ECCO CHI PREDICA BENE E RAZZOLA MALE
Divenuto governatore della Regione Lazio, il giornalista che per anni si è battuto in tv contro "le cose che non vanno nella pubblica amministrazione" si è guadagnato subito la riconoscenza dei partiti con la moltiplicazione di incarichi e consulenze. Clientelismo e sprechi crescono anche in Calabria e Puglia. "Il segnale del cambiamento c'è stato, ma in peggio", dice l'ex direttore de "l'Unità" Emanuele Macaluso.
"Il segnale del cambiamento c'è stato, ma in peggio", dice amareggiato Emanuele Macaluso, ex deputato del Pci, direttore de "l'Unità" e mente critica tra le più lucide e scomode, da sempre, della sinistra italiana.
"L'impegno in campagna elettorale era per una svolta seria nella pubblica amministrazione, per combattere gli sprechi, il clientelismo, il parassitismo; ed invece tutto è cresciuto e continua a crescere a dismisura, poltrone, commissioni, auto blu, consulenze. Ma così facendo si va allo sfascio totale dello Stato, non soltanto delle Regioni. Ed il rischio, per noi della sinistra, è che il trionfo elettorale dello scorso aprile alle regionali si trasformi nel maggio del 2006 in una disfatta alle nazionali. Gli elettori non perdonano chi, dopo aver promesso il cambiamento, va avanti imperterrito, con il solito andazzo ed i soliti sperperi".
I numeri della Regione Lazio, passata in aprile dal centrodestra alle sinistre-Ulivo, sono davvero inquietanti. Divenuto governatore, il giornalista Piero Marrazzo che per anni si è battuto in tv, come conduttore di "Mi manda Rai3", contro gli sperperi di denaro pubblico, le ingiustizie, le cose che non vanno nella pubblica amministrazione, si è immediatamente guadagnato la riconoscenza dei partiti con la moltiplicazione di incarichi e consulenze. Gli assessori sono passati in Regione dai 12 della vecchia amministrazione a 16; le commissioni consiliari, da 14 a 24 (con conseguente aumento di presidenti che dovranno disporre anche loro, come gli assessori, di auto blu con autisti a
disposizione); il personale di segreteria da 137 a 177; i collaboratori, da 253 a 292; i super-consulenti (arruolati con compensi da 200 mila euro l'anno in su) sono cresciuti di 13 unità; ed i compensi di super-consulenti e semplici consulenti (quelli da 80 o 100 mila euro l'anno, per intenderci) fanno già stimare un aumento fra il 30 ed il 40 per cento.
"Per essere una coalizione guidata da un giornalista che è stato per anni il tele-difensore dei diritti del cittadino contro privilegi e sprechi", ha scritto Mario Giordano su "Il Giornale" di Milano, "non è male come inizio. Il dubbio è questo: che ci faranno 40 persone in più in segreteria? E davvero non si trovavano competenze adeguate all'interno del pur poderoso organico della Regione? Ma soprattutto: se Marrazzo non fosse stato un difensore civico dei cittadini, che cos'altro sarebbe stato inventato? L'addetto al ventaglio per i giorni di afa?".
Ma le "spese pazze" dei nuovi governatori regionali non riguardano soltanto il Lazio, chiaramente. Agazio Loiero, ex martelliano dell'Udeur, neo acquisto della Margherita di Rutelli, dopo una campagna elettorale ferocemente impostata in Calabria "contro gli sprechi del precedente governo regionale di centrodestra", ha provveduto immediatamente, leggiamo
ancora sul giornale milanese, "a moltiplicare poltrone e consulenze, divise equamente, con un perfetto manuale Cencelli da prima Repubblica, tra i partiti dell'Ulivo, delle sinistre, dell'estrema sinistra e dei movimenti di piazza". Le invenzioni di Loiero più apprezzata dai partiti (non certo dai cittadini), aver regalato a ciascun consigliere ben sette portaborse e dotato l'ufficio stampa della presidenza regionale di ben 16 giornalisti (il triplo rispetto a quelli che erano a disposizione della presidenza di centrodestra).
Un sapiente "moltiplicatore di poltrone" si è rivelato certamente Nichi Vendola, il "pupillo" di Bertinotti che è diventato in Puglia, con i voti degli "utili idioti" ex democristiani, il primo governatore regionale di Rifondazione comunista. E lui, nella scelta degli esperti e consulenti regionali, ha privilegiato decisamente, molto più del presidente Loiero in Calabria, i movimenti di piazza (disubbidienti, no-global, tute bianche, centri sociali, pacifisti anti-americani, amici di Saddam Hussein, etc.), la sua grande forza in campagna elettorale, determinante non meno degli ex democristiani della Margherita di Rutelli e dell'Udeur di Mastella per la sua clamorosa vittoria. Abbiamo scoperto così che anche uno "spacca-vetrine" o uno specialista in "espropri proletari", se
responsabilizzato con 80 o 100 mila euro l'anno, può rivelare competenze specifiche importanti nel settore dei problemi sociali o dare il suo "preziosissimo contributo" nelle ricerche idriche della regione.
Ma qualcosa, parlando di sprechi e "sprecopoli", bisogna dire anche sulle amministrazioni di sinistra elette non di recente. Il governatore di lungo corso Antonio Bassolino, in Campania, ha creato 12 nuove commissioni speciali, presiedute da funzionari della Regione che, oltre ai lauti stipendi percepiti da una vita, incasseranno in gettoni di presenza altri 1.800 euro al mese. Una di queste commissioni è chiamata ad occuparsi, pensate un po', dei problemi del Mediterraneo, dallo stretto di Gibilterra al canale di Suez, ed avrà bisogno, presumo, anche di adeguati mezzi navali ed aerei per muoversi in così ampi spazi, oltre che delle
auto blu per spostamenti su terra.
Ed ancora. Il Comune di Firenze, guidato dal diessino ex Pci Dominici, paga un consulente anche per il "look" del sindaco. Ed il presidente della Provincia "rossa" di Roma, Enrico Gasbarra (quello che contende al leggiadro Rutelli il ruolo di "uomo più bello della politica italiana"), ha pensato pure agli intellettuali amici di Fidel Castro che, poverini, soffrono il caldo (e nient'altro, a sentir loro) sulla caldissima isola di Cuba. Il Gasbarra dal cuore d'oro ha speso 60 mila euro per dotare di condizionatori d'aria il circolo culturale "Joseito Fernandez" dell'Avana (così da oggi in avanti, per gli intellettuali cubani, stare al fresco non significherà soltanto, come intendiamo noi, stare e marcire a vita in
galera).
Insomma, non è cambiato nulla, proprio nulla, nelle nostre amministrazioni comunali, provinciali e regionali. I leader delle sinistre-Ulivo continuano a strillare e strapparsi i capelli, contro il governo Berlusconi che ha stretto i cordoni della borsa per far fronte alla spaventosa crisi creata dall'euro in Italia ed in tutta Europa, ma alle consulenze d'oro (per esperti veri e fasulli), agli incarichi e prebende per nullafacenti senza arte né parte che la politica trasforma in esperti tuttologi, agli scandalosi sperperi del denaro pubblico non rinunciano affatto.
C'è una sola differenza rispetto al passato: che il Veltroni sindaco
post-comunista di Roma, la consulenza sul lavoro femminile nel carcere di Rebibbia alla terrorista pluri-omicida Silvia Baraldini che non ha mai lavorato in vita sua, la pagava a forfait 20 milioni delle vecchie lire, e la Regione Toscana ne pagava 26 all'ergastolano brigatista rosso prof. Senzani per una consulenza sul lavoro maschile nel penitenziario di Porto Azzurro; mentre Vendola, Loiero e Marrazzo, per assicurarsi la consulenza di un "dissidente" o di un "portaborse", devono tirar fuori dalle casse regionali non meno di 80 mila euro (160 milioni delle vecchie lire) l'anno.
Mi domando: ma i sindacati, che sbraitano tanto contro il governo
(soltanto se è di centrodestra, però, perché quelli della sinistra
"illuminata" non li hanno mai toccati, neppure quando ci hanno imposto le tasse più alte d'Europa), non sanno nulla di consulenze e super-consulenze d'oro, di clientelismo elettorale, di parassitismo politico, dello scandaloso sperpero di denaro pubblico che è un insulto a chi lavora onestamente ed un pugno in faccia ai poveri disoccupati in cassa integrazione che spesso non dispongono neppure di quella? Non sanno, i signori Epifani, Pezzotta e Angeletti, che le Regioni Lazio, Calabria, Puglia, alla faccia di chi piange sulla crisi italiana ed europea, assumono "disubbidienti" e "no-global" a 80 e 100 mila euro l'anno, senza lo straccio di un concorso e neppure di una graduatoria di merito? Solo per "chiamata politica diretta", riservata a militanti e simpatizzanti di partiti, gruppi e gruppuscoli delle sinistre-Ulivo?
Se non ne hanno saputo e non ne sanno nulla, è bene che si informino.
Hanno il dovere di informarsi: i lavoratori li pagano, con le trattenute mensili sulla buste-paga, anche perché vigilino su queste cose, per impedire che avvengano scandali e mostruosità del genere. Scandali e mostruosità che fanno inorridire anche un ex direttore de "l'Unità" come il diessino Macaluso, coscienza critica e scomoda, da sempre, della sinistra italiana, ma stranamente lasciano indifferenti sindacati e sindacalisti. Un disinteresse totale e assoluto, che sa di colpevole negligenza e consente a politici senza scrupoli di assumere con stipendi e
parcelle d'oro chi vogliono, come e quando vogliono. Avviene anche questo, purtroppo, nella politica italiana.




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