Perquisizioni in ambienti islamici, 174 fermati
ROMA/BRUXELLES (Reuters) - Polizia e carabinieri hanno fermato oggi per controlli 174 persone dopo aver eseguito circa 200 perquisizioni negli "ambienti islamici radicali" di tutta Italia, in quella che il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu ha definito "un'operazione di carattere preventivo su ambienti a rischio" dopo gli attentati della scorsa settimana a Londra.
"Sono state fermate 174 persone. A loro carico sono in corso approfondimenti e verifiche per eventuali provvedimenti amministrativi", ha detto un funzionario del dipartimento, precisando che le 201 perquisizioni hanno interessato 423 persone tutte identificate.
"Tutte le persone controllate sono persone che davano motivi concreti per essere controllate", ha detto Pisanu a margine del Consiglio straordinario sul terrorismo dei ministri della Giustizia e dell'Interno Ue, convocato per oggi a Bruxelles in seguito agli attentati.
"Se (le persone fermate) risulteranno in posizione irregolare potranno essere espulse. Se ci saranno elementi seri di ordine pubblico, ma non sufficienti all'arresto, prenderò le decisioni secondo le valutazioni più scrupolose caso per caso", ha aggiunto il ministro.
PISANU: 'MAI ABBASSATA GUARDIA, OPERAZIONE PREVENTIVA'
"E' un'operazione preparata da tempo a conferma del fatto che l'Italia non ha mai abbassato la guardia di fronte al rischio di terrorismo", aveva detto in giornata Pisanu. "Naturalmente non sto dicendo che abbiamo preso dei terroristi. Abbiamo fatto un'operazione di carattere preventivo su ambienti a rischio".
Intanto, il magistrato che coordina il pool anti-terrorismo di Napoli ha detto oggi che gli inquirenti stanno indagando su presunti legami tra gruppi camorristici e gruppi terroristici internazionali, in particolare per il traffico di stupefacenti che servirebbe a finanziare anche "il terrorismo internazionale".
Il maxiblitz di oggi si è svolto in base a quanto previsto dall'articolo 41 del codice penale, che consente alle forze dell'ordine di perquisire un'abitazione senza mandato qualora sia in cerca di armi o esplosivo.
In giornata si è riunito anche in seduta straordinaria il Comitato sicurezza finanziaria - fa sapere il ministero dell'Economia - che ha preso in esame alcune misure, da definire in una prossima riunione, per rendere più incisiva l'azione di contrasto del finanziamento del terrorismo.
NAPOLI, SI INDAGA SU RAPPORTI CAMORRA-GRUPPI MILITANTI
Il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti, che coordina il pool anti-terrorismo della procura partenopea, ha detto oggi che "stiamo indagando su collegamenti tra gruppi estremistici islamici e gruppi camorristici, in particolare attivi nel settore del traffico di stupefacenti".
"Siamo convinti che il traffico serva a finanziare direttamente e indirettamente il terrorismo internazionale", ha detto il magistrato. "Ne siamo ormai certi e stiamo indagando in questa direzione".
"Siamo certi che una consistente quota del traffico internazionale degli stupefacenti serva a finanziare organizzazioni terroristiche transnazionali... i collegamenti riguardano non solo gruppi camorristici ma anche organizzazioni criminali transnazionali".
Il procuratore ha detto anche che al momento, tra le varie inchieste in corso su presunti gruppi islamici militanti, sono circa 100 le persone indagate a Napoli, mentre per altri 28 algerini sono state chieste misure cautelari.
Nell'ambito delle indagini antiterrorismo avviate da diverse procure italiane, oggi il gup del tribunale di Brescia ha condannato con rito abbreviato due nordafricani per associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale, reato previsto dall'art.270 bis del codice penale, introdotto in Italia dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 negli Usa. Un altro imputato è stato condannato per istigazione e un quarto assolto.




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