«Come è possibile dire sì ad una manifestazione di mille postfascisti a Schio mentre si nega a venti rappresentanti della Guardia Nazionale Padana di cammianre per le vie del centro di Vicenza? È inaccettabile. Il questore di Vicenza Dario Rotondi si dimetta». Ha usato queste parole ieri Franca Equizi , consigliere comunale del capoluogo in forza al Carroccio. L'obiettivo? Prendere le distanze dalla ordinanza con cui la questura ha negato il permesso alla ronda padana prevista ieri sera; ronda organizzata «al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema del degrado del rione di via Napoli».
DOMANDA DI ATTUALITÀ. Formalmente la Equizi , vessillo della base berica del Carroccio, ha esposto i suoi dubbi in una domanda di attualità redatta ieri nel primo pomeriggio, interrogazione che sarà discussa mercoledì in consiglio comunale. Il consigliere del Carroccio ieri era un fiume in piena. Ha parlato della manifestazione di oggi a Schio, dove si autorizza un corteo di mille camicie nere che esporranno simboli nazifascisti. Ha parlato dell'ok «sempre rilasciato dalla questura ai trecento-quattrocento (si tratta sempre di stime, ndr) giovani dei centri sociali che hanno preparato il loro controcorteo». Di seguito ha puntato l'indice contro la questura: «Perché la Lega deve essere confinata in una riserva indiana? Non ci è garantito il diritto di esprimere il nostro pensiero? La Guardia Nazionale Padana è una associazione Onlus legalmente riconosciuta. La nostra intenzione era quella di fare un giro in silenzio per le strade di Vicenza. Osservare quale è lo stato del degrado e poi tornare a casa. Il tutto dalle Dalle 17 alle 20». E in aula gli spunti di scussione non mancheranno perché Equizi , oltre a chiedere lumi alla giunta, ha redatto una richiesta di dibattito urgente in base all'articolo 17 del regolamento comunale.
ESPOSTO. La vicenda va considerata però pure da un punto di vista più generale perché per conoscenza il documento della leghista verrà mandato anche all'ufficio territoriale del governo mentre contemporaneamente verrà chiesto l'intervento del prefetto Angelo Tranfaglia e del ministero degli Interni. Ed Equizi spara a zero: «Non si capisce quali siano le basi giuridiche dell'ordinanza di Rotondi. Perché nel in giro per il Paese le ronde vengono autorizzate e a Vicenza no? Perché nel 2002 la questura ad una nostra identica iniziativa diede l'ok? Sarebbe gravissimo che qualcuno abbia voluto mettere la sordina rispetto al vero motivo per il quale siamo scesi in starda». Ed il motivo la Equizi lo ha scritto nero su bianco in decine di interventi in aula: comportamenti degli stranieri al limite della legalità; autorizzazione annonarie rilasciate in circostanze poco chiare; mancanza di controllo da parte del comune per le bollette dell'immondizia non pagate; mancanza di controllo da parte delle forze dell'ordine e soprattutto immobiliaristi senza scrupoli pronti «ad affittare i loro negozi a pregiudicati stranieri con la benedizione silenziosa di diversi settori delle istituzioni locali compresa la curia».
LO SCENARIO.Equizi si dice pronta nei prossimi giorni a rivelare altri retroscena sull'intera vicenda mentre a palazzo Trissino già si vocifera di interrogazioni parlamentari al ministero dell'Interno nonché dell'intervento di alcuni esponenti di spicco del Carroccio Nazionale. «Siamo stomacati - fanno sapere alcuni residenti della zona che da anni lamentano il degrado di via Napoli - dal comportamento di certi servitori dello stato». Poi l'ironia: «Siamo lieti del saggio delle prerogative costituzionali del cittadino fornitoci dal questore; dovrebbe scrivere un trattato».
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Era prevista per ieri dalle ...
(M.M.) Era prevista per ieri dalle 17 alle 20 la ronda della Guardia Nazionale Padana per le vie della prima periferia di Vicenza. Sempre ieri però in mattinata il questore di Vicenza Dario Rotondi ha negato la manifestazione delle venti camicie verdi per ragioni di ordine pubblico. Una decisione che ha scatenato un parapiglia politico. Franca Equizi , consigliere leghista del capoluogo ha redatto una interrogazione di fuoco indirizzata alla giunta e per conoscenza al prefetto chiedendo le dimissioni immediate di Rotondi.
E subito si sono mosse le alte sfere del partito. Ieri in piazza Castello alle 18 è arrivato il deputato Giovanni Didoné, eletto nel comprensorio Bassanese, mentre in municipio già correvano voci di interrogazioni parlamentari e di richiesta di intervento nei confronti del ministro dell'Interno Beppe Pisanu. La Lega lamenta disparità di trattamento rispetto alla manifestazione autorizzata oggi a Schio dalla Fiamma Tricolore per la commemorazione dell'«eccidio perpetrato dai partigiani». E l'intera vicenda è destinata a finire in consiglio comunale.
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Mi fanno schifo ! una settimana prima il questore aveva autorizzato una manifestazione di no global e clandestini per protestare contro la legge Bossi e poi ci vengono pure a negare il permesso.....




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