Domenico Fisichella
Quel Giano Bifronte del PCI
da Togliatti a Berlinguer e oltre
Editoriale Nuova
Un libro del 1979 nel quale l'allora ancor giovane intellettuale di destra esaminava con grande acume le contraddizioni della politica dei comunisti italiani e i persistenti temi di continuità ideologica profonda, conservati anche in epoca berlingueriana.
Fisichella affrontava l'enigma della natura del PCI di Enrico Berlinguer facendo riferimento alla storia politica e ideologica del comunismo italiano nel suo contesto politico nazionale e in quello di parte del movimento internazionale. Muovendosi tra dichiarazioni di lealismo democratico e quelle di intransigenza rivoluzionaria il PCI, permaneva diviso fra la necessità di essere "partito di governo" in un sistema occidentale, al di qua del muro, e l'aspirazione a continuare ad essere "partito di lotta" per la trasformazione della società in senso socialista.
Esaminando i paradossi e le contraddizioni della sfinge comunista italiana, Fisichella dimostrava, rompendo le varie parti del mosaico che costituiva l'immagine del Partito, il vero volto del Giano Bifronte che aveva un peso determinante nel condizionare il futuro dell'Italia. A tanti anni di distanza la lettura di questo libro resta fondamentale per mantenere chiara la consapevolezza che il PCI di Berlinguer, pur con il suo revisionismo, continuava ad essere un partito comunista e non un partito socialdemocratico e continuava a portare fortemente in sè elementi fondamentali del togliattismo, con la sua sostanziale alterità verso una sinistra democratica moderna. Resta da discutere se questi elementi siano mai stati davvero superati, se non sul piano ideologico, su quello della mentalità, nemmeno dopo la caduta del muro e la trasformazione del partito.




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