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    Predefinito Un'atomica al giorno toglie il medico di trono.

    Chi volesse avere la prova del fatto che i Visitors ... controllori assoluti della fabbrica d'indottrinamento Hollywoodiana, sono completamente impazziti, non avrebbe che da guardare gli ultimi polpettoni cinematografici ... io me li ero perso tutti.

    Complice la stagione estiva, ed il dismpegno dalla politica attiva, negli ultimi mesi sto intravedendo qualcosa.

    Ad esempio uno : la cui storiella era basata su un asteroide cattivo, in rotta di collisione con la terra . Che farci ? Qialche bomba atomica ben piazzata, e l'asteriode nazicomu va ad impattare da qualche altra parte. Vabbè, fantascienza.

    Ieri sera , un altro. Un terremoto minaccia di distruggere la California. Come fermarlo ? Semplice , sei bombe nucleari sulla faglia di San Andreas . Vabbè, fantacazzata.

    Qualche settimana fa : l'inversione del campo magnetico terrestre (che sta poer ricapitare veramente, sembra), sarebbe ascrivibile all'arresto della rotazione del nucleo magmatico ferromagnetico. Come farlo ripartire ? Ma è naturale : a colpi di Megatoni nelle gengive (con contorno di eroi che viaggiano al centrpod ella Terra per piazzare le pillole). Evviva, Fanta-fanta.

    Il problema non è - ovviamente - la brutta filmografia : basta scivarla (dei tre polpettoni suddetti credo di aver occhieggiato una trentina di minuti complessivi).

    Ciò che mi sembra allarmante è che stiano creando un habitus mentale assolutamente allarmante. Per cui la bomba nucleare sarebbe la panacea di tutti i mali, la soluzione universale. Basta un poco di zucchero e la pillola va giù.

    Quandìero bambino, c'erano molti film sulla bomba atomica , ma era sempre rappresentata come la minaccia incombente, il male assoluto ed inarrestabile. L'Uomo Nero e Cattivo.
    Adesso, i propagandistici hollywoodiano la rappresentano invece come il Mago Zurlì.



    Che possa esserci qualcosa sotto ?

  2. #2
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    Caro Decima, ho paura che tu abbia colto nel segno.
    Un'atomica tra Iraq e Iran, una al confine del Pakistan ed un'altra tra Siria e Libano farebbero gran "bene" alla causa circoncisa...
    Dio ce ne scampi e liberi!

  3. #3
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    Predefinito

    Testo originale scritto da Bellarmino
    Caro Decima, ho paura che tu abbia colto nel segno.
    Un'atomica tra Iraq e Iran, una al confine del Pakistan ed un'altra tra Siria e Libano farebbero gran "bene" alla causa circoncisa...
    Dio ce ne scampi e liberi!
    Eminentissimo Cardinale, se veramente dissemineranno il Medio Oriente di funghi, io l'unica preghiera la leverò ad Eolo, che faccia spirare i venti, e ricadere le ceneri, come spero io ....

    Comunque, per una riflessione più tecnica sull'opzione nucleare, allego :

    A un passo da Armageddon?
    di Jonathan Schell
    La strategia nucleare statunitense sta subendo brusche modifiche rispetto alle dottrine politiche, adottate in merito, del passato
    Nemmeno il tempo di aver scongiurato una votazione, volendo fare una metafora, “nucleare” – l’interruzione del dibattito sulle nomine giudiziarie – che una diversa questione, questa volta propriamente incentrata sul nucleare e chiamata “attacco globale” (‘global strike’), ne ha appena preso il posto al Senato Usa.

    Nell’ambito di un ritrovato vigore per la pianificazione delle politiche sul nucleare, come recentemente rivelato dall’analista militare William Arkin al Washington Post, l’amministrazione Bush ha sviluppato e monitorato un arsenale strategico di cui il presidente potrà servirsi per sferrare precisi attacchi, compresi appunto quelli nucleari, in ogni “parte oscura” del pianeta, anche con un preavviso di poche ore soltanto.

    Se i mezzi d’informazione hanno riservato ampio spazio all’ “opzione nucleare” di cui si è discusso in Senato, l’opzione nucleare letteralmente intesa – cioè la piena abilitazione ad attaccare, secondo quanto si legge nella direttiva presidenziale, sia con armi cinetiche che non cinetiche – è stata quasi interamente ignorata.

    Arkin scrive che George W. Bush ordinò di rendere operativo l’arsenale già nel gennaio del 2003. Nel luglio del 2004, il generale Richard Myers, presidente del Joint Chiefs of Staff (JCS - Comitato dei Capi di Stato Maggiore della Difesa [NdT]), rivolgendosi all’ammiraglio James Ellis Jr., l’allora comandante del direttivo strategico degli Stati Uniti (StratCom), disse: “Il presidente ti aveva ordinato di ‘essere pronto ad attaccare in qualsiasi momento e in qualsiasi angolo buio del mondo’, [ed] è esattamente ciò che hai fatto”. Inoltre, lo scorso autunno il luogotenente Bruce Carlson, comandante dell’Ottava Air Force, dichiarò: “Siamo in grado di organizzare e sferrare attacchi globali”.

    Queste manovre hanno segnato una svolta nella politica nucleare degli Stati Uniti d’America, come era stato preannunciato dal Nuclear Posture Review (NPR - lett. ‘Riesame della politica nucleare’ [NdT]) del 2002, anche questo completamente ignorato dai media: esso elencava, infatti, una lista di paesi contro i quali indirizzare le offensive. Tra questi figuravano Cina, Corea del Nord, Iraq, Iran, Siria e Libia. Il rapporto menzionava la progettazione di nuovi impianti per la fabbricazione di ordigni nucleari e lo studio di nuovi veicoli atti al trasporto degli armamenti, compresi un nuovo ICBM (Intercontinental Balistic Missile – missile balistico intercontinentale [NdT]) entro il 2020, un sottomarino per il lancio di missili balistici nel 2029 ed un nuovo bombardiere pesante entro il 2040. Il rapporto del NPR, a sua volta, era nato dalla più generale strategia militare della guerra preventiva di Bush, presentata in un documento diffuso dalla Casa Bianca nel 2002, la cosiddetta National Security Strategy of the United States of America (Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America [NdT]), in cui si afferma: “Non possiamo permettere che i nostri nemici colpiscano per primi”.

    La smisurata ambizione insita nella dottrina di Bush riflette un commento avanzato da Linton Brooks, il responsabile del National Nuclear Security Administration (NNSA – Amministrazione Nazionale per la Sicurezza Nucleare [NdT]), durante un’udienza della commissione al Senato lo scorso aprile. Linton spiegò come il segretario della Difesa avesse richiesto l’uso di dispositivi nucleari “bunker buster” (lett. ‘sfonda-bunker’, bombe in grado di distruggere bunker sotterranei [NdT]) per dimostrare come niente fosse fuori dalla portata del potere Usa.

    L’inclusione di armamenti nucleari nella pianificazione di attacchi globali, oltre a compromettere gli equilibri planetari, suscita alcuni fondamentali interrogativi. Probabilmente, la prima domanda da porsi è per quale motivo gli Stati Uniti, allo stato attuale il paese che possiede le più potenti forze militari convenzionali del mondo, avvertono la necessità di rilanciare una nuova minaccia nucleare. I dubbi si infittiscono se si pensa che questo basterebbe a spingere altre nazioni verso una proliferazione di armamenti dello stesso tipo.

    Potrebbe essere che gli Stati Uniti, oggi considerati il più grande impero dai tempi di Roma, sentano semplicemente il bisogno di rivendicare il proprio dominio?
    La storia suggerisce una spiegazione diversa.

    In passato, la dipendenza dagli arsenali nucleari è variata in maniera inversamente proporzionale rispetto alla dipendenza dalle armi convenzionali. Agli inizi dell’era nucleare, terminata la Seconda Guerra Mondiale, il popolo americano invocava il ritiro delle forze armate statunitensi dall’Europa. Contemporaneamente, il monopolio degli Stati Uniti sul nucleare conferì loro il potere contrattuale verso l’Unione Sovietica in merito al destino dell’Europa.

    La scelta di far fronte alla limitata efficacia delle armi convenzionali tramite il ricorso al nucleare venne inglobata nella strategia del “first use” dell’arma nucleare , tuttora adottata. La minaccia del “first use” incarna, in effetti, una politica nata a quel tempo.

    Questo “ruolo compensativo” degli armamenti nucleari emerse in un nuovo contesto, quando, dopo la protratta e impopolare guerra convenzionale in Corea, il presidente Eisenhower adottò la dottrina della minaccia nucleare, mirata a contrastare eventuali attacchi, anche limitati, da parte del blocco comunista.

    E fu per reazione allo squilibrio tra minacce locali, “periferiche”, e le pesanti minacce nucleari che incombevano sul pianeta (proprio al fine di ridurre le prime) che nell’era Kennedy si optò per un ritorno alle armi convenzionali e alla teoria della “guerra limitata”.

    Nel frattempo, alle armi nucleari venne ufficialmente assegnata la più limitata funzione di deterrente specifico contro attacchi nucleari esterni: il fondamento della dottrina della “distruzione mutua assicurata” (MAD – Mutual Assured Destruction) .

    Oggi, benché la Guerra Fredda sia terminata, il mistero del rapporto tra arsenale nucleare e convenzionale continua a tormentare. Ancora una volta, gli Stati Uniti si sono riservati ambizioni globali. Se un tempo si cercava di tenere sotto controllo il comunismo, oggi, come si dice, si sta tentando di combattere il “terrorismo” e la proliferazione delle armi di distruzione di massa. Gli Stati Uniti stanno di nuovo combattendo una guerra mirata (la guerra in Iraq) e si sta discutendo l’eventualità di altre guerre “limitate” (contro Iran, Corea del Nord, Siria ecc.). E, ancora una volta, le armi nucleari sembrano offrire un’alternativa molto allettante.

    Arkin osserva che, agli occhi del Pentagono, l’opzione dell’attacco globale ha il principale vantaggio di non avere bisogno di forze militari di terra.
    Everett Dolman, professore presso la Air Force School alla Maxwell Air Force Base (base aerea di Maxwell, in Alabama [NdT]), ha recentemente osservato, come riportato sul San Francisco Chronicle “se volessimo rimanere una superpotenza mondiale, dovremmo disporre un intervento massiccio come fu quello del Vietnam”.

    Proprio come avvenne negli anni cinquanta, le forze militari di terra hanno una rilevanza strategica secondaria.

    La ‘nuova Roma’ mondiale dimostra di aver esaurito il suo potere bellico convenzionale dopo aver controllato un solo paese, l’Iraq. Tuttavia, oggi non ci troviamo negli anni cinquanta del secolo scorso. L’obiettivo generale di Eisenhower era principalmente di natura difensiva. Egli non voleva guerre, nè nucleari nè convenzionali, e non arrivò mai ad ordinare un attacco nucleare. Al contrario, la strategia di “guerra preventiva” del presidente Bush è intrinsecamente aggressiva: l’opzione dell’attacco globale non è solo un deterrente, ma anche, e soprattutto, una strategia da utilizzare.

    Nel prossimo futuro si assisterà ad un duro contrasto tra la trionfale retorica della dominazione globale e la realtà, nella pratica, del fallimento. Il Senato a un passo da una possibile Armageddon, ha fatto marcia indietro. É ipotizzabile che il Presidente faccia lo stesso, affrontando la sconfitta delle sue politiche? O è più probabile che scelga per l’opzione nucleare?

    Jonathan Schell è autore di The Unconquerable World: Power, Nonviolence, and the Will of the People e Harold Willens Peace Fellow del Nation Institute. Il suo libro The Jonathan Schell Reader: Essays and Reports from One of America’s Greatest Visionary Thinkers è stato recentemente pubblicato da Nation Books.



    Fonte: http://www.truthout.org/docs_2005/052605F.shtml
    Traduzione a cura della redazione di Nuovi Mondi Media






    | Mercoledì, 08 Giugno 2005 - 14:02

  4. #4
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    Predefinito

    La cinematografia americana è a un punto di non ritorno.
    Esaurita ogni vena creativa, tutto si basa sull'impatto visivo dell'effetto speciale. la stessa trama è costruita in funzione della migliore resa di quest'ultimo.
    L'effetto di una tale esposizone su quelle povere menti indifese è la totale perdita di autoconsapevolezza.
    Ecco allora la casalinga di Arcore trasformarsi in un perfetto ingranaggio dell'ordine costituito

  5. #5
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    Predefinito Re: Un'atomica al giorno toglie il medico di trono.

    Testo originale scritto da Decima Regio
    Chi volesse avere la prova del fatto che i Visitors ... controllori assoluti della fabbrica d'indottrinamento Hollywoodiana, sono completamente impazziti, non avrebbe che da guardare gli ultimi polpettoni cinematografici ... io me li ero perso tutti.

    Complice la stagione estiva, ed il dismpegno dalla politica attiva, negli ultimi mesi sto intravedendo qualcosa.

    Ad esempio uno : la cui storiella era basata su un asteroide cattivo, in rotta di collisione con la terra . Che farci ? Qialche bomba atomica ben piazzata, e l'asteriode nazicomu va ad impattare da qualche altra parte. Vabbè, fantascienza.

    Ieri sera , un altro. Un terremoto minaccia di distruggere la California. Come fermarlo ? Semplice , sei bombe nucleari sulla faglia di San Andreas . Vabbè, fantacazzata.

    Qualche settimana fa : l'inversione del campo magnetico terrestre (che sta poer ricapitare veramente, sembra), sarebbe ascrivibile all'arresto della rotazione del nucleo magmatico ferromagnetico. Come farlo ripartire ? Ma è naturale : a colpi di Megatoni nelle gengive (con contorno di eroi che viaggiano al centrpod ella Terra per piazzare le pillole). Evviva, Fanta-fanta.

    Il problema non è - ovviamente - la brutta filmografia : basta scivarla (dei tre polpettoni suddetti credo di aver occhieggiato una trentina di minuti complessivi).

    Ciò che mi sembra allarmante è che stiano creando un habitus mentale assolutamente allarmante. Per cui la bomba nucleare sarebbe la panacea di tutti i mali, la soluzione universale. Basta un poco di zucchero e la pillola va giù.

    Quandìero bambino, c'erano molti film sulla bomba atomica , ma era sempre rappresentata come la minaccia incombente, il male assoluto ed inarrestabile. L'Uomo Nero e Cattivo.
    Adesso, i propagandistici hollywoodiano la rappresentano invece come il Mago Zurlì.



    Che possa esserci qualcosa sotto ?

    Caro decima le bombe atomiche rappresentano le sole forze create dall'uomo capaci di reggere minimamente il confronto con le forze violente della natura.
    O pensi che qualche preghiera in latino medievale possa schivare una cometa, fondere una faglia o far ripartire il moto del cuore della Terra?
    A parte la pseudoscienza, i film sono fatti per drammatizzare, e possibilimente con un finale positivo. Ma certo per chi apprezza i polpettoni melodrammatici italiani del dopoguerra penso non si degnerà a guardare i veri film che si fanno a Hollywood...
    Per quanto mi riguarda il genere catastrofico è il mio preferito, assieme alla fantascienza classica, non a caso sono un trekker.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Un'atomica al giorno toglie il medico di trono.

    Testo originale scritto da Rick_Hunter
    Caro decima le bombe atomiche rappresentano le sole forze create dall'uomo capaci di reggere minimamente il confronto con le forze violente della natura.
    O pensi che qualche preghiera in latino medievale possa schivare una cometa, fondere una faglia o far ripartire il moto del cuore della Terra?
    A parte la pseudoscienza, i film sono fatti per drammatizzare, e possibilimente con un finale positivo. Ma certo per chi apprezza i polpettoni melodrammatici italiani del dopoguerra penso non si degnerà a guardare i veri film che si fanno a Hollywood...
    Per quanto mi riguarda il genere catastrofico è il mio preferito, assieme alla fantascienza classica, non a caso sono un trekker.
    1) In linea di principio, sono fermamente convinto che , per socngiurare un terremoto o una catastrofe naturale, la preghiera agli Dei sia ancora e sempre il metodo più efficace - certamente preferibile al lancio di bombe nucleari, comunque.
    Tuttavia, non entriamo nel campo - notoriamente dleicato - delle convinzioni religiose.

    2) Per quanto riguarda il filmaccio , non sono cerrtamente un geologo epperò credo che bombardare una faglia sia un modo per provocare un sisma, più che per prevenirlo.
    Nei panni del regista, avrei fatto triveellare la faglia per calarvi non sei bombe N, ma 6 milioni di tonnellate di cemento a presa rapida, o di Bostik attaccatutto (il film sarebbe stato più ironico e meno ridicolo). Tecnicamente parlando, credo che la soluzione migliore sarebbe calare un inerte anelastico, tipo sabbia - ma occorrerebbe torvare il modo di sospingerla non solo gravitazionalmente, per saturare i vuoti e non disporsi perniciosamente " a cono ".

    3) Comunque, il senso della mia preoccupazione era appunto la visione della forza nucleare in termini prometeici, da Hollywood propugnata e da Te recepita, mi sembra.
    Se attualmente è la forza più distruttiva che può essere atttivata dall'Uomo, non è certamente l'unica che storicamente ha avuto il ruolo di "strumento per regolare la natura".
    Direi che prima del fuoco atomico, questo ruolo è toccato al fuoco-fuoco (il cui uso è in effetti correlato al mito di Prometeo, se ben ricordi). I nostri progenitori usavano il fuoco, ad esempio, per trasformare rapidamente la foresta in terra arabile ... ma mai con leggerezza, sempre in maniera assai problematica. la cusotdia del fuoco era affidata ad un clero specifico ed a tempi dedicati , poichè l'abuso di una forza dominante la natura è sempre foriero di contraccolpi.

    Ad esempio i Maya, che usarano troppo generosamente l'incendio per trasformare la boscaglia in piantagioni di mais e patate, riuscirono ad avere un grandissimo sviluppo una quindicina di secoli or sono ; però, dopo qualche tempo si avvidero che l risorse della biosfera andavano letteralmente in fumo, per cui ebbero un tracollo per cui all'arrivo dei
    conquistadores, la popolazione autoctona era rdiotta a meno di un terzo di quel ch'era stata un migliaio di anni prima.

    Cionondimeno, sono sempre esistiti individui affascinati dal potere del fuoco (piromani) , ma sono forme di devianza mentale. Analoga a quella dei nuovi cultori del potere nucleare, la cui forma di follia mi sembra però, mutatis mutandis , assai più perniciosa potenzialmente.

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Un'atomica al giorno toglie il medico di trono.

    Testo originale scritto da Decima Regio
    1) In linea di principio, sono fermamente convinto che , per socngiurare un terremoto o una catastrofe naturale, la preghiera agli Dei sia ancora e sempre il metodo più efficace - certamente preferibile al lancio di bombe nucleari, comunque.
    Tuttavia, non entriamo nel campo - notoriamente dleicato - delle convinzioni religiose.

    2) Per quanto riguarda il filmaccio , non sono cerrtamente un geologo epperò credo che bombardare una faglia sia un modo per provocare un sisma, più che per prevenirlo.
    Nei panni del regista, avrei fatto triveellare la faglia per calarvi non sei bombe N, ma 6 milioni di tonnellate di cemento a presa rapida, o di Bostik attaccatutto (il film sarebbe stato più ironico e meno ridicolo). Tecnicamente parlando, credo che la soluzione migliore sarebbe calare un inerte anelastico, tipo sabbia - ma occorrerebbe torvare il modo di sospingerla non solo gravitazionalmente, per saturare i vuoti e non disporsi perniciosamente " a cono ".

    3) Comunque, il senso della mia preoccupazione era appunto la visione della forza nucleare in termini prometeici, da Hollywood propugnata e da Te recepita, mi sembra.
    Se attualmente è la forza più distruttiva che può essere atttivata dall'Uomo, non è certamente l'unica che storicamente ha avuto il ruolo di "strumento per regolare la natura".
    Direi che prima del fuoco atomico, questo ruolo è toccato al fuoco-fuoco (il cui uso è in effetti correlato al mito di Prometeo, se ben ricordi). I nostri progenitori usavano il fuoco, ad esempio, per trasformare rapidamente la foresta in terra arabile ... ma mai con leggerezza, sempre in maniera assai problematica. la cusotdia del fuoco era affidata ad un clero specifico ed a tempi dedicati , poichè l'abuso di una forza dominante la natura è sempre foriero di contraccolpi.

    Ad esempio i Maya, che usarano troppo generosamente l'incendio per trasformare la boscaglia in piantagioni di mais e patate, riuscirono ad avere un grandissimo sviluppo una quindicina di secoli or sono ; però, dopo qualche tempo si avvidero che l risorse della biosfera andavano letteralmente in fumo, per cui ebbero un tracollo per cui all'arrivo dei
    conquistadores, la popolazione autoctona era rdiotta a meno di un terzo di quel ch'era stata un migliaio di anni prima.

    Cionondimeno, sono sempre esistiti individui affascinati dal potere del fuoco (piromani) , ma sono forme di devianza mentale. Analoga a quella dei nuovi cultori del potere nucleare, la cui forma di follia mi sembra però, mutatis mutandis , assai più perniciosa potenzialmente.
    Va bene, tralasciamo convinzioni religiose o gusti cinematografici che mi concederai possono essere soggettivi e tutti discutibili, a me ad esempio come ho detto fa ribrezzo il cinema melodrammatico italiano, ma altri possono trovarlo "arte". Riguardo le preghiere posso solo dire un vecchio adagio: aiutati che Dio t'aiuta, ed ho detto tutto.

    Ma non puoi assolutamente paragonare il fuoco-fuoco con la potenza nucleare. In caso di ipotetica collisione con un meteorite non è certo con un focherello che potresti fermarlo, ne con le preghiere e lo sai.
    Un giorno l'uomo, io confido, avrà a dispozione tecniche molto più potenti dell armi nucleari, magari l'antimateria, o cose più esotiche come l'antigravità, la curvatura dello spazio-tempo, ecc.
    Fantascienza? Purtroppo no, per i detrattori purtroppo s'intende, visto che tutte queste idee sono studiate in laboratori reali, la fantascienza li rende "reali" nell'applicazione sullo schermo.
    Come ti ho detto nell'altro post, se non l'hai intuito, io rigetto completamente credenze dimostratesi fasulle, come creazionismo, immobilismo evolutivo, spiritismo.
    Ciò che vediamo è fisico, e sono fenomeni indagabili per principio.
    Ciò che non è indagabile non ha alcuna interferenza col mondo fisico, quindi è metafisico, in pratica non esiste.
    Attento però, non darmi dell'ateo o epiteti poco lusinghieri. Non credere che ciò che ora non è indagabile non sia indagabile in via di principio, a ciò io mi riferisco, e noi non sappiamo cosa sia del tutto inspiegabile.

    Vuoi una prova? Prova a chiedere ad uno dei maya che dicevi che cos'è la forza nucleare debole, e spiegarla in termini matematici.
    Penso non debba proseguire nel parallelismo...
    Io sostengo ci siano tante cose che noi possiamo spiegare, e che potenzialmente possano spiegare tutti i fenomeni, anche se oggi molti ci sembrano strani.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  8. #8
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    Predefinito Re: Un'atomica al giorno toglie il medico di trono.

    Testo originale scritto da Decima Regio
    Ieri sera , un altro. Un terremoto minaccia di distruggere la California. Come fermarlo ? Semplice , sei bombe nucleari sulla faglia di San Andreas . Vabbè, fantacazzata.

    Qualche settimana fa : l'inversione del campo magnetico terrestre (che sta poer ricapitare veramente, sembra), sarebbe ascrivibile all'arresto della rotazione del nucleo magmatico ferromagnetico. Come farlo ripartire ? Ma è naturale : a colpi di Megatoni nelle gengive (con contorno di eroi che viaggiano al centrpod ella Terra per piazzare le pillole). Evviva, Fanta-fanta.
    Queste me l'ero perse Decima!

  9. #9
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    Predefinito Re: Un'atomica al giorno toglie il medico di trono.

    Testo originale scritto da Decima Regio
    Che possa esserci qualcosa sotto ?
    Si vede che manca poco.... zim zim zim... il cielo si illumina... prima lì... poi là... un'unica palla di fuoco planetaria... e poi... il buio...

    ... e finalmente tornerà il giorno?

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Un'atomica al giorno toglie il medico di trono.

    Testo originale scritto da Rick_Hunter
    non a caso sono un trekker.
    Ecco, allora, da trekker a trekker: sai qual'è l'evento che genera l'inzio della saga di Star Trek rispetto alla nostra linea temporale, vero??
    Beh, mi sa tanto che finirà nello stesso modo.
    Ma non credo che verrà nessuno a darci una mano da "fuori"...

    Da Hypertrek:

    "2053 - Alla fine dell'estate scoppia la Terza Guerra Mondiale. Le fazioni contrapposte sono da un lato la Coalizione Orientale, supportata dal Movimento Ottimale del Colonnello Green e dalle nazioni del Quarto Mondo, e dall'altro gli Stati Uniti d'America e l'Unione Europea. Alla fine dei pochi giorni di guerra lo scenario è terribile: oltre ai 37 milioni di morti causati direttamente dai bombardamenti nucleari e biologici, molti altri moriranno a causa del rigido inverno nucleare che segue, della mancanza di assistenza medica e del crollo delle strutture sociali. Il bilancio finale della terza Guerra Mondiale sarà di oltre 600 milioni di morti."

    Episodi:
    The Savage Curtain(TOS)
    First Contact(VIII film)

 

 
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    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 22-02-05, 17:35

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