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visto che
l'unico interesse reale di USA e GB era ed è di tipo economico, forse anche la presenza italiana ha questa giustificazione (in questo caso il punto 4 sarebbe sbagliato).
Il resto è tutto ampiamente condivisibile e non vedo cosa ci stiano a fare lì i nostri soldati se debbono badare solo a loro stessi....e purtroppo rischiare la pelle se vanno fuori dalle caserme.
Tex Willer
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Art.11 Costituzione: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
Di mio aggiungo che "moralmente" sarebbe forse giusto restare, se gli iracheni lo chiedono, sinché il paese non si sia riappacificato, razionalmente è necessario andarsene, perché non vi è neanche un briciolo di speranza che non dico nel prossimo futuro, ma neanche nei prossimi anni l'iraq esca dall'anarchia tribale in cui americani e inglesi l'hanno cacciato, e la presenza di stranieri (che, per giunta, compiono abitualmente atti ben poco carini nei confrotni dela popolazione locale) non potrà che aggravare la situazioen di quei sventurati popoli (da Saddam a Bush. mammamia......................)
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Citazione:
Citazione da Intervento Principale di by Arsenio
Art.11 Costituzione: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
. . . ripudia la guerra COME . . .
Vi ricordo che la posizione del MRE non era contro la guerra, ma fondato sulla pregiudiziale di un inequivocabile mandato ONU (che in realtà, checché se ne dica, non c'è mai veramente stato).
In altre parole la posizione del Movimento non è di pacifismo irriducibile.
Siamo alle solite, se in Italia ci fosse una destra seria questa ci direbbe chiaro e tondo che l'Italia ha interessi economici in Iraq (e ce li ha eccome, anzi che li aveva fino all'intervento americano: la guerra in qualche modo gli Americani l'hanno fatta contro di noi europei, col chiaro intento di destabilizzare i nostri rapporti con quell'area). Poi una destra seria avrebbe fatto di tutto per organizzare una presenza militare europea complessivamente MOLTO più forte di quella americana SVILUPPANDO UNA POLITICA MORALMENTE DISDICEVOLE, MA EFFICACE.
L'intervento (comunque sbagliato) sarebbe stato in ogni caso avversato dai pacifisti e dalle posizioni morali e legittimiste di una sinistra seria (diciamo, gli argomenti che propone "Arsenio"), ma quanto meno avrebbe raggiunto in un tempo ragionevole una nuova posizione di equilibrio internazionale.
Invece le geniali trovate di una maggioranza cialtrona sono riuscite a mettere insieme tutti gli aspetti negativi su ogni piano: quello morale, quello degli interessi economici legati all'equilibrio di una area mondiale strategica e quello del prestigio internazionale dell'Italia (che non è certo migliorato).
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Quindi una soluzione ci sarebbe.
Se le presenze militari che hanno invaso l'Iraq o che sono state presenti finora venissero sostituite DI FATTO (e non necessariamente in accordo!) da forze di pace che l'ONU non è in grado di imporre, ma che forse l'Unione Europea, anche con i suoi alleati di area islamica (Turchia e Paesi Nordafricani), volendo potrebbe imbastire.
Bisognerebbe "inventare" un nuovo soggetto sovranazionale, sufficientemente diverso da chi ha fatto la guerra da avere una credibilità.
E imporlo anche contro la volontà degli Americani.
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Citazione:
Citazione da Intervento Principale di by LUCIO
. . . ripudia la guerra COME . . .
Vi ricordo che la posizione del MRE non era contro la guerra, ma fondato sulla pregiudiziale di un inequivocabile mandato ONU (che in realtà, checché se ne dica, non c'è mai veramente stato).
In altre parole la posizione del Movimento non è di pacifismo irriducibile.
Siamo alle solite, se in Italia ci fosse una destra seria questa ci direbbe chiaro e tondo che l'Italia ha interessi economici in Iraq (e ce li ha eccome, anzi che li aveva fino all'intervento americano: la guerra in qualche modo gli Americani l'hanno fatta contro di noi europei, col chiaro intento di destabilizzare i nostri rapporti con quell'area). Poi una destra seria avrebbe fatto di tutto per organizzare una presenza militare europea complessivamente MOLTO più forte di quella americana SVILUPPANDO UNA POLITICA MORALMENTE DISDICEVOLE, MA EFFICACE.
L'intervento (comunque sbagliato) sarebbe stato in ogni caso avversato dai pacifisti e dalle posizioni morali e legittimiste di una sinistra seria (diciamo, gli argomenti che propone "Arsenio"), ma quanto meno avrebbe raggiunto in un tempo ragionevole una nuova posizione di equilibrio internazionale.
Invece le geniali trovate di una maggioranza cialtrona sono riuscite a mettere insieme tutti gli aspetti negativi su ogni piano: quello morale, quello degli interessi economici legati all'equilibrio di una area mondiale strategica e quello del prestigio internazionale dell'Italia (che non è certo migliorato).
Tutto giusto, in particolare il richiamo all'assente (di fatto) mandato ONU : infatti, l'art. 11 da me citato della mia beneamata Costituzione continua così: "L'Italia . consente, in condizioni di parità con altri stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni". Se ci fosse stato un mandato ONU per l'intevento in Iraq e, ancor di più, se questo intervento fosse stato condotto sotto la guida militare ONU, la situazione sarebbe stata del tutto differente , da un ounto di vista giuridico e morale (poi, nella sostanza, ritengo che sarebbe stato comunque un errore: mi sto facendo l'idea, non so ancora se giusta o sbagliata, che solo un regime duramente dittatoriale possa tenere insieme tutte quelle etnie tribali di cui si compongono molti degli stati mediorentali, etnie che mi sembrano essere aliene non solo all'idea di democrazia, ma anche alla più elementare idea di stato)
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scusate da modesto quasi laueando in giurisprudenza vorrei far notare che l'art.11 ha anche un secondo comma
consente, in condizioni di parità con
gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace
e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a
tale scopo.
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New York, 15:22
IRAQ: ENTRO PRIMAVERA RITIRA DI 20- 30.000 SOLDATI USA
Entro la prossima primavera gli Stati Uniti dovrebbero ritirare gradualmente dall'Iraq da circa ventimila fino addirittura a trentamila dei 138.000 uomini che attualmente vi tengono dispiegati: e' quanto scrive oggi il quotidiano 'The New York Times', che cita fonti riservate sia delle Forze Armate sia del ministero della Difesa Usa; queste ultime a loro volta avrebbero riferito al giornale che un piano di ritiro in tal senso sarebbe stato esposto il mese scorso a un gruppo di alti funzionari del Pentagono, durante una riunione a porte chiuse e coperta dal segreto di stato, dal generale John Abizaid in persona, capo del Comando Centrale americano per il Medio Oriente. Abizaid avrebbe peraltro aggiunto che la progressiva riduzione del contingente statunitense nel Paese arabo non avverra', e che la sua attuale consistenza dovra' dunque essere mantenuta intatta per tutto il 2006, qualora le condizioni politiche e della sicurezza sul terreno non lo consentissero
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Re: Iraq
Citazione:
Citazione da Intervento Principale di by Jan Hus
Che fare sul rifinanziamento della missione?
Personalmente a me non piace che tutto avvenga sotto l'egida degli Stati Uniti, ma credo anche che gli appelli del governo iracheno a non ritirare le truppe non possano essere trascurati.
Mi dà, inoltre, molto fastidio che sulla politica estera la ricerca di una posizione unitaria avvenga sempre a vantaggio della sinistra estrema (PRC-PdCI-Verdi) che non si fa certo scrupolo di mantenere i suoi distinguo.
Quale governo iracheno? Quello collaborazionista, imposto a suon di bombe americane? Che legittimità può avere?
Giampaolo Cufino
www.avanguardia.tv
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Beh, in giro per il mondo non sono pochi i governi formalmente illegittimi o moralmente illegittimi.
Alcuni di essi tuttavia (senza sminuirne la condanna storica) tengono in piedi la baracca evitando il peggio e favorendo anche il progresso del Popolo.
Persino nella vecchia Europa ci sono situazioni che fanno disgusto, ma in fondo all'atto pratico sono transitoriamente ragionevoli: si veda per esempio il collaborazionismo del governo spagnolo con la monarchia, quella monarchia illegale risultante dalla violenza e dal sangue del colpo di stato franchista.
Eppure al Governo spagnolo qualche legittimità siamo abituati a riconoscergliela, o no?
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grande lucio analisi molto lucida