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    Post Presidente, cos’ha Sofri, che Spiazzi non ha? di G.Oneto

    Il colonnello Amos è stato accusato di ogni nequizia: è stato considerato uno dei capi della misteriosa Rosa dei Venti e tirato in ballo per il golpe Borghese, per tutte le stragi attribuite ai fascisti, fino alla Gladio. 19 i processi subìti e sempre assolto con formula piena


    di Gilberto Oneto



    Adriano Sofri è stato processato un sacco di volte sempre per lo stesso reato ed è stato giudicato colpevole. Questo potrebbe anche non significare granché perché sappiamo benissimo come (non) funzionano le cose nei tribunali della Repubblica italiana. Però - visto l’andazzo - ci viene da pensare che: 1) Sofri abbia trovato sul suo percorso giudiziario solo magistrati non politicamente intruppati (o che lo sono in un sodalizio di altro colore); 2) che - per la legge dei grandi numeri - dal mucchio dell’ingiustizia vengano anche fuori casi di giustizia. In base a questa seconda considerazione può essere interpretata anche la storia di Amos Spiazzi. La vicenda è nota a chi non è proprio più un ragazzino: il colonnello Spiazzi negli anni Settanta è stato accusato praticamente di ogni nequizia (o di ogni progetto di nequizia) che ha interessato la penisola. È stato considerato uno dei capi della misteriosa Rosa dei Venti (organizzazione golpista), è stato tirato in ballo per il Golpe Borghese, per tutte le stragi attribuite ai fascisti, fino - non poteva mancare - alla Gladio. Stupisce che non sia stato coinvolto per l’11 settembre. Spiazzi si è fatto sei anni e mezzo di galera, ha avuto la vita e la carriera militare (a 40 anni era già tenente colonnello) completamente devastata: per le vicende connesse alla sua persecuzione ha perso la madre e la moglie, si è rovinato economicamente e oggi rischia di perdere anche la casa di famiglia. Spiazzi è stato inquisito e processato 19 volte e ogni volta assolto con formula piena. Dopo ogni assoluzione gli è arrivata puntuale una nuova incriminazione, con il solito doloroso corollario di carcere, processi, umiliazioni e additamenti alla pubblica esecrazione. Spiazzi è stato per anni il primo, più pericoloso ed esecrabile mostro da sbattere in prima pagina, il pericolo pubblico da additare all’odio di chiunque amasse con tenerezza la democrazia. Alla fine, dopo 32 anni di calvario, lo scorso maggio, Spiazzi è stato definitivamente assolto in Cassazione da ogni accusa. È stato reintegrato nel grado (ma subito congedato), e salutato senza neppure una lettera di scuse. Si è rivolto alla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ha ovviamente condannato la Repubblica italiana a una multa per le vergognose lungaggini con cui Spiazzi è stato finalmente prosciolto. Oggi lo stesso tribunale è stato coinvolto per costringere lo Stato a un risarcimento che fino a qui ha rifiutato di riconoscergli sulla base di odiosi cavilli procedurali. Ancora oggi Spiazzi, galantuomo ultrasettantenne, combatte la sua quotidiana battaglia per difendere la casa dai creditori. Spiazzi non ha santi in paradiso, non è stato di Lotta continua, non è parte di un sodalizio potente e arrogante, della massoneria rossa (eskimo invece di grembiulino) che imperversa sui giornali, nelle televisioni, nei tribunali e in politica. Anche la vicenda Sofri è arcinota: è in carcere ma fa l’editorialista di grido, il maitre a penser osannato nei salotti che contano. Adesso fa anche il bibliotecario alla Normale di Pisa. Non poteva fare l’operatore ecologico, l’accompagnatore di handicappati? No, è un fine intellettuale e merita un trattamento speciale. Questa è la versione comunista (oggi si dice riformista) de “la legge è uguale per tutti ma per qualcuno è più uguale che per gli altri”. Nei mesi scorsi abbiamo sentito e letto stupidaggini secondo cui un intellettuale come lui non può essere trattato come un comune mortale: uno che ha scritto tanti libri intelligenti e impegnati, uno che produce articoli intelligenti e impegnati andrebbe trattato con ben diversa considerazione. È un’interessante variazione del Diritto di cui l’Italia pretende di essere la culla indiscussa: chi ha più lauree, chi scrive libri è diverso dagli altri non solo in termini culturali o umani (cosa che qualcuno sostiene da sempre e che proprio i comunisti hanno sempre negato) ma anche in termini giuridici. Si potrebbe - secondo questi marxisti post-moderni - in qualche modo codificare la cosa istituzionalizzando per legge una serie di benefit: chi ha una laurea può accoltellare la suocera senza temere punizioni, chi ne ha due può ammazzare il vicino, chi ha scritto tre libri può fare il pedofilo, chi ne ha scritti di più fare ammazzare un commissario di polizia senza subire conseguenze. Per questa sinistra del caviale si dovrebbero stabilire delle franchigie da guadagnare con l’impegno culturale, come si accumulano i bollini della Coop. La cosa potrebbe sempre venire buona. Però evidentemente non funziona così: ci sono delle eccezioni che sono strettamente legate al “politicamente corretto”. Spiazzi è laureato, ha scritto due libri, non massacra i congiuntivi, eppure non può godere della franchigia culturale, perché questa vale evidentemente solo per la kultura di regime, quella degli amici degli amici. Della vicenda Sofri si occupa con tenerezza ogni mattina anche il presidente Ciampi, che - come è noto - si addolora per tutti i dispiaceri che capitano ai cittadini della Repubblica, la cui unità e felicità rappresenta con tanta paterna sollecitudine sommandola a quella materna della signora Franca. Il bene dei cittadini e dello Stato sono - assieme alle sorti del Livorno Calcio e dell’unità della Patria - al vertice delle sue preoccupazioni. Ma se è così c’è un passaggio che ci sfugge. Perché mostra tanta premura nel garantire i diritti di un cittadino che ha fatto ammazzare un commissario di polizia, cioè un fedele servitore di quello Stato e di quella Italia per cui tanto freme? E perché sembra essere così indifferente nei confronti delle sciagure di un ufficiale dell’esercito (cui la Costituzione-Bibbia affida il sacro compito di difendere la Patria) che è stato riconosciuto dai tribunali dello Stato innocente e vittima di calunnie inqualificabili? Proprio dalla stessa italianissima e infallibile (nonché intoccabile) magistratura che ha condannato Sofri. Noi siamo padani beceri e ignoranti, non proviamo turgori alle strofette di Mameli, non ci commuoviamo davanti ai ritratti di Cavour e di Bava Beccaris, ci intendiamo poco di Italia e facciamo perciò un po’ fatica a capire certe cose ma: Esercito e Polizia non sono pedine essenziali dello Stato patriottico? Il Capo dello Stato non si dovrebbe occupare innanzitutto del bene di chi non è solo cittadino, ma anche - per scelta personale e volontaria - servo fedele dello Stato? Noi che non abbiamo una fede cieca nella giustizia italiana saremmo forse giustificati a pensare che Sofri sia innocente e Spiazzi colpevole, ma chi piange quando vede il tricolore sventolare “libero e giocondo” dovrebbe essere sicuro del contrario e fare di tutto per affermarlo. Che Stato è quello il cui Capo vuole slargare chi ha fatto uccidere uno dei suoi e che rifiuta di riconoscere il giusto risarcimento a un altro dei suoi che
    è stato ingiustamente incolpato?

    di Gilberto Oneto
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
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    Oneto difende i fascisti?

  3. #3
    El Criticon
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    Predefinito Ottimo articolo, questo

    di Oneto.

    M'era quasi sfuggito.

    Chissà se il presidente ciampi l'avrà letto?

    Sarebbe interessante conoscerne il parere, no? Magari deciderà di aiutare il colonnello Spiazzi a trovare una qualche adeguata occupazione quale bibliotecaio in libertà indefinita ...

    Ad ogni modo, se mai ve ne fosse bisogno, l'ottimo articolo di Oneto non fa altro che confermare quanto

    MISERABILE e SPREGEVOLE

    sia stata e tuttora sia una certa parte degli abitanti di questa penisola.

    Com'era stata definita? "Terra di santi, poeti e navigatori"?

    E i trasversali persecutori-informatori-traditori dei servizi più o meno deviati e occulti, delle centralizzate fogne romane, come quelli appunto che si sono accaniti contro Spiazzi, lasciando invece liberi veri criminali e assassini assoldati dallo straniero, dove li mettiamo?

  4. #4
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    Originally posted by carbonass
    Oneto difende i fascisti?

    Amos Spiazzi è anche un tradizionalista cattolico
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  5. #5
    Fieramente Leghista
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    Nonno Oni scriverebbe anche talvolta delle cose pienamente condivisibili, e per di più in bello stile, il problema è che siamo al "si predica bene, ma si razzola male" ? Mah...

    Comunque condivisibile la difesa del mio concittadino veronese pluriperseguitato Amos Spiazzi, che tra l'altro è anche andato ad assistere personalmente alle conferenze di Nonno volpOni in passato...

  6. #6
    Totila
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    Sinceramente non so cosa dire. Amos Spiazzi, oggi è un venerato catto-tradizionalista; ma ieri, cos'era? Sicuramente ha fatto parte dell'intelligence dell'esercito e si professava monarchico (savoiardo).
    Insomma...
    Oggi è cambiato? Bene. Ma se nel passato ha avuto frequentazioni oscure, lo dica.

 

 

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