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  1. #1
    Tremendo
    Ospite

    Predefinito Ecco le prove del legame tra Al Qaeda e Saddam

    Ecco le prove del legame tra Al Qaeda e Saddam

    Una menzogna ripetuta mille volte diventa verità. Lo diceva Goebbels, il ministro della propaganda nazista, ma il suo ragionamento funziona anche ai giorni nostri. La menzogna che circola da tre anni a questa parte è: “In Iraq, prima della guerra, non c’era terrorismo”. Affiancata, per quelli che amano scendere più nel dettaglio, da: “Tra Saddam Hussein e Al Qaeda non c’era alcun legame”. Oggi si può dire che queste siano menzogne: documenti originali iracheni e dichiarazioni di prigionieri confermano che il legame tra il regime iracheno e la rete terroristica globale c’era eccome, non solo sul piano informale, ma anche a livello ufficiale. Stephen Hayes (autore di “The connection”) e Thomas Joscelyn, hanno pubblicato sul settimanale Weekly Standard parte di questa documentazione. Sicuramente sono ancora molti i punti oscuri, la documentazione è lungi dall’essere esauriente e non permette di ricostruire l’intera gamma di rapporti che intercorrevano tra il regime di Baghdad e i terroristi islamisti. Ma è sufficiente per affermare che un legame c’era. “In Iraq, prima della guerra, non c’era terrorismo ”: già prima della Guerra del Golfo del 1991, il “laico” Saddam aveva accolto a braccia aperte circa 1400 terroristi islamisti con il compito di condurre azioni contro gli Stati Uniti: “Non ci resta che dire a tutti voi Arabi, a tutti voi credenti militanti, ovunque voi siate, che è il vostro dovere intraprendere la guerra santa. Dovete colpire i loro interessi, ovunque essi siano”. Sono parole di Saddam Hussein, pronunciate il 20 gennaio 1991, a guerra iniziata da pochi giorni, tanto per far capire che la sua alleanza con l’Islamismo non era un espediente, ma rispondeva ad una vera missione ideologica. Il 18 gennaio, terroristi provenienti dall’Iraq avevano già cercato di colpire (senza successo) l’ambasciata statunitense a Jakarta. Il giorno successivo ci avrebbero provato, sempre senza riuscirci, nelle Filippine. Una volta persa la guerra del 1991, Saddam ospitò conferenze annuali di organizzazioni terroristiche islamiste. Alla fine della prima conferenza, nel 1992, Saddam stesso dichiarò che “L’Iraq è il bastione della jihad islamica bersagliato dalle forze atee”.
    “Tra Saddam Hussein e Al Qaeda non c’era alcun legame”: Al Qaeda non esisteva ancora, ma bin Laden (che in un primo tempo si era offerto volontario per combattere contro Saddam) era già riconosciuto come un alleato dagli agenti di Saddam. Nella lista delle persone utili al servizio segreto iracheno, infatti, a pagina 14 si trova la scheda di bin Laden, descritto come un uomo d’affari saudita che “…è in buoni rapporti con la nostra sezione in Siria”. Nello stesso 1992, stando a testimonianze attendibili, Al Zawahiri, che diventerà il numero 2 di Al Qaeda, si incontrò in Iraq con i vertici del servizio segreto di Saddam. Non fu l’unico viaggio, né l’unico incontro con i servizi segreti di Saddam, se è vero che continuò a fare la spola fra il Sudan (dove Osama fu ospitato dal 1992 al 1996) e l’Iraq e ottenne dai servizi segreti iracheni anche un passaporto falso per poter viaggiare.
    Un memorandum del servizio segreto iracheno del 1996, sottolinea che, una volta trasferitosi in Afghanistan, bin Laden e i suoi dovevano essere mantenuti come contatti: nel documento si legge che dovevano essere trovati “…altri canali attraverso cui mantenere il rapporto, alla luce della sua nuova dislocazione”. E questo perché: “La cooperazione fra le due organizzazioni deve svilupparsi liberamente, attraverso discussioni e accordi”. In genere, stando sempre ai documenti iracheni, Al Qaeda era vista come un utile supporto nella raccolta di informazioni. Ciò emerge anche dalla deposizione di un terrorista fatto prigioniero in Pakistan nel 2002. Era stato addestrato in Iraq e poi aveva aderito ad Al Qaeda. Nel 1998 aveva condotto ricognizioni in Pakistan, in vista di un attentato con armi chimiche contro le ambasciate statunitense e britannica, in un’operazione condotta assieme al servizio segreto iracheno. Nell’agosto di quell’anno, le due ambasciate statunitensi in Kenya e in Tanzania, furono devastate dagli attentati di Al Qaeda.
    Sempre al 1998 risale una serie di relazioni irachene in cui è documentato il lavoro svolto per poter ospitare un emissario di bin Laden. La visita ottenne l’approvazione il 23 febbraio, lo stesso giorno in cui Al Qaeda lanciò il suo primo proclama ufficiale riguardante “La grande devastazione subita dal popolo iracheno ad opera dell’alleanza dei Crociati e dei Sionisti”. Fra gli agenti di Baghdad e Al Qaeda vi furono altri due contatti di cui esistono prove e testimonianze attendibili nel solo 1998: in Afghanistan, in luglio e poi in dicembre. Il secondo incontro, avvenuto nei giorni successivi al bombardamento sull’Iraq voluto da Clinton (l’Operazione Desert Fox), ebbe anche ampia risonanza in tutti i media occidentali: sul Corriere della Sera, ad esempio, nel numero del 28 dicembre 1998, si legge “Saddam Hussein e Osama bin Laden hanno stretto un patto”.
    “In Iraq, prima della guerra, non c’era terrorismo ”: la cooperazione divenne ancor più stretta nel 2001, quando Al Zarqawi si trasferì in Iraq, fatto confermato anche dalla monarchia giordana. Prova ne è l’insistenza con cui la Giordania chiese l’estradizione di Al Zarqawi all’ex regime iracheno, senza ottenerla. È vero: si può dire che Al Zarqawi e la sua organizzazione terroristica, Ansar al Islam, avevano dislocato i loro campi di addestramento in territorio curdo, al di fuori dell’area controllata dal regime di Saddam. Ma stando ai documenti dell’intelligence irachena, i rapporti tra Zarqawi e Saddam risalgono al 1999, quando il terrorista (nome in codice: Al Wael) costituì, con il consenso del regime, alcune cellule dormienti a Baghdad. Se i documenti sono autentici, il network terroristico iracheno iniziò a costituirsi in quel periodo. Non dopo la guerra, non dopo l’occupazione americana: nel 1999. Poco prima della guerra contro gli Anglo-Americani nel 2003, in compenso, Saddam Hussein accolse i terroristi di Al Qaeda a braccia aperte: erano l’arma più utile per combattere le forze di occupazione dopo una sconfitta considerata inevitabile. Stando alla deposizione di Hudayfa Azzam, uomo personalmente vicino a bin Laden, nei mesi precedenti il conflitto, le attività di Al Qaeda in territorio iracheno furono controllate e pianificate direttamente dal regime.
    Perché non si parla mai di questi documenti? Perché non si ascoltano mai queste testimonianze? Non è solo un pregiudizio anti-americano. Nei tredici anni che intercorsero tra la Guerra del Golfo e il rovesciamento del regime di Saddam Hussein, la stessa intelligence americana aveva costruito il teorema secondo cui il regime “laico” di Saddam e il network terroristico islamista, non potevano che essere nemici per motivi religiosi. L’intelligence si basava sulla constatazione che nel 1990 Osama bin Laden aveva offerto i suoi uomini per combattere al fianco della monarchia saudita contro Saddam Hussein. Non si pensava che, solo due anni dopo, avrebbe cambiato idea e fronte. Sul teorema “Tra Saddam Hussein e Al Qaeda non c’era alcun legame” si sono costruite carriere e programmi politici. Quanti documenti ci vogliono per smentire questa certezza?

    (16 luglio 2005)
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  2. #2
    Totila
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    E' un' "Opinione" come un'altra...

  3. #3
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    In Iraq si facevano pure cerimonie pubbliche per pagare le famiglie dei kamikaze palestinesi con un assegno da 10.000 dollari.
    Ora gli iracheni raccolgono il terrorismo che hanno seminato.

  4. #4
    Totila
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    Originally posted by IlikeUSA
    In Iraq si facevano pure cerimonie pubbliche per pagare le famiglie dei kamikaze palestinesi con un assegno da 10.000 dollari.
    Ora gli iracheni raccolgono il terrorismo che hanno seminato.

    Be' stanno pagando un prezzo altino...per qualche decina di kamikaze, oltre centomila morti.

  5. #5
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    Originally posted by ZioAlceste
    sei spassoso!!!! ma chi ha messo al potere saddy???
    Il Baath, partito antioccidentale e antiamericano.

  6. #6
    Totila
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    Originally posted by IlikeUSA
    Il Baath, partito antioccidentale e antiamericano.
    Ma quando c'era da fare la guerra all'Iran, non era antioccidentale...


    Like, non ti esporre troppo...

  7. #7
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    Originally posted by Totila
    Ma quando c'era da fare la guerra all'Iran, non era antioccidentale...


    Like, non ti esporre troppo...
    Quando c'è stato da fare la guerra all'Iran li abbiamo sostenuti come li hanno sostenuti i sovietici e le monarchie del Golfo.
    Embeh? Volevi che sostenessimo l'Iran?
    Si aiuta sempre il nemico n.2 contro quello n.1
    Che noia questi ragionamenti da "Saddam è amico tuo! No tuo! No, tuo!" Sembra di essere al nido!

  8. #8
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    Originally posted by Totila
    Be' stanno pagando un prezzo altino...per qualche decina di kamikaze, oltre centomila morti.
    Colpa nostra se i musulmani si ammazzano tra loro?

  9. #9
    Totila
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    Originally posted by IlikeUSA
    Quando c'è stato da fare la guerra all'Iran li abbiamo sostenuti come li hanno sostenuti i sovietici e le monarchie del Golfo.
    Embeh? Volevi che sostenessimo l'Iran?
    Si aiuta sempre il nemico n.2 contro quello n.1
    Che noia questi ragionamenti da "Saddam è amico tuo! No tuo! No, tuo!" Sembra di essere al nido!
    E perchè allora non l'avete fatta voi la guerra contro l'Iran invece di delegare Saddy che non risolse un tubo. Anzi, rafforzò il regime degli ayatollah...?

    A proposito, quando cominciate a bombardare Teheran?

  10. #10
    Totila
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    Originally posted by IlikeUSA
    Colpa nostra se i musulmani si ammazzano tra loro?
    Che hai capito? I centomila e passa morti, li avete fatti voi...

 

 
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