In Origine Postato da AldoVincent
Lettera aperta al Prof. Romano Prodi
Esimio,
le dico subito che io sono un po’ trepidino all’idea della sua rielezione, non perche’ non la stimi, anche se sono molto critico su quanto ha fatto nello scorso mandato.
Ricordo la rottamazione, per esempio, soldi finiti nelle tasche dei padroni senza una contropartita, e le conseguenze sotto gli occhi di tutti.
Non mi e’ piaciuto il caso Nomisma, le cosiddette privatizzazioni che hanno tolto pacchetti azionari allo Stato per farli finire nei paradisi fiscali cosi’ da formare mostri come Tim di Tronchetti Provera, Cirio e Tanzi Parmalat con i risparmiatori parzialmente scremati…
Secondo me non depone a suo favore nemmeno l’aver perso il governo per un voto, segno che forse sa fare bene i conti ma non sa contare. E non m’e’ piaciuto nemmeno quel Bertinotti che brindo’ all’evento e che ora risulta essere il suo alleato piu’ affidabile…
Insomma, lei e’ una minestra riscaldata, senza uno straccio di nuovo programma, nuove facce, nuove idee se non il vantaggio di avere un avversario indecente…
Vabbe’, vorra dire che ci tureremo montanellianamente il naso.
Pero’, ora che riparte la campagna elettorale, vorrei pregarla di un chiarimento.
Legga questo verbale:
«Era un giorno di pioggia, facevamo il gioco del piattino, termine che conosco poco perche' era la prima volta che vedevo cose del genere. Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. Nessuno ci ha badato: poi in un atlante abbiamo visto che esiste il paese di Gradoli. Abbiamo chiesto se qualcuno ne sapeva qualcosa e visto che nessuno ne sapeva niente, ho ritenuto mio dovere, anche a costo di sembrare ridicolo, come mi sento in questo momento, di riferire la cosa. Se non ci fosse stato quel nome sulla carta geografica, oppure se fosse stato Mantova o New York, nessuno avrebbe riferito. Il fatto e' che il nome era sconosciuto, e allora ho riferito immediatamente»
Con queste parole, il 10 giugno del 1981, davanti alla Commissione Moro, lei rievoco’ la seduta spiritica che si svolse nell'aprile del '78 nel casa di campagna di amici.
Ma dopo tanti anni, quando non e' stato ancora chiarito se fu fatto tutto il possibile per salvare Moro.
Galloni ( che recentemente e’ stato colpito da una grave forma di recupero della memoria) mette in dubbio la ricostruzione fatta in Parlamento (nell'81, davanti alla Commissione Moro) da lei che ha sempre detto di aver riferito personalmente a Umberto Gavina, che riferi' a Zaccagnini, che riferi' a Cossiga allora Ministro degli Interni..
«Fu Paolo Prodi, allora professore all'Universita' di Trento, a venire da noi durante i 55 giorni per riferire della segnalazione». La ricostruzione di Galloni e' questa.
Ma nel giro di poche ore arrivo' la secca smentita di Paolo Prodi:
«Non solo non e' vero ma non ci sono nemmeno gli appigli per una veridicita'. Si tratta di un'invenzione assoluta, forse Galloni fa confusione».
Suo fratello disse anche: «Della seduta spiritica seppi da Romano, qualche giorno dopo che era stata fatta. Lo andai a trovare e lui mi fece il racconto con molta tranquillita'... ».
Sono passati trent'anni ma quella seduta spiritica non ha mai convinto nessuno. Lo stesso Belzebu'-Andreotti quando ha deposto davanti alla commissione stragi ha sussurrato alla sua maniera:
«Non credo allo spiritismo»
E allora, Romano, via un bel gesto di coraggio. Lo so chi il coraggio non ce l'ha non e' che possa farselo venire, ma sono passati tanti anni e non c'e' piu' nessuno da proteggere e non c'e' piu' niente di cui vergognarsi.
Sta ripartendo per un'altra delle sue campagne elettorali in cui predichera' lealta' e sincerita'. E allora, faccia uno sforzo e dica agli italiani quello che si aspettano che lei dica da trent'anni: Che la spiata le venne da alcuni componenti di Autonomia di Bologna.
La smetta di prenderci in giro con gli spiriti e con i medium, altrimenti, come faremo a darle il prossimo voto?
D.S.
Una preghiera pure per Fassino.
Salterella da un concetto all’altro e da uomo probo e onesto qual’e’ si intuisce il disagio che prova a frequentare i salotti bene torinesi e difendere gli operai. Non si pronuncia sulla tassazione delle rendite finanziarie ed elogia Ricucci.
Pero’ una promessa potrebbe farcela.
Se la sinistra va al governo, ci vuole togliere dalle palle Klaus Davi e Diaco, che tanti sfracelli stanno facendo alla credibilita’ di un’informazione di sinistra equa e indipendente?
Con affetto
Aldo Vincent
Il gelataio senza gelato