Napoli, i 130 anni dell'icona del Carmine

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Il campanile di Fra' Nuvolo svetta grigio e bianco come una scala verso il cielo lambita dal mare, visibile da lontano come un vessillo che indica allo sguardo e al pensiero del pellegrino, del turista e del napoletano, che lì più giù, custodita nella Basilica Santuario del Carmine Maggiore, c'é l'Icona prodigiosa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, la Madonna Bruna, la più implorata a Napoli. Oggetto di fervida devozione in tutto il mondo, per l'Icona quest'anno è il 130° dall'Incoronazione.
La tradizione vuole che l'Icona della Madonna con il Bambino (una delle tante immagini attribuite tradizionalmente a san Luca) sia quella originale che si trovava nella chiesa sul monte Carmelo, nei pressi di Gerusalemme, che gli ultimi carmelitani alla fine del 1200 portarono a Napoli, dove esisteva già un gruppo di padri arrivati in città nella seconda metà dello stesso periodo, per sfuggire alle persecuzioni turche. Da allora Napoli è il centro mondiale della devozione alla Madonna del Carmine. Gesti semplici quelli con cui si esprime ancora oggi la devozione alla Vergine Bruna, come la visita e la preghiera supplice dinanzi alla venerata effigie di Maria. Come espressivo è il gesto degli ex voto in argento o in cera e delle tavolette votive, di cui una raccolta è nel passaggio che nel Santuario dalla sagrestia conduce all'edicola della Madonna.
Momento forte di espressione della pietà è la partecipazione alle processioni e alle celebrazioni, che nei vari ritmi dell'anno si susseguono al Carmine Maggiore. Come la pia pratica dei «Mercoledì del Carmine» iniziati nel 1500, quando la Confraternita dei cuoiai, insieme a molti napoletani, compì un pellegrinaggio a Roma con l'icona della Vergine Bruna.
Nel 2000, in occasione dei 500 anni da quel pellegrinaggio, Giovanni Paolo II scrisse un messaggio al cardinale Michele Giordano e alla comunità diocesana per esortarli «a procedere senza sosta nello sforzo di rinnovamento spirituale e di incessante ricerca di unità e di comunione».
I festeggiamenti di metà luglio nella ricorrenza della Madonna del Carmine sono concentrati sulla spiritualità e sulla devozione più genuina. Solo in questi giorni è possibile salire all'Icona e baciarla da vicino. Tra le tradizioni folkloriche c'é l'incendio del campanile, uso iniziato a metà del sec. XVII. È un fantasmagorico gioco di fuochi pirotecnici che avvolge l'intero campanile, dando la drammatica impressione di un crollo imminente, quando una grande immagine della Madonna Bruna, issata e avvolta da altri fuochi, ferma e scongiura la distruzione del campanile. Stasera, nella piazza del Carmine, sarà il cardinale Michele Giordano a chiudere la solenne commemorazione della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo con la concelebrazione eucaristica e l'atto di affidamento della città di Napoli alla Madonna Bruna.

(Ieri era la festa della Madonna del Carmelo, in memoria del giorno in cui a Simone Stock apparve Maria per consegnargli lo scapolare dell'Ordine, simbolo di protezione speciale. )