Interrogazione a risposta scritta

Al ministro dell'ambiente e della tutela del territorio

Al ministro della difesa per sapere, premesso che:

secondo quanto si apprende dal quotidiano "Il giornale di Sardegna", nelle
tabelle del 2001 del Genio della Marina ("Naval Facilities Engineering
Command", Navfac) la base Usa di Santo Stefano - La Maddalena- è
classificata, unica tra quelle presenti in territorio italiano, a "livello
1", ovvero tra gli "impianti produttori di grandi quantità di rifiuti
pericolosi";

nell'articolo, a firma Marco Mostallino, si legge inoltre che le regole
Navfac, valide per tutte le installazioni della Us Navy, pongono precise e
severe limitazioni allo stoccaggio delle sostanze altamente inquinanti; più
precisamente, a pag. 22 del documento ufficiale del 29 gennaio 2002, cap.
VI - "Criteri generali per lo smaltimento dei rifiuti"- si apprende che "La
quantità totale di rifiuti pericolosi stoccati nei depositi temporanei per
sostanze speciali pericolose all'interno o dei confini delle basi deve
rispondere a una delle seguenti limitazioni: 1) il volume dei rifiuti non
deve superare i 10 metri cubi in nessun momento, oppure 2) lo stoccaggio
temporaneo dei rifiuti non deve superare la durata di 2 mesi". "In ogni
caso -si legge ancora nel documento ufficiale della Marina militare Usa- la
durata dello stoccaggio in un deposito temporaneo di sostanze pericolose può
essere esteso a un anno, senza richiedere nessuna autorizzazione, se la
quantità totale di rifiuti pericolosi prodotta in quell'anno non supera i 10
metri cubi oppure se il deposito temporaneo si trova in una piccola isola,
per esempio La Maddalena";

secondo quanto risulta dall'Agenzia federale per l'Ambiente, le sostanze
tossiche prodotte da una base di sommergibili o incursori sono solventi
cancerogeni, idrocarburi, vernici, composti altamente pericolosi come le
diossine e i composti di cloro;

secondo, inoltre, le ispezioni dell'ente governativo americano, la base di
Groton (Connecticut) dalla quale partono i sottomarini diretti alla base di
Santo Stefano, è fortemente inquinata da questi rifiuti tossici, che si
infiltrano nelle falde acquifere;

se non ritenga che la deroga prevista dai regolamenti Usa in materia di
stoccaggio di rifiuti tossici - "La durata può essere estesa a un anno [.]
se il deposito temporaneo si trova in una piccola isola, per esempio La
Maddalena", sia grave e immotivata scientificamente e tale da produrre
gravissimi danni all'ambiente e alle persone residenti nell'isola;

se non ritenga che, in considerazione della natura cancerogena di molte
sostanze emesse dai sottomarini di stanza presso la base Usa di Santo
Stefano, sia opportuno disporre la chiusura della base stessa.



Roma 25/05/2005