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Discussione: Libri di Storia

  1. #221
    SENATORE di POL
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    Flavio Giuseppe


    La Guerra Giudaica


    Mondadori





    Nato a Gerusalemme nel 37 dopo Cristo, Flavio Giuseppe discendeva da una famiglia di grandi sacerdoti ebrei. Per qualche tempo, diresse la resistenza del suo popolo contro i romani: poi cadde prigioniero, collaborò con i nemici, predisse l'ascesa al trono di Vespasiano ; e per tutta la vita fu combattuto fra il profondo amore per il Dio di Israele, il tempio di Gerusalemme, i riti amorosamente coltivati e conservati, e la convinzione che la Provvidenza aveva ormai scelto l'immenso, maestoso e armonico impero di Roma.
    La guerra giudaica, scritto prima in aramaico poi in greco, è uno dei libri più drammatici della storiografia universale. Il lettore moderno vi trova lo stesso paesaggio di città, di campagne e di deserti, dove pochi decenni prima aveva predicato Gesù Cristo : penetra nel Tempio, apprende i riti e le abitudini degli Esseni, la filosofia politica degli Zeloti, conosce lo stesso mondo che ci è stato recentemente rivelato dai manoscritti del Mar Morto. La prima parte del libro è dedicata ai delitti che funestarono la famiglia di Erode ; e l'intreccio tra la passione per il potere e gli amori e gli odi egualmente sanguinari fra parenti ricorda le tragedie storiche di Shakespeare. Ma il cuore dell'opera è la lotta del piccolo popolo ebreo, guidato dalla fazione degli Zeloti, contro le legioni di Vespasiano e di Tito. Una delle più terribili tragedie della storia di ogni tempo rivive davanti ai nostri occhi: esempi di coraggio disperato, di straordinaria astuzia guerriera e di folle fanatismo rivoluzionario : scene di battaglia, lunghissimi assedi, fame, saccheggi, prigionieri crocifissi, inermi massacrati, gli ultimi difensori che si uccidono a vicenda con le spade, fino al momento - che Flavio Giuseppe rievoca lacrimando - in cui il Tempio, simbolo della tradizione ebraica, viene avvolto dalle fiamme di un incendio inestinguibile.

  2. #222
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    1948. Israele e Palestina tra guerra e pace


    Benny Morris


    Rizzoli





    1948: l'anno di inizio di un conflitto mai davvero concluso. In questo libro, Morris studia, attraverso singoli episodi accaduti fra il 1948 e il 1949, le responsabilità individuali e nazionali che portarono all'esodo di massa degli arabi, illumina le diverse situazioni locali e presenta i documenti che ci consentono di capire come e perché sorse la questione palestinese. Morris rivede il 1948 con lo sguardo rivolto all'attualità e con la convinzione che, senza una completa separazione, "ci sarà una guerra perpetua finché uno dei due popoli rivali verrà gettato in mare o nel deserto".

    http://www.informazionecorretta.com/...te=Libri&id=96

  3. #223
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    Nicola Caracciolo


    GLI EBREI E L'ITALIA
    durante la guerra 1940-45


    (prefazione di Renzo De Felice)



    Bonacci


    Questo libro nasce da una trasmissione televisiva messa in onda dalla seconda rete della RAI-TV e della quale è stato autore Nicola Caracciolo, che si è avvalso, per la parte storica della consulenza di Renzo De Felice, Daniel Carpi e Mario Toscano. La formula del libro, come della trasmissione, è l'intervista. Nicola Caracciolo ha intervistato in Italia e in Israele diecine di ebrei di varia origine, condizione sociale, cultura ed esperienza di vita vissuta in Italia durante la seconda guerra mondiale o che in Jugoslavia, Grecia e Francia vennero in quegli anni a contatto con le forze d'occupazione italiane in quei paesi che, assai spesso, ad esse debbono la vita. Il quadro che ne risulta è assai variegato e ricco di elementi umani assai interessanti e offre spunti e materiali documentari anche per lo storico che può trovarvi motivi e suggestioni altrettanto interessanti per uno studio sia dell'atteggiamento degli italiani di fronte alla politica razziale fascista e al genocidio nazista, sia più in particolare, di quello dei comandi militari.

  4. #224
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    La guerra civile europea 1917-1945.
    Nazionalsocialismo e bolscevismo.



    Ernst Nolte



    Sansoni





    Questo saggio è al contempo il detonatore e il risultato di quello che fu negli anni Ottanta il cosiddetto Historikerstreit, un violento dibattito fra storici, filosofi, politologi e sociologi tedeschi nato dalla sconcertante tesi di Ernst Nolte secondo cui lo "sterminio di classe" dei bolscevichi aveva anticipato e inaugurato lo "sterminio di razza" dei nazisti. Il libro riformula questa teoria, riorganizzando analisi, dati, informazioni secondo due idee portanti. La prima è quella di una grande "guerra civile europea" condotta tra comunismo e nazionalsocialismo. La seconda è l'esistenza di processi di condizionamento ideologico, oltre che di imitazione politica, dei nazionalsocialisti nei confronti dei bolscevichi.

  5. #225
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    Storia del sistema sovietico.
    L'ascesa, la stabilità, il crollo



    Victor Zaslavsky


    Carocci



    Il crollo improvviso dell'impero sovietico è stato forse l'unico caso di collasso di una superpotenza e del suo sistema mondiale, verificatosi in tempo di pace e per ragioni essenzialmente interne. Questo libro ricostruisce le fasi di ascesa, maturazione e successiva degenerazione della società sovietica, tracciando un affresco di settant'anni di storia comunista.
    L'Unione Sovietica, scrive l'Autore, "è stata una società fondata su un'economia avanzata e sul progresso tecnologico. […] l'industrializzazione è stata la forza motrice del cambiamento socioeconomico, mentre l'urbanizzazione, ovvero la migrazione di massa dalla campagna alla città, ha distrutto lo stile di vita e le strutture rurali che caratterizzavano la società contadina tradizionale. La società sovietica ha realizzato l'alfabetizzazione di massa e, estendendo progressivamente l'istruzione a settori sempre più ampi della popolazione per periodi sempre più lunghi, ha migliorato la posizione dell'individuo nella società. La sempre maggiore specializzazione nel lavoro ha portato a una nuova stratificazione, in cui l'occupazione e il livello d'istruzione diventano sintomatici dello status sociale, poiché le abilità acquisite con l'istruzione superiore sono indispensabili allo sviluppo dell'economia moderna, mentre la crescente domanda di specialisti provoca un alto grado di mobilità sociale".

    Stalin sostenne con estremo vigore il potenziamento e l'accentramento delle funzioni statuali e la ferma presa dello Stato sulla società. Infatti, come ebbe a sottolineare Luigi Preti nella sua opera intitolata "La sfida tra democrazia e autoritarismo", il motto mussoliniano "Tutto nello Stato, nulla contro lo Stato, nulla al di fuori dello Stato" avrebbe potuto applicarsi assai più allo Zar sovietico che a Benito Mussolini.

    Zaslavsky mette a confronto lo stalinismo con il nazionalsocialismo tedesco, rilevando che "il reale funzionamento della società sovietica e di quella nazionalsocialista e le condizioni di vita delle popolazioni di quei paesi erano per molti aspetti simili. Inoltre, ora che è diventata accessibile la documentazione sui tentativi di Stalin di aderire all'Asse negli anni 1940-41 e sulla campagna antisemita [o, meglio, antiebraica] dell'ultimo periodo del regime staliniano fino ai preparativi per una deportazione di massa degli ebrei sovietici in Siberia, emerge una somiglianza tra lo stalinismo e il nazismo anche sul piano ideologico. La durata relativamente breve del regime nazista non ne permise la completa realizzazione, perché […] il vero totalitarismo ha bisogno della <<proprietà statale dei mezzi di produzione>>, cosa che non si è verificata nei regimi nazista e fascista. E' indubbio che i regimi totalitari incompleti rappresentavano casi di transizione. Per il nazismo, ad esempio, abbiamo sufficienti indicazioni sul fatto che il regime hitleriano si stesse evolvendo verso lo stadio del partito-Stato con il pieno controllo sia del potere politico che economico. Infatti, il partito nazista, una volta al potere, stava attivamente ponendo le basi di un controllo anche sull'economia tedesca. La distruzione dei paesi dell'Asse nella Seconda guerra mondiale ha impedito di vedere il processo di conversione tra i sistemi totalitari, che avrebbe potuto essere la conseguenza più probabile della continuazione del patto tedesco-sovietico".

  6. #226
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    Il Vaticano e l'olocausto in Italia

    Susan Zuccotti


    Bruno Mondadori






    Meno virulento di altri studi "anti-papisti".... il libro, comunque interessante e fonte di molte informazioni, appartiene alla schiera dei testi "colpevolisti" relativamente alle presunte o pretese responsabilità di Papa Pio XII circa la persecuzione dei diritti e delle vite degli ebrei da parte del Nazismo e dei suoi complici:
    Papa Pio XII è stato spesso criticato per il suo silenzio/assenso allo sterminio degli ebrei europei nel corso della Seconda guerra mondiale. A sua difesa si affermò che forte fu il suo interessamento, ma che per ovvi motivi il suo impegno fu necessariamente sotterraneo. Questo volume esamina ciò che il Papa e i suoi assistenti fecero per evitare lo sterminio ebraico in Italia. Ne risulta che ben poco fu fatto. L'opera rivela quanto incredibilmente diffusi fossero sentimenti antiebraici nelle pubblicazioni vaticane e gesuite, il tutto testimoniato da un'ampia serie di materiali d'archivio che portano alla luce i segreti negoziati di Pio XI, Pio XII e molti altri, appartenenti alle alte schiere vaticane.

  7. #227
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    E' giustissimo pubblicare le mancanze,gravi,del Vaticano nei confronti della Comunita' Ebraica Europea (...che del resto,insieme ad altre Religioni, pativa "Crociate" da vari Secoli...) pero' NON e' giusto che tutto cio' venga USATO in maniera Anti-Cristiana (e paradossalmente Anti-Ebraica) dai nuovi "guru" dell'Anti-Globalismo...

    (La VERGOGNA di quello che la Sinistra e' stata capace di raccontare durante i Funerali di Giovanni Paolo II Magno e' sotto gli occhi di tutti)

    Pero' che sentimenti anti-ebraici fossero diffussissimi anche in ambienti Vaticani è notorio e vergognoso da ammettere...meglio tardi che mai!

    (IO mi ispiro a Giovanni Paolo II Magno : gli Ebrei sono i Nostri Fratelli Maggiori ...e non credo di sbagliare!)

    Shalom!

  8. #228
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    ILPAPA CHE SALVO' GLI EBREI.
    Dagli archivi segreti del Vaticano tutta la verità su Pio XII



    Matteo L. Napolitano, Andrea Tornielli


    Piemme






    A differenza del precedente, il presente libro appartiene al filone "innocentista" spinto relativamente alle presunte responsabilità di Papa Pio XII.
    L'apertura dei fascicoli dell'Archivio Segreto Vaticano - relativi a uno dei periodi più drammatici della storia - ha suscitato in tutto il mondo nuovi accesi dibattiti intorno ai presunti "silenzi" di colui che fu bollato come "il papa di Hitler". Emerge per la prima volta una verità che scagiona completamente il pontefice che tentò con ogni mezzo di contrastare l'antisemitismo e di salvare molti ebrei perseguitati.

  9. #229
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    Auschwitz e la «Menzogna su Auschwitz».
    Sterminio di massa e falsificazione della storia


    Till Bastian


    Bollati Boringhieri





    Il libro risponde alla tesi della negazione dell'esistenza dei campi di sterminio descrivendo sobriamente i fatti prima e discutendo puntualmente la tesi "revisionistica" poi. La prima parte è dunque dedicata a una breve storia della "soluzione finale", seguita dalla descrizione del sistema dei campi di concentramento e di sterminio nazista e di quello di Auschwitz in particolare (con foto e cartine). Nella seconda parte, dopo aver richiamato rapidamente le fonti e il processo di Auschwitz, l'autore analizza la letteratura "revisionistica" soffermandosi in particolare sul "rapporto Lauchter" del 1988: una perizia "scientifica" negazionista sulla quale interviene anche Giorgio Nebbia nella postfazione aggiunta all'edizione italiana.

  10. #230
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    Franco Cardini

    L'Inquisizione


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    La parola "inquisizione" evoca nell'immaginario truci ma poco precise scene di tortura e di roghi e il parlarne comporta un carico polemico di tipo accusatorio o apologetico, che troppo spesso sembra prescindere da una seria e pacata informazione.
    Qual è allora la verità su queta istituzione ecclesiastica che dal XIII secolo ha operato come "baluardo della Fede"? E quale retroscena nasconde la leggenda nera che avolge i suoi protagonisti, da Bernard Gui a Tomas de Torquemada?

 

 
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