"Perché Fini vuole impedire la conferenza sull'Iraq?",
di Marcello Migliosi
"Perché Fini vuole impedire la conferenza sull'Iraq?", a chiederselo sono gli organizzatori dell'iniziativa: i membri del Campo Antimperialista di Assisi. In una nota, fatta pervenire alla stampa, Pasquinelli & Compagni denunciano che, agli inizi di agosto, 44 membri del Congresso degli Stati Uniti hanno inviato una richiesta formale al governo italiano, invitandolo ad impedire lo svolgimento del convegno. "Lasciamo in pace l'Iraq. Sosteniamo la legittima resistenza del popolo iracheno", questo il titolo del simposio programmato, in Italia, dal Campo. Fra i relatori internazionali hanno già assicurato la loro partecipazione, fra gli altri, i seguenti Alti rappresentanti della società civile irachena: Ayatollah Sheikh Jawad al KHALESI, leader del Iraqi National Foundation Congress; Ayatollah Sheikh Ahmed al BAGHDADI; Salah al MUKHTAR, già ambasciatore iracheno in India; Sheikh Hassan al ZARGANI, Portavoce internazionale del movimento di Muqtada al Sadr; Mohamad FARIS, Comunista patriottico iracheno; Ibrahim al KUBAYSI, fratello del segretario dell'Alleanza Patriottica Irachena, rapito dagli americani il 4 settembre 2004. Per queste persone - secondo il Campo - l'ambasciata italiana a Bagdad, nei giorni successivi alla richiesta degli Usa, mutando repentinamente la posizione tenuta fino a quel momento, ha comunicato che i visti richiesti per gli esponenti iracheni non sarebbero stati più concessi per decisione politica del Ministero degli Esteri. "La evidente pressione esercitata sul governo italiano dagli Stati Uniti - riferisce la nota -, che ha portato alla negazione dei visti, rischia di rendere impossibile lo svolgimento di una conferenza che potrebbe contribuire alla ricerca di una pace giusta in Iraq, nel rispetto del diritto all'autodeterminazione dei popoli". Il comunicato stampa si chiude con la richiesta, rivolta al Ministero degli Esteri diretto da Gianfranco Fini, di rilasciare i visti per i relatori. La richiesta è firmata, tra gli altri anche da; Giorgio Bocca, giornalista, partigiano e storico della Resistenza, Gianni Vattimo, filosofo ed ex parlamentare europeo e Marco Ferrando, della direzione nazionale di Rifondazione Comunista.
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