Berlusconi, Sharon e Bush
di Al-Wafd
Ovvero come essere potenti e corrotti
Pare che per essere un leader stimato e appoggiato dagli Usa bisogna aver una caratteristica fondamentale: essere corrotti.
Molti fattori accomunano, infatti, il Presidente americano Bush, il Primo Ministro israeliano Sharon e il discusso Presidente del Consiglio italiano Berlusconi. Questi tre, infatti, sono contro la pace: Sharon ha scatenato l'Intifada palestinese, profanando il Complesso della Moschea di al-Aqsa e suscitando la rabbia dei musulmani di tutto il mondo; Berlusconi ha parlato di superiorità occidentale rispetto all'Islam affermando che bisogna sconfiggere i musulmani restituendoli alla loro situazione di quattordici secoli or sono quando, nell'era preislamica, erano solo dei beduini; Bush ha annunciato senza mezzi termini la crociata contro gli arabi e i musulmani con il pretesto che questi rappresentano la fonte del terrorismo.
Questi tre leaders sono stati tra quei guerrafondai uniti nell'intento di scatenare la guerra all'Iraq. Cioè, da un punto di vista culturale ed etico, sono stati tra coloro che hanno trovato le giustificazioni per la guerra: uccidere, distruggere, colonizzare ed occupare.
Questa corruzione etica ha i suoi effetti su tutto il mondo, se si considera che simili leadership agiscono globalmente: gli Usa sono la prima e incontrastata potenza del mondo, decidendo da soli del destino dei popoli; l'Italia guiderà - durante la sua presidenza dell'Unione Europea - l'Europa stessa per i prossimi sei mesi; Israele è colei che infiamma con la distruzione, la violenza e gli omicidi il Medioriente, considerato il cuore strategico del mondo.
Ad indicare questa corruzione morale sono i processi per corruzione nei quali sono imputati questi capi di Stato - non sono i soli, ovviamente - e la loro bravura nel trovare gli escamotages per scappare dalle accuse.
Il Presidente del Consiglio italiano è attualmente imputato in tre procedimenti processuali per corruzione, dopo esser stato scagionato in altrettanti processi. Attualmente, alcuni apparati giudiziari di Milano stanno svolgendo indagini ad ampio raggio riguardo alle transazioni finanziarie segrete del Presidente del Consiglio e al suo coinvolgimento in questioni di frode e peculato. Ma Berlusconi, per capovolgere la situazione, ha descritto questi processi come un complotto ordito dall'opposizione di sinistra per far cadere il governo e ha fatto di tutto - ma proprio di tutto - per far promulgare dal parlamento italiano una legge che gli garantisse l'immunità durante il periodo in cui è al governo.
Il presidente Bush è immischiato in rapporti sospetti con la Enron (una società del settore dell'energia), che ha fatto bancarotta nell'autunno 2001 seguita poi da altre. Ma Bush è riuscito a sfuggire da questi scandali tenendo occupati gli americani e il mondo con la sua guerra all'Iraq.
Sharon, invece, è accusato insieme alla sua famiglia di aver ricevuto denaro da un miliardario sudafricano in sostegno alla sua campagna elettorale: una frode ai danni della legge elettorale israeliana e uno scandalo battezzato dalla stampa israeliana "Sharongate". Inoltre è accusato di aver comprato dei voti all'interno del suo partito e di tanti altri scandali finanziari.
Comunque, ciò che lascia perplessi in tutto ciò è che questi leaders sono arrivati al potere democraticamente, cioè sono stati i loro popoli ad aver scelto in piena volontà dei corrotti a capo dei loro governi.
Allo stesso modo, la forte opposizione che questi leaders devono affrontare non viene dall'interno, ma dall'esterno, e il minimo comun denominatore di questa opposizione è l'Europa, che ha espresso, attraverso l'Unione Europea, la sua opposizione alla guerra all'Iraq (ad eccezione della Gran Bretagna, seguace tradizionale degli Usa, della Spagna e dell'Italia) ed ha annunciato di temere il modo in cui Silvio Berlusconi guiderà l'Europa durante la sua presidenza. Prima di tutto perché il capo del Governo italiano tiene una posizione sbilanciata tra l'Occidente e l'Oriente e perché è allineato in maniera del tutto personale con Israele, tanto che, durante la sua visita in Medioriente, si è rifiutato di incontrare i politici palestinesi assecondando la richiesta della leadership israeliana.
Questa posizione europea antiberlusconiana si traduce anche, e direttamente, in un'opposizione europea alla politica israeliana basata sull'uso della violenza contro un popolo, quello palestinese, privato di tutti i diritti ed usurpato della sua terra.
Un tempo, la corruzione nelle alte sfere, creava opposizione e malumore tra la gente. Ne sa qualcosa Nixon, che fu costretto a dimettersi a causa dello scandalo "Watergate"; anche se, a quanto pare, egli è rimasto l'unica vittima di uno "scandalo", visto che quelli che seguirono non portarono ad alcuna dimissione.
Ma oggi pare che la corruzione sia un fatto normale, quasi una delle leggi dell'Universo.
Al-Wafd (Egitto), 12 luglio 2003
tradotto da Marco Hamam




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