di Dagoberto Bellucci


Dal momento della sua elezione, il Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran è fatto oggetto di una campagna di stampa denigratoria a tutto campo. In cabina di regia, come sovente accade, gruppi di pressione sionisti.




A meno di dieci giorni dal voto che ha sancito la vittoria nelle presidenziali iraniane di Mahmud Ahmadinejad, le lobby di pressione e di controllo sioniste d'Europa si mobilitano in una campagna di disinformazione che mira a screditare il nuovo Presidente dell'Iran.
Non si sono infatti ancora placate le polemiche che hanno fatto seguito alle sue chiare dichiarazioni circa la natura dell'Entità Sionista occupante la Palestina (che Ahmadinejad non ha esitato a definire uno "stato terrorista") e sul ruolo egemonico degli Usa come unica superpotenza imperialistica del pianeta che, come prevedibile, la stampa mondiale ha cominciato un intenso fuoco di fila contro il neoeletto Presidente dell'Iran.
Le accuse secondo le quali Ahmadinejad sarebbe stato tra i responsabili dell'assalto lanciato dagli studenti universitari iraniani contro la sede dell'Ambasciata americana a Teheran nel novembre 1979 (inizio della crisi degli ostaggi che per 444 giorni costrinse l'Amministrazione Carter a diversi complotti contro l'Iran tra i quali il disastroso tentativo di assassinare l'Imam Khomeyni e liberare le spie americane che si tramutò nell'incidente nel deserto di Tabas) sono state respinte dal Ministero degli Affari Esteri iraniani come "calunnie e menzogne della propaganda sionista". Secondo il porta parola del Ministero degli Esteri di Teheran, Hamid Reza Asefi, "noi siamo stati testimoni prima delle elezioni presidenziali dell'attitudine negativa dei circoli sionisti. Dopo i risultati del secondo scrutinio, questi stessi circoli hanno intensificato i loro attacchi mediante la stampa".
Dopo la sua elezione, Ahmadinejad è stato accusato di essere tra i giovani universitari che presero d'assalto l'ambasciata americana, e alcuni degli ex ostaggi americani si sarebbero anche costituiti come parte civile contro il neoeletto presidente iraniano su suggerimento di una abile regia sionista che mira alla demonizzazione e alla disinformazione nel mondo occidentale della figura del neo-Presidente. Secondo molti iraniani che invece presero parte all'assalto contro l'Ambasciata, questa informazione è assolutamente 'falsa' e frutto della propaganda nemica. Un nuovo attacco contro Ahmadinejad arriverebbe stavolta dall'Austria, dove le autorità locali hanno comunicato, sabato 2 luglio scorso, che sarebbero in possesso di documenti che proverebbero l'implicazione di Mahmud Ahmadinejad nell'assassinio di un oppositore curdo, Abdul Rahman Ghassemlou, ucciso a Vienna nel 1989. Secondo quanto ha riferito il portavoce del Ministero degli Interni austriaco, Rudolf Gollia, "un dossier relativo a Mahmud Ahmadinejad è stato aperto alla fine dello scorso maggio dal "Servizio per la lotta contro il Terrorismo" dello Stato, che l'avrebbe trasmesso alla Procura Generale e alla Magistratura". Le dichiarazioni, invero contraddittorie, del portavoce del Ministero degli Interni austriaco affermerebbero però che "al momento non sarebbero state impartite istruzioni su questo caso".
La reazione iraniana non si è fatta attendere. Secondo il responsabile del Ministero degli Esteri iraniano, dr. Asefi, "è evidente che si tratti di una menzogna priva di fondamento". In risposta alle nuove accuse lanciate dall'Austria contro il neoeletto Presidente della Repubblica, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha anche invitato gli "Europei a non cadere sotto le pressioni della propaganda sionista".
Non è la prima volta che l'Austria si piega alle volontà di note ed individuate lobby di pressione sioniste. Tra i centri di controllo e di monitoraggio dell' "anti-semitismo" e dell' "anti-sionismo" nella società austriaca, ricordiamo il Centro Studi "Simon Wiesenthal" intervenuto le pesanti interferenze nella stessa vita politica nazionale austriaca ai tempi dell'affaire Waldheim (fine anni Ottanta), così come, più recentemente, contro la presenza al Governo dell'FPÖ - il Partito Liberale - di Jörg Haider. L'Europa non deve cadere sotto i ricatti e le pressioni del Sionismo che, dopo la vittoria della fermezza e della coerenza di Ahmadinejad in Iran, mira a screditare la Repubblica Islamica dell'Iran per i propri fini strategici.