Napoli, 4 arresti tra i dipendenti della 'Croce Cangiani'
Chiedevano somme enormi per trasportare i pazienti
Camorra, mani sulle ambulanze
fino a 500 euro per un ricovero
E minacciavano le associazioni concorrenti
Le ambulanze dei clan
ROMA - L'ombra della camorra si allunga sul trasporto dei malati. Un'indagine condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Raffaele Marino ha permesso di far luce su gravi episodi legati al mondo della sanità a Napoli. Una società ritenuta controllata dal clan Cimmino pretendeva anche migliaia di euro dai familiari di persone da trasportare urgentemente con l'ambulanza in ospedale, anche se solo per pochi chilometri.
Avevano fatto ricorso ad ogni mezzo, comprese minacce armate e accoltellamenti, per eliminare la concorrenza, ma soprattutto chiedevano somme ingenti per il trasporto dei pazienti, tra i 300 e i 500 euro a fronte di una tariffa comunale di 45 euro. La Squadra mobile di Napoli (insieme al commissariato dell'Arenella) ha fermato quattro persone, mentre altre due sono al momento ricercate. Pesanti le accuse: estorsione aggravata, illecita concorrenza con violenza, minaccia e lesioni, con l'ulteriore aggravante del metodo mafioso e della finalità di agevolare l'associazione camorristica operante nei quartieri collinari della città.
Nel corso dell'operazione i poliziotti hanno sottoposto a sequestro la sede della ditta e sei ambulanze. La polizia ha arrestato Marco Salvati, 35enne, presidente della associazione Volontari Croce Cangiani, ditta privata di ambulanze, Sergio D'Andrea, 47enne, Giovanni Di Vaio, 30enne, Ciro Campochiaro, 21enne, tutti napoletani e ritenuti appartenenti al clan Cimmino. Sono stati inoltre sequestrati denaro e conti correnti intestati a Salvati per un importo di circa 400 mila euro. Nel corso della perquisizione trovati anche 25 Rolex di grande valore e quattro coltelli.
Secondo la ricostruzione dei fatti da parte della Procura, la Croce Cangiani, nel periodo dal 2003 ad oggi avrebbe tentato con ogni mezzo di eliminare la concorrenza delle altre Croci, cioè le altre associazioni private che operano nel settore del trasporto infermi. La situazione è precipitata nei giorni scorsi quando ignoti hanno appiccato il fuoco al deposito delle ambulanze appartenenti ad una delle società concorrenti.
Inoltre - sostiene l'accusa - il presidente Salvati avrebbe più volte aggredito i dipendenti concorrenti, minacciandoli anche con armi e colpendo con una coltellata a un piede uno dei dipendenti di un'altra associazione. Fatti molto gravi verificatisi all'interno dell'ospedale Cardarelli dove viene coordinata l'attività di soccorso di emergenza. Nemmeno il personale di vigilanza del nosocomio veniva risparmiato.
(13 luglio 2005)
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camorra che chiede tra i 300 e i 500 euro?? ed il COMUNE ne chiede 45???
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