Fini ha chiesto le dimissioni di La Russa e Matteoli.
Che è successo?


Fini ha chiesto le dimissioni di La Russa e Matteoli.
Che è successo?


Parole attribuite a La Russa e Matteoli da 'Il Tempo'
Roma, 15 lug. (Apcom) - Fini è malato, interveniamo. Un giudizio tranciante attribuito dal quotidiano 'Il Tempo' a Ignazio La Russa e Altero Matteoli durante una chiacchierata in un bar romano alla presenza anche di Maurizio Gasparri. E in An, naturalmente, scoppia il caos. Fino alle scuse dei tre 'colonnelli' per il danno arrecato.
Tutto nasce da un articolo apparso oggi sul quotidiano romano 'Il Tempo' che racconta di una 'chiacchierata' in un bar romano tra Ignazio La Russa, Altero Matteoli e Maurizio Gsparri. Secondo quanto riportato dal quotidiano i primi due si lasciano andare a valutazioni su un presunto stato di 'malattia' del ministro degli Esteri. Secondo quanto raccontano fonti di partito, il ministro degli Esteri si infuria e di buon mattino telefona sia a La Russa che a Matteoli manifestandogli la sua delusione e promettendo conseguenze pesanti sull'assetto interno del partito.
Nel pomeriggio, con l'imbarazzo crescente arrivano le scuse dei tre. "Caro Gianfranco, è inutile dirti quanto ci dispiaccia la pubblicazione dell'articolo apparso oggi su Il Tempo". Inizia così una lettera che Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri e Altero Matteoli hanno scritto al leader di An che - secondo quanto riportato dal quotidiano romano, è stato al centro di una fitta discussione tra i tre dirigenti in un bar del centro.
Spiegando che quanto "scorrettamente estrapolato dal giornalista", La Russa, Gaspari e Matteoli amettono comunque "il danno che senza alcuna colpa o ragione finisce per colpire anche e soprattutto la tua persona. Per questo - concludono - non possiamo che chiederti scusa e, dal punto di vista politico, rimetterci ad ogni tua decisione".
La lettera di scuse prosegue sottolineando che "in questi casi è pressoché inutile precisare le parole, le frasi, il contesto e il tono" perché "risultano completamente falsati" e perché "in questi termini non vi è alcuna corrispondenza tra la realtà e quanto apparso sul quotidiano. Comprendiamo, però, benissimo - aggiungono i tre esponenti di An - che, al di là di ogni nostra intenzione le frasi a noi attribuite nell'articolo risultano immeritatamente offensive nei tuoi confronti e che, in questi casi, l'apparenza può prevalere sulla realtà".
"Ci preme sinceramente sottolinearti - prosegue la lettera - che nel corso di tutto il colloquio, durato più di trenta minuti, e in qualche modo sviato e scorrettamente estrapolato da un giornalista, non vi è stato un solo minuto in cui è venuto meno il nostro reale intento e cioè il desiderio di trovare il miglior modo possibile per aiutarti nella difficile opera di ripartenza di Alleanza nazionale. L'ironia è che l'articolo esca proprio quando cementavamo la decisione di anteporre a tutto la volontà di lavorare con te, sotto la tua guida, con un rinnovato spirito di coesione e lealtà che in questi giorni ci hai raccomandato".
Decisioni che dovreanno essere prese per forza. Anche perché Fini e i colonnelli si erano visti a cena, ieri sera, in un ristorante romano per cominciare a riaffrontare i punti rimasti in sospeso nell'ultima Assemblea nazionale. Tutti intorno a un tavolo, tutta An (o quasi) a cominciare da Gianfranco Fini passando per Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri, Gianni Alemanno e Francesco Storace, Domenico Nania e Altero Matteoli. Al primo di questi punti l'organizzazione interna e il riassetto del partito. Ma di soluzioni non ne sarebbero state trovate e anche Gianni Alemanno non sarebbe tornato indietro dall'intenzione di ritirare le dimissioni dalla vicepresidenza del partito.
"Le componenti sono ancora troppo rissose - viene riferito da via della Scrofa - e per questo si è proceduto con un nulla di fatto". Poi, questa mattina, a surriscaldare ancora di più il clima, l'articolo del 'Tempo'.
Imminente la convocazione per la prossima settimana di un Ufficio di Presidenza e un nuovo organigramma.


L'ARTICOLO IN QUESTIONE:
Dobbiamo scuoterlo, non può affrontare la campagna elettorale in queste condizioni»
La Russa, Matteoli e Gasparri si incontrano al bar e «processano» Fini di NICOLA IMBERTI
UN VERTICE vero e proprio, lontano dai riflettori e da occhi indiscreti. Luogo dell’incontro, il gran caffè «La Caffettiera», a piazza di Pietra, a due passi dal Parlamento. È lì che ieri mattina, tra un intervento e l’altro del convengo sul partito unico organizzato dal comitato di Todi, si sono riuniti Altero Matteoli, Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri. Praticamente il 60% del gotha di Alleanza Nazionale (mancavano all’appello Gianni Alemanno e Francesco Storace). Un aperitivo che si è subito trasformato in un’occasione per fare il punto sulla situazione del partito. Ma anche un pre-incontro prima della cena tra Gianfranco Fini e i suoi colonnelli. I tre, però, non si sono limitati a riempire qualche casella vuota dell’organigramma (coordinatori regionali ecc.), ma si sono scatenati in un vero e proprio processo a Gianfranco Fini. «È malato - ha tuonato La Russa - non lo vedete che è dimagrito, gli tremano le mani. Non so di che tipo di malattia si tratti, ma o guarisce o sono guai. Non possiamo permetterci di affrontare una campagna elettorale con Fini in queste condizioni». Il più preoccupato, però, sembra Altero Matteoli. «La vera questione - dice il neo-responsabile dell’organizzazione del partito - è chiedersi chi è Fini oggi. Dobbiamo rispondere a questa domanda». E poi aggiunge: «Dobbiamo andare da lui prima di agosto, altrimenti parte per le ferie e scompare. Dobbiamo andare e dirgli: "Gianfranco, svegliati!". Che ne so, se serve, prendiamolo a schiaffi, ma scuotiamolo!». La Russa e Gasparri annuiscono. «Forse - aggiunge Matteoli - comincia a pentirsi di aver fatto l’accordo all’assemblea nazionale». «Fidati - gloi risponde La Russa - è stato meglio così». Gasparri non sembra proprio convinto e allora La Russa insiste: «Se fossero nate una maggioranza e un’opposizione sarebbe stato un massacro per il partito». Dopo gli attacchi arriva il momento delle ricette. Che fare? «O diciamo che andiamo avanti senza Fini - ipotizza Matteoli -, ma non possiamo permettercelo, oppure troviamo una soluzione». Sul partito, inoltre, spesa come una spada di Damocle, la questione del partito unico. «Se anche l’Udc ci sta - dice Gasparri - noi dobbiamo capire cosa fare». «Sì - lo blocca La Russa - però sul partito unico non possiamo far fare le trattative a Gianfranco. Non è capace. Quelli gli telefonano, gli dicono che vogliono togliere quello e mettere quell’altro, e lui dice sempre di sì». Matteoli, però, sembra avere la soluzione. «Credo che se noi teniamo la barra dritta - chiosa - possiamo andare avanti». Gasparri e La Russa sembrano d’accordo. Cominciano a squillare i cellulari, gli appuntamenti incombono. I tre si alzano, pagano e se ne vanno. Non prima che Matteoli, forse per stemperare un po’ la tensione, racconti un aneddoto. Qualche risata e poi via verso le attività istituzionali. Il vertice di piazza Di Pietra ha dato ottimi risultati.


Siamo alla farsa...![]()
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spero che Fini non sia malato sul serio


ALLEANZA NAZIONALE...
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Il migliore dei mondi possibili non arriverà MAI!


AN/ BONATESTA:FINI APRA OCCHI SU COLONNELLI, MARESCIALLI,CAPORALI
Roma, 16 lug. (Apcom) - "E' giunto il momento che il presidente di AN apra gli occhi sui colonnelli al bar e, soprattutto, sui loro marescialli e caporali in attesa di promozione, che fanno danni sul territorio". E' quanto ha affermato Michele Bonatesta, della direzione nazionale di An. "La morale della vicenda che ha visto coinvolti tre colonnelli eccellenti di AN 'beccati' a vomitare veleni contro Fini - ha osservato - è che la leadership di AN non è in discussione: ad essere in discussione è la credibilità di quei colonnelli, sempre gli stessi, che davanti a Fini e nelle sedi deputate del partito fanno i finiani, e appena il presidente di AN si gira cercano di pugnalarlo alle spalle, tramando contro di lui'.
"I problemi che attanagliano AN - ha aggiunto Bonatesta - non si risolvono con la finta unanimità registrata anche all'ultima assemblea nazionale o con le cene tra Fini e i colonnelli, ma con l'unità e la coesione vera, soprattutto sul territorio, dove il problema sono i marescialli dei colonnelli e i caporali in attesa di promozione, che stanno facendo di tutto per allontanare l'elettorato dal partito e quindi da Fini, che del partito è il leader".


AN: ANNULLATO UFFICIO DI PRESIDENZA PREVISTO PER MARTEDI'
AVREBBE DOVUTO SANCIRE NOMINE ORGANIGRAMMA PARTITO
(Adnkronos) - E' stata annullata la riunione dell'Ufficio di presidenza di An, prevista per martedi' alle 12 in via della Scrofa, per la concomitanza con i lavori parlamentari. In quella sede, si sarebbe dovuta affrontare l'elaborazione dell'organigramma del partito con le relative nomine, dopo l'azzeramento degli incarichi, voluto da presidente di An, Gianfranco Fini durante l'assemblea nazionale.


Il gioco si fa duro...
An: Gianfranco Fini revoca tutti gli incarichi fiduciari
18/07/2005 - 11.48
Azzerati vicepresidenti e organizzazione, direzione il 28/07
(ANSA)-ROMA,18 LUG- Il presidente di An, Fini, ha revocato gli incarichi ai vicepresidenti, ai componenti dell'ufficio di presidenza, ai coordinatori regionali. Secondo un comunicato dell'ufficio stampa di An, 'Fini ha poi nominato Marco Martinelli responsabile del dipartimento organizzazione e ha convocato la direzione nazionale del partito per il 28 luglio con all'odg: partecipazione di alleanza nazionale alla costituente del centrodestra; legge elettorale'.


Bonatesta cerca vendetta contro Gasparri, che lo aveva quasi messo fuori dal partitoIn origine postato da Dottor Zoidberg
[B]AN/ BONATESTA:FINI APRA OCCHI SU COLONNELLI, MARESCIALLI,CAPORALI
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