A Palazzo Chigi l'incontro governo-parti sociali
Dpef, Berlusconi: ''Lotta all'evasione e rimodulazione tetto del 2%''
Il premier: ''Serve ottimismo, l'Italia vive nel benessere''. Siniscalco: ''Riunione fruttuosa''. Epifani (Cgil): ''Quadro aleatorio su politica per lo sviluppo e rientro del debito''
Roma, 14 lug. (Adnkronos/Ign) - Il governo si impegnerà nella lotta all'evasione la cui escalation ''è sicuramente preoccupante''. Questo, a quanto si apprende, avrebbe detto il premier, Silvio Berlusconi, nel corso dell'incontro sul Dpef a Palazzo Chigi con le parti sociali, rassicurandole sulla volontà di ''cominciare il confronto in vista della Finanziaria''. Berlusconi ha ammesso che fino ad oggi non si è riusciti a contenere la spesa pubblica pur sottolineando che alla Thatcher sono stati necessari due mandati per centrare l'obiettivo. Il premier comunque ha rimarcato che ''ora il governo ha capito come muoversi e quali sono gli strumenti adatti''. Nel Dpef, quindi, come poi specificato dal ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, troveranno posto delle 'mappe' territoriali disaggregate per attività per individuare le zone del paese a maggiore evasione. Sarà l'Istat a fornire gli strumenti operativi. In tema di spesa, poi, Berlusconi ha annunciato che con la Finanziaria 2006 verranno ''individuati meccanismi di applicazione selettiva della regola dei tagli del 2%''. Sulla manovra infine il presidente del Consiglio ha precisato che ''non sarà di restrizione ma di sviluppo'' anche se le spese dello Stato e degli Enti locali ''sono molte''. Un'ultima precisazione l'ha dedicata alle aliquote fiscali confermando che il governo non le aumenterà.
Berlusconi ha concluso l'incontro tra governo e parti sociali invitando ancora una volta ad essere ottimisti sullo stato dell'economia nazionale, perché l'Italia vive nel benessere, il paese va e quindi non c'è motivo di badare ai profeti di sventura. Il presidente del Consiglio, secondo quanto riferito da fonti sindacali presenti all'incontro, parla di aumento degli standard di acquisti, di imprese che fanno utili e non licenziano. E non vuol sentire parlare di frenata dei consumi, nonostante gli allarmi dell'Istat. Ho sentito alcuni impreditori, avrebbe sottolineato il Cavaliere, loro parlano di utili e non certo di licenziamenti. In particolare Berlusconi avrebbe citato come esempio di benessere il fatto che le autostrade sono sempre piene e circolano molte più auto di lusso rispetto a prima. A dimostrazione che nel complesso la situazione è positiva. Basti pensare, avrebbe detto, che nella classe di mio figlio ci sono ragazzi che hanno anche due telefonini a testa.
Di ''riunione molto fruttuosa per i contributi che, in molti punti, sono stati condivisi'', come la necessità di crescita e risanamento, ''in vista della legge finanziaria'', ha parlato il titolare dell'Economia, Domenico Siniscalco. ''Soprattutto - ha aggiunto - unanime è stato il consenso sugli obiettivi concordati con l'Ecofin e questo è il passaggio più rilevante nel dibattito europeo''. Ha definito l'incontro ''accettabile'' il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, secondo il quale ''è necessario utilizzare la leva fiscale per incentivare lo sviluppo del paese'' e spiega che ''non si possono mettere contenuti di sviluppo dentro la finanziaria''.
Non è positivo il giudizio espresso dalla Cgil. Il segretario Gugliemo Epifani infatti considera il quadro su cui si basa il Dpef ''fortemente problematico se non aleatorio e questo vale sia per la politica che aiuta lo sviluppo, sia per la politica del rientro del debito''.
Bene la lotta all'evasione e al sommerso, commenta il leader della Uil, Luigi Angeletti, ma sulla crescita economica restano ancora ''poco chiare'' le indicazioni concrete con cui il governo tradurrà in pratica, nella finanziaria, gli obiettivi illustrati nel Dpef per riportare il paese sulla strada della competivititività. ''Non sono soddisfatto perché non mi sono chiare le indicazioni con concrete con cui volete sostenere la crescita'', ha detto il leader della Uil.
Sospende il giudizio per ora la Cisl. ''Ci hanno illustrato solo una serie di titoli e non siamo in grado di dare ora un giudizio definitivo sul documento anche se dopo tanto tempo si riconosce la gravità della situazione e la necessità di fare una serie di interventi'', ha spiegato il leader della confederazione di via Po, Savino Pezzotta.
Per Confindustria il vicepresidente Andrea Pinifarina sottolinea come sull'annunciato taglio dell'Irap il governo ''ha dato solo indicazioni di massima ma nessun dettaglio concreto. E questo suscita tutte le nostre preoccupazioni''. L'esecutivo oggi ''non ha affrontato né il problema della copertura finanziaria della riduzione Irap, né tanto meno ha calendarizzato i tempi dell'intervento. Senza contare che il fatto di non aver attivato il taglio già a partire dal 2005 decidendo, invece, di rinviarlo al 2006 produrrà uno slittamento ulteriore degli effetti attesi''.
Un monito ad agire subito è arrivato dal presidente di Confcommercio, Sergio Billè. ''Data la gravità della situazione'' economica italiana ''non si può attendere la Finanziaria'', afferma Billè. Per questo al tavolo di confronto oggi ''ho proposto di rinunciare alle vacanze, alla Sicilia, alla Sardegna e fermarci al Grand Hotel Palazzo Chigi perché è questo che il Paese chiede al governo e alle parti sociali''.
Critico il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, che lamenta la mancanza di indicazioni nel Dpef su come e quanto sarà il taglio dell'Irap, e critico è anche il presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Giuseppe Politi, che parla di ''occasione persa''. ''Siamo ancora una volta in presenza di misure tampone, di tagli indiscriminati per contenere la spesa pubblica, di una politica di corto respiro. Di risorse per attivare investimenti produttivi c'è poco o nulla'', ha dichiarato Politi.
il solito ipocrita che racconta balle al mondo intero.'
'ora il governo ha capito come muoversi e quali sono gli strumenti adatti''.
Cinque anni per cominciare a capire come muoversi.I complimenti vivissimi ad un incapace totale.
Il governo si impegnerà nella lotta all'evasione la cui escalation ''è sicuramente preoccupante''.
Sarà l'Istat a fornire gli strumenti operativi
Ovviamente al Nord.
Berlusconi ha ammesso che fino ad oggi non si è riusciti a contenere la spesa pubblica pur sottolineando che alla Thatcher sono stati necessari due mandati per centrare l'obiettivo
Ma come? se un giorno si e l'altro anche dice di aver rispettato e anzi fatto di più di ciò che aveva previsto con il contratto per gli italiani.Oggi che dice? che gli servono altri cinque anni.
Berlusconi ha concluso l'incontro tra governo e parti sociali invitando ancora una volta ad essere ottimisti sullo stato dell'economia nazionale, perché l'Italia vive nel benessere, il paese va e quindi non c'è motivo di badare ai profeti di sventura.
Si sarà confuso con i bilanci delle sue aziende.
Il presidente del Consiglio, secondo quanto riferito da fonti sindacali presenti all'incontro, parla di aumento degli standard di acquisti, di imprese che fanno utili e non licenziano. E non vuol sentire parlare di frenata dei consumi, nonostante gli allarmi dell'Istat. Ho sentito alcuni impreditori, avrebbe sottolineato il Cavaliere, loro parlano di utili e non certo di licenziamenti. In particolare Berlusconi avrebbe citato come esempio di benessere il fatto che le autostrade sono sempre piene e circolano molte più auto di lusso rispetto a prima. A dimostrazione che nel complesso la situazione è positiva. Basti pensare, avrebbe detto, che nella classe di mio figlio ci sono ragazzi che hanno anche due telefonini a testa.
A questo punto,comincio a sospettare che le ricchezze da lui accumulate,non siano il frutto del suo genio imprenditoriale.
Basti pensare, avrebbe detto, che nella classe di mio figlio ci sono ragazzi che hanno anche due telefonini a testa.
Chissà perchè non ha menzionato dove va a scuola suo figlio.
Fuori dai Coglioni incapace totale.




Rispondi Citando
