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  1. #1
    L'auriga
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    Predefinito Prodi e i patti di convivenza

    Dalla repubblica on line di oggi:

    È in questa luce che Prodi parla di diritti. "Nell'Unione riflettiamo in modo non formale - risponde sui gay - e l'orientamento verso i patti di tipo francese è di tutta la coalizione. Sui singoli articoli si può discutere ma solidarietà e riconoscimento dei diritti civili per i gay ci guidano verso un orientamento comune".

    Bene.

  2. #2
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito

    è poco noto, ma la legge esiste già, ed è stata applicata.
    perchè tutto questo 'rumore per nulla' al fine di legiferare alla francese?

    da
    http://www.liberazione.it/giornale/050630/LB12D6EC.asp


    Oggi si recheranno all'ufficio atti notori per ufficializzare la loro unione more uxorio. Come permette una legge d'epoca fascista. Proprio come vorrebbero i promotori dei Pacs
    Roma, Doriano e Vittorio oggi "sposi"
    Una legge d'epoca fascista consentirà ad una coppia di omosessuali romani di certificare la loro convivenza more uxorio e acquisire così dei benefici - in mezzo tra la coppia di fatto e il matrimonio - impensabili per gay e lesbiche italiani: ad esempio poter assistere il partner se questo viene ricoverato in ospedale, fare domanda congiunta per una casa popolare o avere diritto di essere citato nel testamento dell'altro o dell'altra. Essere una coppia, insomma, nel bene e nel male. Proprio come vorrebbero i promotori dei Pacs, i Patti Civili di Solidarietà - i cosiddetti Pacs - in discussione in questi giorni alla Commissione giustizia della Camera. I due sono Doriano Galli (53 anni) e Vittorio Dragone (43).
    Oggi si recheranno all'ufficio atti notori del Tribunale di Roma per ufficializzare la loro unione con tanto di filmino ricordo e festa con gli amici- frugale perché una "matrimonio all'italiana" con banchetto e champagne non se lo possono permettere. Viene da chiedersi: ma allora una legge per gli omosessuali già c'è in Italia? «Certo che c'è, io la usai per la prima volta nel 1981 quando con il mio compagno di allora gestivo una trattoria», spiega Doriano Galli. Attivista storico del movimento gay italiano, Galli spiega anche che nel 1937 Mussolini fu costretto a emanare una legge che salvasse le apparenze di uomini e donne sposati che improvvisamente lasciavano il marito o la moglie e fuggivano con l'amante. Siccome il divorzio non c'era e nemmeno il modo di regolarizzare le nuove unioni, per escludere il rischio di figli illegittimi il Duce varò questa norma, senza specificare il sesso dei contraenti. Un particolare importantissimo. Galli polemizza con il fronte favorevole ai Pacs, ossia con tutto il centrosinistra (i Ds, i Verdi, il Prc, il Pdci, lo Sdi e una parte della Margherita) e uno schieramento laico proveniente dalle file di Forza Italia guidato da Dario Rivolta. Polemizza con loro, e con l'Arcigay di Sergio Lo Giudice che grazie all'ex presidente Franco Grillini ha proposto i Pacs, perché «così l'Italia copia l'Europa che a sua volta ha copiato l'Italia». «L'Italia è il primo Paese ad avere una legge per le coppie omosessuali, a che servono i Patti Civili di Solidarietà che tra l'altro sono fatti solo per i gay e discriminano le coppie etero?».
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  3. #3
    L'auriga
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    Predefinito

    Citazione da Intervento Principale di by tolomeo
    è poco noto, ma la legge esiste già, ed è stata applicata.
    perchè tutto questo 'rumore per nulla' al fine di legiferare alla francese?

    da
    http://www.liberazione.it/giornale/050630/LB12D6EC.asp


    Oggi si recheranno all'ufficio atti notori per ufficializzare la loro unione more uxorio. Come permette una legge d'epoca fascista. Proprio come vorrebbero i promotori dei Pacs
    Roma, Doriano e Vittorio oggi "sposi"
    Una legge d'epoca fascista consentirà ad una coppia di omosessuali romani di certificare la loro convivenza more uxorio e acquisire così dei benefici - in mezzo tra la coppia di fatto e il matrimonio - impensabili per gay e lesbiche italiani: ad esempio poter assistere il partner se questo viene ricoverato in ospedale, fare domanda congiunta per una casa popolare o avere diritto di essere citato nel testamento dell'altro o dell'altra. Essere una coppia, insomma, nel bene e nel male. Proprio come vorrebbero i promotori dei Pacs, i Patti Civili di Solidarietà - i cosiddetti Pacs - in discussione in questi giorni alla Commissione giustizia della Camera. I due sono Doriano Galli (53 anni) e Vittorio Dragone (43).
    Oggi si recheranno all'ufficio atti notori del Tribunale di Roma per ufficializzare la loro unione con tanto di filmino ricordo e festa con gli amici- frugale perché una "matrimonio all'italiana" con banchetto e champagne non se lo possono permettere. Viene da chiedersi: ma allora una legge per gli omosessuali già c'è in Italia? «Certo che c'è, io la usai per la prima volta nel 1981 quando con il mio compagno di allora gestivo una trattoria», spiega Doriano Galli. Attivista storico del movimento gay italiano, Galli spiega anche che nel 1937 Mussolini fu costretto a emanare una legge che salvasse le apparenze di uomini e donne sposati che improvvisamente lasciavano il marito o la moglie e fuggivano con l'amante. Siccome il divorzio non c'era e nemmeno il modo di regolarizzare le nuove unioni, per escludere il rischio di figli illegittimi il Duce varò questa norma, senza specificare il sesso dei contraenti. Un particolare importantissimo. Galli polemizza con il fronte favorevole ai Pacs, ossia con tutto il centrosinistra (i Ds, i Verdi, il Prc, il Pdci, lo Sdi e una parte della Margherita) e uno schieramento laico proveniente dalle file di Forza Italia guidato da Dario Rivolta. Polemizza con loro, e con l'Arcigay di Sergio Lo Giudice che grazie all'ex presidente Franco Grillini ha proposto i Pacs, perché «così l'Italia copia l'Europa che a sua volta ha copiato l'Italia». «L'Italia è il primo Paese ad avere una legge per le coppie omosessuali, a che servono i Patti Civili di Solidarietà che tra l'altro sono fatti solo per i gay e discriminano le coppie etero?».
    Potresti indicarmi gli estremi di questa legge, per cortesia?
    Grazie

  4. #4
    laico progressista
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    La dichiarazione di Prodi è ottima, e smentisce una sua precedente, in cui si manifestava contrario alle unioni di coppie gay.
    Il centrosinistra deve riformare radicalmente il concetto di nucleo sociale. I PACS sono un capitolo molto importante, poi bisognerà avere il coraggio di andare anche oltre. Dobbiamo arrivare alla liberalizzazione delle unioni e delle convivenze, alla libera aggregazione sociale tra esseri umani, anche nella sfera privata.
    Sarebbe interessante discuterne.

  5. #5
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito

    l'unione tra i due contraento non è andata a buon fine. chissà perchè? in fondo uno di loro aveva già vista applicata quella legge nel suo caso, in una unione precedente.
    riporto la denuncia da lui esposta contro il cancelliere del tribunale, in cui vi sono riportati anche gli estremi della legge in questione.

    "PROCURA DELLA REPUBBLICA
    Presso il Tribunale Penale di Roma

    ATTO DI DENUNCIA QUERELA


    Il sottoscritto Doriano Galli, nato a Roma il 20.03.1952, in proprio e nella sua qualità di segretario della Lega per i diritti sessuali della persona, residente in Roma via Alessandro III n.1, dom.to ex lege in Roma via
    Giuseppe Palumbo 12 presso lo studio dell'avvocato Antonia di Maggio che nomino difensore con espressa delega al deposito del presente atto:

    PREMESSO
    In data 30.06.2005 mi sono recato, unitamente ai sigg.ri Claudio Mori,
    Vinicio Diamanti, Vera Nicotra, Antonio di Giacomo, Franco Di Matteo (che indico sin d'ora quali testi), presso l'ufficio "ATTI NOTORI" sito in via Dopanto 4 nella sede del Tribunale Civile di Roma, al fine di ratificare un atto di convivenza con il signor Dragone Vittorio, a mezzo di dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà ex art.21 e 47 DPR 445/2000;
    Presente la cancelliera, sig.ra Giovanna Dionette, la quale constatato che si trattava di una dichiarazione di convivenza "more uxorio" o meglio" secondo il costume degli sposi" con PERSONA di pari genere sessuale, si è rifiutata di ratificare la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, adducendo come motivazione ostativa che la convivenza secondo il costume degli sposi - o more uxorio - può essere oggetto di dichiarazione solo se i soggetti interessati appartengono a genere sessuale distinto.
    Poiché nella mia vita l'esperienza della dichiarazione di convivenza era ormai divenuta prassi consolidata, utile, a volte assolutamente necessaria ed imprescindibile, senza che abbia mai trovato ostacoli insormontabili,
    come le precedenti occasioni avevo organizzato anche un piccolo rinfresco e invitato alla ratifica dell'atto intimi amici.
    Preciso infatti che in data 30.12.1981 ratificai la mia prima dichiarazione di convivenza con Patrizio Marseglia .
    Ciò ci ha consentito di unificare i nostri "Stati di Famiglia" e di gestire a "conduzione familiare" una trattoria.
    In seguito il mio compagno subì una carcerazione, e la ratifica dell’atto di convivenza si rivelò utile per i colloqui in carcere , per la nomina del difensore e per la concessione delle detenzione domiciliare, oltre e non ultimo per la scelta del comune medico di famiglia. In data 21.01.1988 ratificai la mia seconda convivenza con Giuseppe Cavallo.
    In quella circostanza, oltre la comune ordinaria utilità, l’atto di convivenza ci consentì la partecipazione al bando per le case popolari. Nel 1984
    unitamente a Pierina Cavilli sono stato testimone di ratifiche di convivenza per due PERSONE di identica appartenenza di genere.
    Alla luce delle pregresse esperienze, il rifiuto e l’omissione della cancelliera Dionette, mi è parsa non solo anacronistica e dettata da convinzioni assolutamente personalistiche di giudizi – pregiudizi, ma anche fortemente in contrasto con lo stato di diritto.
    La funzione del cancelliere, nella ratifica della dichiarazione dell’atto sostitutivo di notorietà è solo ed esclusivamente di verificare l’esatta
    identità del dichiarante e dei testimoni, e attestare che la dichiarazione di veridicità di quanto dichiarato viene confermata alla sua presenza, liberamente.
    Non compete e non può competere al cancelliere interferire con il testo della dichiarazione, ne ha poteri “investigativi” in merito.
    Inoltre, fermo restando che due persone abitano (convivono) nel medesimo
    domicilio (cosa non contraria alla legge né all’ordine pubblico) ed in detto
    domicilio si comportano come da “costume degli sposi”(in termini espliciti
    consumano rapporti sessuali – anche questo non contrario all’ordine pubblico e/o alla legge) è fatto che non è oggetto di valutazione da parte della Cancelliera.
    Tanto premesso e considerato il sottoscritto Doriano Galli in proprio e
    nella sua qualità di segretario della “Lega per i diritti sessuali della

    persona”

    Propone formale denuncia – querela

    Nei confronti della signora Giovanna Dionette, cancelliera in servizio il
    30.06.05 presso l’ufficio “Atti Notori” presso il Tribunale Civile di Roma,
    per il reato omissione di atto dovuto, abuso di potere, e quanto altro la
    S.V. vorrà ravvisare dai fatti suindicati . Dichiaro sin d’ora di non
    prestare consenso alla emissione del Decreto penale di condanna e mi
    riservo la costituzione come parte civile per il risarcimento dei danni
    subiti in proprio e per i danni diretti subiti dall’associazione che
    rappresento.
    Chiedo di essere avvisato ex art.108 e segg.ti c.p.p. in caso di richiesta
    di archiviazione del procedimento.
    Delego l’avvocato Atonia Di Maggio al deposito della presente presso il R.G.
    notizie di reato.

    Con riserva di presentare documenti.

    Roma 04.07.05

    Doriano Galli
    "


    E' evidente che qualcuno vuole i pacs francesi a tutti i costi.
    .

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  6. #6
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    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena
    La dichiarazione di Prodi è ottima . . . Il centrosinistra deve riformare radicalmente il concetto di nucleo sociale . . .
    Sarebbe interessante discuterne.
    Avevamo già iniziato a discuterne qualche mese fa, in un apposito thread. Mi sembrava che il sentimento diffuso nel Movimento fosse di approvazione di un simile percorso.

    In effetti anche io ritengo che un provvedimento legislativo di questa natura sarebbe ormai doveroso, per sanare anni di ingiustizie.

    Quanto all'andare oltre ritengo però che sia assolutamente da evitare il percorso del "riconoscimento di diritti" a soggetti differenti dalle singole persone.

    La mia opinione è che se si riconoscono dei diritti solo alle coppie eterosessuali si compie una ingiustizia. Se per sanare l'ingiustizia si tende a riconoscere simili diritti anche a coppie omosessuali nell'immediato si compie una operazione di equità, ma in termini teorici non si fa altro che estendere l'ingiustizia.

    Nell'immediato questa equità è necessaria, ma in un mondo ideale sarebbe meglio che i diritti spettassero solo alle PERSONE e non ad associazioni spontanee di persone (è poi anche la questione del diabolicamente fumoso concetto giuridico di "coppia", che tanto ci ha indignato discutendo lella Legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita).

  7. #7
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    Predefinito

    Citazione da Intervento Principale di by tolomeo
    l'unione tra i due contraento non è andata a buon fine. chissà perchè? in fondo uno di loro aveva già vista applicata quella legge nel suo caso, in una unione precedente.
    riporto la denuncia da lui esposta contro il cancelliere del tribunale, in cui vi sono riportati anche gli estremi della legge in questione.

    "PROCURA DELLA REPUBBLICA
    Presso il Tribunale Penale di Roma

    ATTO DI DENUNCIA QUERELA


    Il sottoscritto Doriano Galli, nato a Roma il 20.03.1952, in proprio e nella sua qualità di segretario della Lega per i diritti sessuali della persona, residente in Roma via Alessandro III n.1, dom.to ex lege in Roma via
    Giuseppe Palumbo 12 presso lo studio dell'avvocato Antonia di Maggio che nomino difensore con espressa delega al deposito del presente atto:

    PREMESSO
    In data 30.06.2005 mi sono recato, unitamente ai sigg.ri Claudio Mori,
    Vinicio Diamanti, Vera Nicotra, Antonio di Giacomo, Franco Di Matteo (che indico sin d'ora quali testi), presso l'ufficio "ATTI NOTORI" sito in via Dopanto 4 nella sede del Tribunale Civile di Roma, al fine di ratificare un atto di convivenza con il signor Dragone Vittorio, a mezzo di dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà ex art.21 e 47 DPR 445/2000;
    Presente la cancelliera, sig.ra Giovanna Dionette, la quale constatato che si trattava di una dichiarazione di convivenza "more uxorio" o meglio" secondo il costume degli sposi" con PERSONA di pari genere sessuale, si è rifiutata di ratificare la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, adducendo come motivazione ostativa che la convivenza secondo il costume degli sposi - o more uxorio - può essere oggetto di dichiarazione solo se i soggetti interessati appartengono a genere sessuale distinto.
    Poiché nella mia vita l'esperienza della dichiarazione di convivenza era ormai divenuta prassi consolidata, utile, a volte assolutamente necessaria ed imprescindibile, senza che abbia mai trovato ostacoli insormontabili,
    come le precedenti occasioni avevo organizzato anche un piccolo rinfresco e invitato alla ratifica dell'atto intimi amici.
    Preciso infatti che in data 30.12.1981 ratificai la mia prima dichiarazione di convivenza con Patrizio Marseglia .
    Ciò ci ha consentito di unificare i nostri "Stati di Famiglia" e di gestire a "conduzione familiare" una trattoria.
    In seguito il mio compagno subì una carcerazione, e la ratifica dell’atto di convivenza si rivelò utile per i colloqui in carcere , per la nomina del difensore e per la concessione delle detenzione domiciliare, oltre e non ultimo per la scelta del comune medico di famiglia. In data 21.01.1988 ratificai la mia seconda convivenza con Giuseppe Cavallo.
    In quella circostanza, oltre la comune ordinaria utilità, l’atto di convivenza ci consentì la partecipazione al bando per le case popolari. Nel 1984
    unitamente a Pierina Cavilli sono stato testimone di ratifiche di convivenza per due PERSONE di identica appartenenza di genere.
    Alla luce delle pregresse esperienze, il rifiuto e l’omissione della cancelliera Dionette, mi è parsa non solo anacronistica e dettata da convinzioni assolutamente personalistiche di giudizi – pregiudizi, ma anche fortemente in contrasto con lo stato di diritto.
    La funzione del cancelliere, nella ratifica della dichiarazione dell’atto sostitutivo di notorietà è solo ed esclusivamente di verificare l’esatta
    identità del dichiarante e dei testimoni, e attestare che la dichiarazione di veridicità di quanto dichiarato viene confermata alla sua presenza, liberamente.
    Non compete e non può competere al cancelliere interferire con il testo della dichiarazione, ne ha poteri “investigativi” in merito.
    Inoltre, fermo restando che due persone abitano (convivono) nel medesimo
    domicilio (cosa non contraria alla legge né all’ordine pubblico) ed in detto
    domicilio si comportano come da “costume degli sposi”(in termini espliciti
    consumano rapporti sessuali – anche questo non contrario all’ordine pubblico e/o alla legge) è fatto che non è oggetto di valutazione da parte della Cancelliera.
    Tanto premesso e considerato il sottoscritto Doriano Galli in proprio e
    nella sua qualità di segretario della “Lega per i diritti sessuali della

    persona”

    Propone formale denuncia – querela

    Nei confronti della signora Giovanna Dionette, cancelliera in servizio il
    30.06.05 presso l’ufficio “Atti Notori” presso il Tribunale Civile di Roma,
    per il reato omissione di atto dovuto, abuso di potere, e quanto altro la
    S.V. vorrà ravvisare dai fatti suindicati . Dichiaro sin d’ora di non
    prestare consenso alla emissione del Decreto penale di condanna e mi
    riservo la costituzione come parte civile per il risarcimento dei danni
    subiti in proprio e per i danni diretti subiti dall’associazione che
    rappresento.
    Chiedo di essere avvisato ex art.108 e segg.ti c.p.p. in caso di richiesta
    di archiviazione del procedimento.
    Delego l’avvocato Atonia Di Maggio al deposito della presente presso il R.G.
    notizie di reato.

    Con riserva di presentare documenti.

    Roma 04.07.05

    Doriano Galli
    "


    E' evidente che qualcuno vuole i pacs francesi a tutti i costi.
    Ti chiedo di nuovo gli estremi della legge fascista, non citata né lontanamente richiamata nella querela qui sopra (l'unica legge citata, DPR 445/2000 mi pare riguardi l'autocertificazione, che comunque, per ragioni temporali, non può essere la legge fascista di cui parlava liberazione). Grazie.

  8. #8
    a.k.a. tolomeo
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    Arsenio, mi dispiace, ma non riesco a trovare gli estremi della legge fascista originale.
    Il fatto che sia Liberazione che Il Messagero che gli stessi contraenti - uno dei quali fra l'altro l'ha già utilizzata in precedenza - ne citino l'esistenza mi pare attesti una sua presenza nel codice.
    Se proprio vuoi conoscere tutti i dettagli, mi pare non dovrebbe essere difficile contattare il denunziante o il suo avvocato.
    Mi dispiace, ma non posso esserti di maggior aiuto.
    .

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  9. #9
    laico progressista
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    Citazione da Intervento Principale di by LUCIO
    Avevamo già iniziato a discuterne qualche mese fa, in un apposito thread. Mi sembrava che il sentimento diffuso nel Movimento fosse di approvazione di un simile percorso.

    In effetti anche io ritengo che un provvedimento legislativo di questa natura sarebbe ormai doveroso, per sanare anni di ingiustizie.

    Quanto all'andare oltre ritengo però che sia assolutamente da evitare il percorso del "riconoscimento di diritti" a soggetti differenti dalle singole persone.

    La mia opinione è che se si riconoscono dei diritti solo alle coppie eterosessuali si compie una ingiustizia. Se per sanare l'ingiustizia si tende a riconoscere simili diritti anche a coppie omosessuali nell'immediato si compie una operazione di equità, ma in termini teorici non si fa altro che estendere l'ingiustizia.

    Nell'immediato questa equità è necessaria, ma in un mondo ideale sarebbe meglio che i diritti spettassero solo alle PERSONE e non ad associazioni spontanee di persone (è poi anche la questione del diabolicamente fumoso concetto giuridico di "coppia", che tanto ci ha indignato discutendo lella Legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita).
    L'approccio è interessante. Andrebbe approfondito. Io credo, (ma forse è il caso degli estremi che collimano) che l'unione o la semplice aggregazione limitata a due persone non debba essere l'unica possibilità: ma che debba essere anche estesa a più persone, a prescindere dal sesso e dal numero.

  10. #10
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