comunque il nostro bel futuro é il sud america, certo, ma anche l'europa, la cara vecchia europa, ha in sé diverse regioni interessanti... io e guardia arrubia lo sappiamo bene!
    Quali ?

  8. #8
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    In Origine Postato da senhor soares
    si, avrei anche qualche altro esempio in merito agli auto-attacchi degli Usa... o più precisamente, nel caso che intendo io, molto recente, di "laissez-fare" per creare le condizioni di un attacco dove conviene...

    comunque il nostro bel futuro é il sud america, certo, ma anche l'europa, la cara vecchia europa, ha in sé diverse regioni interessanti... io e guardia arrubia lo sappiamo bene!
    Quali ?

  9. #9
    legio_taurinensis
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    Il Sudamerica, con in testa il Venezuela, attualmente rappresenta l'ultima speranza del vento antiliberista e antieconomicista che soffia a 1000/h

  10. #10
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    In Origine Postato da Emiliano
    Il Sudamerica, con in testa il Venezuela, attualmente rappresenta l'ultima speranza del vento antiliberista e antieconomicista che soffia a 1000/h
    Meglio di nulla ma e' poco molto poco ! Troppo poco !

 

 
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