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    Cari amici,

    questo documento è stato inviato a molti iscritti e simpatizzanti repubblicani del Mre e di altre componenti in contrasto con la politica del PRI.
    E' un documento aperto alla sottoscrizione di tutti gli interessati, che dovranno specificare privatamente il proprio nome e cognome (ed eventuale incarico) al seguente indirizzo

    paoloarsena@fastwebnet.it

  2. #2
    laico progressista
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    CHIUDIAMO IL CONGRESSO DI BARI
    Lettera aperta agli amici repubblicani



    Il mondo dei repubblicani è contagiato da diversi anni da una patologia micidiale, che rischia di comprometterne la piena rinascita, lo sviluppo e, in prospettiva, la sopravvivenza: la sindrome del Congresso di Bari.
    Quell’evento, ratificando una linea sovvertitrice di ogni principio ideale e morale della nostra tradizione, ha portato a sdoppiare un Pri sempre più logoro in una controparte vivida e rinnovata, che ne ha salvaguardato i valori originari e l’identità politica: il Mre. Ma le implicazioni di questo passaggio hanno causato nel tempo un processo di frantumazione ulteriore tra molti repubblicani che, vicendevolmente svigoriti, vivono oggi storie parallele, coltivando piccoli progetti disgiunti, curando interessi minimi e particolari, voltandosi le spalle gli uni con gli altri.
    Se l’ostilità e la distinzione si rivolgessero unicamente al gruppo di potere che ha portato allo sbando il partito storico, la questione rientrerebbe nei binari di un sacrosanto e insanabile contrasto politico, congenito ad un sistema bipolare che ha costretto le componenti moderate ad una forzatura ideale ed esistenziale nell’una e nell’altra parte della barricata.
    Il problema, invece, è che la frammentazione si moltiplica soprattutto a sinistra (proprio tra coloro che mirano a ritrovare o a difendere l’idealità repubblicana più genuina), con la nascita di aggregazioni più piccole a base regionale e locale, ispirate alle comuni radici mazziniane: così è che ai Repubblicani Europei si sommano i Repubblicani Democratici, Democrazia Repubblicana, la Sinistra Repubblicana dei Ds, fino a Riscossa per l’Autonomia Repubblicana, la minoranza del Pri che governa localmente con la sinistra, da sempre in contrasto con la scelta di Bari.
    A questo si aggiungono poi le scelte personali di esponenti di primo piano che già nel corso degli anni Novanta avevano preferito spendere la propria identità in altri partiti, indebolendo la casa repubblicana in favore di una testimonianza individuale da fondere con nuove culture politiche. Scelte legittime e non prive di ragioni, ma che hanno per lungo tempo fiaccato la possibilità di dare forza e futuro ad un progetto comune.

    Che le divisioni più recenti e vistose nascano tutte a sinistra non è casuale. La decisione del Pri di virare a destra è stata una scelta in contrasto con la sua storia e i suoi valori, e che colloca pertanto su quel versante anomalo un solo soggetto. Ma a fronte di questa operazione, la dinamica del dissenso ha generato reazioni e strategie separate e divergenti tra tutti i dissidenti, divisi tra scissionisti e oppositori interni, e incapaci di contrastare in modo univoco e coatto la deriva del proprio partito. Da qui è nata una difficoltà di comunicazione e d’intesa tra tutte le parti, che ha serpeggiato nella sinistra del mondo repubblicano, dando la stura a tanti particolarismi e a tanti percorsi distinti.


    Oggi le cose possono cambiare. Se in principio la scommessa sulla capacità del Mre di incarnare una solida realtà repubblicana poteva sembrare velleitaria, ora molti possono convenire sul fatto che le scelte politiche di Luciana Sbarbati hanno premiato il suo progetto. Il suo movimento, nato su un futuro incerto, ha saputo entrare nella scena politica nazionale e dotarsi di una struttura sufficientemente diffusa nel territorio. Restano molti altri obiettivi fondamentali da raggiungere, ma una prima base robusta è stata costruita. Adesso occorre rafforzare questo percorso, ricompattando in un’unica formazione le tante realtà repubblicane spezzettate che non si riconoscono in questa destra e tanto meno nelle disinvolture politiche di Giorgio La Malfa.

    Dev’essere chiaro però, che questo processo non sarà mai davvero compiuto se prima non adottiamo un vaccino contro il nostro virus.
    E’ necessario sgomberare il campo dalle dietrologie, i personalismi, le diffidenze, le ripicche e i rancori che, pretestuosi o reali, hanno fatto seguito al Congresso di Bari.
    Sono quattro anni che tra gli scissionisti della prima ora, tra chi ha creduto di continuare, a vario titolo, una battaglia di opposizione interna restando nel Pri, e tra coloro che si sono ricreduti o hanno seguito altri percorsi, perdura nel tempo un battibecco a distanza o un’incomunicabilità di fondo.
    E’ ora di dire basta. Dopo tanti anni non possiamo permetterci di restare inchiodati ad una diatriba diventata ormai sterile e controproducente. E’ ora di guardare avanti e di recuperare quella fratellanza mazziniana capace di unire e rilanciare tutta la potenzialità dei repubblicani che si riconoscono in una matrice laica e di progresso, ispirata a valori democratici che il decennio berlusconiano ha pericolosamente offuscato.
    Ci sono momenti in cui le beghe familiari devono segnare il passo, in favore di obiettivi più alti e proficui.

    Oggi bisogna riconoscere a Luciana Sbarbati il merito di avere avuto lungimiranza e coraggio, di essersi fatta carico di una missione difficile, che ha regalato da subito a tanti repubblicani disorientati dalle scelte del Pri una casa dignitosa dove continuare la propria battaglia.
    Ma bisogna anche rispettare, comprendere e accogliere ogni altro diverso percorso che ha portato al dissenso nei confronti del partito storico. In più di un caso, questo è servito a preservare intatto un patrimonio di consensi e di idee, e di traghettarlo integralmente fuori dall’orbita lamalfiana.
    Ognuno, nei tempi e nei modi che ha ritenuto opportuni, si ritrova oggi dalla stessa parte, sulla stessa strada.


    Si chiuda dunque il sipario sul passato. Si guardi avanti facendo leva sulle tante risorse esistenti. I Repubblicani Europei ne rappresentano indubbiamente quella principale, grazie anche alla visibilità politica e al credito nazionale conquistato dal suo segretario. Ma accanto ne troviamo altre: la Sinistra Repubblicana di Giorgio Bogi, impegnata a sviluppare in parlamento alcuni temi cruciali per una politica laica d’avanguardia; i Repubblicani Democratici di Giuseppe Ossorio, portatori di istanze meridionaliste e liberali, e dotati di un corposo consenso regionale in Campania; i dissidenti romagnoli del Pri, espressione di un patrimonio “genetico” irrinunciabile per una compagine repubblicana; le solide realtà locali di Democrazia Repubblicana di Massa Carrara e di Grosseto; altre esperienze significative ma disgregate a noi riconducibili sul territorio nazionale.
    La galassia è ampia, e guarda universalmente al centrosinistra.
    Eliminiamo pertanto l’ostacolo originale che ha diviso le nostre strade e impedito finora un nuovo incontro. E’ questa la condizione prima per riallacciare il dialogo, e per ridare forza a un’idea repubblicana.
    Dopo quattro anni, chiudiamo finalmente il congresso e ricostruiamo quella maggioranza mancata che non ci fu a Bari, ma che c’è oggi nel Paese a difendere la nostra storia, le nostre scelte e il nostro futuro.


    Roma, 2 settembre 2005



    ELENCO AGGIORNATO FIRMATARI:

    Paolo Arsena Movimento Repubblicani Europei - Roma
    Ignazio Assumma Repubblicani Democratici - consigliere comunale di Napoli
    Ernesto Baldestein Movimento Repubblicani Europei - Roma
    Nando Biondini Mov. Repubblicani Europei - membro segreteria reg. Lombardia
    Angelo Cavallo repubblicano di Salerno
    Corrado Cotignano repubblicano di Roma
    Pietro Finelli Movimento Repubblicani Europei - membro Direzione Nazionale
    Marco Giordani repubblicano di Rieti
    Giuseppe Gizzi Repubblicani Democratici - Salerno
    Maurizio Linari Mov. Repubbl. Europei - segretario circolo "Sara Nathan" di Roma
    Massimo Mingolla Movimento Repubblicani Europei - Roma
    Elio Notarbartolo repubblicano di Napoli
    Marco Patané repubblicano di Catania
    Alfredo Ponticelli Repubblicani Democratici - assessore comune di Napoli
    Massimo Santori co-presidente Democrazia Laica, Roma
    Giorgio Storchi Movim. Repubblicani Europei - segretario provinciale di Modena
    Ezio Viviani repubblicano di Battipaglia

 

 

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