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    Predefinito Israele: uno Stato terrorista

    ISRAELE
    Uno Stato terrorista, razzista e sanguinario.



    Perchè gli israeliani, che avrebbero conosciuto nel passato le sofferenze della discriminazione, hanno riciclato a proprio vantaggio le scelleratezze della schiavitù e della tirannia?

    Perchè, nonostante ciò, gli israeliani sarebbero i "buoni" ed i "perseguitati"?

    Perche' gli schermi di tutto il mondo continuano ininterrottamente a reiterare le immagini di Shindler's List, di Train de Vie, per non parlare dei continui ed ininterrotti documentari e degli speciali trasmessi da Raitre sui sopravvissuti ai campi di sterminio tedeschi... ma non dedicano mai nemmeno un briciolo di attenzione alle lunghe e tragiche sofferenze del popolo Palestinese?

    La condanna o la critica verso Israele o verso il sionismo non è antisemitismo. Da anni i sionisti conducono una lotta impari contro la Palestina, occupata senza alcun diritto dal loro esercito, scatenando odio e disprezzo da parte dell'opinione pubblica mondiale, oltre che dagli stessi palestinesi. Israele potrebbe avere la pace senza pagare alcun prezzo, però continua a condurre una campagna sistematica di espropriazione e occupazione, rendendo lentamente, deliberatamente, la Palestina un luogo invivibile per i palestinesi, e vivibile per gli ebrei. Il suo obiettivo non è la difesa o l’ordine pubblico, ma l’estinzione di un popolo. La ragione principale per la crescita dell'antisemitismo sia fondamentalmente da ricercare (solo ed esclusivamente) nella politica criminale che Israele sta conducendo ai danni dei palestinesi. Ma se qualcuno osasse criticare, mettendo in evidenza i crimini perpetrati dai sionisti, basta agitare il "manganello dell'Olocausto" (nel 1991 lo storico tedesco-israeliano Michael Wolffsohn, un professore di storia, aveva coniato il termine "manganello dell'Olocausto") per zittire coloro che muovono critiche verso Israele.

    Fabio GALANTE
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Predefinito Lo sapevate che...

    - Lo sapevate che gli israeliani non-ebrei non possono
    comprare o affittare terra nell'entità sionista?
    -Lo sapevate che, nonostante la sua recentissima fondazione, (1948) è il Paese che ha collezionato il maggior numero di risoluzioni di condanna dell'ONU?

    -Lo sapevate che nega sistematicamente il diritto di voto alla maggioranza palestinese, che altrimenti eleggerebbe il proprio Governo?

    -Lo sapevate che ammette legalmente la tortura come metodo poliziesco e di coercizione, passando inosservato agli occhi di Amnesty International?

    -Lo sapevate che è stato condannato da una risoluzione dell'ONU del 1974 che definiva il sionismo come ideologia razzista?

    - Lo sapevate che le targhe palestinesi sono di colore
    diverso per distinguere gli ebrei dai non-ebrei?

    - Lo sapevate che Israele assegna l'85% dell' acqua agli
    ebrei ed il 15% restante è diviso fra tutti i
    Palestinesi nei territori? Per esempio ad Hebron,
    l'85% dell'acqua è convogliato a circa 400 coloni,
    mentre il 15% deve essere diviso 120.000 Palestinesi?

    -Lo sapevate che occupa impropriamente ampi territori fregandosene dei continui avvertimenti da parte della Comunità Internazionale?

    - Lo sapevate che gli Stati Uniti danno ai sionisti 5
    miliardi di dollari di aiuti ogni anno?

    - Lo sapevate che gli aiuti che annualmente gli Stati
    Uniti concedono ad Israele sono maggiori di quelli che
    gli Stati Uniti assegnano all’intero continente africano?

    - Lo sapevate che Israele è l'unico paese del Medio
    Oriente che ha armi nucleari?

    - Lo sapevate che Israele è l' unico paese del Medio
    Oriente che rifiuta di firmare il trattato di non
    proliferazione nucleare?

    - Lo sapevate che Israele attualmente occupa i territori
    di una nazione sovrana (la Siria) sfidando
    impunemente le risoluzioni del Consiglio di sicurezza
    delle Nazioni Unite?

    - Lo sapevate che Israele ha ordinato l’assassinio dei
    suoi nemici politici in altri paesi (le famose 'operazioni chirurgiche'...)?

    - Lo sapevate che gli ufficiali dell’Alto Comando delle
    forze israeliane hanno ammesso pubblicamente di giustiziare i prigionieri di guerra disarmati?

    - Lo sapevate che Israele rifiuta di perseguire i
    soldati che hanno riconosciuto ed ammesso l'esecuzione dei prigionieri di guerra?

    - Lo sapevate che Israele confisca ordinariamente i
    depositi bancari, i commerci e la terra e rifiuta di
    pagare le compensazione a coloro che le subiscono?

    - Lo sapevate che Israele si oppone o ignora 69
    risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite?

    - Lo sapevate che l' odierno Israele si estende su di un
    territorio sul quale esistevano oltre 400 villaggi palestinesi ora scomparsi?

    - Lo sapevate che i quattro primi ministri dell' Israele
    (Begin, Shamir, Rabin e Sharon) hanno partecipato ad
    azioni terroristiche o altri attacchi contro civili, a
    massacri di donne e bambini, ad espulsioni forzate dei civili dai loro villaggi?

    - Lo sapevate che il ministero degli esteri israeliano
    paga due ditte americane di pubbliche relazioni per
    promuovere Israele agli Americani?

    - Lo sapevate che il governo di coalizione di Sharon
    include un partito xenofobo - Molodet -che sostiene
    l’espulsione di tutti i Palestinesi dai territori occupati?

    - Lo sapevate che gli insediamenti illegali sono
    aumentati durante gli otto anni trascorsi dagli accordi di Oslo?

    - Lo sapevate che la costruzione di nuove colonie è più
    che raddoppiata durante il governo del 'moderato'
    Barak rispetto al tempo dell''estremista' Netanyahu?

    - Lo sapevate che Israele ha dedicato un
    francobollo ad un uomo che ha attaccato un bus civile
    uccidendo diverse persone ed ha dedicato un monumento ad un fanatico colono - Baruch Goldestein - che nel 1996 uccise senza motivo più di 30 musulmani in preghiera?

    - Lo sapevate che Israele è l'unico paese al mondo in
    cui la tortura verso i prigionieri e detenuti è legale?

    - Lo sapevate che i rifugiati palestinesi compongono
    maggior parte della popolazione di rifugiati del mondo?
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    Predefinito

    Due pesi due misure:
    riconoscere il terrorismo dello Stato d'Israele (parte I)
    di Paolo Barnard (giornalista di Report, Rai3), tratto da www.peacelink.it

    Si tratta di una cronologia che dimostra come il Terrorismo sia stato da sempre uno strumento proprio sia dei sionisti che dello Stato di Israele, e dunque non una prerogativa esclusivamente palestinese e/o islamica.
    Come sapete, oggi la "narrativa" ufficiale sul Medioriente non riconosce questa verità storica, e solo ai palestinesi viene ufficialmente chiesto di fermare il Terrorismo. Noi tutti sappiamo quanto questo sia non solo ingiusto, ma anche controproducente per ogni speranza di pace. Non ci sarà pace senza verità. Purtroppo però tanti di noi, dai giovani attivisti ai semplici cittadini di buon senso, non sono in grado di sostenere queste tesi con argomentazioni inoppugnabili o senza timore di essere accusati di faziosità o, peggio, di antisemitismo.
    Il mio documento offre uno STRUMENTO accessibile a tutti per poter sostenere e divulgare senza timore di smentite ciò che sappiamo essere più vicino alla verità e soprattutto più utile alla pace. Si badi bene, il documento non pretende di avere valore storiografico. Non e' scritto per l'esperto. E' scritto per le persone comuni, e si basa su fonti al di sopra delle parti: l'ONU e Amnesty International principalmente. Queste fonti sono la sua forza.
    Ve lo offro sperando che lo divulghiate il più possibile, perché quella "narrativa" distorta sul Terrorismo in Palestina sta causando tragedie all'infinito. Dobbiamo rettificarla, assolutamente, come primo passo per la pace.
    Nell'introduzione troverete maggiori dettagli.
    Grazie
    Paolo Barnard, giornalista di Report, RAI3.

    Introduzione.
    In Medioriente dilaga il fenomeno del Terrorismo. A noi e' particolarmente noto il Terrorismo palestinese e/o islamico, ma c'e' anche il Terrorismo israeliano. Il primo e' internazionalmente riconosciuto, il secondo no. E qui sta il problema.
    Prima di continuare e per sgombrare il campo da possibili equivoci, ribadiamo con decisione che non v'e' dubbio che per decenni alcuni gruppi palestinesi si siano macchiati, e ancora oggi si macchino, di orrendi crimini terroristici che non trovano alcuna giustificazione politica ne' morale. La condanna di questi crimini, che storicamente colpiscono soprattutto lo Stato di Israele, deve essere assoluta.
    Eppure, rimane il fatto che in occidente si fatica ad ammettere che Israele ha praticato e pratica il terrorismo. Taluni rigettano questa nozione radicalmente, anche se la Storia lo dimostra in maniera incontrovertibile.
    Ciò ha dato origine a una impostazione ideologica errata e catastrofica nelle sue conseguenze, a causa della quale ogni approccio internazionale al conflitto israelo-palestinese viene fatalmente viziato da un sistema di "due pesi due misure": solo ai palestinesi viene formalmente chiesto di abbandonare le pratiche terroristiche, a Israele mai. Questo produce continui fallimenti.
    Tale pregiudizio trova appoggio in vaste fasce delle opinioni pubbliche occidentali. Infatti, alle parole "Terrorismo mediorientale" noi associamo d'istinto i volti dei guerriglieri palestinesi, libanesi o iraniani, ovvero del fanatismo islamico armato; ma non ci viene altrettanto spontaneo associarvi i volti dei soldati d'Israele, o quelli dei loro leader politici. Questo e' potuto accadere perché l'Occidente ha intenzionalmente alterato la "narrativa" del conflitto israelo-palestinese, per tutelare i propri interessi nell'area. Lo dimostra lo stesso linguaggio mediatico internazionale: da anni in tv o sulle prime pagine dei giornali gli attacchi palestinesi contro i civili israeliani sono sempre definiti (a ragione) "terroristici", ma quelli altrettanto terrorizzanti delle Forze di Difesa Israeliane contro i civili palestinesi sono sovente chiamati "di autodifesa"; le azioni dei kamikaze di Hamas sono "massacri", mentre le centinaia di omicidi extragiudiziali commessi dai Servizi Segreti israeliani vengono definiti "esecuzioni capitali mirate", e così all'infinito (Chomsky-Fisk-Said et al.).
    Tutto ciò ci ha lentamente resi incapaci di riconoscere l'esistenza del Terrorismo di matrice israeliana, assieme alle atrocità che causa e che ha causato.
    E' imperativo rettificare questo pregiudizio, iniziando dalla accettazione, da parte della comunità internazionale impegnata nel processo di pace, della verità storica. Questo significa che mentre giustamente condanniamo il Terrorismo palestinese, dobbiamo abbandonare il nostro rifiuto di riconoscere e di censurare il Terrorismo di Israele.
    Se ciò non accadrà, non vi è speranza di pace in Medioriente.
    A prova di quanto affermato sopra, sono di seguito elencati alcuni fra i peggiori atti di Terrorismo commessi in Medioriente dalla comunità sionista prima e da Israele o da israeliani poi, con una scrupolosa bibliografia. Le fonti sono principalmente i documenti dell'ONU e di Amnesty International; questo perché siamo consapevoli che nell'esporre un tema tanto controverso ci si deve affidare a fonti assolutamente e storicamente al di sopra delle parti. Abbiamo di proposito scartato ogni fonte che potesse anche vagamente essere accusata di partigianeria, e per tale motivo siamo stati costretti a non includere in questo documento centinaia di "atti di Terrorismo israeliani" riportati nella letteratura sul Medioriente.
    Lo ribadiamo: questo lavoro non e' un atto di accusa contro Israele fine a sé stesso, perché se così fosse sarebbe un esercizio sterile. Esso vuole aiutare il pubblico a rettificare quella "narrativa" distorta che basandosi su "due pesi due misure" condanna il Medioriente a una violenza senza fine. Ai lettori il giudizio.

    SINTESI STORICA ESSENZIALE PER LA COMPRENSIONE DEL DOCUMENTO.
    Al declino dell'impero Ottomano, a partire dal 1880, gruppi di ebrei europei emigrarono in Palestina dove stabilirono alcune colonie. Fondarono il movimento Sionista, da cui presero il nome di sionisti.
    Nel 1914, gli immigranti sionisti in Palestina erano 85.000, gli arabi musulmani e cristiani erano 500.000, ai quali si aggiungevano gli ebrei cosiddetti Ottomani (già presenti da tempo in Palestina e perfettamente integrati).
    Nel 1916 le potenze europee siglarono l'accordo di Sikes-Picot: si trattava del piano alleato per dividere l'impero Ottomano (in disfacimento). Gli inglesi di fatto divennero la potenza coloniale in Palestina.
    Nel 1921 cominciarono gli scontri fra arabi ed ebrei (a Jaffa 200 morti ebrei e 120 morti arabi).
    Nel 1922 l'Inghilterra ricevette dalla Lega delle Nazioni il Mandato per la Palestina.
    I rapporti fra arabi e sionisti si deteriorano, e nel frattempo le tensioni vengono peggiorate dalla ulteriore ondata di immigrazione di ebrei che fuggono dalla furia genocida di Hitler.
    Cominciano le proposte inglesi di formazione di 2 Stati separati. Esse scontentano sia gli arabi che i sionisti, e le violenze nel frattempo aumentano. E' a questo punto che i sionisti si organizzano in gruppi di guerriglia.
    Nel 1947 gli Inglesi rinunciano al Mandato e passano la palla all'ONU.
    Nel Maggio 1948 gli Stati arabi mandano truppe in aiuto ai palestinesi. Ma già le truppe ebraiche avevano conquistato grandi fette di territorio designato dall'ONU come Arabo, provocando la fuga di 300.000 rifugiati palestinesi. Lo Stato d'Israele viene proclamato il 14 maggio 1948. La guerra continua, e all' inizio del 1949 Israele vince conquistando il 73% della Palestina. I rifugiati palestinesi sono ora 725.000.
    Ai palestinesi, alla fine della guerra, rimane Gaza e la Cisgiordania. Nel 1956, Israele attacca l'Egitto conquistando Gaza e il Sinai, ma gli USA li convincono a ritirasi un anno dopo.
    Nel 1964 gli Stati arabi creano l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP).
    Nel Maggio 1967 il presidente egiziano Nasser stringe un patto di difesa con la Giordania. Ma Israele non aspetta, e nel Giugno 1967 attacca l'Egitto. E' la nota Guerra dei 6 Giorni. In un baleno Israele occupa il Sinai, Gaza, la Cisgiordania, parte del Golan siriano e Gerusalemme Est.
    Nel Novembre 1967 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna la conquista dei territori da parte di Israele con la risoluzione 242, che specificamente chiede il ritiro israeliano dai territori occupati nella Guerra dei 6 Giorni.
    1973, attacco egiziano e siriano a sorpresa contro Israele (guerra del Kippur). Israele e' in seria difficoltà, e solo grazie a un massiccio aiuto militare americano si riprende e addirittura avanza nel Golan.
    La base della guerriglia dell'OLP si sposta nel Libano del sud. Nel 1978 Israele invade il sud del Libano. Di nuovo il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna l'invasione con la risoluzione 425, e tenta di separare i belligeranti con un contingente di caschi blu (UNIFIL).
    Nel Settembre 1978 il presidente egiziano Sadat va a Camp David negli USA, dove firma i famosi accordi con Israele. Israele in cambio si ritira dal Sinai. Sadat firma a Washington il 26 marzo 1979 la pace con Israele, primo Stato arabo a farlo. Nel 1982 Israele reinvade il Libano, e arriva fino a Beirut. Gli USA mediano nella fuga da Beirut dell'OLP e di Arafat, ma nessuno protegge i civili palestinesi: strage nel campo profughi di Sabra e Chatila. Israele si ritirerà dal Libano (esclusa una fascia al sud) nel 1985. Dicembre 1987. Nei territori occupati il pugno di ferro di Israele trova ora un fronte unito, e i giovani palestinesi si lanciano nell'Intifada (sollevazione).
    Nel 1988 Arafat rinuncia ufficialmente al Terrorismo e accetta la risoluzione 242, implicitamente riconoscendo l'esistenza di Israele. 1993: a Oslo si svolgono colloqui segreti fra l'OLP e il laborista israeliano Shimon Perez con mediazione norvegese di Joan Jorgen Holst.
    Il 9 Settembre 1993 Arafat firma la lettera di riconoscimento dello Stato di Israele, e Israele il 10 Settembre riconosce l'OLP come il legittimo rappresentante dei palestinesi.
    Lunedì 13 Settembre 1993 Arafat e Rabin a Washington firmano una Dichiarazione di Principi, che comprende il mutuo riconoscimento di Israele e dell'OLP, il ritiro israeliano da Gaza e da Jerico, e un non meglio specificato ritiro israeliano da alcune aree della Cisgiordania entro 5
    anni (accordi di "Oslo"). A partire dal 1999 il premier israeliano Barak concede ad Arafat alcuni territori in più, e a metà del 2000 l'Autorità Palestinese si trova a controllare il 40% della Cisgiordania e il 65% di Gaza. Ma stiamo parlando di pezzetti di territorio palestinese scollegati e interamente circondati da insediamenti ebraici, e controllati giorno e notte da cordoni di militari israeliani.
    Nel luglio del 2000 il presidente americano Clinton convince Arafat e il premier israeliano Barak ad andare a Camp David (USA) per finalizzare gli accordi di Oslo. L'incontro naufraga in un nulla di fatto.
    28 Settembre 2000. Ariel Sharon, leader dell'opposizione israeliana, sfila a piedi presso la moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, che è uno dei luoghi più sacri della religione musulmana. Questo viene visto come un oltraggio imperdonabile, e i palestinesi si lanciano nella seconda Intifada. Nel febbraio 2001 il laborista Barak perde le elezioni e diviene premier Ariel Sharon del partito Likud.

    IL TERRORISMO SIONISTA:
    La prima fase dal 1942 al 1947, prima della nascita dello Stato di Israele.
    * I testi virgolettati sono traduzioni di documenti originali. Le spiegazioni del redattore sono in corsivo.
    1942.
    "Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale anche la comunità sionista (in Palestina) adottò metodi violenti di lotta. L'uso del Terrorismo da parte loro e' descritto in un documento ufficiale del governo britannico di allora": 'Nel 1942 un piccolo gruppo di estremisti sionisti, guidati da Abraham Stern, si fece notare per una serie di omicidi e di rapine politicamente motivati" (1)
    ***
    1944.
    "Il Ministro inglese per il Medioriente, Lord Moyne, viene assassinato da due membri del gruppo Stern, al Cairo. Sempre nello stesso anno il gruppo fuorilegge sionista Irgun Tzeva'i Leumi distrugge numerose proprietà del governo britannico. Le azioni terroristiche dei gruppi Stern e Irgun sono state condannate dallo stesso portavoce della Comunità Ebraica". (1)
    ***
    1946.
    "Il 22/7/1946, la campagna condotta delle organizzazioni terroristiche (sioniste) raggiunse nuovi livelli, con una esplosione che distrusse un'ala dell'hotel King David di Gerusalemme, che conteneva gli uffici della Segreteria del governo e il quartier generale britannico, uccidendo 86
    impiegati, arabi ebrei e inglesi, e 5 passanti". (1)
    ***
    1946.
    "Altre attività terroristiche (sioniste) includono: il rapimento di un giudice inglese e di alcuni ufficiali, e l'attentato dinamitardo a un Club di Ufficiali inglesi a Gerusalemme con grave perdita di vite umane". (1)
    ***
    "Menachem Begin (futuro premier israeliano) fu definito dagli inglesi un "leader terrorista" per aver fatto esplodere l'hotel King David a Gerusalemme, che a quel tempo venne considerato uno dei peggiori atti terroristici del secolo." (1bis)
    ***
    Un altro documento ufficiale britannico del 1946 dichiara:
    "Il Governo di Sua Maestà britannica e' arrivato alle seguenti conclusioni: che il gruppo (sionista) Haganah e il suo associato Palmach lavorano sotto il controllo politico dei membri della Agenzia Ebraica; e che essi sono responsabili di sabotaggi e di violenze..." (2)
    ***
    "Questa campagna terroristica contro gli arabi palestinesi e contro gli inglesi raggiunse tali proporzioni che Churchill, un forte sostenitore dei sionisti e a quel tempo Primo Ministro inglese, dichiarò alla Camera dei Comuni: "Se i nostri sogni per il sionismo devono finire nel fumo delle pistole degli assassini e se i nostri sforzi per il futuro del sionismo devono produrre un nuovo gruppo di delinquenti degni della Germania nazista, molti come me dovranno riconsiderare le posizioni tenute così a lungo". (3)

    ALCUNI COMMENTI STORICI SU QUESTO PERIODO.

    "Il grande umanista sionista Ahad Ha'am lanciò un allarme contro la violazione dei diritti dei palestinesi (da parte dei sionisti): 'E cosa sta facendo la nostra gente in Palestina? Erano servi nelle terre della Diaspora e d'improvviso si trovano con una libertà senza limiti, e questo cambiamento ha risvegliato in loro un'inclinazione al despotismo. Essi trattano gli arabi con ostilità e crudeltà, gli negano i diritti, li offendono senza motivo, e persino si vantano di questi atti. E nessuno fra di noi si oppone a queste tendenze ignobili e pericolose" (4)
    ***
    Dichiarazione di Lord Sydenham alla Camera dei Lord di Londra sul Mandato britannico in Palestina (1922):
    "Il danno prodotto dall'aver riversato una popolazione aliena (i sionisti immigrati in Palestina) su una terra araba forse non si riparerà mai più...Ciò che abbiamo fatto, facendo concessioni non agli ebrei ma ad un gruppo di estremisti sionisti, è stato di aprire una ferita in Medioriente, e nessuno può predire quanto essa si allargherà". (5)
    ***
    Dichiarazione della Commissione Shaw del governo inglese, a proposito delle violenze fra arabi e sionisti nel 1929:
    "...prima della Grande Guerra (1915-18) gli arabi e gli ebrei vivevano fianco a fianco, se non in amicizia, almeno con tolleranza... negli 80 anni precedenti (alla Grande Guerra) non ci sono memorie di scontri violenti (come quelli iniziati nel 1920)." (6)
    ***
    "L'espansione territoriale (sionista) attraverso l'uso della forza produsse un grande esodo di rifugiati (palestinesi) dalle zone degli scontri. I palestinesi sostengono che questa era un politica precisa che mirava all'espulsione degli arabi per far posto agli immigrati (sionisti) e citano, fra le altre, le dichiarazioni del leader sionista Theodor Herzl":
    "Tenteremo di sospingere la popolazione (palestinese) in miseria oltre le frontiere procurandogli impieghi nelle nazioni di transito, mentre gli negheremo qualsiasi lavoro sulla nostra terra... Sia il processo di espropriazione che l'espulsione dei poveri (palestinesi) devono essere condotti con discrezione e con attenzione..." (7)
    ***
    Da un documento delle Nazioni Unite:
    "La comunità ebraica della Palestina ancora si rifiuta pubblicamente di aiutare l'Amministrazione (ONU) a reprimere il Terrorismo (sionista), e cita come ragione il fatto che le politiche dell'Amministrazione sarebbero contrarie agli interessi ebraici." (8)

    IL TERRORISMO SIONISTA-ISRAELIANO:
    La seconda fase, dal 1947 al 1977, attraverso la nascita dello Stato di Israele.

    "Uno dei più scabrosi atti di Terrorismo (sionista) contro la popolazione civile (palestinese) si registra, secondo fonti palestinesi ma anche secondo altre fonti, nell'aprile 1948 a Deir Yassin, un villaggio palestinese vicino a Gerusalemme. Un ex governatore militare israeliano di Gerusalemme scrive in proposito":
    "Il 9 aprile abbiamo subito una sconfitta morale, quando le due gang Stern ed Etzel (sionisti) lanciarono un attacco immotivato contro il villaggio di Deir Yassin... Si trattava di un villaggio pacifico, che non aveva aiutato le truppe arabe di oltre frontiera e che non aveva mai attaccato le zone ebraiche. Le gang (sioniste) lo avevano scelto solo per ragioni politiche. Si e' trattato di un atto di puro Terrorismo... Alle donne e ai bambini non fu dato tempo di fuggire... e molti di loro furono fra le 254 vittime assassinate, secondo l'Alto Comitato Arabo... Quell'evento fu un disastro in tutti i sensi... (le gang) si guadagnarono la condanna della maggioranza degli ebrei di Gerusalemme". (9)
    ***
    Alcuni leader sionisti negarono la strage di Deir Yassin, ma anche nella negazione ammisero esplicitamente di aver usato l'arma del Terrorismo psicologico, che non e' meno letale. Scrisse Menachem Begin (futuro premier di Israele):
    "Il panico travolse gli arabi nella Terra di Israele e iniziarono a fuggire in preda al terrore. Non ciò che accadde a Deir Yassin, ma ciò che fu inventato su Deir Yassin ci aiutò a vincere...in particolare nella conquista di Haifa, dove le forze ebraiche avanzarono come un coltello nel burro mentre gli arabi fuggivano nel panico gridando 'Deir Yassin!'." (10)
    ***
    Menachem Begin fu però ritenuto uno dei responsabili della strage di Deir Yassin:
    "Il 9 aprile un'atrocità di enormi proporzioni fu perpetrata a Deir Yassin... furono massacrate 254 persone da membri della gang di Menachem Begin. Alcuni uomini del villaggio furono trascinati attraverso Gerusalemme prima di essere uccisi." (11)
    ***
    "Quante atrocità furono commesse (dai sionisti) forse non si saprà mai, ma furono sufficienti a spingere l'allora Ministro israeliano dell'agricoltura, Aharon Cizling, ad affermare: 'Adesso anche gli ebrei si sono comportati come nazisti e tutta la mia anima ne è scossa...Ovviamente dobbiamo nascondere al pubblico questi fatti...Ma devono essere indagati". (12)
    ***
    1948. "Folke Bernadotte fu nominato mediatore (in Palestina) dall'Assemblea Generale dell'ONU...ma prima che l'ONU potesse considerare le sue osservazioni fu assassinato dalla gang (sionista) Stern, una delle tante organizzazioni terroristiche le cui azioni erano diventate più spudorate dalla fine del Mandato (britannico). Il rapporto delle Nazioni Unite sull'assassinio disse che il governo provvisorio di Israele doveva assumersi la piena responsabilità di queste uccisioni... Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU chiese al governo di Israele di indagare e di presentare un rapporto, ma nessun rapporto fu mai presentato...Gli assassini di Bernadotte vestivano uniformi dell'esercito israeliano." (12 bis)
    ***

    Dalla proclamazione dello Stato di Israele (14/05/1948) e durante il trentennio successivo il Terrorismo israeliano nei territori occupati si esprime in una miriade di atti criminosi, in particolare rivolti alla popolazione palestinese dei territori occupati, al punto da richiedere nel 1977 l'intervento ufficiale e indignato dell'ONU con una risoluzione di condanna che parla chiaro: "L'Assemblea Generale ha ripetutamente votato risoluzioni che criticano le azioni di Israele nei territori occupati. La risoluzione votata nel 1977, che riflette i toni di quelle precedenti, dichiara che l'Assemblea": 'Condanna le seguenti politiche e pratiche israeliane: a)... b)... c) L'evacuazione, deportazione, espulsione, e trasferimento degli abitanti arabi dei territori occupati e la negazione del loro diritto di ritorno
    - d) L'espropriazione e confisca delle proprietà arabe nei territori occupati
    - e) La distruzione e demolizione delle case (arabe) - f) Gli arresti di massa e i maltrattamenti della popolazione araba
    - g) I maltrattamenti e le torture dei detenuti (arabi)...''(La Commissione dell'ONU per i Diritti Umani) deplora ancora una volta le continue violazioni da parte di Israele delle norme della legalità internazionale nei territori arabi occupati... in particolare le gravi violazioni di Israele della Convenzione di Ginevra per la Protezione dei Civili in stato di guerra, che sono considerate crimini di guerra e un affronto all'umanità.' (13)

    IL TERRORISMO ISRAELIANO:
    La terza fase, dal 1977 al 1988.
    Israele, col pretesto di combattere il Terrorismo palestinese, bombarda e attacca il sud del Libano dal 1973 al 1978, causando enormi sofferenze fra i civili e la fuga verso Beirut di centinaia di profughi shiiti. (14) Poi, nel 1978, alcuni terroristi palestinesi provenienti dal Libano meridionale si infiltrano in Israele e massacrano trentasette turisti israeliani su una spiaggia di Haifa. In reazione a questo crimine Israele invade il sud del Libano, causando circa 2000 morti, la maggioranza civili. (15) Di nuovo il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna l'invasione con la risoluzione 425, e tenta di separare i belligeranti con un contingente di caschi blu ONU (UNIFIL). L'UNIFIL però dovrà fare i conti con la presenza nell'area libanese sotto occupazione israeliana delle spietate milizie mercenarie della South Lebanese Army, che erano interamente sotto il controllo di Israele e che per conto di Israele conducevano azioni militari e ogni sorta di atto terroristico, come quello qui descritto:
    "I soldati irlandesi (dell'UNIFIL) Derek Smallhorn, Thomas Barrett e John O'Mahony stavano scortando due osservatori dell'ONU all'interno della zona di Haddad (leader della South Lebanese Army). Caddero in una imboscata di miliziani cristiani e furono portati a Bent Jbail, dove O'Mahony riuscì a fuggire... Smallhorn e Barrett furono visti da un osservatore americano dell'ONU mentre, terrorizzati, venivano sospinti su un'auto... un'ora più tardi venivano assassinati con un singolo colpo alla nuca... Gli Israeliani, che controllavano la zona, negarono di essere al corrente delle uccisioni... Ma ciò che infuriò gli ufficiali del 46esimo Battaglione irlandese (dell'UNIFIL) fu che ricevettero informazioni riservate secondo cui un agente dello Shin Bet (servizi segreti israeliani) era presente all'assassinio di Smallhorn e Barrett... il suo nome in codice era Abu Shawki... Una indagine dell'ONU identificò gli assassini... Ma Israele, che si definisce il cacciatore di 'Terroristi', non volle consegnarli, e non li condannò come 'Terroristi'; al contrario, li aiutò a lasciare il Libano, attraverso Israele, e a stabilirsi a Detroit (Usa)". (16)
    ***
    Nel 1982 Israele invade il Libano; il ministro della difesa di allora è Ariel Sharon (futuro premier). Uno dei più atroci crimini di guerra (e atto di Terrorismo) degli ultimi 50 anni accade proprio sotto gli occhi e con la connivenza piena delle truppe israeliane. (17) Parliamo del massacro di Sabra e Chatila, i cui esecutori materiali furono le milizie falangiste libanesi sotto il pieno controllo di Israele. (17)
    "Il 15 settembre 1982 Bashir Gemayel, presidente del Libano, fu assassinato... Lo stesso giorno le forze israeliane avanzarono su Beirut ovest. Il 16 di settembre gli israeliani arrivarono a controllare quasi tutta Beirut ovest e circondarono i campi profughi palestinesi. Il giorno seguente il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condannò la mossa di Israele con la risoluzione 520... IL 17 settembre giunse notizia che gruppi armati erano entrati nel campo profughi di Sabra e Chatila di Beirut ovest e ne stavano massacrando la popolazione civile. Il 18 settembre fu confermato che una strage immane era stata compiuta. Centinaia di cadaveri di uomini donne e bambini furono scoperti, alcuni mutilati, altri apparentemente uccisi mentre tentavano di fuggire; molte case erano state fatte saltare in aria con dentro gli occupanti." (18)
    ***
    Le responsabilità israeliane per quel massacro sono documentate oltre ogni dubbio. La commissione di inchiesta dello stesso governo israeliano, la Commissione Kahan, nel suo rapporto dell'8 febbraio 1983 dichiara:"Menachem Begin (allora premier di Israele) fu responsabile di non aver esercitato una maggior influenza e consapevolezza nella questione dell'introduzione dei falangisti nei campi (profughi). Ariel Sharon (Min. Difesa di Isr.) fu responsabile di aver ignorato il pericolo di strage e di vendetta quando diede il permesso ai falangisti di entrare nei campi (profughi), ed è anche responsabile di non aver agito per impedire la strage... la nostra conclusione e' che il Ministro della Difesa è personalmente responsabile. Il Capo di Stato Maggiore (israeliano) Eitan non diede i giusti ordini per prevenire il massacro. La Commissione chiede che il Ministro della Difesa rassegni le sue dimissioni." (19)
    ***
    L'invasione israeliana del Libano nel 1982 fu approvata dagli Stati Uniti (20), e costò la vita a circa 17.000 civili innocenti. (21)
    ***
    Fra i crimini terroristici e di guerra dello Stato di Israele vi è anche la continua violazione di quasi tutte le fondamentali norme della legalità internazionale. Le seguenti parole esprimono una condanna agghiacciante della condotta di Israele nei territori occupati attraverso tutti gli anni '80:
    "In particolare, le politiche (di Israele) e le sue azioni nei territori occupati continuano a costituire violazioni evidenti di una serie di precise norme di legalità internazionale. Queste norme sono: la Carta delle Nazioni Unite - la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani - la Convenzione di Ginevra per la Protezione dei Civili in stato di guerra del 12 agosto 1949 - la Convenzione di Ginevra per la Protezione dei Prigionieri di guerra del 12 agosto 1949... Le politiche di deportazione, le torture dei detenuti, gli arresti di massa, la demolizione delle case (palestinesi), i pestaggi arbitrari e gli omicidi di persone innocenti - fra cui bambini donne e anziani - oltre alle umiliazioni inflitte ai palestinesi nella loro vita quotidiana, sono state sistematicamente applicate dalle autorità israeliane nei territori occupati. Tutto ciò è stato aggravato dalla crescente violenza dei coloni (ebrei) armati contro la popolazione palestinese disarmata." (22)
    ***
    Il Comitato Internazionale della Croce Rossa lancia le stesse accuse a Israele, aggiungendovi la condanna dell'odiosa pratica delle truppe israeliane di espellere i civili palestinesi dalle loro abitazioni e di murarne le entrate, nonché la pratica di confiscare arbitrariamente le loro terre e dichiararle proprietà di Israele. (23)
    ***
    Le condanne internazionali di Israele si susseguono in un coro continuo, ma Israele le ignora totalmente. Come già nel 1977, nel 1985 di nuovo la Commissione dell'ONU per i Diritti Umani vota una risoluzione (1985/1A) di forte condanna in cui si legge: "...Israele si rifiuta di permettere al Comitato Speciale di avere accesso ai territori occupati... la Commissione conferma la sua dichiarazione secondo cui le violazioni israeliane della Quarta Convenzione di Ginevra sono crimini di guerra e un insulto
    all'umanità." (24)
    ***
    Nel 1988, in piena Intifada (sollevazione) palestinese, la Commissione dell'ONU per i Diritti Umani vota una risoluzione che denuncia ancora il Terrorismo di Israele: "Nella risoluzione 1988/1A, la Commissione ripete la sua condanna delle politiche israeliane di violenza nei territori occupati, dove vengono spezzate le ossa ai bambini, alle donne e agli uomini, e dove le donne abortiscono a causa dei pestaggi. (La Commissione) condanna altre pratiche violente e sistematiche di Israele, fra cui le uccisioni, i ferimenti, gli arresti e le torture... e i rapimenti di bambini palestinesi." (25)
    ***
    "Nel corso dell'anno (1988) Israele continuò a reprimere i palestinesi nei territori occupati... culminando con l'assassinio a Tunisi, commesso da un commando israeliano il 16 aprile, di Khalil al-Wazir, vice comandante in capo delle forze palestinesi e membro del Comitato centrale dell'OLP... Il 25 aprile il Consiglio di Sicurezza dell'ONU adottò la risoluzione 611... in cui si condanna Israele per l'aggressione contro la sovranità e l'integrità territoriale della Tunisia, in violazione flagrante della Carta delle Nazioni Unite, della legalità internazionale e delle norme di condotta." (26)
    ***
    "L'assassinio di Khalil al-Wazir... corrispondeva perfettamente alla definizione del Dipartimento di Stato americano di cosa sia il 'Terrorismo internazionale', ma nessun dipartimento del governo USA suggerì che Israele fosse colpevole di Terrorismo." (27)

    ISRAELE E L'USO DELLA TORTURA.

    Come si e' già visto, nei rapporti della Commissione dell'ONU per i Diritti Umani si accusa spesso Israele di praticare la tortura, che è uno strumento di Terrore universalmente condannato. Lo Stato di Israele non solo pratica la tortura, ma è persino arrivato a legalizzarla, unica fra le democrazie mondiali. Lo afferma Amnesty International:
    "Lo Stato di Israele ha a tutti gli effetti legalizzato la tortura, nonostante sia un firmatario della Convenzione Contro la Tortura (dell'ONU). Israele ha fatto questo in tre modi: primo, l'uso da parte dello Shin Bet (Servizio di Sicurezza) di 'quantitativi moderati di pressioni fisiche (sui detenuti) fu permesso dal rapporto della Commissione Landau nel 1987 e approvato dal governo... secondo, dall'ottobre 1994 il Comitato Ministeriale di Controllo dello Shin Bet, organo del governo di Israele, ha rinnovato il diritto di praticare (sui detenuti) un uso ancor maggiore della forza fisica... e terzo, nel 1996 la Suprema Corte di Israele ha emesso una sentenza che permette a Israele di continuare nell'uso della forza fisica contro specifici detenuti." (28)
    ***
    B'Tselem, forse la più autorevole organizzazione per i Diritti Umani d'Israele, scrive:
    "Nel 1995 un detenuto palestinese è morto a causa degli 'strattonamenti' (sotto interrogatorio). Il Primo Ministro di allora, Yitzhak Rabin, affermò in quella occasione che quel metodo di pressione fisica era stato usato contro 8.OOO detenuti... Neppure la morte di quel detenuto convinse il governo a proibire quei metodi brutali durante gli interrogatori." (29)
    ***
    "Esiste una montagna di prove sull'uso israeliano della tortura. Chiunque ne dubiti dovrebbe chiedere di avere accesso al 'Complesso Russo' dei servizi segreti israeliani a Gerusalemme, oppure ai prigionieri della prigione di Khiam, nella (ex) zona occupata da Israele nel sud del Libano." (30)

    ISRAELE E GLI OMICIDI POLITICI, LE DEMOLIZIONI, IL TERRORISMO MILITARE, FINO AI NOSTRI GIORNI.

    Lo Stato di Israele ha legittimizzato la pratica di ammazzare presunti o sospetti "terroristi" senza neppure arrestarli, senza dunque sottoporli ad alcun procedimento legale, senza diritto di difesa o di appello. Semplicemente li ammazza. Scrive Amnesty International:
    "L'uso degli omicidi politici. Israele non solo ha praticato la condanna a morte extragiudiziale per trent'anni, ma ha anche ufficialmente approvato questa pratica. Dal 9 dicembre 1987 al 13 settembre 1993 circa 1.070 civili palestinesi sono stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane nei territori occupati... il tentato omicidio di Khaled Mesh'al ad Amman e' una flagrante violazione del diritto alla vita... ma il rapporto della commissione di inchiesta del governo israeliano (su questo evento) e' scioccante nel suo disprezzo per la legalità... Continua a esserci una impunità quasi totale per gli omicidi extragiudiziali inflitti ai palestinesi da parte delle forze di sicurezza israeliane. Le forze di sicurezza israeliane che praticano la condanna a morte extragiudiziale non portano prove di colpevolezza (delle vittime), ne' concedono il diritto di difesa." (31)
    ***
    Questo è l'amaro commento su queste pratiche dell'organizzazione israeliana per i Diritti Umani B'Tselem:"Gli omicidi sono stati parte integrante delle politiche di sicurezza israeliane per molti anni. Israele e' l'unica nazione democratica che considera legittime queste pratiche." (32)
    ***
    Abbiamo già parlato della distruzione arbitraria di abitazioni civili palestinesi da parte delle forze di sicurezza israeliane nei territori occupati. Questo crimine e' continuato fino ai giorni nostri, al punto che Amnesty International nel 1999 ha pubblicato un rapporto dove la durezza della condanna espressa e' marcatamente superiore al passato:
    "Dal 1967, anno dell'occupazione israeliana della Cisgiordania, di Gerusalemme est e di Gaza, migliaia di case palestinesi sono state distrutte... si tratta di abitazioni ammobiliate, occupate sovente da più famiglie con molti bambini, cui spesso vengono dati solo 15 minuti per raccogliere le proprie cose e andarsene. Ma la politica di Israele e' basata sulla discriminazione. I palestinesi vengono colpiti per nessun'altra ragione a parte il fatto di essere palestinesi. Nel fare ciò gli Israeliani hanno violato la Quarta Convenzione di Ginevra." (33)
    ***
    "Nell'ambito dell'operazione militare israeliana denominata "Grapes of Wrath", l'esercito di Israele ha attaccato la sede ONU di Qana con la morte di 102 civili." (34)
    ***
    Una dei più gravi atti terroristici israeliani, in violazione di ogni norma morale e di legalità internazionale, e' l'indiscriminato attacco armato agli operatori medici e paramedici che vanno in soccorso ai civili e ai militari palestinesi feriti o uccisi durante gli scontri. Questa ignobile pratica e' documentata oltre ogni dubbio:"Le Forze di Difesa israeliane hanno sparato sui veicoli che tentavano di raggiungere gli ospedali, con conseguenti morti e feriti. Medici e personale paramedico sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco (israeliani) mentre viaggiavano sulle ambulanze, in chiara violazione della legalità internazionale. (35)
    ***
    "Durante l'operazione "Grapes of Wrath", l'esercito di Israele, secondo il nostro rapporto, ha attaccato un'ambulanza che trasportava civili, uccidendone sei." (36)
    ***
    "E' stata mostrata in televisione la morte di Muhammad al-Dura, di 12 anni (palestinese), colpito a morte all'incrocio Netzarim il 30 settembre a Gaza, mentre il padre tentava di proteggerlo. L'ambulanza che e' corsa a soccorrere Muhammad al-Dura e suo padre fu bersagliata di colpi d'arma da fuoco e l'autista fu ucciso." (37)
    ***
    Anche la Croce Rossa Internazionale e' duramente intervenuta nel condannare questi atti di terrorismo militare:
    "Il 2 aprile 2002 Il Comitato Internazionale delle Croce Rossa '...urgentemente e solennemente fa appello a tutti coloro che fanno uso di armi di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra relativa alla Protezione dei Civili in stato di Guerra." (38)
    ***
    La negazione di soccorso medico urgente alla popolazione palestinese da parte dell'esercito di Israele non si limita all'attacco alle ambulanze in situazioni di conflitto. Ai posti di blocco israeliani, disseminati su tutti i territori occupati, avvengono fatti gravi. La denuncia e' sempre di Amnesty International:
    "Altri ostacoli sono stati messi al diritto dei pazienti palestinesi di recarsi in ospedale, con ritardi ai posti di blocco o con il rifiuto di passare imposto dai soldati israeliani... secondo B'Tselem (forse la più autorevole organizzazione per i Diritti Umani d'Israele) ciò ha prodotto dei decessi. La Quarta Convenzione di Ginevra relativa alla Protezione dei Civili in stato di Guerra e' stata continuamente violata dall'esercito di Israele." (39)
    ***
    "Almeno 29 sono stati i decessi in seguito al rifiuto (da parte dei soldati israeliani ai posti di blocco) di concedere il passaggio verso i centri medici, o a causa dei ritardi... ci sono stati diversi casi di parto ai posti di blocco." (39 bis)

    GLI ULTIMI GRAVI SVILUPPI NEI TERRITORI OCCUPATI. ISRAELE DI NUOVO SOTTO ACCUSA PER GRAVI VIOLAZIONI E PER TERRORISMO MILITARE.

    A conclusione di questa inquietante cronologia di eventi, che dimostra ampiamente l'uso israeliano, sia come Stato che come individui, del Terrorismo, proponiamo alcuni spezzoni relativi agli ultimi tragici sviluppi nei territori occupati. Sono tratti anche dai media internazionali e non pretendono di dare un quadro completo delle presunte atrocità commesse da Israele in questi giorni, per due motivi: perché non sono state ancora indagate ufficialmente e perché l'offensiva israeliana e' ancora in corso.

    Commenti sui fatti di questi giorni (aprile 2002)
    "In ogni caso, le Forze di Difesa israeliane hanno agito come se il loro principale scopo fosse quello di punire tutti i palestinesi. Le Forze di Difesa israeliane hanno compiuto atti che non avevano nessuna importanza militare ovvia; molti di questi, come gli omicidi extragiudiziali, la distruzione delle case (palestinesi), la detenzione arbitraria (di palestinesi) e le torture, violano i Diritti Umani internazionalmente sanciti e la legalità internazionale... L'esercito di Israele, oltre a uccidere i palestinesi armati, ha anche colpito e ucciso medici e giornalisti, ha sparato alla cieca sulle case e sulla gente per la strada... I delegati di Amnesty International che dal 13 al 21 di marzo hanno visitato i territori occupati hanno visto una scia di devastazione... Le Forze di Difesa israeliane hanno deliberatamente tagliato l'elettricità, l'acqua, i telefoni, lasciando isolate intere aree per almeno 9 giorni. Hanno negato l'accesso alle agenzie umanitarie dell'ONU che volevano portare soccorso, e persino ai diplomatici che volevano rendersi conto dell'accaduto... Hanno vietato alle ambulanze, incluse quelle del Comitato Internazionale delle Croce Rossa, di muoversi, o hanno causato loro ritardi che mettevano in pericolo la vita dei pazienti. Hanno sparato ai medici che tentavano di aiutare i feriti, che sono morti dissanguati per le strade." (40)
    ***
    "Scrive Aviv Lavie sul giornale Ha'aretz (israeliano): 'Un viaggio attraverso i media israeliani mette in mostra un enorme e imbarazzante vuoto fra quello che ci viene raccontato e quello che invece il mondo vede, legge e sente. Sui canali televisivi arabi, ma non solo su quelli, si possono vedere le immagini dei soldati israeliani che invadono gli ospedali (palestinesi), che distruggono i macchinari medici, che danneggiano i farmaci, e che rinchiudono i medici lontano dai loro pazienti.' (41)
    ***
    Zbigniev Brzezinski, ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Presidente USA Jimmy Carter, ha detto:
    "La realtà e' che i morti palestinesi sono tre volte quelli israeliani, e fra loro un numero relativamente piccolo erano veramente guerriglieri. La maggior parte erano civili. Alcune centinaia erano bambini." (42)
    ***
    "Per reprimere la resistenza palestinese, un ufficiale israeliano di alto rango ha sollecitato l'esercito 'ad analizzare e a far proprie le lezioni su come l'esercito tedesco combatté nel Ghetto di Varsavia'. A giudicare dal recente massacro dell'esercito di Israele nella Cisgiordania - ha colpito le ambulanze e i medici palestinesi, ha ucciso dei bambini palestinesi "per sport" (scritto da Chris Hedges, New York Times, ex capo della redazione al Cairo), ha rastrellato, ammanettato e incappucciato tutti gli uomini palestinesi dai 14 ai 45 anni, cui sono stati stampati i numeri di riconoscimento sulle braccia, ha torturato indiscriminatamente, ha negato l'acqua, l'elettricità, il cibo e l'assistenza medica ai civili palestinesi, ha usato dei palestinesi come scudi umani e ha abbattuto le loro case con gli abitanti ancora all'interno - sembra che l'esercito di Israele abbia seguito i suggerimenti di quell'ufficiale. Ma se gli israeliani non voglio essere accusati di essere come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti." (43)
    ***
    "I palestinesi devono essere colpiti, e provare molto dolore. Dobbiamo infliggergli delle perdite, delle vittime, così che paghino un prezzo pesante." (dichiarazione dell'attuale Primo Ministro di Israele, Ariel Sharon, a una conferenza stampa del 5 marzo 2002.)

    Bibliografia.
    1. ONU: La questione palestinese. British Government, The political history of Palestine (Memorandum to the United Nations Special Committee on Palestine, Jerusalem 1947, p.30)
    1 bis. Robert Fisk, "Pity the Nation", Oxford University Press, 1990, p. 280
    2. ONU: La questione palestinese. British Government, Palestine: Statement relating to acts of violence, Cmd. 6873 (1946), p.3
    3. ONU: La questione palestinese. British Government, survey of Palestine, vol. 1, p.73
    4. ONU: La questione palestinese. Kohn, Hans, "Ahad Ha'am: Nationalists with a difference" in Smith, Gary (ed.): Zionism: the Dream and the Reality (New York, Harper and Row, 1974), pp. 31-32
    5. ONU: La questione palestinese. British Government, Hansard's reports, House of Lords, 21 june 1922, p. 1025
    6. ONU: La questione palestinese. Report of the Commission on the Palestine Disturbances of august 1929, Cmd.3530 (1930), p.150
    7. ONU: La questione palestinese. Herzl, Theodore, "The complete diaries" (N.Y. Herzl Press, 1969) vol. I, p.88
    8. ONU: La questione palestinese. Official records of the General Assembly, Second Session, Supplement No. 11, document A/364, vol. II, p.28
    9. ONU: La questione palestinese. Joseph, Dov, "The Faithful City" (N.Y. Simon & Schuster, 1960), pp. 71-72
    10. ONU: La questione palestinese. Begin, op. cit., pp. 164-165
    11. David McDowall, "Palestine and Israel", I.B. Tauris & Co Ltd, 1989, p.194
    12. David McDowall, "Palestine and Israel", I.B. Tauris & Co Ltd, 1989, p.195
    12 bis. ONU: La questione palestinese. Official records of the Security Council, Third Year, Supplement for October 1948, pp. 4-9, documents S/1018
    13. ONU: La questione palestinese. General Assembly resolutions 32/91 C of 13 december 1977 & Commission on Human Rights resolution 1 (XXXIII) of 15
    february 1977
    14. David McDowall, "Palestine and Israel", I.B. Tauris & Co Ltd, 1989, p. 33
    15. & 16 Robert Fisk, "Pity the Nation", Oxford University Press, 1990, p. 123 & p.p. 151-152
    17. Rapporto della Commissione d'Inchiesta Kahan sugli eventi nei campi profughi di Beirut (8 febbraio 1983)
    18. The Origins and Evolution of the Palestine Problem, United Nations, N.Y. 1990
    19. Rapporto della Commissione d'Inchiesta Kahan sugli eventi nei campi profughi di Beirut (8 febbraio 1983)
    20. Ze'ev Schiff, "Green Light, Lebanon" Foreign Policy, Spring 1983
    21. Robert Fisk, "The Awesome Cruelty of a Doomed People", The Independent, 12/09/2001, p.6
    22. ONU: La questione palestinese. Report of the Special Committee to Investigate Israeli practices affecting Human Rights of the population of the Occupied Territories (A/43/694), paras.499 and 619
    23. ICRC Annual Reports: 1984, pp. 66-68; 1985, pp. 72-73; 1986, pp. 71-72; and 1987, pp. 83-85
    24. ONU: La questione palestinese. 41esima Sessione a Ginevra della Commissione ONU per i Diritti Umani, febbraio 1985
    25. ONU: La questione palestinese. Commissione ONU per i Diritti Umani, rapporto alla 44esima Sessione, marzo 1988
    26. Consiglio di Sicurezza dell'ONU, 21-25 aprile 1988, risol. 611
    27. Robert Fisk, "Pity the Nation", Oxford University Press, 1990, p. 441
    28. Amnesty International Reports, London. 53rd UN Commission on Human Rights (1997): Statements and press releases by AI
    29. B'Tselem, Israel, "Legitimizing Torture", Special Report,January 1997
    30. Robert Fisk, "Pity the Nation", Oxford University Press, 1990, p. 403
    31. 54th UN Commission on Human Rights (1998): Statements and Press Releases issued by Amnesty International. ISRAEL AND THE OCCUPIED TERRITORIES State assassinations and other unlawful killings 02/2001
    32. Israeli Assassination Policy : extra-judicial executions. Written by Yael Stein, B'Tselem, Israel
    33. Amnesty International Reports, London. AI 12/1999 ISRAEL AND THE OCCUPIED TERRITORIES "Demolition and Dispossession"
    34. Amnesty International Reports, London. AI 1996-2002
    35. Amnesty International Reports, London. ISRAEL/OCCUPIED TERRITORIES 03/2002, "Attacks on health personnel and disrupted health care"
    36. Amnesty International Reports, London. AI 1996-2002
    37. Amnesty International Reports, London. 11/2000 MEDICAL LETTER WRITING ACTION, "Killing and disrupted helth care in the context of the palestinian uprising"
    38. Amnesty International Reports, London. MEDICAL LETTER WRITING ACTION, "Update on attacks on health personnel and disrupted health care", ISRAEL/OCCUPIED TERRITORIES/PALESTINIAN AUTHORITY
    39. Amnesty International Reports, London. ISRAEL/OCCUPIED TERRITORIES 03/2002, "Attacks on health personnel and disrupted health care"
    39 bis. Marton R., Weingarten M. Response from Physicians for Human Rights-Israel
    40. Amnesty International Reports, London. ISRAEL AND THE OCCUPIED TERRITORIES, "The heavy price of Israeli incursions", 12/04/2002
    41. Alexander Cockburn, "Sharon's wars", American Journal, 09/04/2002
    42. Zbigniev Brzezinski, intervistato al Lehrer News Hour, PBS, USA
    43. Norman G. Finkelstein, "First the Carrot, Then the Stick: behind the carnage in Palestine", 14/04/2002 & Ha'aretz, 25/01/2002, 01/02/2002
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Un nuovo libro, un testo coraggioso che, attraverso scritti di noti analisti e commentatori politici, si propone di illustrare un fenomeno generalmente occultato dai media, e mai discusso se non in sedi riservate. Serge Thion, con competenza e rara acutezza morale e storica fa luce

    SUL TERRORISMO ISRAELIANO
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    N. Giladi, O. Yinon, L. Rokach, I. Shahak, A. Weinstein
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    Edizioni Graphos



    Di seguito riproduciamo la nota editoriale.





    A proposito di antisemitismo
    È difficile che passi giorno senza che si sia invitati a ricordare che, oltre all'America di Bush, di Cheney, di Rumsfeld, di Abu Ghraib e di Guantanamo, delle multinazionali vampiresche, delle mille e mille nefandezze perpetrate in ogni angolo della terra, c'è un'altra America che non si rassegna, che protesta, che si oppone.

    È vero. è altrettanto vero che lo stesso non si può dire di Israele, se non con molte riserve.

    Si obietterà: ma come, non c'è anche là gente che non si rassegna, che protesta, che si oppone? Forse che per popolare il paese sono stati clonati in milioni di esemplari quei figuri con il loro grifo immondo, perfetta incarnazione della politica che perseguono?

    No, non sono certo cloni quelli che adesso abitano la Palestina. E quei dissenzienti, quelle coscienze che si rivoltano, anche se in numero limitatissimo, salvano l'onore del loro popolo. Sappiamo perfettamente che tra il refusenik e Ariel Sharon passa un'incommensurabile differenza. Il punto, tuttavia, non è questo.

    Il punto è che, almeno da un punto di vista, il refusenik e Sharon sono sul medesimo piano: l'uno e l'altro stanno là dove non dovrebbero stare.

    Tutto considerato, questo non si può dire della popolazione statunitense. L'estirpazione dei pellirosse fu qualcosa di abietto, nessun dubbio su ciò, ma è un fatto che questo qualcosa fu l'irreparabile rovina di un'etnia cui possiamo, sì, guardare con ammirazione e con rimpianto, ma che, per i suoi modi di vita sociale, rimaneva pur sempre attardata in una lontana preistoria. Il genocidio dei pellirosse non perciò riesce meno ripugnante, ma fu parte di un processo assai più vasto del quale in via obiettiva non si può negare il carattere di progressività storica.

    Se il refusenik israeliano e Sharon stanno là dove non dovrebbero stare, ciò accade invece come risultato di una politica che era, nonostante il suo mascheramento in senso socialista, storicamente reazionaria nella premessa da cui partiva – l'inconsistente interpretazione dell'ebraismo come nazionalità. L'attuazione di tale politica – perseguita per decenni, molto prima di Sharon, con l'inganno, il ricatto, la prepotenza, la violenza, l'oppressione, e sempre in un'atmosfera di intollerabile ipocrisia – ha implicato come conseguenza necessaria e puntualmente prevista una guerra di stampo razziale e la catastrofe di quella che era, e in qualche misura rimane ancora oggi, la frazione del popolo arabo più laica, dunque più refrattaria alle suggestioni del fondamentalismo religioso.

    Il perseguimento della linea suddetta è stato reso possibile, specialmente dopo la guerra del 1967, solo dalla capacità dell'ebraismo americano, il più numeroso del mondo, di condizionare, grazie al proprio ingentissimo peso economico e sociale, la politica di Washington. Altrettanto efficaci sono state la multiforme rete protettiva stesa intorno allo Stato sionista dalle comunità ebraiche del mondo intero. e – elemento essenziale, ieri e oggi, di manipolazione dell'opinione pubblica – l'aureola di intoccabilità creata intorno all'ebraismo dall'imposizione come indiscutibile verità storica (con la complicità, per quanto riguarda il proletariato, delle socialdemocrazie e dallo stalinismo) di una visione radicalmente falsata dei fini, delle modalità e dei costi umani dell'infame persecuzione di cui si macchiò l'antisemitismo hitleriano.

    Oggi, in Europa e fuori d'Europa, un'opinione pubblica esente nella sua grande maggioranza da ogni preconcetta ostilità al sionismo è, giorno dopo giorno, indotta a chiedersi in che cosa la condizione del popolo palestinese sia diversa da quella dei polacchi sotto il tallone di ferro del nazismo.

    E, allora, per difendere l'indifendibile, per far sì che l'evidenza non sia tale, ecco i continui rilanci del cosiddetto olocausto, ecco la caccia agli ultimi cascami umani processabili, pretesi «responsabili nazisti», dei quali i più giovani stanno tra gli ottantacinque e i novant'anni: il che basta a lasciar pensare che, durante la seconda guerra mondiale, di ben poco potessero essere «responsabili», se si prescinde dal dovere dei militari di non obbedire a ordini palesemente ingiusti. Questo principio è applicato retroattivamente ai tedeschi vinti, ma non si dovrebbe, chissà perché, applicare ad americani e israeliani, destinatari per definizione di quegli ordini palesemente giusti in conseguenza dei quali i secondi – per non parlare di ciò che fanno gli americani in Iraq – uccidono terroristi di 4, di 5, di 6 anni, lasciano morire ai posti di blocco malati bisognosi di urgenti cure ospedaliere, massacrano gente che difende la poca terra che le rimane, demoliscono migliaia di case palestinesi, tolgono ogni libertà di movimento al presidente, internazionalmente riconosciuto, dell'Autorità Nazionale Palestinese. Ecco, soprattutto, levarsi alte strida per l'antisemitismo che starebbe dilagando.

    A meno di considerare antisemitismo la valutazione oggettiva espressa dalla maggioranza degli europei secondo la quale lo Stato di Israele costituirebbe il maggior pericolo per la pace mondiale, l'antisemitismo non dilaga affatto, oggi, e di questo siamo i primi a rallegrarci. Ma, se qualcosa gli può aprire la strada, è precisamente l'atteggiamento dei dirigenti delle comunità ebraiche (e, per la verità, non solo loro) di identificazione con lo Stato sionista: identificazione magari anche critica – cosa ben possibile, quando c'è di mezzo uno Sharon –, ma non perciò meno totale.

    A seguito del venir meno del movimento rivoluzionario proletario per tutta una fase storica della quale sappiamo con certezza che finirà, senza però poter ancora prevedere quando, le condizioni odierne nelle metropoli non meno che nelle aree marginali sono tali da non permettere, considerando questioni come quella del Vicino e Medio Oriente, di adottare un'ottica socialista e di indicare, conformemente a quest'ultima, strade che sarebbero proponibili solo in una situazione contraddistinta dalla presenza effettiva, qui e ora, di quel movimento rivoluzionario. Siamo perciò obbligati a non andare al di là di un'ottica di democrazia conseguente: non è l'ottica socialista, ma non comporta nulla che non sia contemplato in quest'ultima.

    In questa sede ci limitiamo a sottolineare che per la soluzione democratica della questione palestinese, ammesso che tale soluzione sia possibile prima della ripresa di un movimento rivoluzionario di classe, l'esistenza del sionismo costituisce un ostacolo non aggirabile e che esso sarebbe un impedimento anche all'accoglimento della minoranza nazionale israeliana (dato che una nazionalità israeliana, oggi, volere o volare, esiste) all'interno di un autentico Stato di Palestina.

    Nell'ottica di democrazia conseguente di cui abbiamo parlato, ai vertici ebraici fuori di Israele e alle loro comunità devono essere ricordate cose molto semplici. Per esempio, che il Portico di Ottavia non fa ancora parte dei Territori occupati e che dunque non può venirne estromesso a calci e spintoni un cittadino che si è reso sgradito per ciò che pensa e dice della politica israeliana (ci riferiamo alla disavventrura occorsa tempo addietro a Vittorio Agnoletto, anche se il personaggio non suscita certo le nostre simpatie politiche).

    Va ricordato che l'occupazione di un'aula di tribunale a seguito di una sentenza – quella del primo processo Priebke – che non è quella desiderata è un atto sedizioso, anche se un ministro della giustizia inammissibilmente servizievole arriva trafelato ad accomodare tutto. Che quando si appoggia una politica come quella sionista non ci si può permettere di porre sotto accusa il mondo intero per aver consentito che negli anni Trenta la Germania al proprio interno desse corso a un'odiosa discriminazione razziale (e, del resto, che cosa avrebbe dovuto fare il mondo? dichiarare guerra alla Germania nel 1935?). Infine, che il problema della «doppia fedeltà», a Israele e al paese di residenza, sarà vecchio quanto si vuole, ma non ha ancora ricevuto da parte ebraica neppure un principio di risposta.

    Si finga pure di non vedere cose come queste, ci si lasci incensare da chi, per ragioni non confessabili senza imbarazzo, trova opportuno ergersi a paladino dell'«unica democrazia del Vicino Oriente», ci si compiaccia magari del fatto che qualcuno – l'onorevole Gianfranco Fini – spinga il proprio occhiuto servilismo fino a coniare la formula dell'«Europa delle cattedrali e delle sinagoghe», mirabile sintesi in chiave di fantastoria; si continui così, e prima o poi, per nostra comune disgrazia, l'antisemitismo dilagherà per davvero.



    30 giugno 2004

    Graphos
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
    El Criticon
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    Predefinito Suggerimento (innocuo)

    Hai pensato d'inviare una copia con dedica personale a SBRACALINI e una, senza dedica, per gli opportuni commenti a RPL e la Padania?

  7. #7
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    Predefinito Re: Suggerimento (innocuo)

    Originally posted by El Criticon
    Hai pensato d'inviare una copia con dedica personale a SBRACALINI e una, senza dedica, per gli opportuni commenti a RPL e la Padania?
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #8
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    Sapete cosa dicono i cari ebrei dei cristiani?


    IL TALMUD (il testo sacro per eccellenza dei giudei) insegna che Gesù Cristo era illegittimo e che fu concepito durante il periodo mesturale; che aveva l’anima di Esaù; che era un pazzo, uno stregone, un seduttore; che egli fu crocefisso, sepolto all’inferno e innalzato come un idolo dai suoi seguaci.

    Poi ancora sui cristiani: “Il cristiano è omicida, immondo, sterco, dato alla bestialità; il suo solo incontro contamina anzi non è propriamente uomo ma bestia”. Posto questo bel concetto che i giudei hanno di noi proseguiamo...

    In Zohar I, 256 si legge: "Coloro che cercano di fare del bene ai cristiani non risorgeranno nell'altra vita".

    Baba Bathra, 546: "Tutti i beni del cristiano sono come il deserto; il primo di noi che li occupa ne è padrone".

    Sempre nel Talmud, nel Sanhedrin, si afferma che “Un giudeo deve reputarsi quasi eguali a Dio! Tutto il mondo è suo, tutto deve a lui servire, specialmente le bestie che han forma di uomini, cioè i cristiani”.

    Sefer or Israel 1776: "Distruggi la vita del cristiano e spegnila. Sarai gradito alla Maestà Divina come colui che fa offerta d'incenso".

    Abhodah Zarah 26,b. Toseph: "L'ottimo fra i cristiani merita di essere ucciso".
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  9. #9
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    QUOTE]Originally posted by El Criticon
    Hai pensato d'inviare una copia con dedica personale a SBRACALINI e una, senza dedica, per gli opportuni commenti a RPL e la Padania? [/QUOTE]


    siete degli ingnoranti!! Israele è la "spada" contro l'islam e difende i VALORI dell'Europa (quelle nei forzieri e nelle cassette di sicurezza svizzere CHE AVEVATE CAPITO? )...

    LOMBARDIA: EBREI E ISLAMICI UNITI CONTRO LA LEGA
    IL CARROCCIO VUOLE PROIBIRE LA MACELLAZIONE RITUALE

    Milano - Dura risposta dalle comunità islamiche ed ebraiche di Milano alla proposta del Carroccio lombardo di vietare la macellazione, secondo il rito delle due culture, per tutelare gli animali da eccessive sofferenze. «Cercano solo pubblicità – dice Ali Abushwaina responsabile del centro islamico di Milano – la macellazione ebraica ed islamica sono quelle che fanno meno soffrire l'animale, che quando è stato scannato non sente più. Ma non so quanto interessi alla Lega che non ha vero rispetto degli animali ed alle volte ha difficoltà anche a rispettare le persone».
    «E poi dovrebbero dimostrare – prosegue Abushwaina – che lo stordimento, o l'uccisione a colpi di martello, siano meno “rispettosi” dell'animale. lo vedo solo un tentativo maldestro di farsi pubblicità da parte di qualche consigliere, non mi sembra che si interessino veramente né degli animali, né della questione religiosa, cercano solo pubblicità».
    Sulla stessa linea Yasha Reibman, tra i più votati alle recenti elezioni della comunità ebraica milanese.«Apprendo con stupore della vocazione animalista della Lega Nord –osserva ironico – Ma la macellazione col nostro rito, e posso dirlo perché sono medico, è tra quelle che creano meno sofferenza agli animali».
    «Tolto di mezzo questo equivoco – prosegue Reibman – mi piace sottolineare che una società democratica, e noi siamo orgogliosi di stare in una società democratica, tutela i diritti delle persone e tra questi c'è evidentemente anche quello della libertà di religione. Ma temo – riprende Reibman – che la richiesta della Lega non abbia nulla a che fare con la religione; mi sembra più una presa di posizione strumentale a posizioni politiche che però, mi pare, han ben poco di edificante».


  10. #10
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    Sharon: "Siamo giudei nazisti"

    Antica intervista a Sharon che la dice lunga sull'individuo e sulla filosofia che ha guidato la sua vita.
    Intervista rilasciata dal Primo Ministro d'Israele Ariel Sharon allo scrittore Amos Oz, pubblicata sul quotidiano israeliano Davar, il 17 dicembre 1982.

    (Traduzione di Milly Martinelli)

    Nel 1982 Amos Oz pubblicò questa intervista insieme ad altre nel suo libro
    in Ebraico: Amos Oz: Poh va-sham be-Erets-Yisra'el bi-setav, 1982 ,
    ripubblicata poi nel 1986 da Am Oved,Tel-Aviv.
    L'intervista compare alle pagine 70-82. Amos Oz non menziona il nome di
    Sharon, ma usa l'abbreviazione Z. I fatti indicati da Amos Oz confermano
    chiaramente che la persona intervistata è Ariel Sharon.
    Il libro è stato pubblicato in Francese: Amos Oz: Les voix d'Israël,
    translated by Guy Seniak, Calmann-Lévy, Paris, 1983, dove l'intervista
    compare alle pagine 79-91. Anche in questo caso Amos Oz non menziona il nome
    di Sharon ma usa l'abbreviazione T. Un'altra versione francese appare anche
    nella Lettera n° 2 di FAITS ET DOCUMENTS, 3 Settembre 2001:
    http://www.argent.fr/fetd2.htm.
    Lo stesso libro è stato pubblicato in Inglese: Amos Oz. In the Land of
    Israel, translated by Maurie Goldberg-Bartura. 1st Vintage Books Edition.
    New York: Vintage Books, 1984. Neppure qui Amos Oz menziona il nome di
    Sharon, ma usa l'abbreviazione C.
    L'intervista qui riportata è quella pubblicata, tra gli altri, sul sito
    http://www.counterpunch.org/pipermai...eptember/01305
    4.html dove si indica che la persona indicata con C. è Sharon.
    ------------------------------------------------------------------------------

    Sharon: "Lei può chiamarmi come le pare. Mi chiami pure mostro o assassino.
    Soltanto tenga presente che io non odio gli Arabi. Al contrario.
    Personalmente mi trovo molto meglio con loro, e specialmente con i beduini,
    che con gli Ebrei. Gli Arabi che noi non abbiamo ancora rovinato sono gente
    fiera, sono irrazionali e anche crudeli ma generosi, sono gli yids (ebrei
    della Mitteleuropa) che stanno piegati. Per farli star dritti bisogna
    tirarli energicamente dall'altra parte. In questo, in breve, consiste tutta
    la mia ideologia."

    "Dica dello stato di Israele ciò che vuole, dica che è uno stato
    giudeo-nazista, come fa Leibowitz. E perché no? Meglio un giudeo nazista
    vivo che un santo morto. Non mi importa di essere come Gheddafi. Io non
    cerco l'ammirazione dei Gentili. Non ho bisogno di essere amato da loro. E
    neppure ho bisogno di essere amato dagli Ebrei come lei. Io devo vivere e
    intendo assicurarmi che anche i miei figli possano vivere, con o senza la
    benedizione del papa e degli altri leader religiosi citati dal New York
    Times. Io distruggerò chiunque alzerà una mano sui miei figli, distruggerò
    lui e i suoi figli, con o senza la nostra famosa purezza delle armi. E non
    me ne importa se si tratti di un Cristiano, di un Musulmano, di un Ebreo o
    di un Pagano. La Storia ci insegna che colui che non uccide sarà ucciso.
    Questa è una legge di ferro"

    "Se anche lei mi provasse con matematica precisione che l'attuale guerra nel
    Libano è una sporca guerra immorale, non m'importerebbe. Dirò di più: anche
    se lei mi provasse che noi non abbiamo raggiunto e non raggiungeremo mai
    alcuno dei nostri obbiettivi in Libano, e che neppure potremo creare in
    Libano un regime amico né sconfiggere i Siriani e neppure l'OLP, nemmeno
    allora mi importerebbe. Questa guerra valeva comunque la pena di farla.
    Anche se la Galilea venisse di nuovo bombardata dai "katjusha" entro un
    anno, anche di questo in fondo non m'importerebbe. Noi cominceremmo un'altra
    guerra, uccideremmo e distruggeremmo ancora e ancora finché quelli ne
    avranno abbastanza. E lo sa lei perché ne vale la pena? Perché sembra che
    questa guerra ci abbia reso ancora più impopolari presso il cosiddetto mondo
    civile."

    "Non sentiremo più ripetere le assurdità sulla famosa moralità ebraica,
    sulla lezione morale dell'olocausto o sulla immagine di purezza e virtù
    degli ebrei emersa dalle camere a gas. Facciamola finita. La distruzione di
    Eyn Hilwe (è un peccato che non abbiamo spazzato via del tutto questo nido
    di calabroni), il salutare bombardamento di Beirut e quel modesto massacro
    (si può chiamare massacro l'uccisione di cinquecento Arabi nei loro campi?)
    che avremmo dovuto compiere con le nostre delicate mani invece di lasciarlo
    fare ai falangisti, queste ottime operazioni hanno troncato finalmente tutti
    quei merdosi discorsi su "un popolo eccezionale, faro per tutte le nazioni"
    . Basta con questo popolo eccezionale, buono, faro di civiltà.
    Sbarazziamocene."

    "Personalmente non desidero affatto essere migliore di Komeini o di Breznev,
    o di Gheddafi, di Assad o della signora Thatcher e nemmeno di Harry Truman
    che ammazzò mezzo milione di giapponesi con due belle bombe. Io voglio solo
    essere più intelligente, più veloce e più efficiente di loro, non più buono
    o più bello.. Secondo lei i cattivi di questo mondo se la passano male? Se
    qualcuno prova a toccarli, quelli gli tagliano le mani e anche le gambe.
    Sono cacciatori che inseguono e acchiappano tutto quello che gli par buono
    da divorare. E non soffrono di indigestione e il Cielo non li punisce. Io
    voglio che Israele si associ a questo club così, forse, alla fine il mondo
    comincerà a temermi invece di compatirmi. Forse allora cominceranno a
    tremare, a temere il mio furore invece che ammirare la mia nobiltà. Grazie a
    Dio. Lasciateli tremare, lasciate che ci chiamino uno stato aggressivo,
    lasciate che capiscano che siamo un Paese selvaggio, pericoloso per i popoli
    che ci circondano, non normale , e che potremmo diventare feroci se uccidono
    uno dei nostri figli, anche uno solo. Lasciate che pensino che potremmo
    perdere ogni controllo e bruciare tutti i pozzi petroliferi del medio
    oriente. Se, Dio non voglia, succedesse qualcosa a suo figlio, lei
    parlerebbe come me. Si rendano conto a Washington, a Mosca, a Damasco, in
    Cina che se uno dei nostri ambasciatori venisse ammazzato o anche un console
    o uno dei giovanissimi addetti d'ambasciata, noi potremmo scatenare la terza
    guerra mondiale solo per questo."

    Stiamo parlando sul balcone della graziosa casa di campagna di Sharon, che è
    situata su una fiorente moshad. A occidente si vede un tramonto di fuoco e
    nell'aria alita un profumo di alberi da frutta. Ci servono caffè ghiacciato
    in grandi bicchieri. Sharon ha circa cinquant¹anni, è un uomo famoso per le
    sue azioni militari, ha una figura forte e pesante, porta pantaloni corti
    senza camicia Ha il corpo abbronzato: è l'abbronzatura di un uomo biondo che
    vive al sole. Allunga le gambe pelose sul tavolo e appoggia le mani sulla
    poltrona. Ha una ferita sul collo, gli occhi vagano sui suoi campi
    coltivati, butta fuori la sua ideologia con una voce roca per il troppo
    fumo:

    "Mi lasci dire qual è la cosa più importante, il frutto più dolce della
    guerra in Libano: è che loro ora, non solo odiano Israele, ma grazie a noi
    odiano anche quei feinschmecker (palati delicati) di ebrei di Parigi,
    Londra, New York, Francoforte, Montreal che se ne stanno nei loro gusci.
    Alla fine ora odiano anche queste belle anime di Yids che dicono di essere
    diversi da noi di non essere come Thugs israeliani, ma ebrei puliti ed
    educati. Ma non gli servirà a niente, a questi Yids così per benino, come
    non è servito all'ebreo assimilato di Vienna e di Berlino che pregava gli
    antisemiti di non confonderlo con i vocianti e puzzolenti giudei dell'est,
    perché lui si era liberato dai costumi degli sporchi ghetti di Ucraina e
    Polonia. Lasciamoli gridare che loro condannano Israele , che sono nel
    giusto, che non vogliono far del male nemmeno a una mosca, che preferiscono
    essere ammazzati che ammazzare, che si sono assunti il compito di mostrare
    ai gentili come essere buoni cristiani porgendo sempre l'altra guancia..
    Questo non gli porterà alcun vantaggio. Ora stanno subendo questo odio a
    causa nostra E io le confesso che per me questo è un piacere."

    " Questi sono gli stessi Yids che hanno convinto i gentili a capitolare di
    fronte a quei bastardi di Vietnamiti, a mollare di fronte a Komeini, a
    Breznev, a impietosirsi per lo sceicco Yamani a causa della sua difficile
    infanzia e a fare l'amore e non la guerra. O magari a non fare né l'una né
    l'altra cosa, piuttosto a scrivere un saggio sull'amore e sulla guerra. Con
    tutto questo abbiamo chiuso. L'ebreo è stato respinto, non solo ha
    crocefisso Gesù, ma ha crocefisso anche Arafat a Sabra e Chatila, ormai essi
    sono identificati con noi e questa è una cosa buona. I loro cimiteri vengono
    dissacrati, le loro sinagoghe incendiate, tutti gli epiteti sono stati
    rispolverati. Vengono espulsi dai club esclusivi, la gente spara contro i
    loro ristoranti etnici, uccidendo anche i bambini, costringendoli a
    cancellare tutte le insegne ebraiche, costringendoli ad andarsene o a
    cambiare professione".

    "Ben presto i loro palazzi verranno coperti da slogan: Yids, andate in
    Palestina e sa che le dico? Loro verranno in Palestina perché non avranno
    altra scelta! Questo è il vantaggio che abbiamo ricevuto dalla guerra in
    Libano. Mi dica, non valeva la pena? Presto avremo tempi migliori. Gli Ebrei
    cominceranno ad arrivare, gli Israeliani smetteranno di andar via e coloro
    che se ne sono già andati torneranno. Quelli di loro che hanno scelto
    l'assimilazione capiranno finalmente che non gli serve a niente cercare di
    essere la coscienza del mondo. La coscienza del mondo si prenda nel culo
    quello che non gli è entrato nella testa. I Gentili si sono sempre sentiti
    insofferenti verso gli ebrei e la loro coscienza e ora gli Yids hanno una
    sola via d'uscita, tornare a casa, tornarci tutti, presto, per installare
    grosse porte d'acciaio, per costruire una robusta barriera, per avere
    mitragliatrici posizionate in ogni angolo della loro barriera e combattere
    come diavoli contro chiunque osi alzare la voce contro questo paese. E se
    qualcuno alza la mano contro di noi gli porteremo via metà della sua terra e
    bruceremo l'altra metà, incluso il petrolio. Possiamo anche usare le armi
    nucleari. Andremo avanti finché non ce la faranno più."

    "Lei vorrà sapere se l'arrivo in massa di Yids, in fuga dagli antisemiti,
    non mi faccia temere che finiscano per rammollirci tutti coprendoci con il
    loro olio d'oliva. Senta, la storia è buffa, in un certo senso: possiede una
    sua dialettica ironica . Chi è stato colui che ha esteso lo stato di Israele
    quasi fino ai confini del regno di Davide? Chi ha allargato questo stato
    fino a coprire l'area dal monte Hermon fino a Raz Muhammad? Levi Eshcol. Fu,
    fra tutti, quel seguace di Gordon, che sembrava una tenera vecchia signora.
    Chi invece sta per spingerci dentro le mura del ghetto, chi ha ceduto tutto
    il Sinai al fine di conservare un' immagine civile? Il governatore di Beltar
    in Polonia, quell'uomo coraggioso di Menahem Begin. Non si può mai dire. Una
    cosa sola so di certo: finché ti batti per difendere la tua vita tutto è
    permesso. Anche cacciar fuori tutti gli Arabi dalla West Bank. Tutto ."

    "Leiboviz aveva ragione. Davvero siamo giudei nazisti. Perché no? Un uomo
    che si lasci ammazzare, che lasci fare sapone dei suoi bambini e paralumi
    con la pelle della sua donna è un criminale peggiore dei suoi assassini.
    Peggiore dei nazisti Se i suoi garbati e civili genitori fossero venuti qui
    in tempo invece di scrivere libri sull'amore per l'umanità e di cantare
    "Ascolta Israele", mentre camminavano verso la camera a gas; se invece (e
    non si scandalizzi) avessero ucciso sei milioni di Arabi, ma anche solo un
    milione, che cosa sarebbe successo? Sicuramente sarebbero state scritte due
    o tre brutte pagine nei libri di storia, ci avrebbero appioppato ogni sorta
    di appellativi, ma oggi potremmo essere qui come un popolo di ventidue
    milioni di persone"

    "Ancora oggi sono disposto a offrirmi volontario per fare il lavoro sporco
    per Israele, per uccidere quanti Arabi è necessario, per deportarli, per
    espellerli e bruciarli in modo che tutti ci odino , per togliere il tappeto
    da sotto i piedi degli ebrei della diaspora così che essi siano costretti a
    correre da noi piangendo. Anche se ciò significa vedere saltare per aria una
    o due sinagoghe qua e là, non m'importa. E non mi preoccupo se a lavoro
    finito sarò messo di fronte al tribunale di Norimberga e poi messo in
    carcere a vita. Impiccatemi se volete come criminale di guerra. Così voi
    potete ripulire la vostra ebraica coscienza ed entrare nel rispettabile club
    delle nazioni civili, che sono ampie e sane.. Ciò che voi tutti non capite è
    che il lavoro sporco del sionismo non è ancora finito. Siamo ancora lontani
    dalla fine . E' vero, avrebbe potuto essere finito nel 1948, ma voi avete
    interferito, lo avete fermato. E tutto questo a causa della ebraicità delle
    vostre anime, a causa della vostra mentalità di diaspora. Perché gli ebrei
    non afferrano le cose con rapidità.
    Se apriste i vostri occhi e vi guardaste attorno vi accorgereste che
    l'oscurità sta di nuovo calando sul mondo. E noi sappiamo che cosa succede a
    un ebreo che sta isolato nel buio. Perciò sono contento che questa piccola
    guerra in Libano abbia spaventato gli Yids. Si spaventino pure, soffrano,
    così si affretteranno a tornare a casa prima che venga buio del tutto. Per
    questo, io sarei un antisemita? Bene. Allora non citi me, citi Lilienblum
    che non è sicuramente antisemita, tanto è vero che una strada di Tel Aviv
    porta il suo nome.
    (Sharon cita leggendo in un quadernetto che stava già sul suo tavolo quando
    sono arrivato)
    "Tutto ciò che sta accadendo non è forse un segno che i nostri antenati
    vollero e noi stessi vogliamo, essere perseguitati, che a noi piace vivere
    come zingari".. e questo è Lilienblum a dirlo, non io. Mi creda ho studiato
    la letteratura sionista, posso provare quello che dico.

    E scriva pure che io sono una disgrazia per l¹umanità. Non me ne importa,
    anzi. Facciamo un patto: io farò tutto il possibile per espellere gli Arabi
    da qui. Io farò tutto il possibile per incrementare l'antisemitismo e lei
    scriverà poesie e saggi sull'infelicità degli Arabi e si preparerà ad
    assorbire gli Yids che io costringerò a rifugiarsi in questo paese e ai
    quali insegnerò ad essere un faro per i Gentili. Cosa ne dice?".

    A questo punto ho interrotto il monologo di Sharon per un momento e gli ho
    espresso un pensiero che mi passava per la testa e che forse riguardava più
    me stesso che il mio ospite. Era possibile che Hitler avesse non solo
    ammazzato gli Ebrei ma anche avvelenato le loro menti? E che questo veleno
    assorbito in profondità fosse ancora attivo? Ma neppure questa idea è
    riuscita a suscitare la protesta di Sharon, o a fargli alzare la voce. Dopo
    tutto lui stesso dice di non aver mai alzato la voce sotto stress, nemmeno
    durante la famosa operazione alla quale è associato il suo nome.

    -----------------------------


    The following is a reprint of an interview with Israeli Prime Minister Ariel
    Sharon by Amos Oz as originally published in the Israeli daily Davar on 17
    December 1982.
    The man referred to as C. is Sharon.

    (Interview by Amos Oz in 1982Amos Oz reproduced this interview, with others,
    in his book in Hebrew, Amos Oz: Poh va-sham be-Erets-Yisra'el bi-setav,
    1982, republished by Am Oved,Tel-Aviv, 1986. The interview is on pp. 70-82.
    Amos Oz does not mention the nameof Sharon, but uses the abbreviation Z. The
    facts indicated by Amos Oz clearlyconfirm that the person interviewed is
    Ariel Sharon. This book has been published in French: Amos Oz: Les voix
    d'Israël, translatedby Guy Seniak, Calmann-Lévy, Paris, 1983. The interview
    is on pages 79-91. Here again, Amos Oz does not mention the name of Sharon,
    but uses the abbreviation T. A French version is also produced in: Letter no
    2 of FAITS ET DOCUMENTS, 3 September 2001: http://www.argent.fr/fetd2.htm.
    The same book has been published in English: Amos Oz: In the Land of Israel,
    translated by Maurie Goldberg-Bartura. 1st Vintage Books Edition. New York:
    Vintage Books, 1984. Here again, Amos Oz does not mention the name of
    Sharon,but uses the abbreviation C.The interview is here distributed as
    published
    by:http://www.counterpunch.org/pipermai...1-September/01
    3054.html It is indicated that the man referred to as C. is Sharon).

    The interview of Ariel Sharon by Amos Oz


    [Sharon]: "You can call me anything you like. Call me a monster or a
    murderer. Just note that I don't hate Arabs. On the contrary. Personally, I
    am much more at ease with them, and especially with the Bedouin, than with
    Jews. Those Arabs we haven't yet spoilt are proud people, they are
    irrational, cruel and generous. It's the Yids that are all twisted. In order
    to straighten them out you have to first bend them sharply the other way.
    That, in brief, is my whole ideology".

    "Call Israel by any name you like, call it a Judeo-Nazi state as does
    Leibowitz. Why not? Better a live Judeo-Nazi than a dead saint. I don't care
    whether I am like Ghadafi. I am not after the admiration of the gentiles. I
    don't need their love. I don't need to be loved by Jews like you either. I
    have to live, and I intend to ensure that my children will live as well.
    With or without the blessing of the Pope and the other religious leaders
    from the New York Times. I will destroy anyone who will raise a hand against
    my children, I will destroy him and his children, with or without our famous
    purity of arms. I don't care if he is Christian, Muslim, Jewish or pagan.
    History teaches us that he who won't kill will be killed by others. That is
    an iron law".

    "Even if you'll prove to me by mathematical means that the present war in
    Lebanon is a dirty immoral war, I don't care. Moreover, even if you will
    prove to me that we have not achieved and will not achieve any of our aims
    in Lebanon, that we will neither create a friendly regime in Lebanon nor
    destroy the Syrians or even the PLO, even then I don't care. It was still
    worth it. Even if Galilee is shelled again by Katyushas in a year's time, I
    don't really care. We shall start another war, kill and destroy more and
    more, until they will have had enough. And do you know why it is all worth
    it? Because it seems that this war has made us more unpopular among the
    so-called civilised world".

    "We'll hear no more of that nonsense about the unique Jewish morality, the
    moral lessons of the holocaust or about the Jews who were supposed to have
    emerged from the gas chambers pure and virtuous. No more of that. The
    destruction of Eyn Hilwe (and it's a pity we did not wipe out that hornet's
    nest completely!), the healthy bombardment of Beirut and that tiny massacre
    (can you call 500 Arabs a massacre?) in their camps which we should have
    committed with our own delicate hands rather than let the Phalangists do it,
    all these good deeds finally killed the bullshit talk about a unique people
    and of being a light upon the nations. No more uniqueness and no more
    sweetness and light. Good riddance."

    "I personally don't want to be any better than Khomeini or Brezhnev or
    Ghadafi or Assad or Mrs. Thatcher, or even Harry Truman who killed half a
    million Japanese with two fine bombs. I only want to be smarter than they
    are, quicker and more efficient, not better or more beautiful than they are.
    Tell me, do the baddies of this world have a bad time? If anyone tries to
    touch them, the evil men cut his hands and legs off. They hunt and catch
    whatever they feel like eating. They don't suffer from indigestion and are
    not punished by Heaven. I want Israel to join that club. Maybe the world
    will then at last begin to fear me instead of feeling sorry for me. Maybe
    they will start to tremble, to fear my madness instead of admiring my
    nobility. Thank god for that. Let them tremble, let them call us a mad
    state. Let them understand that we are a wild country, dangerous to our
    surroundings, not normal, that we might go crazy if one of our children is
    murdered - just one! That we might go wild and burn all the oil fields in
    the Middle East! If anything would happen to your child, God forbid, you
    would talk like I do. Let them be aware in Washington, Moscow, Damascus and
    China that if one of our ambassadors is shot, or even a consul or the most
    junior embassy official, we might start World War Three just like that!"

    ......We are talking while sitting on the balcony of the pretty country
    house belonging to C. which is situated in a prosperous Moshav. To the west
    we see a burning sunset and there is a scent of fruit trees in the air. We
    are being served iced coffee in tall glasses. C. is about fifty years old.
    He is a man well known for his (military) actions. He is a strong, heavy
    figure wearing shorts but no shirt. His body is tanned a metallic bronze
    shade, the colour of a blond man living in the sun. He puts his hairy legs
    on the table and his hands on the chair. There is a scar on his neck. His
    eyes wander over his plantations. He spells out his ideology in a voice made
    hoarse by too much smoking:

    "Let me tell me [sic] what is the most important thing, the sweetest fruit
    of the war in Lebanon: It is that now they don't just hate Israel. Thanks to
    us, they now also hate all those Feinschmecker Jews in Paris, London, New
    York, Frankfurt and Montreal, in all their holes. At last they hate all
    these nice Yids, who say they are different from us, that they are not
    Israeli thugs, that they are different Jews, clean and decent. Just like the
    assimilated Jew in Vienna and Berlin begged the anti-Semite not to confuse
    him with the screaming, stinking Ostjude, who had smuggled himself into that
    cultural environment out of the dirty ghettos of Ukraine and Poland. It
    won't help them, those clean Yids, just as it did not help them in Vienna
    and Berlin. Let them shout that they condemn Israel, that they are all
    right, that they did not want and don't want to hurt a fly, that they always
    prefer being slaughtered to fighting, that they have taken it upon
    themselves to teach the gentiles how to be good Christians by always turning
    the other cheek. It won't do them any good. Now they are getting it there
    because of us, and I am telling you, it is a pleasure to watch."

    "They are the same Yids who persuaded the gentiles to capitulate to the
    bastards in Vietnam, to give it in to Khomeini, to Brezhnev, to feel sorry
    for Sheikh Yamani because of his tough childhood, to make love not war. Or
    rather, to do neither, and instead write a thesis on love and war. We are
    through with all that. The Yid has been rejected, not only did he crucify
    Jesus, but he also crucified Arafat in Sabra and Shatila. They are being
    identified with us and that's a good thing! Their cemeteries are being
    desecrated, their synagogues are set on fire, all their old nicknames are
    being revived, they are being expelled from the best clubs, people shoot
    into their ethnic restaurants murdering small children, forcing them to
    remove any sign showing them to be Jews, forcing them to move and change
    their profession.

    "Soon their palaces will be smeared with the slogan: Yids, go to Palestine!
    And you know what? They will go to Palestine because they will have no other
    choice! All this is a bonus we received from the Lebanese war. Tell me,
    wasn't it worth it? "Soon we will hit on good times. The Jews will start
    arriving, the Israelis will stop emigrating and those who already emigrated
    will return. Those who had chosen assimilation will finally understand that
    it won't help them to try and be the conscience of the world. The
    'conscience of the world' will have to understand through its arse what it
    could not get into its head. The gentiles have always felt sick of the Yids
    and their conscience, and now the Yids will have only one option: to come
    home, all of them, fast, to install thick steel doors, to build a strong
    fence, to have submachine guns positioned at every corner of their fence
    here and to fight like devils against anyone who dares to make a sound in
    this region. And if anyone even raises his hand against us we'll take away
    half his land and burn the other half, including the oil. We might use
    nuclear arms. We'll go on until he no longer feels like it..."

    "...You probably want to know whether I am not afraid of the masses of Yids
    coming here to escape anti-semitism smearing us with their olive oil until
    we go all soft like them. Listen, history is funny in that way, there is a
    dialectic here, irony. Who was it who expanded the state of Israel almost up
    the boundaries of the kingdom of King David? Who expanded the state until it
    covered the area from Mount Hermon to Raz Muhammad? Levi Eshkol. Of all
    people, it was that follower of Gordon, that softie, that old woman. Who, on
    the other hand, is about to push us back into the walls of the ghetto? Who
    gave up all of Sinai in order to retain a civilised image? Beitar's governor
    in Poland, that proud man Menahem Begin. So you can never tell. I only know
    one thing for sure: as long as you are fighting for your life all is
    permitted, even to drive out all the Arabs from the West Bank, everything."

    "Leibowitz is right, we are Judeo-Nazis, and why not? Listen, a people that
    gave itself up to be slaughtered, a people that let soap to be made of its
    children and lamp shades from the skin of its women is a worse criminal than
    its murderers. Worse than the Nazis...If your nice civilised parents had
    come here in time instead of writing books about the love for humanity and
    singing Hear O Israel on the way to the gas chambers, now don't be shocked,
    if they instead had killed six million Arabs here or even one million, what
    would have happened? Sure, two or three nasty pages would have been written
    in the history books, we would have been called all sorts of names, but we
    could be here today as a people of 25 million!"

    "Even today I am willing to volunteer to do the dirty work for Israel, to
    kill as many Arabs as necessary, to deport them, to expel and burn them, to
    have everyone hate us, to pull the rug from underneath the feet of the
    Diaspora Jews, so that they will be forced to run to us crying. Even if it
    means blowing up one or two synagogues here and there, I don't care. And I
    don't mind if after the job is done you put me in front of a Nuremberg Trial
    and then jail me for life. Hang me if you want, as a war criminal. Then you
    can spruce up your Jewish conscience and enter the respectable club of
    civilised nations, nations that are large and healthy. What you lot don't
    understand is that the dirty work of Zionism is not finished yet, far from
    it. True, it could have been finished in 1948, but you interfered, you
    stopped it. And all this because of the Jewishness in your souls, because of
    your Diaspora mentality. For the Jews don't grasp things quickly. If you
    open your eyes and look around the world you will see that darkness is
    falling again. And we know what happens to a Jew who stays out in the dark.
    So I am glad that this small war in Lebanon frightened the Yids. Let them be
    afraid, let them suffer. They should hurry home before it gets really dark.
    So I am an anti-Semite? Fine. So don't quote me, quote Lilienblum instead
    [an early Russian Zionist - ed.]. There is no need to quote an anti-Semite.
    Quote Lilienblum, and he is definitely not an anti-Semite, there is even a
    street in Tel Aviv named after him". (C. quotes from a small notebook that
    was lying on his table when I arrived

    'Is all that is happening not a clear sign that our forefathers and
    ourselves...wanted and still want to be disgraced? That we enjoy living like
    gypsies.' That's Lilienblum. Not me. Believe me. I went through the Zionist
    literature, I can prove what I say".

    "And you can write that I am disgrace to humanity, I don't mind, on the
    contrary. Let's make a deal: I will do all I can to expel the Arabs from
    here, I will do all I can to increase anti-semitism, and you will write
    poems and essays about the misery of the Arabs and be prepared to absorb the
    Yids I will force to flee to this country and teach them to be a light unto
    the gentiles. How about it?"


    It was there that I stopped C.'s monologue for a moment and expressed the
    thought passing through my mind, perhaps more for myself than for my host.
    Was it possible that Hitler had not only hurt the Jews but also poisoned
    their minds? Had that poison sunk in and was still active? But not even that
    idea could cause C. to protest or raise his voice. After all, he said to
    have never shouted under stress, even during the famous operations his name
    is associated with.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 
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